sabato 12 dicembre 2015

Mune - Il guardiano della luna

Titolo: Mune - Il guardiano della luna
Regia: Alexandre Heboyan, Benoit Philippon
Anno: 2014
Genere: animazione, fantasy
Cast e Doppiatori: Michael Gregorio, Izia Higelin, Féodor Atkine, Omar Sy

La trama in breve: 
I guardiani della luna e del sole sono ormai anziani ed è ora che designino il loro successore. Le redini del sole passano a Sohone, che si allena da sempre allo scopo, mentre la custodia della luna viene affidata inaspettatamente al piccolo fauno Mune, che non si sente all'altezza e non sa dove mettere le mani. Al punto che combina un guaio e mette il guardiano delle tenebre nella condizione di rubare il sole. 
Mune e Sohone si alleano, dunque, per partire alla ricerca dell'astro perduto. 
Con loro c'è la bella e fragile Glin, fatta di cera, in pericolo al caldo come al freddo, ma più coraggiosa che mai. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Questa volta siamo riusciti a farcela, e a vedere questo film d'animazione di cui, a suo tempo, gustammo il trailer al cinema prima di Big Hero 6 (balalala...).
Ordunque, seppur concentrata in circa 1 ora e mezza di visione, l'esperienza proposta da Mune è decisamente gradevole e sui generis. Apprezzatissima infatti la veste grafica e la varietà di soluzioni visive proposte che delineano un mondo epico e fiabesco, in cui la diversità e la coesistenza di miracoli viventi è quotidianità. Su tutte, la contemporanea presenza di giorno e notte è abbastanza emblematica così come la pacifica accettazione reciproca: seppure le creature proposte sembrino tutte differenti, vi è pace e accettazione, nessuna discriminazione o forma di razzismo.
Pure le pachidermiche creature che trascinano gli astri sono una testimonianza piuttosto eloquente di un mondo magico e bellissimo: grazie alle sequenze che le riguardano permettono di introdurre lo spettatore in un mondo ancestrale e fantastico. 
Le spiegazioni in effetti sono essenziali ma tutto risulta piuttosto chiaro e fruibile, funzionale alla storia e allo sviluppo dei personaggi.
Al di là dei messaggi proposti in merito alla coesistenza degli opposti, il film accarezza svariate tematiche e offre diversi spunti di riflessione che, a mio avviso, potrebbero venir sfruttati anche da quanti organizzano attività per ragazzi in contesti quali ritrovi AC e scout che mirano a divertire educando.

lunedì 7 dicembre 2015

The Lego movie

Titolo: The Lego movie
Regia: Phil Lord, Christopher Miller
Anno: 2014
Genere: animazione, fantastico
Cast e Doppiatori: Chris Pratt, Will Ferrell, Elizabeth Banks, Will Arnett, Nick Offerman, Alison Brie, Charlie Day, Liam Neeson, Morgan Freeman, Jadon Sand, Channing Tatum, Jonah Hill, Cobie Smulders

La trama in breve:
Emmet Brickowski è un cittadino felice di una ridente metropoli fatta di Lego di cui rispetta tutte le regole: segue la musica trasmessa dalla tv, è gentile con gli altri e si reca diligentemente al lavoro (costruire palazzi) esattamente come gli viene detto di fare dalle "istruzioni". Proprio al cantiere un giorno incontra una ragazza e per errore casca in una voragine nella quale entra in contatto con un pezzo speciale, oggetto del desiderio di una setta di ribelli di cui Emmet non conosceva l'esistenza. 
La sua vita viene così trasformata in quella di un avventuriero e, nonostante non ne abbia le qualità, l'aver ritrovato il pezzo speciale lo rende "il prescelto". Scopre così che il sindaco della sua città è in realtà un dittatore di diversi mondi (fantasy, west, spazio ecc. ecc.) dotato di un piano per cambiare l'universo come lo conoscono. (fonte mymovies)

Il mio commento:
In realtà avevamo in programma di vedere Mune - Il guardiano della Luna, ma qualcosa è andato storto e abbiamo ripiegato su The Lego Movie, qualcosa di semplice, dinamico e divertente all'insegna del disimpegno.
E che ha recimolato un onesto 7,8 su IMDB.
Ora, è innegabile che il film in questione presenti dei limiti notevoli, visto il poco tempo a disposizione (neanche 1 ora e mezza) e la consapevolezza che di giocattoli stiamo parlando, per cui la storia non può che ammiccare al fantastico con una spruzzatina di demenziale.
Eppure, innegabile pure questo dato di fatto, funziona! Cavolo, scivola via senza annoiare, con svariate trovate geniali e riferimenti trasversali al mondo del cinema e dei fumetti. Il tutto condito da situazioni paradossali, battute e canzoncine orecchiabili ("E' meravigliosoooooo!!!") di cui è difficile sbarazzarsi.
Voglio dire, seppure l'atmosfera sia completamente differente e il paragone azzardato, se il medesimo estro creativo ed entusiasmo fosse stato profuso in produzioni come Terminator genisys ci saremmo trovati di fronte a un capolavoro. In questo film dedicato ai mattoncini Lego si respira creatività, fantasia, gioia e volontà di mettersi in gioco, di plasmare qualcosa di nuovo, di rompere le righe e giocare. Dannazione sì, giocare con le immagini e con...i Lego, appunto.

giovedì 3 dicembre 2015

I Mercenari 3

Titolo: I Mercenari 3
Titolo originale: The Expendables 3
Regia: Patrick Hughes
Anno: 2014
Genere: azione
Cast: Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Antonio Banderas, Wesley Snipes, Mel Gibson, Dolph Lundgren, Harrison Ford, Arnold Schwarzenegger, Kellan Lutz, Terry Crews, Kelsey Grammer, Robert Davi, Sarai Givaty, Randy Couture

La trama in breve:
Nella squadra di Barney Ross si materializza il più prevedibile eppure il più clamoroso degli eventi, un incidente che mette a serio repentaglio la vita di uno dei membri. L'evento, unito alla ricomparsa di un vecchio e storico nemico (che come nella migliore delle tradizioni si trattava di un ex-amico, parte del primo gruppo di "mercenari") spinge Ross a trovarsi un'altra squadra, fatta di giovani a cui non sia legato da una profonda amicizia, per portare a termine una nuova missione. Liberarsi degli amici di una vita e tenerli lontani da un bel complesso di esplosioni però è più difficile del previsto.(fonte mymovies)

Il mio commento:
Ordunque, a suo tempo vidi il secondo capitolo di codesta saga addirittura al cinema. E ricordo ancora la vibrante emozione, i moti, la dilagante partecipazione della folla riunitasi in quella sala. In fondo, non mi è capitato sovente di assistere ad applausi spontanei durante la proiezione, al più ho memoria di inverecondi commenti, risate e rutti gioviali.
Invece, con il secondo capitolo della saga, ho percepito un tremito nella forza e tanto entusiasmo da parte dei fan emozionati per qualunque bazzecola. Apparizione di Schwarzenegger...applausi. Primo calcio volante di Van Damme gemiti ambigui. Comparsa trionfante di Norris, orgasmi in sala e muggiti.
Bei tempi...
Con queste premesse mi son accostato alla visione di questa terza saga della combriccola di questi simpatici vecchiacchi evergreen. Questa volta a casa, comodo comodo, sul divano.
Beh, devo confessare che a stento ho resistito fino alla fine.
Il film risulta moscio, insulso, poco coinvolgente, con troppa gente che cerca di ritagliarsi una parte ma senza riuscirci.
Eccezion fatta, ovviamente, per 3 di loro.
La sequenza iniziale, con Wesley Snipes liberato dalla prigionia per ...ehm...evasione fiscale è tutto sommato passabile anche se, sinceramente, non ho ben compreso l'utilità di avere un cannone montato sulla locomotiva di un treno adibito al trasporto prigionieri. 
E' abbastanza inzupposo per voi???
E stiamo parlando di evasione fiscale...mica di uno che c'ha mille mila morti sulla coscienza o che ha sganciato una bomba atomica su Hiroshima solo perchè si annoiava.
Poi abbiamo Mel Gibson, che tutto sommato riesce a costruirsi un ruolo e un personaggio. Un crogiuolo di cliché, per carità, ma almeno dimostra di saper recitare un poco seppur il suo Stonebanks tenda, minuto dopo minuto, a risultare sempre più idiota e incapace fino a rasentare l'assurdo nel tentativo di abbattere Rambo a pugni. Cazzo, non ce l'hai un amico cecchino? Un pugnale avvelenato? Una bomba a mano? Un esattore equitalia da mandargli a casa?

martedì 24 novembre 2015

Nuovi ebook da Elison Publishing

Approfitto di questo post per segnalare tre degli ultimi ebook pubblicati da Elison Publishing, dinamica realtà editoriale con cui sono in contatto (anche se non come autore) e di cui ho letto (e certamente leggerò) alcuni ebook proponendo un commento sulle pagine di codesto mio blog:


