sabato 9 gennaio 2016

Storie sull'incomprensibilità della specie

Titolo: Storie sull'incomprensibilità della specie
Autore: Mattia Vacchiano
Editore: Elison Publishing
Genere: narrativa
Pagine: 59

La trama in breve:
Storie sull’incomprensibilità della specie è una raccolta di racconti brevi. I testi esprimono il disincanto e il fatalismo dei protagonisti, alle prese con una retrospettiva su di un avvenimento importante della loro vita. Con un tono ironico, surreale o sommesso, i narratori si alternano nel raccontare un mondo violento e senza riguardo per il proprio e l’altrui destino, dando spazio a emozioni e ricordi spesso censurati nelle narrazioni tese a ricostruire il filo logico degli avvenimenti. Ispirata al postmodernismo, la raccolta rivela un universo difettoso, composto da giraffe da combattimento, assassini cruenti, organizzazioni misteriose, teste dalle forme stravaganti, tossici e disperati d’amore; nelle venti storie si cela il tentativo di svelare come “l’atto di raccontare” mutila la realtà dei percorsi e delle storie individuali, convertendo le parole in cortocircuiti di una realtà che non comprendiamo completamente. (fonte Elison Publishing)

Il mio commento:
Tra i testi di Elison Publishin che ho avuto occasione di leggere sinora credo che questo libro di racconti di Vacchiano sia il migliore. Non scherzo. Si tratta di racconti brevi slegati da loro - in quanto non vi è un vero e proprio filo conduttore o una trama comune -, ma accomunati da alcuni elementi quali il tono, l'ermetismo, lo stile con cui vengono raccontati. L'io narrante che descrive episodi di vita vissuta e personaggi e situazioni sperimentate potrebbe essere chiunque - un uomo una donna un vecchio uno straniero, Non conta sapere il "chi": è la voce di qualcuno che, con un flusso di coscienza, ci parla di sé e delle proprie esperienze. Non ha importanza che si una testimonianza reale o farlocca, quel che conta è il vissuto e il modo in cui questo viene trasmesso. Non vi sono nemmeno eroismi o ammonimenti, semplicemente dinamiche di vita e di sentire, relazioni che si intrecciano, persone sole o disabili che hanno i propri quindici minuti di celebrità, esplosioni di violenza, imprese folli, incomprensioni e situazioni non sempre chiare o immediate da assimilare. E questo anche e soprattutto per lo stile adottato dall'autore, essenziale ma ermetico, molto poetico e calcolato, ricco di accostamenti non sempre immediati ma comunque di forte impatto. Si percepisce di essere di fronte a un autore, a mio modo di vedere, maturo, che ha letto molto e che dà l'impressione di aver fatto svariate esperienze. La sensazione provata è quella di trovarsi ad un bancone di un locale, a sorseggiare qualcosa in compagnia di un vecchio amico, non qualcuno di troppo giovane, ma di certo uno dall'aria vissuta e consumata, qualcuno che non si è fatto mancare nulla ma comunque logoro, provato. Me lo vedo con la sigaretta in bocca mentre alterna frasi a sorsi di qualche alcolico, raccontando e rievocando se stesso, senza censure, senza remore, focalizzandosi su immagini e sull'essenziale, condensando passaggi logici e temporali ma affascinando con la propria dialettica evocativa.
Ecco, la mia esperienza di lettura me la figuro più o meno così.

venerdì 8 gennaio 2016

Interceptor - Mad Max

Titolo: Interceptor
Titolo originale: Mad max 
Regia: George Miller
Anno: 1979
Genere: azione, sci-fi
Cast: Mel Gibson, Joanne Samuel, Roger Ward, Tim Burns, Hugh Keays-Byrne

