giovedì 3 dicembre 2015

I Mercenari 3

Titolo: I Mercenari 3
Titolo originale: The Expendables 3
Regia: Patrick Hughes
Anno: 2014
Genere: azione
Cast: Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Antonio Banderas, Wesley Snipes, Mel Gibson, Dolph Lundgren, Harrison Ford, Arnold Schwarzenegger, Kellan Lutz, Terry Crews, Kelsey Grammer, Robert Davi, Sarai Givaty, Randy Couture

La trama in breve:
Nella squadra di Barney Ross si materializza il più prevedibile eppure il più clamoroso degli eventi, un incidente che mette a serio repentaglio la vita di uno dei membri. L'evento, unito alla ricomparsa di un vecchio e storico nemico (che come nella migliore delle tradizioni si trattava di un ex-amico, parte del primo gruppo di "mercenari") spinge Ross a trovarsi un'altra squadra, fatta di giovani a cui non sia legato da una profonda amicizia, per portare a termine una nuova missione. Liberarsi degli amici di una vita e tenerli lontani da un bel complesso di esplosioni però è più difficile del previsto.(fonte mymovies)

Il mio commento:
Ordunque, a suo tempo vidi il secondo capitolo di codesta saga addirittura al cinema. E ricordo ancora la vibrante emozione, i moti, la dilagante partecipazione della folla riunitasi in quella sala. In fondo, non mi è capitato sovente di assistere ad applausi spontanei durante la proiezione, al più ho memoria di inverecondi commenti, risate e rutti gioviali.
Invece, con il secondo capitolo della saga, ho percepito un tremito nella forza e tanto entusiasmo da parte dei fan emozionati per qualunque bazzecola. Apparizione di Schwarzenegger...applausi. Primo calcio volante di Van Damme gemiti ambigui. Comparsa trionfante di Norris, orgasmi in sala e muggiti.
Bei tempi...
Con queste premesse mi son accostato alla visione di questa terza saga della combriccola di questi simpatici vecchiacchi evergreen. Questa volta a casa, comodo comodo, sul divano.
Beh, devo confessare che a stento ho resistito fino alla fine.
Il film risulta moscio, insulso, poco coinvolgente, con troppa gente che cerca di ritagliarsi una parte ma senza riuscirci.
Eccezion fatta, ovviamente, per 3 di loro.
La sequenza iniziale, con Wesley Snipes liberato dalla prigionia per ...ehm...evasione fiscale è tutto sommato passabile anche se, sinceramente, non ho ben compreso l'utilità di avere un cannone montato sulla locomotiva di un treno adibito al trasporto prigionieri. 
E' abbastanza inzupposo per voi???
E stiamo parlando di evasione fiscale...mica di uno che c'ha mille mila morti sulla coscienza o che ha sganciato una bomba atomica su Hiroshima solo perchè si annoiava.
Poi abbiamo Mel Gibson, che tutto sommato riesce a costruirsi un ruolo e un personaggio. Un crogiuolo di cliché, per carità, ma almeno dimostra di saper recitare un poco seppur il suo Stonebanks tenda, minuto dopo minuto, a risultare sempre più idiota e incapace fino a rasentare l'assurdo nel tentativo di abbattere Rambo a pugni. Cazzo, non ce l'hai un amico cecchino? Un pugnale avvelenato? Una bomba a mano? Un esattore equitalia da mandargli a casa?