AMOY
di Maria Teresa Rotelli

La Trama: Mio figlio Stefano era morto da due anni e ancora non riuscivo a rendermene conto. Conducevo la mia nuova vita senza entusiasmo e con tanta apatia. Lavoravo molto da Pasqua a settembre svolgendo due lavori al giorno. Ero molto efficiente e tutti erano contenti di me, ma mi sentivo senz’anima. Durante l’inverno finalmente mi chiudevo in casa e non vedevo nessuno. Vivo lontano dal centro del paese, perciò era facile non vedere mai nessuno. Facevo lunghe passeggiate con il mio cane nella macchia mediterranea e andavo a fare la spesa una volta a settimana, cercando di salutare furtivamente le persone che mi conoscevano.
Un giorno mio figlio Marco mi disse:
“Mamma perché non vai a fare una crociera?”
“No, non mi interessa. Potrei fare un viaggio solo per andare a vedere un gorilla o un orangutan.”
È iniziata così una fase del tutto nuova della mia vita. In questo racconto parlo della mia esperienza di volontaria a Sepilok nel Borneo, poi in Tanzania e infine in Amazzonia, a contatto con gli animali, esperienze meravigliose che hanno cambiato la mia vita e che oggi voglio condividere. Il nostro pianeta e tutto il regno animale hanno bisogno urgente del nostro amore.
Maggiori informazioni sull'ebook: link


L'ISTANTE MAGICO
di Renata Asquer e Alice Guerrieri

La Trama: Chi era de Nittis? Il pittore italiano che tanta fama s’era conquistato nella Parigi degli impressionisti, l’uomo di mondo che deliziava gli amici artisti con le specialità italiane alle sue cene del sabato sera. Oppure esiste un’altra verità capace di svelare un “mistero De Nittis”? 
Questo è il motivo che ha spinto a scrivere non una biografia vera e propria, ma un romanzo che commuove e diverte ispirato ai fatti reali mescolati con l’immaginazione.

sabato 21 novembre 2015

Parlando a vanvera di terrorismo

Circa un mese fa ero a Parigi, per una mini ma piacevole vacanza con Silvia e un paio di amici e, sentendo e leggendo di quanto accaduto venerdì scorso, diciamo che qualche pensiero cupo mi è passato per la testa ronzando nel vuoto pneumatico che orgogliosamente mi vento di conservare. 
Ma probabilmente è una dinamica emotiva innescata dal modo in cui vengono comunicati e fatti percepire certi eventi. 
Non che gli attentati accaduti a Parigi siano poco gravi o poco deprecabili, anzi: personalmente aborro la violenza, il terrorismo e queste forme di comportamento che ricadono esclusivamente su innocenti. 
Però fermandosi un poco e riflettendo, forse, si riesce a dare un peso e un'interpretazione più razionale a quanto stiamo vivendo in questi giorni, meno emotiva e condizionata. 
Anche perché, detto tra noi, più che i morti in sé, più che l'insicurezza che la consapevolezza di essere vulnerabili qui in Europa - a casa nostra! -, più che l'estremismo islamico in sé, mi fa paura e mi destabilizza il pensiero di vederci ancora e costantemente alle prese con pensieri medievali, alla mercè di chi inneggia a soluzioni semplici per problematiche e contesti complessi - e che magari ne approfittano per un po' di propaganda elettorale.
In fondo, è dall'XI secolo che vi è una contrapposizione forte tra mondo occidentale e medio oriente: è da allora che si combattono crociate e che si usano espressioni come "infedeli, guerra santa" per giustificare atti barbarici tra popoli. 
E nei secoli pare che ancora non ci si sia stancati ma che anzi si insista nel volere creare tensioni e distanze. Fa comodo, evidentemente. 
Questo, ovviamente, accade da ambo i lati visto che gli estremisti islamici dell'ISIS e, prima ancora, i membri di al-Qaida non sono certamente dei santi e non li giustifico affatto.
Però, al contempo, non mi va di essere troppo ipocrita né di crogiolarmi all'ombra di titoloni inquietanti come "Bastardi islamici" di Belpietro o dei commenti di certe notizie da parte di chi cede solo al razzismo e all'odio.
Voglio dire, la situazione è complessa e molto articolata, è il frutto di processi storico-culturali che proseguono da molto tempo e che l'Occidente stesso ha voluto e creato. E' risaputo, ad esempio, che al-Qaida è nata grazie all'interesse statunitense durante la guerra fredda, così come è nota l'ingerenza da parte delle potenze economiche occidentali sui territori del Medio Oriente, e non per nobili fini.
Solo qualche anno fa sembrava che il male assoluto fosse rappresentato da Ahmadinejad, poi la moda è cambiata, c'è stata la primavera araba, l'Egitto, la guerra in Libia...insomma, il leitmotiv sembra essere "tensione".

giovedì 19 novembre 2015

Telecom : falso rimborso online

Qualche giorno fa ho parlato di Telecom, e non in toni simpatici, sulle pagine di codesto blog.
Poi, all'improvviso, mi accorgo di una mail ricevuta su Gmail che, con enfasi, mi annuncia la possibilità di ottenere un rimborso!
Evvai! Giubilo!
Non me ne capacito ma per qualche strano motivo suddetta azienda forse vuole riallacciare i rapporti, limare le incomprensioni che hanno rischiato di allontanarci definitivamente. 
Sono così sorpreso e quasi felice che scorro avidamente le mail soffermandomi sulla parola rimborso, parola che titilla oscuri desideri di rivalsa che nutro nei confronti di suddetta azienda.
Evvai: un po' di fortuna!
Mi sfrego le mani, la lingua fuoriesce appena dalla bocca in una posa vagamente fantozziana mentre si allontano definitivamente i propositi di investire parte del mio tempo a commentare i fatti di Parigi.
Questo è tutt'altra cosa, un desiderio pruriginoso che si fa quasi realtà...
Ricontrollo la mail ancora una volta, tanto gentile e onesta pare... 



Infine mi decido a cogliere l'occasione e clicco per accedere al servizio già pregustandomi immani gioie immanenti e...
...niente, mi accorgo che si tratta di un tentativo di phishing bello e buono....
Che delusione, che vergogna.
Stavo pure per cascarci. 
Per cui va, almeno lo segnalo pubblicamente, sia mai che qualcuno ci caschi anche se, almeno su questo aspetto voglio essere onesto, Telecom prevede una pagina per allertare i suoi clienti (e non) del rischio frodi online o per consentire loro di segnalarli.
Per cui vigilate :-)

domenica 8 novembre 2015

Loreggia: martedì con l'autore

Segnalo che per il mese di novembre, presso la Sala Consiliare del comune di Loreggia (PD) sono previsti 3 incontri serali per presentare autori e relative opere letterarie, un'interessante iniziativa che ci tengo a pubblicizzare anche attraverso il mio blog.
Di seguito una breve descrizione dei singoli appuntamenti e delle opere che verranno (o sono state) presentate.

PAOLO MALAGUTI – “Sul Grappa dopo la vittoria” – Martedì 3 novembre 2015, ore 21
Dopo la fine della grande guerra, un ragazzo sale sul monte Grappa, per ordine del padre, a recuperare rame, piombo, viveri in scatola; il proposito è quello di aiutare la famiglia in ristrettezze economiche, in realtà le "escursioni" del giovane recuperante sono un viaggio di maturazione che gli fa conoscere profondamente la vita. Il Grappa s'impone attraverso tutto il romanzo come un gigante inerme: come orizzonte della tradizione contadina comunitaria, arcadia dei malgari, poi come campo di battaglia dove i militari distruggono e uccidono. Quindi come immenso serbatoio di raccolta e recupero di materiali, presidiato dall'esercito italiano; come monte sacro alla patria voluto dal fascismo. Infine come monte naturale al quale ritornano i gufi e i corvi reali dopo la bufera, e dove riprende la vita semplice e vera animata dallo sbocciare dei fiori di montagna.

