domenica 29 dicembre 2013

Il trono di spade - Game of thrones - Season 3

Titolo: Il trono di spade (Game of thrones) - Terza Stagione
Anno: 2013
Episodi: 10
Genere: fantasy

La trama in breve:
I giochi continuano. Jon Snow è tra i Bruti e mentre Daenerys Targaryen cerca di ottenere un esercito nelle terre di Astapor, le cose ad Approdo del Re cambiano: i Tyrell acquistano più potere e cercano di entrare nelle grazie dei potenti Lannister.
Sansa Stark e Petyr 'DitoCorto' Baelish:
come andrà a finire tra la lady e il
viscido, nonché subdolo,
consigliere di corte? E come reagirà
quest'ultimo al Red Wedding?
In viaggio verso nord, Bran Stark vive sogni sempre più realistici e incontra un nuovo amico. Jaime Lannister e Brienne di Tarth continuano la loro marcia verso sud con non poche difficoltà, mentre Tyrion e Cersei Lannister non sono più padroni di loro stessi dall'arrivo del loro padre nella capitale. Arya Stark incontra il sacerdote Thoros di Myr e si unisce alla Fratellanza Senza Vessilli. Rifugiato alla Roccia del Drago, Stannis Baratheon attende un segnale dal Signore della Luce, mentre Theon Greyjoy è stato rapito dal bastardo di Roose Bolton, un individuo di raro sadismo che lo tormenterà alternando torture, mutilazioni e false speranze. Robb Stark sente il peso della guerra e cerca di dare uno scopo ai suoi uomini.  (da wikipedia)

Il mio commento:
Rispetto alla stagione precedente, questa è stata senza dubbio più impegnativa e devastante sotto il profilo della truculenza e delle morti violente. Tanto più che c'è anche la componente mutilazione, torture e sadismo che ha contribuito a rendere lo sviluppo narrativo più cupo e perverso.
 Il re oltre la Barriera, Mance Rayder
Lo so, sembra un barbaro ma...
comanda, ah se comanda! Forse...
Al contempo, la trama ne ha guadagnando assai visto che gli eventi, gli intrighi e i colpi di scena descritti in queste dieci puntata sono piuttosto elevati in numero e talvolta destabilizzanti. 
Vero è che ora come ora ho difficoltà a immaginare gli sviluppi della quarta stagione visto che alcuni personaggi che reputavo fondamentali, come dire, non ci saranno. Per cui, o si andrà incontro a qualche evento bellico su vasta scala, con Daenerys Targaryen di ritorno nelle terre occidentali ad esempio, o con qualche delirio di massa tra bruti ed estranei in arrivo dal Nord. D'altronde, è dall'inizio della prima stagione che si insiste col motto "l'inverno sta arrivando"... ma per ora non è arrivato.
Forse ci penserà il buon Mance Rayder ad accelerare i tempi...
Contrapposti agli atroci colpi di scena proposti, c'è comunque da notare che in questa terza stagione si avverte una certa accelerazione di ritmo narrativo. Alcune dinamiche vengono quindi affrettate o fatte trasparire in singoli episodi (la scalata della barriera!) lasciando allo spettatore colmare con la fantasia eventuali situazioni pregresse di cui, di fatto, vengono descritti solamente gli effetti finali, soprattutto per quanto concerne intrighi di corte e alleanze a sorpresa. Analogamente, alcuni spostamenti spaziali risultano sospetti (dannazione, queste terre fantasy sono sempre così piccole) e personaggi presentati in sordina, saranno probabilmente maggiormente approfonditi e caratterizzati in futuro, anche perché ne soppiantano altri (vedasi il caso di messer Bolton o di Jojen Reed e soci).
Alcuni elementi che poi fa piacere notare sono i parallelismi e i richiami che Martin e/o sceneggiatori realizzano, come ad esempio Robb Stark e Stannis Baratheon, entrambi consigliati più o meno bene da una rossa, rispettivamente la madre e una strega/sacerdotessa/mignottona; Jaime Lannister, comunque in balia di bionde, ovvero la gemella Cersei Lannister e la soldatessa Brienne of Tarth. 
- Sono incinta...sei arrabbiato?
- (Ma porca zozz...ladra...maremm..)
Ma no, amore, ma che dici! (Ci
mancava pure questa...
Siamo nel bel mezzo di una guerra,
i miei sottoposti si stanno ribellando,
ci hanno tagliato le retrovie,
ho perso l'unico prigioniero con cui
potevo trattare con i Lannister...e)...
ma non prendevi la pillola, scusa?
Sul fronte gnoccolame vario e scene di nudo, lo dico per i maschietti e per eventuali maniaci all'ascolto, il livello rimane buono mentre si incrementa forse la presenza di elementi magici e fantasy. Mi riferisco ai poteri di chierico di Thoros of Myr che consentono a Beric Dondarrion di tornare in vita - facendo sballare tutte le statistiche di uccisioni violente che riguardano la serie - quest'ultimo equipaggiato di spada infuocata; ma anche alle solite cosacce che tenta di fare Melisandre, la strega rossa, alle scorribande draconiche dei cucciolotti di Daenerys, ai metamorfi (tra cui anche il buon Bran!) e, non da ultimo, quel che accade tra Samwell Tarly e un Estraneo...
Inutile dire che trama, episodi e intreccio son gestiti molto bene e sempre in modo adulto e maturo, con dinamiche abbastanza realistiche e ponderate, senza lasciar nulla al caso, addirittura con decisioni amare da prendere e improbabili alleanze da stringere.

venerdì 27 dicembre 2013

Qualunquemente

Titolo: Qualunquemente
Regia: Giulio Manfredonia
Anno: 2011
Genere: comico
Cast: Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Veronica Da Silva

La trama in breve: 
Uno spettro si aggira per la Calabria: è lo spettro della legalità. Contro questo spiacevole inconveniente, rappresentato dal candidato sindaco di Marina di Sopra, certo De Santis, la parte "furba" del paese schiera l'uomo della provvidenza: Cetto La Qualunque, di ritorno da un periodo di latitanza con una nuova moglie, che chiama Cosa, e la di lei bambina, che non chiama proprio. Volgare, disonesto, corrotto, ma soprattutto fiero di essere tutto questo e molto di peggio, Cetto prima ricorre alle intimidazioni mafiose, poi a dosi inimmaginabili di propaganda becera, quindi assolda uno specialista. Il fine, e cioè la vittoria alle elezioni, giustifica interamente i mezzi, che in questo caso vanno dal comizio in chiesa, all'offerta di ragazze seminude come fossero caramelle scartate, all'incarceramento del figlio Melo in sua vece. Fino alla più sporca delle truffe... (fonte mymovies)

Il mio commento:
Visto la sera del 24, giusto prima di Natale, era da un po' che attendevo di dare un'occasione a questa piccola perla cinematografica italiana. Ok, ok, per qualche strano motivo la produzione filmica nostrana non riesce a partorire altro se non filmetti più o meno comici (vedasi i vari cine-panettoni o quel che propinano i vari Pieraccioni, Zalone e compagnia bella), qualche thriller, qualche fiction dal sapore antico e per lo più opere drammatiche per cui, direte voi, che cosa avrebbe questo Qualunquemente in più rispetto ad altri?
In primis c'è il sior Antonio Albanese, che tutto sommato non mi spiace e che già ho apprezzato nei suoi interventi comici durante i vari "Mai dire..." oltre che in "Uomo d'acqua dolce".
In secondo luogo perché, a ben guardare e riflettendoci un poco, questo film dovrebbe essere considerato più una pellicola di denuncia sociale che una parodia comica.
Qualcosa che dovrebbe aizzare gli animi e spronarci a dire "NO, non deve più esserci nulla del genere! Mai più!". Invece, da bravi italiani, finiamo col riderci sopra e...basta. Felici e rassicurati, quasi, nel riconoscere quanto siamo provinciali e falsi. 
Ecco quindi che il personaggio di Cetto La Qualunque, un concentrato di ipocrisia, ignoranza e illegalità, nel suo barcamenarsi tra abusi e messaggi diversamente votati all'onestà incarna le caratteristiche tipo che associamo (giustamente o a torto, ma, come dirette Tomba, ai posteriori l'ardua sentenza) a coloro che, ogni giorno, dovrebbero gestire la cosa pubblica e si affacciano nelle nostre vite attraverso lo specchio della televisione. Ipocrita, incapace, amante della bella vita, perdigiorno, disonesto...ha praticamente le carte in regola per dirigere un partito e ambire a una carica pubblica.

mercoledì 25 dicembre 2013

Buon Natale 2013!!!