La trama in breve:
In Australia, le istituzioni, ormai incapaci di prevenire e arginare la criminalità dilagante, affidano il compito di combattere le bande motorizzate di giovani, spietati delinquenti ad un apposito corpo di polizia, motorizzato anch'esso, composto da agenti selezionati, esperti nell'uso delle armi e del tutto privi di scrupoli. Max Rockatansky, soprannominato Mad Max, poliziotto del nuovo reparto, è colto dallo sdegno quando vede che un pavido tribunale rilascia in libertà l'assassino di un suo collega. Dubitando dell'utilità del proprio incarico, l'uomo è tentato a dimettersi dal servizio attivo, ma a distoglierlo dal proposito è l'improvviso massacro della sua famiglia ad opera della banda di Toecutter. Facendo della vendetta l'unica ragione di vita, Max si mette a caccia dei criminali e li elimina ad uno ad uno, rivelando lui stesso una selvaggia ferocia non inferiore a quella dei suoi antagonisti. (fonte mymovies)
Il mio commento:
Quest'estate, al cinema, ho goduto guardando Mad Max Fury Road ed è stata un'esperienza esaltante, anche e soprattutto dal punto di vista visivo. 
Però, essendo io ignorante, nel senso che ignoro, in merito alla saga cinematografica di Miller, complice qualche giorno di ferie ho deciso di rimediare a codesta mia lacuna. Ergo, mi son recuperato il primo capitolo della serie, datato '79. 
Non ne son rimasto deluso ma si vede che è un film d'altri tempi e che siamo lontano anni luce da quanto offerto quest'estate. Il contesto presentato e tutta la narrazione sono diverse, riferimenti distopici/fantascientifici sono solo dei proforma, e il budget a disposizione, qui, è tutto sommato abbastanza risicato. 
Tuttavia il film funziona, coinvolge lo spettatore, scorre via crudo e violento. Il tutto è molto easy, comprese le dinamiche esistenziali dei personaggi che popolano la pellicola, e acerbo. In fin dei conti, molte dinamiche si limitano a inseguimenti ed esplosioni di violenza, ma è tutto più che accettabile (ok, la violenza va condannata) cinematograficamente parlando e, tutto sommato, fila liscio. 
Apprezzate in particolar modo le prove del giovanissimo Gibson e di Keays-Byrne, leader della band di folli motociclisti attorno a cui gravitano le vicende che porteranno il povero Max a perder (la famiglia) la sanità mentale. 
Riuscite e ammiccanti a dinamiche viste in Duel (e non solo) pure le riprese rasoterra dei vari inseguimenti a bordo di moto e macchine: di certo contribuiscono a dare un senso di tensione e movimento che altrimenti sarebbe venuto meno.
Senso di deja vu al contrario invece per una scena del finale, quando all'ultimo della band di ToeCutter, viene concessa la possibilità di salvarsi: lui si trova ammanettato per la gamba e, fondamentalmente, può scegliere di liberarsi o rompendo la catena o amputandosi il piede...
Ad ogni modo, come film non mi è spiaciuto. Ha in effetti il sapore di qualcosa di riuscito bene e di significativo, ma forse per i tempi che corrono trasmette molto meno di quanto è riuscito a fare al tempo in cui uscì al cinema.
Ciononostante sono contento di aver colmato questa mia lacuna: ora non mi resta che procedere con i capitoli successivi quelli che, mi dicono, hanno gettato le basi per molte e molte cose. Vedasi l'ispirazione per Hokuto No Ken :-)

mercoledì 6 gennaio 2016

La Lama delle Lacrime

Titolo: La Lama delle Lacrime - Libro I - Prigione per un'anima
Autore: Luca Martina
Editore: Amazon Kindle Direct Publishing
Genere: fantasy
Pagine: 489

La trama in breve:
Un desiderio oscuro. Una vittima inerme. Un delicato amore infranto. Il dolore che diventa odio, poi rabbia, e quindi forza. La minaccia di una nera presenza. Sono i fantasmi che agitano la mente e la volontà di una nascente anima guerriera. Armata del dono più macabro e infausto, e tuttavia unico possibile strumento che la porterà alla vendetta, unica via percorribile verso una dolorosa redenzione. (fonte amazon) (book trailer)