UMBERTO MATINO – “Tutto è notte nera”Martedì 10 novembre 2015, ore 21 (rinviato causa nebbia) - Martedì 24 novembre 2015, ore 21
"A ogni curva i fari dell'auto spazzavano la costa del monte e illuminavano gli alberi di un bosco ormai spoglio. I tronchi, colpiti dalla luce, apparivano d'improvviso nella notte simili a neri feticci, mentre le ruote schizzavano tutt'intorno manciate di fango." In una notte di pioggia, in mezzo a cupe colline, un automobilista s'imbatte per caso in un efferato delitto. La vittima è una ragazza sconosciuta che in punto di morte gli consegna una busta piena di antichi documenti: "Scappa, scappa" sono le sue ultime parole. I carabinieri, allertati da una telefonata anonima, giungono lassù dopo pochi minuti ma trovano soltanto il suo corpo senza vita: l'involontario testimone si è nel frattempo volatilizzato. Inizia così l'intricata indagine del maresciallo Piconese, tesa innanzitutto a scoprire l'identità della ragazza e che ben presto s'indirizza verso una strana comunità insediata sulla cima di un colle selvoso che sorge li vicino. Anche il cronista del quotidiano locale, affiancato da alcuni improbabili collaboratori, comincia una propria indagine partendo, invece, dal misterioso enigma rinvenuto fra i documenti della vittima. Alla fine le due indagini tenderanno fatalmente a convergere e la soluzione del delitto verrà trovata, con un finale a sorpresa, in una vicenda che si credeva ormai cancellata dalla memoria della gente e dalle pagine dei libri di storia.

GIONATA SCAPIN – “Lhotar e il risveglio del Marskull” – Martedì 17 novembre 2015, ore 21
Da un lontano mondo incantato, un malvagio incantesimo catapulta l'elfo Lhotar e la fata Ellywick sulla Terra. Dopo mille peripezie i nostri amici sprigionano l'ultima sorgente magica rimasta sul nostro pianeta, facendo sì che tra le vette dell'Himalaya si desti il Marskull. Terribile vortice divoratore di magia, il Marskull devasta quanto incontra sul suo percorso. Con l'aiuto del vecchissimo drago Tanzeum, Lhotar ed Ellywick si preparano per lo scontro finale contro la malefica entità.

Per maggiori informazioni si visiti il seguente sito web.

sabato 7 novembre 2015

Telecom customer care...what else?

Con Telecom ho sempre avuto un rapporto conflittuale, una storia passionale che perdura da anni e che di tanto in tanto riesce ancora a sorprendermi con risvolti imprevisti ed emotivamente significativi.
Solo quest'anno, giusto per introdurvi alle questioni accadute oggi, ho avuto l'occasione di approfondire la qualità del servizio in occasione di ben 3 interruzioni di servizio nell'arco di 7 mesi di linea appena traslocata. Interruzioni di servizio lato Telecom e che in primis mi vengono indicati non con codesto nome ma con la definizione "problema del TUO modem, è meglio cambiarlo".
Misteriosamente il modem che erogava ed eroga connettività a destra e a manca nella magione di Trebaseleghe è ancora il medesimo e i problemi si son rivelati esser tutti lato Telecom.
Cose che capitano, ordinaria amministrazione, ma per le quali rischiavo una spesa superflua.
Tra maggio e giugno invece ci son state le disavventure per attivare la connessione Adsl con Fastweb, per la quale si richiedeva l'intervento di Telecom, in quel di Ca Onorai. A causa del permesso negato da parte dei confinanti di scavare nelle loro proprietà, di fronte alla possibilità di far arrivare a casa mia la benedetta rete agendo dall'altro lato della strada, mi son sentito dire NO. In fondo, sono cliente da una vita, perchè avrei dovuto avere un trattamento di riguardo. 
E con somma gioia ho dovuto smettere di credere allo slogan di Fastweb (quel "Immagina, puoi" che mi ha dato molto da pensare) e sobbarcarmi oneri aggiuntivi per poter usufruire di quella cosa che si chiama Internet e che, in Italia, pare non essere ancora divenuta cosa ovvia e necessariamente disponibile ovunque.
Questo, solo per il 2015, è stato il riassunto del mio altalenante rapporto d'amore e odio con Telecom.
Oggi però ho avuto l'onore di conoscere un gentleman che lavora come operatore. 
Ho infatti chiamato il 187 per cercare di capire se, considerando l'importo delle bollette che paga mia madre, ci sia modo di risparmiare un po', In fondo, con i cambi di tariffe e la variazione della frequenza di pagamento da bimestrale a mensile, ci risulta di pagare un po' di più di prima. In fondo, ormai la crisi è finita e viviamo tutti una splendida rinascita, in cui i soldi piovono a destra e a manca: naturale che, come dicono anche i mancati clienti della Dacia Duster, noi si voglia pagare molto di più.
Per il medesimo identico servizio.
Per cui, dicevo, chiamo il 187.
"Un nostro operatore le risponderà entro 2 minuti"
Paziento mentre Pressure Off dei Duran Duran si alterna a spot e all'invito ad attendere "un nostro operatore le risponderà entro 2 minuti".
Intanto recupero carta e penna.
Uso il cellulare per controllare Whatsapp.
"Oh oh oh oh It's up to you now It's time to take the pressure off. La preghiamo di attendere, un nostro operatore le risponderà entro..."
Gioco un po' con il cane che mi gironzola vicino. Inganno il tempo controllando i depliant appoggiati sul mobiletto.
"... It's time to take the pressure off. La preghiamo di attendere, un nostro..."
Mi concedo le canzoni travisate del Trio Medusa. Navigo un po' mentre tengo monitorata la musichetta di attesa profusa dalla cornetta.

mercoledì 4 novembre 2015

L'esercito dei demoni - La genesi di Shannara

Titolo: L'esercito dei demoni - La genesi di Shannara
Autore: Terry Brooks
Editore: Mondadori
Genere: fantasy
Pagine: 406

La trama in breve:
Dopo la distruzione della civiltà a causa delle guerre chimiche e batteriologiche, gli Elfi sono a rischio di estinzione e la loro unica salvezza sono le Pietre Magiche; Gli Elfi Kirisin e Simralin le hanno recuperate, ma devono rientrare nel loro regno superando l'assedio dei demoni senza poter contare sul Cavaliere del Verbo Angela Perez, rimasta gravemente ferita mentre li aiutava nella conquista dell'ultima e più potente Pietra Magica, il Loden. Pericoli d'altro genere minacciano i superstiti della razza umana, sfuggiti all'orda dei demoni e affidati alla protezione dell'altro Cavaliere del Verbo, Logan Tom, in attesa che si compia la profezia del Re del fiume Argento e il ragazzo Falco li conduca nel luogo sicuro dove potranno ricostruire una nuova civiltà. Né gli Elfi né gli uomini, però, sanno che la fine è ancora più vicina di quanto appaia...  (fonte Mondadori)

Il mio commento:
Alla fine ce l'ho fatta a concludere l'intera trilogia. Fondamentalmente, la lettura di quest'ultimo libro è stata un po' travagliata e a singhiozzo ma non meno piacevole rispetto ai precedenti capitoli.
Solo che, sarà stato il carico di aspettative, saranno state le molte questioni che speravo di veder approfondite e risolte, sarà stato l'effetto dei teaser relativi alla serie tv dedicata a Shannara che dovrebbe venir trasmessa a inizio 2016, sarà stata la somma di tutti questi fattori ma son rimasto un po' insoddisfatto.
Già. In fondo, di carne al fuoco ce n'era molta, così come di personaggi da gestire e a cui dare uno scopo. Penso agli Spettri, ragazzini sbandati che ce l'hanno messa tutta per approdare nella Terra Promessa: sinceramente confidavo in qualche indiscrezione e qualche sviluppo in più per Fiamma o Gufo, mentre mi son profondamente rammaricato per il destino di Aggiusta e Gesso. Almeno, dei due, uno se n'è andato da eroe mentre l'altro...povero...
Anche altri personaggi son stati completamente abbandonati a se stessi, a mio avviso, in particolare gli Elfi tanto più che, da quel che avevo capito, c'erano pure problemi di comunicazione da gestire visto che umani ed elfi, tra loro, non si capiscono. Eppure, nel terzo capitolo della serie, questo problema viene meno, così come quello della coesione tra popoli e razze diverse, argomenti appena sfiorati e poco approfonditi ma che sembrano risolversi naturalmente. Vero è che la minaccia di un'orda di demoni e di un'imminente catastrofe globale fanno percepire in modo differente molte questioni che altrimenti avrebbero avuto dinamiche ben diverse. 
Vero è che di carne al fuoco ce n'era tanta e qualche scelta andava pur fatta.
Tra queste ho apprezzato - e pure esultato - per il fatto che Logan Tom ce l'abbia fatta. In tutto, intendo, a proteggere la massa di profughi, a proteggere Falco, a sconfiggere Findo Gask, a trovare una compagna (che mi figuro come una sorta di Brooklyn Decker) e, soprattutto, a restare vivo. Temevo infatti che il baldo giovane, che nella mia immaginazione vedevo come un Jason Statham della situazione, capace di sbaragliare da solo interi campi di concentramento dei seguaci del Vuoto (pensate per un attimo al cataclisma che riesce a perpetrare, da solo, nell'incipit di Fast and Furious 7) ci lasciasse le penne, come veltamente lasciato intendere dalla Signora del Verbo. Altro personaggio svanito nel nulla...