Lo so, lo so, vi aspettavate immagini di discinte cagnone da competizione in pose sessi, magari fantasiose ed estrose nell'uso di qualche gadget acquistato per Natale, magari su Groupon. 
Ma temo vi deluderò.
E siccome dicono che il Buon Santa Claus, stanco delle polemiche sui caccia americani statunitensi, abbia deciso di prendersi una pausa chissà dove, forse anche con l'intenzione di recimolare fondi visto il triste empasse economico che continua a tormentare il nostro presente, abbandonata l'idea iniziale di postare una bella immagine presa da Games of Thrones (*) parafrasando il motto "l'inverno sta arrivando" con "il Natale sta arrivando", l'unica soluzione che mi è venuta in mente per salvare il tradizionale post di auguri natalizi è quella che vado a riportare qui sotto. Anche perché foto di Jaeger di Pacific Rim con armature addobbate a festa e lucine alimentate a plutonio non ne ho trovate... 
E come sempre, il buon Chuck è determinante....
Spero apprezziate ugualmente: Buon Natale a tutti!!!





(*) : sono ancora profondamente turbato e sconvolto dagli eventi del Red Wedding della puntata 9 della terza stagione... :-(

sabato 14 dicembre 2013

Straw Dogs - Cani di Paglia

Titolo: Straw Dogs - Cani di Paglia
Regia: Rod Lurie
Anno: 2011
Genere: thriller, drammatico
Cast: Laz Alonso, Alexander Skarsgård, James Marsden, Kate Bosworth, Willa Holland, James Woods, Dominic Purcell, Walton Goggins, Anson Mount

La trama in breve:
Remake di un classico diretto da Sam Peckinpah, Cani di Paglia racconta la storia di uno scrittore di Los Angeles che si trasferisce nella città natale della moglie, nel profondo Sud. Le inevitabili tensioni che nascono all'interno della coppia dovranno essere messe da parte per fronteggiare la minaccia dei conflitti con la gente del posto. (fonte mymovies)

Il mio commento:
L'ho visto qualche settimana fa ma non avevo più trovato l'occasione di (s)parlarne, per cui eccomi qua, ora. Direi di cominciare precisando che non ho visto l'originale, datato 1971, per la regia di Sam Peckinpah e con Dustin Hoffman per protagonista. A detta di tutti un gran bel film, conturbante e spiazzante, molto forte. Soprattutto perché realizzato negli anni '70.
A distanza di 30 anni, Rod Lurie evidentemente ha deciso che è giunto il momento di riprendere tale pellicola e attualizzarla in una nuova veste, più moderna, con nuovi attori ma le medesime dinamiche narrative e tematiche trattate.
O quasi.
"Oh cavolo, è un remake e non ho mai
neanche visto l'originale..."
"Tranquilla. Non credo sia un problema.
Tra l'altro, è X-men 2, questo?"
Il risultato, come si può notare dal voto registrato su IMDB (non che sia la Bibbia, per carità, però è d'uopo citarlo) che riporta le medesime cifre del giudizio ottenuto dal film originale. Le stesse, ma invertite. 
Passiamo quindi da un onesto e decorso 7.5 (su 36000 voti circa) a un sospetto 5.7 (su 21000 e rotti)! 
Come dicevo, non avendo visto quello con Dustin Hoffman non posso esprimere un giudizio personale, ma stando a quel che ho letto su altri blog e portali, oltre che per trailer e spezzoni visti qua e là, me ne son fatto un'idea.
Questo Straw Dogs, invece, regala costantemente la sensazione di "mirror climbing": lo spettatore avverte di essere dinnanzi a qualcosa che avrebbe potuto anche funzionare, capace di comunicare e stimolarlo... se solo fosse stato realizzato in modo più accorto e sensato. 
Ok, ok, siamo pur sempre negli anni 2000, il mondo è diverso, tante cose sono cambiate, il ritmo stesso della narrazione cinematografica, così come la società, i costumi, le usanze, ma se le idee son buone tali restano. A patto di non travisarle o stravolgerle.
Ecco quindi che il cast scelto è forse poco adatto per il tipo di storia narrata. E visto che a volte le immagini valgon più di mille parole, vi posto le differenze principali tra gli attori scelti.


In alto Del Henney, in basso Alexander Skarsgård, nel ruolo di Charlie Venner 

venerdì 6 dicembre 2013

Hardware - Metallo Letale


Titolo: Hardware - Metallo Letale  (titolo originale: Hardware)

Regia: Richard Stanley
Anno: 1990
Genere: horror, sci-fi
Cast: Dylan McDermott, John Lynch, Iggy Pop, Stacey Travis, William Hootkins

La trama in breve:
Tra i detriti radioattivi di un imprecisato futuro un militare rinviene i resti di un cyborg Mark 13 e ne fa dono alla sua ragazza scultrice. Il cyborg si rigenera e ricomincia a svolgere il compito per cui era stato programmato: distruggere ogni essere vivente. (fonte mymovies)
PS: se leggete invece la trama su comingsoon potreste avere indicazioni leggermente diverse...addirittura, pare a me, sembrano suggerire che Moses sia un nano