Ma soprattutto, visto che per anni sei stato nascosto a fare il bello e il cattivo tempo senza che nessuno si accorgesse di te, perché non fuggire e tenere un basso profilo? E sì che eri partito bene, Mel, con un personaggio che poteva sembrare quasi credibile...
Soprassedendo poi sulla presenza di un Harrison Ford orfano di Chewbacca, ringrazio la produzione di aver coinvolto Antonio Banderas, l'unico che mi è piaciuto e mi ha regalato un po' di emozioni, un personaggio tragi-comico che riesce ad imprimersi e a suscitare un minimo di emozione.
Gli altri, fondamentalmente, fanno delle comparsate e basta.
Cioè, c'hai un esercito impegnato ad
abbattere dieci individui ma, visto che
la cosa non riesce, decidi di arrangiarti
armato di una sola misera pistola?
Compreso quel grande attore che è Statham: dopo quanto respirato in Fast and Furious 7, mi riesce difficile vederlo lavorare in compagnia di altri gentleman della legione straniera. Voglio dire, in quell'altro film, da solo, aveva seminato devastazione e distruzione come non si vedeva dai tempi di Attila durante un black friday.
Per cui, tornando a noi, questo film mi è parso decisamente sottotono rispetto ai precedenti capitoli orchestrati da Silveter & co, privo di mordente, inconcludente, scialbo. Non metto in dubbio che si siano divertiti a realizzarlo, ma non mi ha regalato emozioni se non in pochi isolati momenti. Probabilmente la presenza di troppi attori e personaggi ha compromesso lo sviluppo della narrazione e i tempi narrativi, cosicché ne ha risentito la caratterizzazione dei personaggi e l'approfondimento della trama...
Ovviamente, sto scherzando.
Non è un film riuscito, semmai una visione che si trascina ma che ha il nobile intento di provare a lanciare qualche volto nuovo, giovinastri che tuttavia non riescono a combinare niente di buono senza la necessaria presenza dei "mercenari" esperti provenienti dagli anni '80, gente che oggi vedi correre e zompare e sparare e falciare vittime innocenti e domani te li trovi a letto, con la flebo, il respiratore e dolori lancinanti ovunque. E con infermiere zoccole appresso, che tanto possono permetterselo.
Unica eccezione degna di nota Thorn, interpretato da Glen Powell, emblema dell'hacker-genietto-atletico-spericolato che, con l'equivalente di un gig tiger trovato casualmente addosso a quel barone inglese di Dolph Lundgren riesce a creare una sorta di e-bomb in grado di annichilire una cazzo di bomba iper-minchia-distruttiva progettata per frantumare gli zebedei a i mercenari. Per farli morire ammazzati in un colpo solo, insomma. Ecco, il modo in cui suddetto Thorn riesce a salvare la pelle a tutti ha un che di mistico e ammirevole e che, penso, rappresenti una sorta di cartina al tornasole in grado di far capire come sia percepita la tecnologia dal pubblico medio,
Alla faccia di MacGyver e dell'A-team, che saldavano, piegavano, truciolavano, spaccavano e improvvisavano. Ora basta premere pulsanti a caso e contare nella potenza della dea bendata che arride agli audaci e a coloro che le versano offerte mediante bonifico bancario.
Ma, tutto sommato, forse questo non è nemmeno il lato peggiore del film, soprattutto se consideriamo a certe inquadrature di Schwarzenegger o alla faciloneria di certe situazioni, soprattutto considerando problematiche spazio-temporali...
Peccato, quindi. 
Speravo - e con me molti altri là fuori - in qualcosa di decisamente più corposo e memorabile. E non stiamo parlando di trama o di messaggi edificanti, bensì di pacchiana tamarraggine, di gesta eroiche e situazioni assurde nelle quali solamente questi Mercenari possono districarsi.
In fondo, lo si vede lontano un miglio che si sta dinnanzi a un'americanata di quelle classiche, in cui si ammazzano migliaia e migliaia di scagnozzi e si sparano centinaia e centinaia di tonnellate di proiettili ma si passa per gli eroi della situazione contro uno che, dopo esser stato scaricato e mezzo ammazzato dal Paese che ha servito, riesce a ferire uno dei "buoni". 
Quale sofisticato simbolismo potrebbe
richiamare alla mente codesta
imperdibile scena del finale?
Ripeto, ferire, manco ammazzare. 
Un gesto barbarico che ovviamente dà il via a una mezza guerra in Armenia, la patria dei System of a down che qui sembra un'accozzaglia senza arte né parte di monnezza e ruderi. Una sorta di parco giochi per buzzurri amanti della mitraglia e delle sparatorie folli. 
Alla faccia dell'Isis...
Comunque, conclusa la visione di codesto sconclusionato capitolo della saga, vedremo ora che accadrà in futuro quando, stando ad alcune voci non meglio confermate, potrebbero profilarsi all'orizzonte Hulk Hogan e gli Avengers.
Chissà...


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