sabato 31 ottobre 2015

Il corto di Halloween

Visto che oggi è il 31 ottobre, per cui Halloween, che detta tra noi è una cosa di cui non me ne può fregare di meno, ahem...dicevo, visto che è Halloween mi sembrava giusto dedicare un brevissimo post a qualcosa in tema horror.
Per cui, direttamente dalle lande sconfinate di youtube, ecco a voi "The Horribly Slow Murderer with the Extremely Inefficient Weapon", cortometraggio di Richard Gale che nel tempo ha anche conseguito diversi riconoscmenti e di cui sono venuto a conoscenza solo ieri grazie alla segnalazione di un collega. 
L'ennesima riprova che anche con budget limitatissimi si possono confezionare dei gioiellini, purchè vi siano buone idee e discrete capacità tecniche da parte dei relizzatori :-)



martedì 13 ottobre 2015

Penne on the road volume 2

Ne approfitto per segnalare l'uscita di "Penne on the road volume 2" edita da Arduino Sacco Edizioni, un'antologia che propone alcuni racconti di genere vario scelti nell'ambito dell'omonima selezione "Penne on the road":

Siamo lieti di comunicare la nascita della nuova collana “Penne On The Road” composta da racconti brevi per promuovere in libreria nuove firme della letteratura italiana. Gli autori non dovranno sostenere alcuna spesa per la pubblicazione. E in più un conto vendita per le librerie, qualora si desideri organizzare una presentazione individuale, o con altri autori partecipanti al progetto. La raccolta dei racconti saranno editati in una antologia multipla e distribuita in libreria. 
(dal sito dell'editore)


Vi parlo di questa recente pubblicazione perchè, tra le opere presenti nel volume, trova posto anche un mio racconto, "Promoter(ror)", dedicato al mondo dei centri commerciali, delle irripetibili offerte e delle temibili promoter, disposte a tutto pur di reclamizzare i propri prodotti e garantire ampi margini di guadagno alle aziende cui prestano la propria professionalità. 
Naturalmente, il mio è solo uno dei vari racconti presenti: anche se non li ho ancora letti, cosa che comunque farò non appena terminerò quanto sto attualmente leggendo, sono certo che tutte le opere confluite in questo volume rappresentino un ottimo assaggio di ciò che le penne selezionate dall'editore possono concepire e regalare al mondo. 
Non appena possibile, tornerò a parlarne quindi, come è giusto che sia.  
Nel frattempo, mi raccomando, diffondete il verbo e, se possibile, sostenete questo progetto appositamente pensato per dare spazio e visibilità a nuovi autori.


Titolo: Penne on the Road - volume 2°
Autore: Vari
Genere: Narrativa
Formato: 215 x 145 (mm.) 
Pagine: 192
Prezzo: 18,00


Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di Arduino Sacco Editore

sabato 10 ottobre 2015

Project Almanac - Benvenuti a ieri

Titolo: Project Almanac
Titolo sagacemente tradotto in italiano come: Benvenuti a ieri
Regia: Dean Israelite
Anno: 2014
Genere: fantascienza
Cast: Jonny Weston, Virginia Gardner, Amy Landecker, Gary Weeks, Sam Lerner, Allen Evangelista, Sofia Black D'Elia

La trama in breve:
David scopre negli appunti del padre le istruzioni per viaggiare nel tempo e vorrebbe usare tale scoperta per vincere la gara di scienze del liceo e per richiamare l'attenzione della ragazza più bella della scuola. Tuttavia, alcuni amici di David vorrebbe ricorrere al viaggio nel tempo per guadagnare soldi con scommesse e lotterie. Ben presto, la situazione sfuggirà a tutti di mano. (fonte filmtv)

Il mio commento:
Altro film pescato dalla videoteca di Qatar Airways e visto più per curiosità che per reale interesse. 
Mi ha ricordato un po' Chronicle anche se, in questo caso, il giudizio globale si assesta su un punteggio decisamente minore. Infatti, si tratta di una produzione molto più scanzonata e leggera che gioca sì con elementi fantascientifici, il viaggio nel tempo per l'appunto, ma in modo non particolarmente approfondito.
La narrazione procede per lo più in stile found footage, tipo documentario alla "Blair Witch Project", con ossessive e onnipresenti riprese effettuate di volta in volta da Christina o dagli altri protagonisti. Stranamente, con una sola cassetta si riescono a filmare giorni e giorni di vita presente e "passata"...
Superata la prima parte in cui viene fondamentalmente sviluppata la tecnologia per la bilocazione temporale, nella seconda si inizia a giocare con il tempo, talvolta introducendo dinamiche simil spassose (vedi Quinn e la sua interrogazione di chimica o la vincita alla lotteria), altre più sdolcinate (come la relazione tra David e Jessie) e altre più confuse e pesanti, per via delle conseguenze derivanti dai viaggi temporali e la modifica del passato.
Questa è probabilmente la parte in cui il film riesce e non riesce al contempo.
Da un lato, semplificando molto e non spiegando granchè, Project Almanac (mi rifiuto di chiamarlo con il titolo italiano) permette allo spettatore di lasciarsi coinvolgere e di credere a quel che accade, seguendo le vicende senza distrarsi in elucubrazioni mentali o senza necessariamente dover conoscere a fondo i protagonisti (praticamente delle macchiete). 

giovedì 8 ottobre 2015

Jurassic World

Titolo: Jurassic World
Regia: Colin Trevorrow
Anno: 2015
Genere: fantascienza, azione
Cast: Chris Pratt, Vincent D'Onofrio, Bryce Dallas Howard, Judy Greer, Nick Robinson, Jake Johnson, Lauren Lapkus, Katie McGrath, Irrfan Khan, B.D. Wong, Ty Simpkins, Eddie J. Fernandez, Brian Tee


La storia in breve:
Sono trascorsi 22 anni dagli eventi di Jurassic Park e dall'incidente occorso allora, durante i quali a Isla Nublar, al largo di Costarica, si è sviluppato il progetto di John Hammond. 
Il parco dei divertimenti con i dinosauri come attrazioni è ora una realtà che attira orde di visitatori, ma il management della Masrani Corporation non si accontenta. 
Consapevole che il suo pubblico chiede sempre di più, il CEO Simon Masrani finanzia un progetto che prevede la generazione, attraverso incroci genetici, di una nuova specie di dinosauro, mai esistita prima. Il suo nome è Indominus rex, la sua caratteristica principale quella di unire la ferocia delle lucertole carnivore e un'intelligenza molto più sviluppata. Ma qualcosa sfugge al controllo dei gestori del parco e Indominus rex diventa una minaccia letale per i 20 mila visitatori di Jurassic World. (fonte mymovies)


Il mio commento:
Ricordo di aver visto il primo, storico, Jurassic Park al cinema "Las vegas" del mio paese. Avevo 11 anni e l'emozione si assestava su buon livello, così come la strizza alla visione di quel che potevano effettivamente fare certi dinosauri in termini di smembramento e squartamenti. Per tutta una serie di motivi, non da ultima anche la potenza visiva degli effetti speciali del film targato Spielberg, Jurassic Park mi aveva colpito e mi era rimasto dentro.
A distanza di anni, anche se sapevo di non doverlo fare dopo aver visto la scena di Owen (Chris Pratt) che corre in moto assieme ai velociraptor nel trailer e dopo aver letto la dissacrante recensione su Bagni Proeliator, dovendo pur passare il tempo in aereo, ho provato a vedere quest'ennesimo contributo alla saga giurassica.
E dopo averlo visto, tutto me stesso voleva alzarsi, prendere la parola, e gridare: questo Jurassic World ... è una cagata pazzesca!!!
Al di là della follia insita nella sceneggiatura e nelle scelte visive proposte, l'ho trovato fondamentalmente insipido e poco sensato. Dal punto di vista della spettacolarità e degli effetti speciali, inutile negarlo, non ci sono problema di sorta. Ma in termini di scelte visive, di comportamenti, di dinamiche e di situazioni, quasi tutto sembra un insulto all'intelligenza dello spettatore.
Complimenti, in primis, all'egregio lavoro svolto dalla direttrice Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) e a Simon Masrani (Irrfan Khan), capo supremo di tutto, per la gestione delle emergenze, l'organizzazione generale e il livello di sicurezza del parco. Già perchè ora i visitatori possono andare a zonzo in modo indipendente all'interno di sfere "indistruttibili": tra foreste intricatissime, strapiombi, bestioni di 20 m in libertà dev'essere di certo sicuro...e meno male che non c'erano tifoni in arrivo, stavolta.

domenica 27 settembre 2015

Berserk, L'età dell'oro - Parte III - L'avvento

Titolo: Berserk, L'età dell'oro - Parte III - L'avvento
Regia: Toshiyuki Kubooka
Anno: 2013
Genere: animazione, dark fantasy
Produzione: Studio 4°C