Il mio commento:
Per il ciclo "filmissimi d'essai" ecco a voi Hardware, di Richard Stanley, horror di ambientazione fantascientifica tratto dal racconto Shok! di Steve McManus e Kevin O'Neill.
Film che per altro mi son recuperato stando alle positive recensioni e considerazioni espresse durante una sorta di documentario sul cinema (credo andasse in onda su Rai4 o Rai5) focalizzato su quelle pellicole che hanno per tema il rapporto uomo macchina.
Realizzato nel 1990, la visione di Hardware consente allo spettatore di tuffarsi in un'epoca arcaica, quando gli effetti speciali erano "di altro tipo" così come la tecnologia proposta, anche nelle storie sci-fi, non era che una brutta copia di quella a cui i Wachowski ci hanno abituato.
Contiene anche camei di note star della musica rock/metal, da Iggy Pop a Lemmy Kilmister dei Motörhead, così come montaggio e regia si prodigano per confezionare sequenze nervose e disperate, per lo più dominate da toni rossi e arancioni.
Non chiedetemi perché ma a me han
detto che questa è la divisa ufficiale
dei disperati cercatori di rottami
che si aggirano nei deserti radioattivi.
Gli androidi letali si trovano solo così.
O così, o su ebay...
Ma non è finita qui perché, fondamentalmente, il film è una vaccata pazzesca piena di situazioni al limite del delirio.
Già. Vatti a fidare dei tizi del documentario.
Passi per l'evidente scarsità di mezzi, passi per le scopiazzature a vari film di genere (Terminator su tutti), passi per il tentativo di costruire un'ambientazione futuristica desolante e disperata, ma un minimo di filo logico e buon senso non ce lo si poteva mica mettere nella sceneggiatura?
Abbiamo un tizio che rovista nel deserto e ne estrae un androide. Lo rivende a un tizio che manca da casa da chissà quanto tempo e che pensa bene di non documentarsi minimamente sulla cosa che gli è stata recapitata ma, anzi, di donarla alla propria donna, Jill. La quale vive segregata in casa e fa la scultrice post-moderna, assemblando materiali a casaccio. E che, in un mondo allo sbando come quello proposto, è tutto dire.
Per cui, ecco che assieme al fido amico tossicodipendente (stranamente molto in sintonia con la rossa Jill) porta il bestio alla sua donna la quale, dopo mesi che sto qua non si faceva vivo, decide di accoglierlo in casa e di scoparselo per un bel po'. Quando c'è l'ammmmore... E mentre la coppia copula un simpatico maniaco obeso, che tiene spesso e volentieri le mani in tasca, li spia e gode.
Arrivati a questo punto siamo a metà del film, e regna tanta pesantezza e desolazione per un futuro prossimo venturo molto cupo, privo del benché minimo spiraglio di luce, in cui la limitazione delle libertà individuali e la precarietà dell'esistenza sono ordinaria consuetudine.
Ma, come diceva il buon Mike, "Allegria": il Mark 13 è pronto a seminare morte e distruzione!
Devo trovare un modo per farmi
lasciare da Jill...ma cosa diamine
potrei fare...magari prima le do
un'altra bottarella, e poi ci penso
con comodo....
Già perché mentre il presunto protagonista, Moses, se ne va a zonzo (sai com'è, il suo collega lo contatta nel cuore della notte chiedendogli di tornare al "negozio"...situato a due trilioni di anni luce dall'attico della rossa infoiata...) e Jill se ne rimane mezza nuda a dormire, il simpatico androide dalla testa di teschio, mani artigliate e aculei velenosi (eh già, proprio un bel regalo da parte di Moses...), quatto quatto, facendo il casino più assordante, si ri-assembla con le cianfrusaglie che trova per casa e, mai domo, prende il controllo della futuristica domotica dell'attico (= toglie la luce e chiude la porta).

mercoledì 4 dicembre 2013

Insoddisfazione kung-fuica ®

Ci ho pensato, ci ho meditato su per un po' ma alla fine non son riuscito a persuadermi e a trattenermi dal farlo. Per cui, pur cercando di rimanere misterioso e senza far nomi (ma lasciando intuire a chi vorrà capire...), ne approfitto per un breve personale sfogo in merito a qualcosa che ho recentemente avuto modo di vedere.
Il panda Po, da Kung Fu Panda:
anche lui si è allenato duramente
nel rispetto delle tradizioni 
Sabato scorso sono andato a far spese in un centro commerciale della mia zona e, uscendo, mi sono accorto di un enorme poster relativo ad una scuola di arti marziali che tiene dei corsi anche in palestre poco distanti da casa mia. Poster abbastanza efficace, molto d'effetto, con il fondatore dello stile in posa, applicazioni tecniche e vari riferimenti ai contenuti dei corsi. Accanto al poster, poi, c'era l'indicazione degli orari delle esibizioni che, nel pomeriggio, si sarebbero tenute in galleria.
Da bravo praticante di arti marziali, incuriosito dalla cosa, mi son ripromesso di tornare; per cui mantenendo fede all'impegno preso con me stesso, ho preso la macchina e ho investito del tempo per andare a vedere quel che combinavano. 
Magari vedrò qualcosa di interessante, esercizi o applicazioni utili a migliorare anche il corso di Tang Lang Quan che frequento, oppure un'occasione per fare rete e imparare come impostare una dimostrazione...varie cose insomma.
Dopotutto, anche loro praticano kung fu e quindi, somiglianze e affinità, ne avremo.
Da parte loro, i tizi dell'esibizione erano ben impostati. Bandiere, striscioni, televisori e casse acustiche per "far sentire e far vedere" la propria arte, divise personalizzate: una cosa professionale, insomma. Loro erano in tre, mi aspettavo qualcuno in più, ma visto lo spazio a disposizione in galleria forse, ho pensato, han coinvolto pochi allievi.
Poi hanno iniziato. A dire il vero, un centro commerciale probabilmente non è il luogo ideale per un'esibizione di arti marziali visto che già c'è poco interesse in generale per questo mondo (preconcetti? diffidenza? problema culturale?) in più i clienti han per la testa le compere da sbrigare e a meno di notare donne ignude che si muovono in modo sexy non son incentivati a fermarsi. Questo per dire che, nonostante la pompa magna, non c'era molta gente a osservare l'esibizione.
Comunque, loro hanno cominciato e fatto vedere qualcosa. Scambi di tecniche a mani nude, forme da fermi stile tai chi, altri scambi di tecniche con utilizzo di colpitori da boxe, altri scambi di tecniche da bendati, altri scambi di tecniche con dei bastoni corti e qualche tecnica singola. 
Tempo totale, 20 minuti circa.
Soddisfazione mia personale, nulla. Anzi, rasentavo la tetra delusione.
Eppure, qualcuno di chi guardava è andato a informarsi e sospetto si iscriverà al corso.
Anche io son stato avvicinato da uno di quelli che ritenevo allievi, e che in realtà, stando al sito, sembra essere un top trainer dello stile, nel tentativo di convincermi a provare. 
Io ho spiegato che già pratico, che sono un loro cugino di Kung Fu, e che volevo solamente curiosare. Però, visto che ormai il ragazzo era lì, ne ho approfittato per carpire alcune informazioni e conoscere meglio questo stile dal marchio registrato. 
Ma la prossima volta mi sa che me ne starò zitto. Non perchè voglio fare il saccente ma perchè poi succede che scrivo post del genere a fronte delle risposte ricevute e, perchè poi vado a infierire su me stesso con quel che leggo nel loro sito e sul "genio delineato" del loro fondatore (non lo dico io, è riportato nel portale ufficiale). 
"Il nostro è uno stile tradizionale e autentico, è NOME-CHE-NON-POSSO-RIVELARVI, deriva direttamente da quel maestro tanto famoso di cui han fatto anche i film
..."
"E perchè allora non riportate NOME-CHE-NON-POSSO-RIVELARVI ma ne indicate un altro? Non è che poi la gente si confonde?"
"Ehm..."

