venerdì 11 giugno 2010

..:: La tomba dei mutilati ::..

Titolo: La tomba dei mutilati
Autore: Riccardo Bianco
Editore: Runde Taarn edizioni
Genere: Fantasy
Pagine: 52

La trama in breve:
In un mondo che pare ormai destinato ad un nefasto futuro, un luogo che era fonte di vita e di salute diviene cagione di male e sofferenze atroci. Un strana compagnia, formata da un chierico, un mezz'orco e un cavaliere affronterà l'ignoto che sconvolge il piccolo borgo nel quale hanno trovato dimora. Abituati ad affrontare ogni sorta di pericolo non indietreggeranno nemmeno di fronte alla scoperta più incredibile. La fontana che aveva dato lustro alla località nei tempi passati è in realtà una porta verso il mondo degli inferi, transito prediletto per demoniache creature che razziano il villaggio rapendo anime innocenti da destinare ad orrendi sacrifici a beneficio di immondi esseri che palpitano nelle viscere di un infernale mondo dei morti, Dagobar, Assam e Krando affronteranno ciò che nessuno, né uomo, né orco, vorrebbe mai dover affrontare. Leggendo "la tomba dei mulitati" ci troveremo coinvolti nelle loro avventure, fra duelli con esseri sovrannaturali, prove di coraggio e lealtà e scoperte sensazionali, con un finale tutto da scoprire, per nulla scontato.


Il mio commento:
Ho letto questo libro nell'ambito di una catena di lettura promossa sul forum Mondo Parallelo, affiliato alla Lega dei Nuovi Autori. Non conosco l'autore del testo ma l'editore sì e, per certi versi, pure il disegnatore che ha realizzato la copertina. Ma andiamo con ordine.
Il titolo scelto per l'opera è senza dubbio particolare e suggerisce l'idea di una storia con un'ambientazione vagamente macabra e orrorifica. Come conferma poi la lettura del testo. L'immagine di copertina invece, a mio avviso, nulla c'azzecca con tutto questo: non c'è nulla che faccia pensare ad un dungeon, ad un mondo infernale, ad una fontana contaminata, ad un portale per un altro mondo, ad una città in cui avvengono misteriose sparizioni, ad un terzetto di "eroi" armati fino ai denti pronti a sfidare il sovrannaturale... niente. Ci sono invece una colonna, un guerriero cne un altro uomo entrambi in ambiti vagamente classicheggianti. Mah...
Procedendo, la rilegatura del testo è piuttosto spartana e manifesta già segni di cedimento: ok, il testo sta viaggiando in lungo e in largo per l'Italia ma, credo, si poteva far di meglio. L'impaginazione e la scelta del font mi paiono adeguati, un po' meno l'editing che più di una volta fa percepire la propria assenza e rimpiangere l'eventuale spesa fatta: 10 euro, per un testo così breve, non sono certo pochi.
Il racconto in sè, invece, credo sia più che discreto, forse più adatto ad un pubblico di appassionati di giochi di ruolo e videogames: l'impressione avuta è stata infatti quella di un viaggio analogo a quelli vissuti in una campagna di Ad&D mentre il mondo infernale, per certi versi, mi richiamava alla memoria scenari alla Doom 3 e Silent Hill.
In questo senso, credo, il testo può non piacere a tutti. L'atmosfera vagamente horror e la predilezione per scene d'azione, con tanto di tesori conquistati al termine della missione, potrebbero far scemare il fascino della lettura a chi si aspetta di più in termini di pathos, caratterizzazioni e approfondimenti di dinamiche e ambientazione. Senza contare che, comunque, anche considerando le ridotte dimensioni del testo, attendersi "qualcos'altro" è più che lecito: i personaggi, infatti, sembrano non avere un vero e proprio background così come l'autore non si dilunga troppo nel descrivere cosa sia accaduto al Paese delle Acque Nere o come fosse in precedenza. Anche le battaglie e il finale tendono a scorrere via molto rapidamente e, purtroppo, senza risultare del tutto chiare. O, per lo meno, a me non convince molto nè la presenza degli elfi nè l'essere con la maschera bianca nè il dialogo che conclude la lettura. Così come mi sarebbe piaciuto aver letto qualcosina di più sulla contaminazione di un luogo che, un tempo, era meta di pellegrinaggio e che, ora, è divenuto un portale per il male.
In conclusione, un testo a cui attribuisco la sufficienza ma che, personalmente, credo possa e debba essere ampliato e rivisto, per farlo crescere e soprattutto per sviluppare tutti quegli aspetti che risultano solo introdotti e poco approfonditi.


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