La trama in breve:
Mentre Griffith è in catene, ridotto a una larva umana nelle segrete del Castello di Midland, i suoi Falchi, gruppo di guerrieri al suo servizio, errano per le foreste inseguiti dai nemici. Almeno finché non torna tra loro Guts, ben deciso a liberare Griffith dalla prigionia. Guts, Caska e i Falchi riescono nel loro intento, ma il loro capo, impossibilitato a camminare, parlare e impugnare una spada, sembra devastato nella psiche almeno quanto nel fisico. (fone mymovies)

Il mio commento:
Qualche tempo fa vi avevo parlato di Berserk, l’Età dell’Oro – Parte I: L’Uovo del Re Dominatore. Una manciata di mesi dopo ho pure recuperato la visione del secondo capitolo della serie, ovvero La conquista di Doldrey, ma, per forza di causa maggiore, non ho avuto il tempo né l'occasione di dedicarci un post. Non perché non ne valesse la pena di parlarne, tutt'altro, ma semplicemente per carenza di energie e tempo libero. Anche nel caso di La conquista di Doldrey siamo infatti di fronte a un'opera qualitativamente molto valida e dal taglio fortemente cinematografica, forse meno truculenta e ricca d'azione rispetto a L'uovo del re dominatore, ma certamente più costruita e più concentrata sulla caratterizzazione e analisi dei personaggi, aspetto fondamentale per l'approdo all'ultimo capitolo della serie.
Ultimo...in effetti, speravo che il progetto potesse continuare anche dopo questo terzo capitolo ma cercando in internet non ho trovato conferme a queste mie speranze. D'altra parte, il manga stesso esce con cadenza atemporale e sembra ben lungi dal volersi concludere, ricco com'è di divagazioni e questioni irrisolte.
Giusto per fare un paragone, anche One Piece sta crescendo a dismisura ma Eiichiro Oda dà l'impressione di avere un piano e un progetto ben definito e, pian piano, sta facendo chiarezza e luce su personaggi ed eventi fondamentali dell'universo da lui creato. Kentaro Miura invece, l'autore di Berserk nel caso codesto nome non fosse noto, da invece l'impressione di essersi un po' perso e di credersi immortale, in grado di condurre la serie per molte decadi.
Comunque, qualche sera fa, ho avuto la possibilità di vedere l'ultima parte della trilogia dedicata a questa straordinaria opera (dark) fantasy che è Berserk, ossia Berserk L'età dell'oro - Parte III - L'avvento.
Un capitolo visivamente molto forte, truculento e molto più sfumato sull'horror rispetto ai precedenti due, motivo per cui se ne consiglia la visione a un pubblico adulto.

giovedì 24 settembre 2015

Metricamente corto

Questa volta ne approfitto per segnalare un concorso che si svolge a Trebaseleghe (PD) dedicato al mondo dei cortometraggi, ossia Metricamente corto.
Un festival giunto ormai alla quarta edizione che si terrà dal 26 settembre al 4 ottobre presso l'auditorium comunale di Trebaseleghe.
Ora, personalmente non sono coinvolto in questa iniziativa e probabilmente la conosco meno di quel che dovrei ma trovo che si tratti di un'iniziativa a dir poco interessante. 
Anche perché, soprattutto nel corso della mia storica collaborazione con Terre di Confine, qualche contatto con il mondo del cortometraggio l'ho avuto, più di uno a dire il vero. E questo mi ha permesso di scoprire un mondo piuttosto vivace e ricco di sorprese che trova soprattutto in internet il suo habitat ideale per crescere e svilupparsi. Tra autori che realizzano filmati in modo amatoriale e altri che invece lavorano in modo professionale, tra progetti che si finanziano grazie al crowdfunding e altri dedicati alla sensibilizzazione su specifiche tematiche, per non parlare degli omaggi dei fan a produzioni di rilievo, di filmati ce ne sono davvero parecchi e, spesso, di pregevole livello tecnico o con trame degne di nota pur nei limiti dei tempi narrativi piuttosto concisi. 
Purtroppo non sempre si tratta di opere che ottengono l'attenzione o la visibilità che meritano...sebbene magari abbiano le potenzialità per diventare qualcosa di più che semplici spettacoli di pochi minuti. Esattamente come è accaduto a progetti come CashBack o Kung Fury...per non parlare di chi, come Marcello Macchia, alias Maccio Capatonda, ci ha imbastito pure una carriera :-)
Per cui, nell'attesa che magari di tanto in tanto anche la televisione o i cinema, tra un trailer e l'altro o, meglio ancora, al posto della reclam, riescano a trovare il modo di mandare in onda qualche corto, beh vediamo di dare un minimo di visibilità a iniziative come Metricamente corto :-)


Per maggiori informazioni sul concorso, si visiti il sito ufficiale del progetto (seppure migliorabile, imho :-) ).

 

domenica 6 settembre 2015

Il trono di spade - Game of thrones - Season 5

Titolo: Il trono di spade - Game of thrones - Season 5
Episodi: 10
Anno: 2015
Genere: fantasy

Il mio commento:
E visto che di serie tv ho parlato nel post precedente, perché non spendere due parole sull'ultima stagione di Game of Thrones?
Sinceramente, mi è scivolata addosso senza procurarmi i medesimi moti e le medesime emozioni della quarta stagione. Che in effetti è risultata molto ricca di colpi di scena e di morti ammazzate...quella di Oberyn ogni tanto la rivivo con la memoria e ci sto male al solo pensiero...
E mo che farà codesto personaggio
qui? Che credibilità potrà mai avere?
Sarà dipeso dai minori colpi di scena presenti, sarà stata la presenza di una narrazione focalizzata su questioni più cupe e pesanti da gestire (vedasi quanto accade per via dell'inquisizione avviata dall'Alto Passero e dal Credo Militante, per le dinamiche terroristiche legate ai Figli dell'Arpia o per le questioni interne ai Guardiani della Notte), sarà stata la velocità con cui sono invece stati sbrigati molti episodi (vedasi le disavventure di Tyrion Lannister, il recupero di Myrcella dai Martell o la guerra tra i Baratheon e i Bolton), sarà stata la sensazione che il mondo fosse improvvisamente piccolo, sarà stato il peso di certe scelte di produzione in merito a scene non mostrate e soldi non spesi (la guerra tra i Baratheon e i Bolton o approfondimenti sugli Estranei e i non morti), sarà stato tutto questo ma questa stagione è apparsa più blanda e sotto le aspettative rispetto alla precedente.
Si avverte un po' di più, forse, una certa sbrigatività nel gestire talune dinamiche narrative e personaggi nonchè quel naturale rimaneggiamento che ogni trasposizione di romanzi in "altro media" soffre.
Su su, non fare così...poteva andare
peggio..forse
Non vorrei comunque venir frainteso: ci sono molti elementi degni di nota, come ad esempio l'addestramento che Arya Stark intraprende presso la Casa del Bianco e del Nero, come le dinamiche che riguardano Stannis Baratheon (e il precipitare degli eventi...non so perchè ma ho ripensato al personaggi impersonato da De Luigi ne "Tutti gli uomini del deficiente" una volta perso il sacro Wok...d'altronde, quando uno è così cieco da sacrificare la sua stessa figlia...) e i parallelismi in qualità di leader e figura paterna che questo personaggio crea (verso Jaime Lannister o Roose Bolton), o questioni "culturali-religiose" che si ritorcono contro i nobili che detengono il potere ribaltando la piramide sociale (vedi quanto accade a Cersei o alle problematiche che si trova a gestire Daenerys Targaryen...prima di lasciare tutto al Folletto...e a ben vedere pure a Stannis le cose van male proprio per motivi "religiosi"), pure il colpo di scena con cui si conclude la stagione (*) nonché la battaglia contro gli Estranei sono significative ma... sembrano meno interessanti e corpose. 

venerdì 4 settembre 2015

House of cards - stagione 2

Titolo: House of cards (Gli intrighi del potere) - stagione 2
Anno: 2014
Episodi: 13
Genere: thriller, politico
Cast: Kevin Spacey, Robin Wright, Michael Kelly, Michael Gill, Molly Parker, Gerald McRaney, Mahershala Ali, Nathan Darrow, Derek Cecil, Rachel Brosnahan, Reg E. Cathey, Mozhan Marnò

La trama in breve:
Il percorso di vendetta del politico Frank Underwood (Kevin Spacey), che dall’interno manovra per sabotare la propria amministrazione, colpevole di non avergli garantito la nomina a Segretario di Stato che gli era stata promessa, continua. E nel proseguire assume i contorni di una vendetta che, a sua volta, plasma se stessa, fino a superare i semplici confini del risentimento e a scolpire l’epica scalata al potere di un uomo senza alcuna morale. Mentre la presidenza di Garrett Walker (Michael Gill) prosegue, non senza alcune problematiche di natura interna – una riforma delle pensioni – ed esterna – l’inasprimento delle relazioni internazionali con la Cina – dall’interno Frank Underwood, ora vicepresidente, intesse un fiume di relazioni, ambigue, contraddittorie, pronte ad essere smentite, con un rete di soggetti legati o meno alla politica. Su tutti spicca evidentemente Raymond Tusk (Gerald McRaney), uomo d’affari, amico e consulente del presidente.  (fonte badtv)