sabato 30 novembre 2013

Dancin' In The Ruins

Immagine presa da ilpeggio.com
Prendo a prestito il titolo di una canzone dei Blue Oyster Cult per introdurre questo post. L'argomento, manco a dirlo visto che da "un po' di tempo" si parla solo di questo, è lui, il Silvione nazionale che dopo anni e anni di battaglie decade dal proprio ruolo di senatore.
E quindi via di festeggiamenti, di dibattiti, gente che piange, gente che si dispera, altri che inneggiano ebbri e via dicendo. Lui, tanto, si consola ad Arcore organizzando qualche altra cena galante e mandando in onda a oltranza spot di sinistro significato come quello "così, giusto per ricordarlo" della Mediaset. Male che vada, potrà sempre trovare asilo presso quel simpaticone di Putin...
Personalmente trovo tutto ciò piuttosto vergognoso e tristerrimo, non la pubblicità o la visita di Putin (prima a S.B., poi alle istituzioni...???), tutto questo sprecare tempo e risorse dietro a una simile questione: in un Paese democratico e giusto, una situazione come quella sperimentata dal povero Silvio non si sarebbe certo protratta per tanti mesi/anni. Stop e interdizione dai pubblici uffici da subito, processo e accertamenti e poi, se è tutto a posto, procedi pure con l'attività politica altrimenti dritto in gabbio
E questo non perché si tratta di S. B. - giusto per chiarire, quella volta, anche se sono persuaso che sia stata tutta una grande trovata mediatica e di un escamotage per sottrarsi all'appuntamento in aula, io tifavo per Tartaglia - ma perché la politica è una questione seria, che ha ripercussioni sul presente del vivere e, udite udite, sul nostro futuro.
Per cui, penso, perché stiamo a perdere ancora tempo prezioso sulle questioni personali di Berlusconi? Pensiamo piuttosto a fare in modo che cose del genere non accadano più, che d'ora in avanti la serietà sia massima e totale laddove c'è gente che si prende la responsabilità di gestire (seriamente) la cosa pubblica in nome del popolo sovrano. 
A suo tempo, nei servizi tg nostrani,
la foto era tagliata. Non ricordo se
i giornalisti avessero scordato di
inquadrare Obama o lo striscione
Invece è tutto si riduce a un carnevale inutile e di dubbio gusto. Ci scanniamo pure sopra ad una simile questione, dibattendo, urlando, scalciando, sputando, esultando mentre, attorno, l'Italia è a pezzi, distrutta sotto molti aspetti. E noi danziamo sulle rovine di noi stessi, di un sistema che va ogni giorno sfaldandosi sotto svariati punti di vista: l'industria, l'artigianato, la moda, il cinema, l'arte, la scienza.... non da ultima la nostra cultura. 
E se quantificare la ricostruzione economica di un Paese magari è pure fattibile, conteggiare gli anni che ci serviranno per disintossicarsi e giungere a una piena e matura consapevolezza di ciò che vogliamo che sia la nostra Nazione credo non sia altrettanto immediato. Anche perché, per prima cosa, bisogna rendersi conto che questo è ciò di cui abbisogniamo e, in secondo luogo, dobbiamo volerlo conquistare.

sabato 23 novembre 2013

Machete Kills

Titolo: Machete Kills
Regia: Robert Rodriguez
Anno: 2013
Genere: Azione
Cast: Danny Trejo, Michelle Rodriguez, Sofía Vergara, Amber Heard, Antonio Banderas, Cuba Gooding Jr., Walton Goggins, William Sadler, Demiàn Bichir, Mel Gibson, Charlie Sheen, Jessica Alba, Lady GaGa, Vanessa Hudgens, Alexa Vega, Mike Gassaway, Electra Avellan, Marko Zaror, Elise Avellan

La trama in breve:
Distrutto dalla morte della poliziotta sua compagna avvenuta sotto i suoi occhi Machete viene ingaggiato dal presidente degli Stati Uniti per andare a bloccare un folle che ha puntato un razzo sulla Casa Bianca, in cambio gli vengono offerti la cancellazione di tutti i suoi reati e la cittadinanza americana. Machete accetta ma dopo aver scovato il delirante boss messicano affetto da schizofrenia che ha puntato il missile e dopo averlo scortato per tutto lo stato attraverso il muro che fa da confine con gli Stati Uniti, scoprirà di dover andare ancora più in alto per fermare la minaccia, dal villain che l'arsenale l'ha fornito (fonte mymovies)


Il mio commento:
Per il ciclo "significativi et sublimi film d'essai", ecco a voi un mio personale commento a Machete Kills. Innanzitutto,va subito fatta una precisazione: certi film vanno visti, altri vanno vissuti.
E la seconda pellicola dedicata al più temibile dei messicani appartiene di diritto a questa seconda tipologia di film.
Ordunque, ho visto Machete Kills in compagnia di uno sparuto manipolo di amici fidati e solo grazie alla corsa a velocità supersonica tenuta dal buon Marco siamo riusciti ad approdare al "The space cinema" in orario: ore 22.39, biglietto, ore 22.40, seduti al proprio posto, 3, 2, 1, buio in sala e...azione!
Niente pubblicità o promozione di altri film, giusto il tempo per un unico trailer: Machete kills again...in space!
E noi, che già eravamo consci del tenore aulico della proposta cinematografica di Rodriguez abbiamo sorriso compiaciuti per una simile trashata, con machete dalla lama laser e cattivoni mascherati vagamente ammiccanti alla saga di Star Wars. D'altronde, ci siam detti, che c'entra lo spazio con il nostro settantenne made in Mexico?
Per cui, concluso il momento della goliardia fantascientifica, considerandolo un gustoso divartissement, ci siamo sistemati ben bene sulle poltrone e abbiamo impostato su off la levetta posta alla base dell'encefalo. Inutile dire che chi si accosta alla visione di una simile pellicola o è consapevole di cosa sta facendo o altrimenti si sentirà turlupinato o quanto meno ne avrà un'impressione distorta se si aspetta solida razionalità.

martedì 19 novembre 2013

Nuovi e-book del Maestro Angelo D’Aria

Riporto anche sulle pagine del mio blog una notizia già pubblicata su Tang Lang Italia e sul sito dell'A.S.D. Kyushinryu di Camposampiero (PD):

Il Maestro Angelo D'aria ha recentemente pubblicato ben tre e-book in formato Kindle dedicati ai taolu del Qi Xing Tang Lang Quan (Boxe della Mantide Religiosa Sette Stelle), acquistabili dallo store Amazon.it a questo indirizzo.

eBookAngelo

I tre volumi, nello specifico sono:

Wu Shu Qi Xing Tang Lang Quan's Basic Forms: contiene 5 taolu a mani nude di livello basilare.

Qi Xing Tang Lang Quan 5 Forme Antiche: illustra 5 taolu tradizionali del Qi Xing Tang Lang Quan: BENG BU QUAN, DUO GANG QUAN, SHIBA SUO QUAN, SHIBA COU QUAN e LAN JIE QUAN.

Shi Ba Jia Quan 18 family boxing (boxe delle 18 famiglie): questo taolu presenta le tecniche più rappresentative dei 18 stili che Wang Lang mise insieme per creare il Tang Lang Quan.