Il mio commento:
Ho letto questo testo dopo aver ricevuto un messaggio in privato, su twitter, dallo stesso Luca Martina: "Amante del #Fantasy?Bene! Allora ti piacerà ;) --->  http://goo.gl/rwvJt  #RT Plz"
Per cui, seppur con i miei tempi, a distanza di qualche mese ho recuperato e letto il testo in questione.
In prima battuta, non ero convinto dalla copertina. 
Non che non sia accattivante: c'è una bella donna, ci sono mistici poteri che vorticano, c'è una lama spessa e misteriosa che farebbe invidia a Gatsu di Berserk...però diciamo che tendo a essere un po' misogino e a non credere così tanto al connubio della della donna guerriera e fotomodella capace di gestire ogni situazione ma condannata a muoversi senza borsetta e almeno una dozzina di abiti di ricambio al seguito... 
Comunque sia, dal punto di vista della storia proposta, trattandosi di un primo capitolo di una trilogia, siamo di fronte a qualcosa di incompleto: un libro primo che propone personaggi, misteri e sotto-trame che, per forza di cose, restano da approfondire o risolvere. La narrazione procede senza intoppi e con uno schema che, col senno di poi, complice anche quanto spiega di sé lo stesso autore, ricorda l'incedere di un gioco di ruolo con quest che si innescano mano a mano che la storia viene sviluppata. Dapprima c'è la sola protagonista Hylenij Veen Daer Aesjndil alla ricerca di un artefatto; poi quando sembra stia per recuperare preziose informazioni subentra Redoran, personaggio misterioso che però la salva dal pericolo e che ne diviene compagno di avventura. I due si recano quindi da Mohal per saperne di più sulla spada incantata che possiede la duchessa e via dicendo... il tutto alternando l'esplorazione dell'ambientazione proposta all'introduzione di nuovi personaggi e misteri e combinando il tutto con un po' di sana azione e interessanti flashback che aiutano a caratterizzarli e ad espandere l'ambientazione proposta. A mio modo di vedere è tutto abbastanza bilanciato ed equilibrato e l'esperienza di lettura risultante, sotto questo punto di vista, può dirsi più che soddisfacente. Almeno per i miei gusti.

domenica 3 gennaio 2016

Star Wars: The Force Awakens - Il Risveglio della Forza

Titolo: Star Wars: Il Risveglio della Forza 
Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens
Regia: J. J. Abrams
Anno: 2015
Genere: fantascienza
Cast: Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Anthony Daniels, Peter Mayhew, Kenny Baker, John Boyega, Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Max von Sydow, Lupita Nyong'o

La trama in breve:
Luke Skywalker è scomparso. La mappa con il luogo in cui si è nascosto suscita l'attenzione di molti: di Primo Ordine, organizzazione paramilitare che si richiama all'Impero Galattico cercando di restaurarne l'autorità, e della Resistenza, gruppo di repubblicani decisi a contrastare l'autoritarismo di Primo Ordine. Quando Kylo Ren, malvagia pantomima di Darth Vader, scopre che la mappa si trova all'interno di un droide, si scatena una caccia all'uomo senza tregua, che coinvolgerà Finn, uno Stormtrooper che ha deciso di non uccidere, e Rey, una ragazza che vive rivendendo cianfrusaglie recuperate da astronavi. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Visto che tutto il mondo ne ha parlato e ancora ne parla, compresa la Fiat che continua ad associare le musiche e i suoni dell'Impero ai suoi slogan pubblicitari, ho pensato che il tempo fosse giunto per esprimere un mio parere.
Ordunque, per mesi e mesi la Disney ha investito in ossessive e martellanti pubblicità, con innumerevoli teaser e strategie di marketing escogitate ad uopo al solo fine di irretire nuovi adepti al culto di Star Wars. Hype a mille, insomma, e aspettative alle stelle. E forse questo ha giocato un po' a sfavore del film visto che, diciamocelo, la saga di Star Wars è sempre stata una sorta di blockbuster sci-fi, con tanta azione e divertimento disimpegnato e, a mio avviso, più di qualcuno ha creduto che fosse qualcosa di più. Senza contare il nome del regista a cui è stato affidato il progetto, che mediamente ci ha abituato a produzioni sì accattivanti e spettacolari ma molto naif e spensierate. 
Per cui, per come la vedo io, il risultato complessivo è più che soddisfacente. 
L'episodio 7 confezionato da J.J. Abrams colpisce nel segno e propone un'esperienza affine a quella che regala la visione del primo, storico, episodio della saga. Il quattro, per intenderci, ovvero "Una nuova speranza".
Fondamentalmente io mi son divertito assai, ho ritrovato elementi e personaggi noti e ho accettato quelli nuovi, soprattutto coloro che caratterizzeranno la nuova saga appena cominciata e che sono destinati a divenire icone per il futuro. O a morire nel tentativo di diventarlo...
Inutile dire che per gustare appieno il film NON ci si deve accostare con spirito critico o con troppa voglia di capire e ottenere spiegazioni (perché il Millenium Falcon non era pattugliato? Ma era lasciato così, pronto per partire, con le chiavi inserite? E che dire di come Rey scopre l'utilizzo della Forza? Come mai quei nazisti del Primo ordine hanno soldati di colore? Come mai tutti si ricordano di Finn? Magari perché di colore? Perchè Chewbecca non è invecchiato? In che tempi si può realizzare una mega base con annesso cannone frantumando mezzo pianeta senza che nessuno se ne accorga? E via dicendo...). 

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