(speriamo di riuscire a lanciare
degnamente la palla...o che lo stadio
si oscuri e copra il mio fallimento...)
Il mio commento:
Mentre io e Silvia procediamo con la visione della terza stagione di questa House of Cards, mi son ricordato di non aver speso nemmeno una riga su quanto visto durante il secondo arco narrativo dedicato a Frank Underwood e soci. 
In effetti, non ho speso parole anche su molte altre "cosucce" su cui mi sarebbe piaciuto ciarlare - Mad Max, Kingsmen, Chappie/Human Droid, quella gran bubbolata di Terminator Genisys ... - ma impegni lavorativi in Italia (e non solo) oltre al cambio di residenza e all'assenza di adsl (tante grazie alla Telecom, che si rifiuta di portarci la connettività...), mi hanno un po' frenato.
Fatto sta che la seconda stagione di HoC è scivolata via alla grande, con elevato grado di soddisfazione per quanto mi riguarda. Rispetto alla prima stagione le vicende, a mio avviso, procedono in modo più spedito e ampliando la portata delle mosse attuate da quel simpaticone di Kevin Spacey: mi domando cosa ne sarebbe stato di questa serie televisiva senza di lui...e del suo modo di chiamare in causa lo spettatore rivolgendosi a lui direttamente. Cosa che, detta tra noi, adoro.
Sì, siamo ricchi, potenti e belli.
Ma soprattutto falsi. E non badiamo
a nulla pur di risolvere a nostro
vantaggio ogni gossip e pettegolezzo
Inutile negare che costui punti molto in alto e che niente e nessuno riuscirà a fermarlo, siano questi dei "semplici" giornalisti oppure amici di lunga data (mi mancherai Freddy) o personaggi influenti dell'economia e della politica, statunitense e non.
Ancora una volta lo spettatore ha l'occasione di apprezzare il modus operandi di una faina priva di scrupoli che tuttavia emana fascino e suscita devozione, ma che non esita a sacrificare chiunque si frapponga fra lui e la sua preda. Nello specifico, il posto di presidente degli USA. 
Interessante notare come tutte le dinamiche politiche riescano a progredire e a vivere con totale distacco da quello che è l'ordinario: sembra infatti che il tempo per complottare, per tramare, per corrompere e giocare con il prossimo tuo come te stesso non manchi mai. Se poi avanza, resta il tempo per dedicarsi a votazioni, dibattiti, esami di proposte di legge... anche se, va detto, tali questioni siano comunque presenti e sfruttate (vedasi quanto promosso da Claire contro la violenza sessuale sulle donne). 

domenica 30 agosto 2015

Downgrade - Riduzione di complessità

Titolo: Downgrade - Riduzione di complessità
Autore: Sam L. Basie
Editore: BraviAutori
Genere: downpunk
Pagine: 133

La trama in breve:
È probabilmente il primo libro del genere Downpunk, ma forse è meglio dire che il genere Downpunk è nato con questo libro. Sam L. Basie, autore ingiustamente sconosciuto, presenta una visione dell'immediato futuro che ci lascerà a bocca aperta.
In un futuro dove l'individuo è perennemente connesso alla globalità tanto da renderlo succube grazie alla sua immediatezza, è l'Umanità intera a operare su se stessa una "riduzione di complessità", operazione resa necessaria per riportare l'Uomo a una condizione di vita più semplice, più naturale e più… umana. Nel libro, l'autore afferma che "anche solo una volta all'anno, l'Essere umano ha bisogno di arrangiarsi, per sentirsi vivo e per dare un senso alla propria vita", ma in un mondo dove tutto ciò gli è negato dall'estremo benessere e dall'estrema tecnologia, le menti si sviluppano in maniera assai precaria e desolante, e qualsiasi inconveniente possa capitare diventerà un dramma esistenziale.  

Il mio commento:
Questo libricino mi è capitato per le mani in modo rocambolesco: in realtà ero in contatto con un certo Massimo Baglione (di BraviAutori) per la lettura del mio Vuoto di Luce nell’ambito di una catena di lettura e invece per una questione di generi - diciamo così - mi son trovato a leggere Downgrade, testo pubblicato con il marchio BraviAutori.
L’autore, questo fantomatico Sam L. Basie di origini finlandesi e che scrive e parla solo nella sua lingua natia, mi ha pure lasciato una dedica … in italiano… mumble mumble…
Comunque, nel complesso il testo scivola via in modo scorrevole e senza intoppi ma, a mio avviso, non fa dell’approfondimento il suo punto forte. Ci sono infatti vari episodi che potevano svilupparsi in modo molto più complesso e attento, o comunque venir confezionati in modo maggiormente accattivante; purtroppo rimangono più “generici” e semplicistici. Mi riferisco ad esempio agli scorci di società moderna offerti dalle vicende dei vari “tizio” e “tizia”, personaggi anonimi e bidimensionali protagonisti di situazioni per così dire estreme in un mondo talmente internet dipendente e tecno-centrico qual è quello tratteggiato in Downgrade, ossia l’esasperazione del nostro. Ma non solo, anche i dialoghi sono molto diretti e schietti sia che ad animarli siano un perfetto sconosciuto (nonché potenziale terrorista) e il presidente mondiale oppure un bimbo delle elementari e un reduce del “mondo prima del Downgrade”. Gli stessi personaggi, molto pochi in verità, meritavano qualche caratterizzazione e un background in più.

giovedì 20 agosto 2015

Le orme dell'orso

Titolo: Le orme dell'orso
Autore: Francesca Boari
Editore: Elison Publishing
Genere: narrativa
Pagine: 89

La trama in breve:
Entrare nel vivo di una storia di abbandono, di smarrimento, di ricerca, di riscatto e di perdono. Questa la nuova esplorazione della scrittura dell'anima di Francesca Boari. Una mattina qualunque una madre decide di uscire di casa e non ritornare mai più. Alle sue spalle una bambina, la sua, di tre anni e un marito follemente innamorato destinato a morire di dolore. Spetterà alla bambina la ricerca più dolorosa, un viaggio lungo e affannato alla ricerca di sé e dei tanti perché destinati tante volte, nella vita umana, a rimanere insoluti. Il lettore si immedesima nella ricerca e nella vita appassionata e mai scontata che farà da cornice ad Adriana.Fino ad arrivare ad uno specchio grande, tradotto dal titolo del romanzo, che determinerà il punto di svolta della vicenda narrata.
Francesca Boari ha pubblicato "Il prezzo del riscatto" (prefazione di Eugenio Borgna, edito Cicorivolta, 2008); "Aldro" (edito da Corbo nel 2009); "Piovono sassi dal cielo" (prefazione di Roberto Faenza, edito da Cicorivolta 2013); "Ragazzi cari vi odio, vi amo" (edito da Cicorivolta 2015). Ha un blog di discreto successo "Diventa quello che sei" sul quotidiano online "Estense com" di Ferarra. Insegna e si occupa di educazione dal 1991. Docente di filosofia a Ferrara.

Il mio commento:
Ed eccoci a un altro testo targato Elison Publishing su cui esprimo un commento. Questa volta son stato preso alla sprovvista in quanto ho dato più peso al titolo e alla copertina che alla trama riportata sul sito. Mi aspettavo un testo che parlasse, in modo più o meno esplicito e diretto, del rapporto uomo natura, di un viaggio, di una scoperta...invece quelle dell'orso sono orme metaforiche di chi è alla ricerca di un percorso, di sfide, di un confronto con esperienze, emozioni e dinamiche più grandi di sé. 
Il testo in questione è infatti una sorta di diario-monografia in cui si ripercorre la vita della protagonista dall'infanzia all'età adulta, focalizzandosi molto sul rapporto figlia-madre. Forse, e dico forse - non vorrei sembrare misogino - destinato prevalentemente a un pubblico di donne, che di maschietti.
L'Adriana Valles del libro è infatti cresciuta senza madre e per tutta la vita avverte un vuoto e una mancanza dentro legati, appunto, a questa figura assente, all'affetto negato, alle risposte mai ricevute in merito a tale abbandono. Nonostante questo riesce comunque ad emergere e a realizzarsi, trovando una sua completezza grazie al marito, al figlioletto e...alla riconciliazione con la madre, Luciana, previa scoperta della fede in Dio. 

lunedì 17 agosto 2015

Gli elfi di Cintra

Titolo: Gli elfi di Cintra
Autore: Terry Brooks
Editore: Mondadori
Genere: fantasy
Pagine: 423

La trama in breve:
L'Armageddon, la battaglia conclusiva tra le forze del Bene e del Male, è giunta. E ha perso il Bene. I cambiamenti climatici hanno arroventato il suolo e le guerre biologiche hanno reso sterile la terra. Veleni ed epidemie hanno decimato l'umanità e le hanno tolto ogni speranza. Gli unici che possono sopravvivere in quell'inferno, gli ex uomini trasformati in demoni, hanno una sola missione: eliminare progressivamente i resti della razza umana. C'è ancora una possibilità: un Variante, una creatura magica che si nasconde sotto l'aspetto di un normalissimo ragazzo di vent'anni, completamente ignaro della propria natura e dei propri poteri. Sarà lui a guidare i superstiti in un luogo sicuro, dove fondare un nuova civiltà. Ma prima bisogna trovarlo, rivelargli il suo destino, e proteggerlo. È il compito assegnato, in diverse zone del mondo, a Logan Tom, Angela Perez e agli "Spettri", un gruppo di ragazzi che tentano di sopravvivere all'assedio dei nemici tra le rovine della loro città. Riusciranno a portarlo a termine?