Tutti e tre i volumi sono corredati da foto e trascrizioni dei nomi delle tecniche sia in ideogrammi cinesi che in traslitterazione Pinyin.
Anche chi non disponesse di un e-book reader Kindle può leggerli dal proprio Cellulare, Computer o Tablet scaricando gratuitamente l'apposita applicazione da questo link.

sabato 16 novembre 2013

Scott Pilgrim vs. The World

Titolo: Scott Pilgrim vs. The World
Regia: Edgar Wright
Anno: 2010
Genere: azione, commedia, demenziale
Cast: Michael Cera, Mary Elizabeth Winstead, Kieran Culkin, Chris Evans, Anna Kendrick, Alison Pill, Brandon Routh, Jason Schwartzman, Brie Larson, Aubrey Plaza, Johnny Simmons, Mark Webber, Mae Whitman, Ellen Wong

La trama in breve:
Scott Pilgrim è un 23enne ancora preda di una forma di tardiva adolescenza sentimentale. Suona il basso in una band indie rock, come tutti quelli della sua generazione ha subito una severa formazione a base di videogiochi 8bit e cerca una storia d'amore "sicura" con una 17enne, esercitando nichilismo un tanto al chilo. Quando nella sua vita irrompe Ramona, newyorkese, bellissima, indie nell'animo e ribelle a modo proprio con capelli colorati, tutto passa in secondo piano, anche il piccolo particolare che, per poter davvero avere una relazione con lei, Scott dovrà combattere e soprattutto sconfiggere i suoi 7 ex, riuniti in una confraternita finalizzata ad indirizzare la vita futura della ragazza da loro (un tempo) amata. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Bazzicando qualche blog di "malaffare" di cui ora non ricordo esattamente alcunché, mi ero imbattuto in una recensione appassionata dedicata a codesto film. Incuriosito, ho deciso di recuperarmelo e di guardarlo. Già il nome dovrebbe essere indizio di originalità e azione; se a questo si aggiunge che questo Scott Pilgrim vs. The World non è altro che l'adattamento di un'omonima serie a fumetti realizzata da Bryan Lee O'Malley e che la regia è affidata al medesimo regista della Trilogia del Cornetto, beh, di elementi iniziano ad essercene per intuire che qualcosa di pericolosamente demenziale e "potente" è in agguato. E se per caso lo spettatore che si pone innanzi a codesto film è appassionato di musica + videogame + fumetti allora "lo" piacere che si può ricavare dalla visione di Scott Pilgrim vs. The World è pure amplificato.
Ancor di più se magari si ha esperienza di situazioni vagamente folli e marziali in stile Ranma 1/2, nota serie manga di Rumiko Takahashi (cioè, la mia sensazione è stata quella di respirare la medesima atmosfera da duello presente in quella storia, con combattimenti al limite della demenza dove essa stessa è parte integrante e normale della vita quotidiana).
Inutile dire che io ho goduto assai durante la visione di quest'opera, magari non una pietra miliare della cinematografia mondiale, ma assolutamente spettacolare e scanzonato, che propone una fusione di generi e linguaggi. Assieme alle vicende pseudo-adolescenziali del protagonista, viviamo le battaglie per "conquistare" la propria amata e per determinare la propria crescita personale. Ma non solo, assistiamo anche a lotte combattute a suon di musica o di colpi che farebbero impallidire The Avengers & Co, senza scordare citazioni, battutine e situazioni demenziali di varia natura, intrecciate tra loro dalla comparsa di punteggi, pop-up e soluzioni visive fortemente ammiccanti al mondo dei videogames.
Ecco allora che, in un crescendo di situazioni paradossali e assurde con tanto di morte e ripartenza (in fondo, c'avevo una vita in più...) o di monetine guadagnate sconfiggendo gli esponenti della Lega dei 7 ex-fidanzati malvagi di Ramona, il nostro Scott Pilgrim giungerà alla propria auto-affermazione regalando allo spettatore momenti di demente epicità e divertimento. Apprezzati poi i vari personaggi proposti a mo di boss di fine livello, prove da affrontare a viso aperto e che incarnano aspetti e peculiarità diverse dei "maschi alfa" di età adolescenziale. Degli stereotipi, per carità, poco approfonditi, ma decisamente ben tratteggiati nonostante il poco spazio concesso (ad eccezione dei gemelli, praticamente irrilevanti....)

mercoledì 13 novembre 2013

Ricominciare

Titolo: Ricominciare
Editore: YouCanPrint
Genere: narrativa
Pagine: 88

La trama in breve:
Chiara ripercorre la sua vita, anzi le sue vite, sentieri segnati dalla sofferenza, dal dolore, ma anche da uno strano destino che le ha offerto le occasioni per ricominciare, anche quando il suo cammino sembrava senza speranza, inevitabilmente segnato. Una ragazza attende con ansia un pacco postale... da questa scena usuale di vita quotidiana nasce questo racconto che si è poi arricchito di tanti altri elementi, svelando pian piano la vera storia di Chiara, come se lo stesso personaggio volesse raccontarsi senza troppi fronzoli. Un pretesto anche per raccontare un mondo diverso, fatto di povertà e emarginazione, per riflettere su problemi drammatici come la prostituzione minorile, le mine antiuomo, le bande giovanili o le problematiche legate alle adozioni. In allegato anche "Ritorno", una sorta di sequel che esplicita alcune cose che nel finale originale erano solamente intuibili e alcuni link utili per approfondire gli argomenti accennati.

Il mio commento:
Questa volta non si tratta di una catena di lettura bensì di un testo acquistato e letto principalmente per ricambiare Giovanni, autore del libro in questione, per aver a sua volta acquistato, letto e commentato il mio Ipermercati for dummies.
E come promesso, son qui a fornire un commento a "Ricominciare". 
Cominciamo col dire che non si tratta di un romanzo bensì di un racconto lungo a cui si collega "Ritorno", più breve e con la funzione di essere più una sorta di epilogo che un sequel, anche se è pur vero che temporalmente si colloca "dopo" le vicende narrate in Ricominciare. 
L'immagine scelta per la copertina risulta abbastanza significativa, sufficientemente malinconica e in linea con il contenuto del testo di cui, forse anche un po' troppo abbondantemente, viene fornito un riassunto nella quarta di copertina. Già da questa si può infatti intuire molto di quanto verrà proposto all'interno delle circa 80 pagine del libro. 
Ora, in merito alla storia proposta, credo che ogni lettore possa avere reazioni differenti ed esprimere altrettante dissimili considerazioni a seconda di quali siano aspettative e proprie posizioni in materia di religione e politica,
Dal punto di vista prettamente narrativo, seppure ben scritto, scorrevole e con un lessico appropriato, il racconto in sé risulta poco efficace. Per lo più si tratta di una ricostruzione del passato di Chiara, una panoramica che ci permette di conoscere la sua storia e il passato che nasconde, il tutto però filtrato attraverso gli occhi e la memoria di un narratore. Non c'è spazio per molti altri personaggi così come i dialoghi sono limitatissimi e risicati e il tutto, nel complesso, può anche venir percepito come narrato, sì, ma con distacco. Il che stride un poco con quello che invece è il contenuto della storia. 
Per cui, ecco, la mia sensazione è che un simile modo di esporre le vicende di Chiara non azzeri le distanze tra lettore (che finisce con l'immedesimarsi con il narratore onnisciente) e personaggio principale rendendo più ostico il processo di assimilazione del dolore, del coraggio e della forza dimostrata dalla giovane protagonista. A mio avviso, alcuni lettori potrebbero avvertire distanza più che immedesimazione, con il rischio di giungere alla noia o di non far proprie certe considerazioni e contestazioni che invece l'autore ha cercato di esporre. Già in forma di diario, per esempio, la rievocazione del passato avrebbe suscitato sensazioni diverse.
Dal punto di vista del contenuto Ricominciare è invece un testo coraggioso e molto interessante. Quello di Giovanni Capotorto è un testo che non esita a puntare il dito su tutta una serie di scenari e situazioni che sono quotidianità nel terzo mondo e di cui troppo spesso ci dimentichiamo, distratti dalle nostre dinamiche esistenziali e dai nostri problemi di uomini civilizzati. 

domenica 3 novembre 2013

FlashForward

Titolo: FlashForward
Anno: 2009
Episodi: 25 22
Genere: fantascienza, poliziesco

La trama in breve:
Il 6 ottobre 2009 tutte le persone in ogni angolo del mondo perdono i sensi per 2 minuti e 17 secondi. In questo periodo di tempo, ognuno vede il proprio futuro in una premonizione (un flashforward, appunto): 2 minuti e 17 secondi del 29 aprile 2010 (o del 30 aprile, a seconda del fuso orario). A Los Angeles, l'agente federale Mark Benford vede se stesso investigare proprio sul flashforward, analizzando i dati raccolti su una grande lavagna, un mosaico di foto, nomi, piste. Nel presente, questo suo ricordo lo aiuterà ad iniziare un'investigazione su cosa ha causato e cos'è stato il flashforward che ha mostrato il futuro a tutto il mondo. Mark, così come i suoi amici, i suoi colleghi e la sua famiglia, deve confrontarsi con la sua premonizione e interrogarsi sulle possibilità che il futuro si avveri o meno. (fonte wikipedia)

Il mio commento:
Serie che ho visto assieme a Silvia, procedendo con discreta costanza e interesse per arrivare al finale e trovare risposta ai numerosi misteri e sotto-trame proposte. O, almeno, queste erano le nostre aspettative. Peccato però che la stagione di FlashForward, l'unica e la sola attualmente realizzata, non risulti "completa" e che, anzi, sia stata decurtata di 3 episodi rispetto a quanto inizialmente preventivato. Ragion per cui il finale non costituisce una vera e propria conclusione e molte delle risposte attese non arrivano affatto.
Disappunto totale, quindi - e ve lo dico fin da ora nel caso vogliate recuperare la serie e guardarvela - per questa scelta operata da ABC.
Anche perché, di per sé, la serie è interessante e complessa assai, ammiccante ai generi fantascientifico e poliziesco, con qualche intreccio rosa e capace di offrire vari spunti di riflessione. 
...staranno guardando questo?
Rispetto ad altre proposte televisive qui c'è un evento di scala mondiale che sconvolge la vita di tutto un pianeta: niente demoni, super poteri, alieni e via dicendo, solo l'improvvisa conoscenza di un brandello del proprio futuro e ricorrenti canguri che saltellano (è così, non so perché, ma è così). 
137 secondi che permettono di avere uno scorcio di ciò che ciascuno sarà o farà sei mesi in avanti, circa, rispetto al momento del flash forward. Ecco chi vede se stessa a letto con un altro uomo, chi si vede in un'altra nazione al capezzale di una figlia creduta morta, chi sogna di incontrare l'amore della propria vita, chi di venir annegata, chi di stare a fare indagini, chi di essere incinta, chi di essere seduto sul water, chi di essere beh...morto, deduzione per il fatto di non aver visto proprio nulla. 
Da qui si innescano cambiamenti e spinte esistenziali per scongiurare o sottrarsi a quanto visto o, anzi, per cercare di capire e affrontare il proprio destino, oppure per sforzarsi in tutti i modi di avverarlo. Vien naturale capire che mentre la narrazione procede e i vari personaggi approfonditi e indagati, di pari passo con le indagini dell'FBI (le altre nazioni non fanno mai una mazza...), lo spettatore è sollecitato sotto vari punti di vista: ci sono i misteri legati alle vicende di ciascun protagonista, la ricerca di spiegazioni al flashforward globale, intrecci sentimentali che si creano e/o si sfaldano (non è facile condurre una relazione sapendo che tuo marito diventerà un alcolista e tua moglie sarà a letto con un altro...che entrambi incontrate praticamente ogni giorno...), azione e inseguimenti per acchiappare i "cattivi", inganni e depistaggi da parte di chi fa il doppio gioco e così via. 

lunedì 28 ottobre 2013

Terre di Confine Magazine 1

Cari Lettori,

a tre anni dalla conclusione della nostra prima, storica rivista, eccoci di nuovo insieme in un'occasione davvero speciale: la presentazione del numero d'esordio di questa seconda serie di Terre di Confine!

Si tratta di un magazine nuovo di zecca, ridisegnato nello stile, modernizzato, concepito insieme a Plesio Editore e preparato con passione da uno staff redazionale anch'esso in gran parte nuovo ma sempre fedele alla filosofia di serietà e impegno che anima la nostra Associazione Culturale. L'obbiettivo, come di consueto, è occuparci del mondo del Fantastico in ogni sua forma e declinazione.

Accanto a quei contenuti diventati per noi 'tradizionali', recensioni e interviste e articoli, tutti corredati di meravigliose immagini realizzate da illustratori straordinari e da fotografi di talento, i nostri Lettori di 'vecchia data' avranno modo di scoprire alcune novità... la principale delle quali è senz'altro la presenza di una parte antologica fissa, che raccoglie fumetti e racconti selezionati, un segmento destinato a diventare più corposo nei prossimi numeri.

Rispettando lo spirito dell'Associazione, anche questa nuova serie è offerta via Internet in forma totalmente gratuita e senza alcun dispositivo di protezione. Per garantire la più alta diffusione possibile, il magazine è inoltre ­- altra importante novità rispetto all'edizione precedente - reso acquistabile nei maggiori negozi on-line per libri e riviste elettronici (la presenza di un prezzo, in quelle sedi, è naturalmente dovuta alle regole contrattuali imposte dagli store). L'intenzione è quella di riuscire in tal modo a coinvolgere un più vasto pubblico di appassionati, compresi coloro che, usando il tablet ma avendo magari poco tempo libero per navigare, preferiscono ricercare e scaricare le loro letture avvalendosi del supporto dei grandi circuiti di vendita.

Nelle uscite che seguiranno, continueremo a proporvi altri progetti tuttora in fase di realizzazione... Non voglio però dilungarmi con anticipazioni, dettagli 'tecnici' e parole superflue; anzi, sono certo che, tra le novità, la più apprezzata sarà proprio la (relativa) brevità del (tedioso) editoriale!

Bando alle chiacchiere dunque, e via con la lettura di questo N° 1! A nome di tutta la Redazione: buon divertimento

domenica 27 ottobre 2013

Shutter Island

Titolo: Shutter Island
Regia: Martin Scorsese
Anno: 2010
Genere: thriller, drammatico
Cast: Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams, Patricia Clarkson, Max von Sydow, Jackie Earle Haley, Emily Mortimer

La trama in breve:
Nel 1954, i due agenti federali Teddy Daniels e Chuck Aule vengono inviati con un battello a Shutter Island, a largo della costa est, per investigare sull'improvvisa scomparsa di una pericolosa infanticida residente presso l'istituto mentale Ashecliffe, Rachel Solando. Il direttore dell'istituto, il dottor Cawley, e i vari infermieri sostengono che la madre assassina si sia come dileguata dalla sua stanza senza lasciare alcuna traccia, ma l'agente Daniels pare nutrire fin dal principio dei forti sospetti sul modo di condurre l'ospedale da parte del dottor Cawley e del suo medico assistente, il dottor Naehring. Un uragano costringe i due agenti a protrarre il soggiorno sull'isola, durante il quale le indagini proseguono e particolari sempre più inquietanti emergono, mentre Daniels continua ad avere delle visioni che riguardano la moglie defunta e le sue esperienze di guerra contro gli ufficiali nazisti. (fonte mymovies)