Il mio commento:
Prosegue la lettura di questa avvincente saga fantasy e, personalmente, continuo a rimanerne soddisfatto dal lavoro di Brooks. La narrazione procede fluida e senza fronzoli spostando in maniera equa l'attenzione del lettore sulle tre macro storie che procedono in parallelo - Logan Tom in viaggio assieme agli Spettri; Angela, Kirisin e Simralin alla ricerca del Loden; Falco e Tessa mentre cercano di far luce sulla natura messianica del ragazzo - spiegando e risolvendo alcune questioni ma lasciandone aperte di nuove, giocando su misteri "positivi", come la natura del Variante, ossia Falco, e misteri "negativi", cioè chi sta braccando Angela e gli elfi assieme a Delloreen.
L'impostazione rimane comunque "alla Brooks", per cui con sviluppi molto diretti e senza fronzoli, a volte con semplificazioni in merito a questioni quali distanze geografiche e limiti di linguaggio. Ma in ogni caso con una resa e un'impostazione molto cinematografica e un registro e uno stile narrativo molto sciolto e schietto.
In particolare, le due battaglie che i cavalieri del Verbo devono sostenere le ho trovate visivamente meritevoli, scontri dall'esito incerto contro creature formidabili, dotate di indubbie capacità e poteri. Da un lato Krilka Koos, poderoso ex cavaliere del verbo rinnegato e ormai folle, dall'altro la demonessa Delloreen, ormai spoglia di qualsivoglia parvenza umana e mutata in una sorta di letale pantera.

martedì 11 agosto 2015

Terre di Confine Magazine 4

Cari Lettori, ben ritrovati al quarto appuntamento con la vostra TdC Magazine! In questa introduzione ai contenuti è un piacere ringraziare La Bottega del Barbieri, che ha contribuito alla sezione Letteratura con il gustoso articolo su Harlan Ellison e la recensione de La Svastica sul Sole curati, rispettivamente, dall’astrofilosofo Fabrizio Melodia e dal boss Daniele Barbieri in persona. La sezione antologica si avvale anch’essa degli scritti di bottegai DOC come Riccardo Dal Ferro, Fabio Lastrucci e Mauro Antonio Miglieruolo, con l’imprescindibile Andrea Carta (per l’occasione trasmigrato dalla sezione Fumetti) a completare il canonico quartetto di fantaracconti. Gradito l’esordio su TdC dei booksblogger Agnese Mignozzi e Michele Del Vecchio, e di Solange Mela con un nuovo capitolo di ‘Stile e Dintorni’; Nicola Parisi si è adoperato a intervistare un sempre in forma Silvio Sosio, e dalla Colonia Lunare l’immancabile Marco Pulitanò ci parla di una droga virtuale chiamata Snow Crash.

I fan e controfan di Lost si saranno poi chiesti cosa mai contengano i misteriosi cofanetti con la S. cubitale che J.J. Abrams ha disseminato in tutte le librerie del globo terracqueo: ebbene il nostro buon Luca Germano è qui per soddisfare anche questa curiosità.

Nella sezione Cinema e TV, The Obsidian Mirror ci regala stavolta un articolo ricco di approfondimenti sulla saga coreana Whispering Corridors, una pentalogia di film horror accomunati dall’ambientazione scolastica e da un sapore psicologico squisitamente orientale; Lucia Patrizi ci conduce invece alla riscoperta dell’affascinante Dark City. Lo spazio telefilm propone Kronos, grazie al gusto vintage di Cuccu’ssette e all’ormai abituale collaborazione con SerieTV.net. L’anime di turno è l’apocalittico Ideon, trattato con la consueta sagacia dal duo asteroidale Jacopo Mistè e Simone Corà, e sigle gentilmente tradotte da Cristian Giorgi.

Veniamo al doppio appuntamento con i fumetti: incursione di Orlando Furioso in pieno periodo maccartista con Fighting American, e discesa di Leonardo Colombi negli abissi psicanalitici di Homunculus.

Ultime ma non ultime due succose gallerie fotografiche (con la novità del nuovo ‘Cosplay Corner’), a corredo delle interviste curate da Davide Longoni: abbiamo incontrato per voi il talentuoso concept artist messicano Michel Omar B., e l’italianissima NadiaSK, best performance al World Cosplay Summit 2014.

Cos’altro mi resta dunque da aggiungere, se non: lunga lettura e prosperità!


Ass. Cult. Terre di Confine




Terre di Confine Magazine #4 è rilasciato in forma totalmente gratuita, sfogliabile on-line su ISSUU oppure direttamente da qui:



venerdì 3 luglio 2015

I guardiani del giorno

Titolo: I guardiani del giorno 
Titolo originale: Dnevnoy dozor
Regia: Timur Bekmambetov
Anno: 2006
Genere: fantasy
Cast:  Konstantin Khabensky, Maria Poroshina, Vladimir Menshov, Galina Tyunina, Victor Verzhbitskiy, Zhanna Friske, Dima Martynov

La trama in breve (aka tentativi di spiegare la trama):
È passato del tempo dal confronto finale tra le forze del Bene e quelle del Male de I guardiani della notte, ma Anton continua nella sua lotta, cercando al tempo stesso di salvare suo figlio dalle forze oscure che combatte. Quando alcuni degli Esseri Oscuri vengono misteriosamente uccisi, Anton viene accusato della loro morte: dovrà quindi mettere da parte le sue ricerche per sfuggire al Guardiano della Luce che vuole vendicarsi di lui. (fonte coming soon)

Nel mondo vige da mille anni una fragile tregua: è una pausa nella eterna lotta fra le forze del bene e quelle del male, eserciti composti da entità sovrannaturali che si battono in una dimensione parallela a quella dell'uomo. L'armistizio si regge sull'equilibrio delle forze: solo un'arma o un individuo capace di romperlo può far ricominciare la guerra. A controllare che nessuno rompa la tregua ci sono i guardiani del giorno e quelli della notte. La nascita di Egor sembra far pendere l'ago della bilancia dalla parte dell'oscurità. (fonte myovies)

Svetlana nel secondo livello
tenebroso. O almeno questo è
quello che si riesce a capire.
Tranquilli: al netto delle scene iniziali
questa cosa non comparirà più nel
film...è giusto un assaggio, un modo
come un altro per destabilizzare
Nella Mosca contemporanea si svolge la battaglia ultraterren tra le forze della Luce e quelle dell'Oscurità, come risultato di una tregua avvenuta nel medioevo tra le opposte fazioni. Questa antica guerra tra le forze della Luce e dell'Oscurità sta portando a risultati drammatici. Ogni versante ha ormai tra le sue fila un potente Eletto, che si dovrà scontrare con il suo avversario, e Anton Gorodetsky è ancora una volta coinvolto in questo conflitto. Da una parte c’è suo figlio, Egor, che fa parte degli Esseri oscuri, mentre l'amore di Anton, Svetlana, è la speranza degli esseri della Luce. Ma è solo l'inizio dei suoi problemi: Anton è infatti in fuga dopo essere stato accusato di omicidio. Le cose peggiorano e solo l'antico Gesso del destino può salvare la situazione, ma purtroppo è scomparso centinaia di anni fa.  (fonte trovacinema.repubblica)

sabato 20 giugno 2015

Anchorman 2: The Legend Continues

Titolo: Anchorman 2: Fotti la notizia
Titolo originale: Anchorman 2: The Legend Continues
Anno: 2013
Regia: Adam McKay
Genere: commedia demenziale
Cast: Will Ferrell, Paul Rudd, Steve Carell, David Koechner, Christina Applegate, Meagan Good,
Dylan Baker, James Marsden, Kristen Wiig, Greg Kinnear