Il mio commento (ATTENZIOENE: contiene spoiler!!!):
Sarà che di recente ho visto quel capolavoro di Lost Highway di David Lynch, sarà che tempo fa da qualche parte (forse su qualche fumetto di Leo Ortolani...) avevo avuto un flash spoiler sul film in questione, sarà che l'ho visto in più puntate ma nel complesso non ne sono rimasto molto soddisfatto. Per carità, siamo di fronte a un film che comunque si piazza bene in termini di recitazione, regia e cast anche se la presenza di Ben Kingsley è già di per sé sospetta. Quell'uomo lì me lo son ritrovato sia all'interno di capolavori (Gandhi a parte, penso a La casa di sabbia e nebbia e a Slevin) ma anche nel bel mezzo di filmetti più o meno accettabili (Prince of Persia, Il dittatore, Il risveglio del Tuono... che cagata pazzesca...). Però c'è anche Di Caprio, che tutto sommato mi ha quasi sempre soddisfatto azzeccando produzioni di ottimo livello e che comunque si conferma un grande attore. Mark Ruffalo invece mi ha deluso: non si è mai trasformato in Hulk...sarebbe stato un colpo di scena non da poco, in effetti.
Ecco, probabilmente è questo l'aspetto del film che mi ha lasciato molto perplesso e poco soddisfatto, la consapevolezza di una narrazione tesa unicamente a preparare lo spettatore a qualche rivelazione a sorpresa, per spiazzarlo e sconvolgerlo. Solo che mentre in opere quali Il Sesto Senso, ad esempio, non si sospetta nulla fino alla fine, qui lo spettatore inizia a sentire puzza di bruciato sin dall'inizio. Già di per sé il pretesto di agenti federali su un'isola piena di matti lascia il tempo che trova, se poi a questo si aggiungono problemi di natura comportamentale, visioni, sogni e inquietudini del protagonista (che per altro non ha ancora superato il trauma vissuto sul Titanic e soffre orrendamente a bordo della nave che lo conduce sull'isola...) unitamente a personaggi che appaiono/scompaiono di punto in bianco (mi riferisco ai detenuti dell'area C) la sensazione di confusione si acuisce. 
Caspita, è sparita una paziente da un manicomio in mezzo all'oceano in cui ci stanno mille mila guardie e che contiene detenuti/malati di cui la nazione vuole sbarazzarsi... su su, la troveranno, non andiamo a scomodare degli agenti federali. 
A meno che non ci siano seri e comprovati elementi su cui indagare...per carità, qualche elemento ammiccante al complotto salta anche fuori, spesso rendicontato da presunti pazienti (che stanno sull'isola appunto perché squilibrati...) ma tutto, poi, inizia a ricondursi a vicende personali del protagonista, mezzo alcolista e afflitto da costanti emicranie.

mercoledì 16 ottobre 2013

..:: Figli ribelli dell'oscurità ::..

Titolo: Figli ribelli dell'oscurità - La casa delle bambole
Autore: Irene Zanetti
Editore: IlMioLibro / Narcissus Self Publishing
Genere: giallo/thriller/narrativa
Pagine: 130

La trama in breve:
Poco dopo Natale, il London Genius High School College è scosso da una tragedia. Lara, una delle studentesse, non ha fatto ritorno dalle vacanze e la polizia segue la pista del rapimento a scopo di riscatto. Lucrezia, la sua migliore amica, non la pensa così, lei non ha completa fiducia nelle autorità e preferisce contattare chi del lato oscuro della vita se ne intende da sempre. Senza esitare, compone quello che ha battezzato il numero rosso e ordina a una boutique francese 100 ml di Ange ou Demon. Il viaggio nelle tenebre ha inizio, nulla rimarrà intentato per ritrovare Lara anche se questo volesse dire risvegliare le ombre del passato...

Il mio commento:
Ho letto questo libro nell'ambito delle classiche catene di lettura organizzate su Anobii. Non conosco la produzione letteraria di Irene ma, stando a quanto riporta nel suo sito, ha all'attivo altri titoli rivolti ad un pubblico giovane e molto giovane (vedi JHG). E a mio avviso, malgrado il titolo del libro in questione, questa tendenza si avverte anche in Figli ribelli dell'oscurità.
Ora, leggendo la quarta di copertina, mi ero preparato a una lettura dal sapore vagamente fantasy o ammiccante alla sci-fi, al mistery...anche il riferimento a quel misterioso profumo mi aveva fatto pensare a stregonerie di qualche sorta.
Invece non è affatto così.
Per carità, ci sono indagini, intrighi, tematiche "interessanti" come il condizionamento mentale e gli scambi di persona, oppure scabrose e attuali come la violenza sui minori, l'adescamento di minori al limite della pedofilia, ma niente di quello che mi ero inizialmente atteso. Forse è quel riferimento alle tenebre compresa la copertine tetra e misteriosa ad avermi indotto in errore.
Al di là di tutto ciò, la lettura scorre via fluida e senza mai appesantire, con una trama che non tarda poi molto a rivelarsi. I personaggi non sono moltissimi ma, considerando la lunghezza complessiva dell'opera, in numero adeguato a rendere sufficientemente varia l'esperienza di lettura. Anche il ritmo e l'alternanza delle vicende, ora concentrate sui gemelli Sebastano e Leonardo, ora sul cattivone Ben Lamatombe (e...), ora sulle vittime del complotto ordito dai malvagi di turno, che verte attorno a ragazzine rapite e plagiate. Le bambole del sotto titolo, ma non nel senso di pupe mozzafiato bensì di pupazzi, marionette da muovere a proprio piacimento: si tratta infatti di bambine e ragazzine a cui viene azzerata la volontà e costrette a "recitare" ruoli preconfezionati ... una metafora di ben altri destini a cui certe bambine sono condannate dagli orchi del nostro presente. E da questo punto di vista, Figli ribelli dell'oscurità, si prefigura come un libro con finalità anche educative, che vuol parlare a un pubblico di giovani e giovanissimi. 

domenica 13 ottobre 2013

..:: Starship Troopers ::..

Titolo: Starship Troopers (Fanteria dello spazio)
Regia: Paul Verhoeven
Anno: 1997
Genere: sci-fi
Cast: Michael Ironside, Dina Meyer, Casper Van Dien, Denise Richards, Clancy Brown, Dean Norris