La trama in breve: 
Anni dopo gli eventi del primo film, Ron Burgundy e Veronica Corningstone sono co-conduttori di un news network di New York e hanno avuto un bambino, Walter. Quando Ron viene licenziato da un suo superiore e Veronica decide di continuare la sua carriera senza di lui i due divorziano e Ron cade in depressione, fino a quando viene convinto ad accettare un lavoro per la Global News Network, fondata da un milionario australiano, e convince i componenti del vecchio team (impegnati in altre attività) a venire con lui. Inizialmente l'eccentrico team di Ron non viene preso sul serio dagli altri giornalisti ma, presentando notizie assurde che affascinano il pubblico americano, il team riesce ad ottenere degli indici d'ascolto inaspettatamente alti e un grosso successo, che porta Ron a diventare sempre più vanesio e arrogante.  (fonte wikipedia)

Il mio commento:
Anni fa vi raccontai di quella piccola perla cinematografica che è Anchorman - La leggenda di Ron Burgundi (leggi qui per approfondire).
Ora, a distanza di qualche annetto, torno a parlarvi dello strampalato personaggio partorito dalla mente di Will Ferrell nuovamente alla ribalta nel mondo del telegiornalismo :-)
In primis, non posso non esprimere il mio disappunto per la traduzione del titolo proposta qui in Italia: c'è gente con seri problemi in giro, secondo me, problemi gravi ma che per il bene della società viene costretta in stanze buie e partorire storpiature e idiozie da usare come titoli per i film. 
Va meglio quando se ne occupa lo staff tradizionale, composto da koala e  lamantini, ma evidentemente per Anchorman 2 non erano disponibili.
Contrapposto al patetico titolo con il quale il film è stato marchiato vi è invece da sottolineare il gran numero di attori di un certo livello che ha partecipato al progetto comparendo in piccoli ma significativi camei, in particolar modo per la battaglia tra reporter dei notiziari: Harrison Ford, Liam Neeson, Jim Carrey, Will Smith, John C. Reilly, Kirsten Dunst, Marion Cotillard, Sacha Baron Cohen, Kanye West... tutta gente che secondo me si è divertita un mondo vestendo i panni di personaggi sui generis e prendendo parte a un progetto che non può passare inosservato.
Perché in fondo, tutto il film gioca con l'ambito demenziale, concentrandosi su un team di vanesi ignoranti incompetenti ... che però conducono notiziari!!!
Ma l'effetto disturbante che i protagonisti possono scatenare nel pubblico, in particolare Brick Tamland, un autentico squilibrato, è solo un riflesso della demenzialità di quello che oggi giorno è divenuto il mondo dei notiziari. 

domenica 14 giugno 2015

I figli di armageddon

Titolo: I figli di armageddon - La genesi di Shannara
Autore: Terry Brooks
Editore: Mondadori
Genere: fantasy
Pagine: 342

La trama in breve:
Su una Terra devastata in maniera irreversibile dall'inquinamento e dalle pestilenze imperversa ormai incontrastato il Vuoto, essenza stessa del Male. Suoi fidi servitori sono i Demoni, spaventose creature postumane, frutto delle terribili contaminazioni ambientali. Il genere umano stesso sembra destinato a una progressiva e inesorabile estinzione. Pochi e sparuti drappelli di uomini e donne sopravvivono in avamposti fortificati ai terribili attacchi dei mutanti, ma la loro fine sembra ormai prossima. Spetterà ad Angel Perez e Logan Tom, gli ultimi sopravvissuti tra i Cavalieri della Parola, prendere in mano il destino del mondo, mettendosi alla ricerca di due misteriosi talismani in grado di garantire la sopravvivenza alla Terra. (fonte ibs)

Il mio commento:
Anni fa ho adorato la lettura dei libri della saga del Verbo e del Vuoto (aka "ciclo del demone". E non nascondo che il mio Vuoto di Luce sia in qualche modo debitore di quanto partorito da Terry Brooks, prolifico autore statunitense di cui avevo letto anche romanzi appartenenti al ciclo di Shannara, in cui l'ambientazione fantasy era però di stampo più classico e tradizionale. 
Un'ambientazione, un mondo anzi, che un'origine doveva pure averla e che, con il ciclo "La genesi di Shannara" iniziato nel 2006 viene spiegata e descritta facendo comprendere al lettore come il presente, adeguatamente devastato dalle azioni dei seguaci del Vuoto, costituisca l'antico passato di Shannara.
Nel corso della narrazione scopriamo quindi cosa è successo alla Terra e quale infelice scenario si sia ormai radicato tra inquinamento a livelli impossibili e truci persecuzioni e mattanze perpetrate da demoni ed ex-uomini che hanno decimato la razza umana e costretto i sopravvissuti a vivere in "fortezze", cittadelle erette su quelli che oggi giorno chiamiamo "stadi".
Eppure, nonostante la precarietà del quotidiano, nonostante ormai la speranza di un futuro migliore sia praticamente estinta, c'è ancora qualcuno che si adopera per cambiare lo stato delle cose conducendo crociate disperate. Ossia i cavalieri del Verbo. Che questa volta sono ben due, Logan Tom (che mi immagino una sorta di Tom Hardy in versione Mad Max) e Angela Perez (idealmente impersonata da Michelle Rodriguez), impegnati in due distinte missioni.
Già perchè questo "I figli di armageddon" rappresenta il punto di partenza di un ciclo in cui confluiranno più elementi e personaggi, alcuni nuovi come gli elfi di Cintra, da secoli presenti sulla Terra ma celati agli umani, e altri meno nuovi, come quel simpaticone del demone Findo Gask e il Variante, misteriosa creatura magica comparsa ne Il fuoco degli Angeli, ultimo capitolo della saga del Verbo e del Vuoto. 
L'autore crea e porta avanti quindi più trame in modo da esplorare lo scenario post-apocalittico ormai venutosi a creare e spostare l'attenzione del lettore su più situazioni e personaggi.
Da un lato abbiamo infatti Logan Tom, alla ricerca del Variante. Angela Perez invece alla ricerca degli elfi. Findo Gask impegnato a perseguitare la razza umana e interessato al Variante. La demonessa Delloreen è invece smaniosa di annientare Angela Perez (e Findo Gask) mentre gli elfi di Cintra sono alle prese con dinamiche interne in merito a cosa combinare nella vita visto che ormai la situazione, nel mondo è precipitata, e che l'albero sacro Ellcrys ha parlato a due prescelti. Infine ci sono gli Spettri, ragazzini che "infestano le rovine lasciate dagli adulti" che cercano di sopravvivere in un mondo ostile, cooperando per reperire cibo e medicine, tra cui, evidentemente, si cela quella magica creatura che è il Variante.
Come sempre, la narrazione scivola via fluida e schietta, sostenuta da uno stile asciutto e incisivo. Di tanto in tanto il focus si sposta sulla descrizione del mondo che circonda i protagonisti, per descrivere l'armageddon vissuto e gli effetti di questo su tutte le creature del mondo, sia in termini di mutazioni che di cambiamenti del modo di vivere. Si respira precarietà e disfatta, amarezza per un presente che sembra condurre unicamente verso una disperazione ancora più cupa. Una meta buia che però viene rischiarata dalla presenza del Verbo e dal coraggio e dall'intraprendenza dei ragazzini - i figli di armageddon - che non mollano la spugna ma, anzi, si adoperano per sostenersi a vicenda, per darsi coraggio e ritrovare, gli uni negli altri, il calore di una famiglia.
Purtroppo, il romanzo non è auto-conclusivo, per cui esprimere un commento esaustivo rappresenta una scelta avventata: sono ancora troppi gli elementi da chiarire e spiegare, gli sviluppi da approfondire e i personaggi da approfondire. Vero è che, fin qui, l'esperienza di lettura è stata soddisfacente ed emozionante, semplice e scorrevole, senza sbavature e ben equilibrata in termini di azione vs introspezione oppure in merito ai numerosi flash back, necessari per dare profondità ai personaggi proposti e all'ambientazione post-apocalittica in cui si muovono. Certo, ci sono anche alcuni elementi discutibili (vedi la comparsa degli elfi) mentre altri, come da copione, ripropongono un copione consolidato con Brooks, ovvero la comparsa di deus ex machina come O'olish Amaneh che, come accadeva anche negli altri libri del Verbo e del Vuoto, "sanno" cosa deve accadere e assegnano (discutibili) artefatti incantati oppure indicano alleati ai protagonisti. Passaggi questi che strizzano un po' l'occhio a situazioni da GdR ma che, personalmente, non mi hanno disturbato poi molto, così come i cambiamenti del punto di vista necessari per immedesimarsi e calarsi al meglio in ciascun arco narrativo pensato dall'autore.

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