La trama in breve:
La terra è dominata da una dittatura militare che concede i pieni diritti civili soltanto a chi combatte. Il nemico è una stirpe di giganteschi e aggressivi scarafaggi che hanno come base il remoto pianeta Klendathu. Johnny Rico, giovane argentino, si arruola per amore di Carmen Ibanes, pilota di astronavi, ma dopo la distruzione di Buenos Aires e il massacro di 100.000 commilitoni aderisce alla causa per puro patriottismo (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ebbene, come già anticipato, eccomi a parlare di codesto capolavoro cinematografico che recentemente ho avuto piacere di concludere. Probabilmente farò in modo di recuperare anche i successivi capitoli della saga, per poter assistere all'evoluzione di questa "cosa" che definire storia potrebbe essere inopportuno. 
In primis c'è da dire che il film è ispirato al romanzo "Fanteria dello spazio" del 1959 di Robert A. Heinlein per cui, presumo senza aver letto suddetto libro, già ci fossero delle basi per procedere a realizzare qualcosa di decente. 
Michael Ironside, ovvero l'insegnante
e luogotenente Jean Rasczak,
cerca di mettere un po' di buon senso
nelle zucche vuote dei suoi studenti
A dire il vero, stando a IMDB e ad alcuni commenti riscontrabili nella rete, Starship Troopers sembra aver incontrato un discreto consenso e apprezzamento da parte delle masse, fulgido esempio di fantascienza bellica. A parer mio l'impressione globale è quella di assistere a qualcosa che vira pericolosamente verso la cagata pazzesca, ma gli attori che vi prendono parte e che recitano al suo interno non se ne avvedono e non c'è nulla che lo spettatore possa fare per salvarli. D'altro lato, va detto che l'opera di Paul Verhoeven, se vista in chiave "anti-USAna" e "anti-regime di qualunque tipo che favorisca il ricorso alla guerra", sperando che questo fosse il reale messaggio del libro di Heinlein, può anche risultare passabile e divertente, illuminante nell'esaltare e mettere a nudo la mentalità guerra-fondaia di certe nazioni, USA in testa visto i poderosi investimenti in cui da sempre si lanciano per mantenere vivo un certo tipo di "mercato". Non che siano gli unici, per carità, ma è così.
A mio modo di vedere, infatti, la Federazione rappresenta in toto la nazione a stelle e strisce mentre gli insetti possono essere equiparati ai popoli che, di volta in volta, vengono devastati in nome di meri interessi economici, demonizzandoli ben bene prima di "schiacciarli" insegnando addirittura le giovani generazione a "odiare" senza motivo. Anche i protagonisti in sé, piatti e per lo più stereotipati, hanno il pregio di far emergere la stupidità e l'ignoranza di una certa zona del nostro mondo. 
Delusione invece per la parte relativa all'armamentario e alla tecnologia adottata: per essere nel XXIII secolo, mi pare un po' troppo povera. Analogamente accade per gli effetti visivi relativi alle navi stellare, create con effetti che paiono contemporanei di Guerre Stellari, cioè vecchi. Evidentemente il budget è stato investito in altro, dimenticandosi di quanto invece viene citato nel romanzo.
Volete saperne di più?
Certo che no, con i miei poteri
psichici vi imporrò un irrefrenabile
desiderio di cambiare canale
Apprezzata invece l'ingerenza e la presenza dei mass media, invadenti e ingenuamente inconsapevoli del pericolo, così come i costanti inviti rivolti al pubblico per "saperne di più", occasioni di approfondimento che però non è possibile finalizzare una frecciatina verso l'indolenza delle masse, abituate ad accontentarsi di una conoscenza superficiale e limitata al solo presente immediato.
Ma andiamo con ordine e procediamo con una rilettura del film cercando di inquadrare ben bene gli elementi che contraddistinguono la storia narrata, enfatizzando gli aspetti più deliranti.
In una notte buia e tempestosa, da un ospedale psichiatrico del Nebraska, vengono rapiti tre sceneggiatori in coma i quali, giusto per sicurezza, vengono drogati pesantemente e poi collegati a livello cerebrale l'uno all'altro e ad una scimmia demente; un quinto elemento, ex teletubby alcolista, si occupa di configurare un sofisticato programma di stimolazione pschica per ottenere una conoscenza superiore. In pratica, mette un gessetto in mano a uno dei comatosi e una lavagnetta sotto di questa, sperando che si materializzi una storia.
Ed è così che viene concepita la sceneggiatura di Starship Troopers che fin da subito cerca di introdurre e caratterizzare al meglio i personaggi protagonisti della vicenda. Ecco allora che un baldo giovane, praticamente il classico Ken di Barbie appena uscito da uno stabilimento specializzato in realizzazione di giocattoli, sta in classe a disegnare vignette sdolcinate mentre un professore monco cerca di insegnare alla classe (ragazzi con un q.i. equivalente a quello dei "grandi" dell'asilo) pochi ma basilari concetti del vivere, regole ferree della società del XXIII secolo. Accanto a Rico, ovvero il Ken di cui prima, che nel romanzo originale parrebbe aver avuto origini filippine (ok, è un dato riportato su wikipedia per cui discutibile però, caspita, quelli del cast c'hanno azzeccato in pieno...), notiamo subito due ragazze: Carmen Ibanez (quella delle chitarre...), presunta fidanzata di lui, e Dizzy Flores, inspiegabilmente innamorata di Rico e con scritto in fronte "te la voglio dare senza se e senza ma". Eppure il baldo diciottenne non se ne avvede, forse consapevole del fatto che Dizzy, nel romanzo originale, è un uomo.

domenica 6 ottobre 2013

..:: Most Wanted - Terzo Trimestre 2013 ::..

Sarà SOLO una nave ma il fatto
che sia stata rimessa dritta può dare
speranza al popolo italiano: dopo anni
finalmente, altre navi potranno calcare
la medesima rotta e tentare l'inchino!
In questo periodo, sarà il cambio di stagione, saranno progetti e pensieri che vagano per la mia testa stile particella di sodio nell'acqua Lete, ma mi sento un po' confuso. Come se continuamente venissi pungolato o stimolato su un argomento e poi tutto decadesse nell'oblio, prima che venga chiarito o risolto, lasciandomi addosso un senso di indefinita vaghezza. 
Per un bel po' ho sentito parlare del recupero della Costa Concordia, ad esempio, e ora, dopo aver letto e visto della sua riemersione e stabilizzazione nei servizi al tg e in rete, non so più che fine abbia fatto, se sia ancora lì o a zonzo verso questo o quell'altro porto italiano. Avevo sentito anche di un potenziale interesse da parte di James Cameron per ricavarne un film con tanto di delirio e panico globale durante l'affondamento mentre in cabina si sprecano scene XXX. O, almeno, questo quel che penso ne farà il regista statunitense anche se presumo che i fans preferirebbero si concentrasse solo su una delle due sequenze.
Analogamente è da un bel po' che sento parlare dell'urgenza oltre che della necessità di decidere in merito al decadimento dal ruolo di senatore di un certo politico di cui MAI, in Italia, ci si è occupati. Settimane e settimane di delirante ciacolamento da parte di politici, opinionisti e giornalisti, con tanto di rischio caduta di governo e poi...boh...c'è ancora tempo. C'è sempre tempo, per la casta.
Il recupero crediti secondo Strozus...
Si parla parla parla parla parla fino a ubriacare il prossimo tuo come te stesso e non si capisce più nulla. Questa l'impressione. 
Anche con affari quali Telecom, Alitalia (c'erano bei problemi ancora con il governo Prodi, prima del Berlusca...), Monte dei Paschi di Siena (ehi, come è andata a finire? Non c'era di mezzo il PD?), guerra in Siria (alla fine, che si è combinato?), investimenti in Gas e Gpl degli Stati Uniti (sembra che ora surclassino la Russia nelle forniture mondiali, vedi qui e qua) e via dicendo. Ah già, a proposito, con l'Imu come è andata a finire? 
E in un contesto di traballante stabilità, in cui l'individuo si perde, forse è bene fermarsi un poco e ragionare con dati alla mano, focalizzandoci sulle reali esigenze della gente, su ciò che la gente vuole. Per cui, nel mio piccolo, eccovi qua una simpatica carrellata delle preferenze espresse, quanto meno, dai naviganti approdati su questo mio blog nel periodo giugno-settembre 2013:

"Cherno alpha quel bastardo": perchè? Che ha combinato? Per altro il contributo alla causa da parte di questo jaeger è stato a dir poco imbarazzante in Pacific Rim...

"Jason Statham nave aliena ambientazione tipo vichinga": uhm...siamo sicuri che si tratti proprio di Statham? Non è che ci stiamo confondendo con Jim Caviezel in Outlander?

Fan art dedicata a Pacific Rim
A questo link ne trovate altre ^_^
"'mangiare amaro' Angelo D'Aria": ohibò, qualcuno è giunto qui cercando informazioni sul mio maestro di Kung Fu. Attenzione però, quella frase è un modo di dire, non un obbligo ad eliminare gli zuccheri nella propria dieta :-)

"Amy Kenshiro": uhm...e questa chi è? Spero che nel clima di incertezza globale di cui accennavo sopra il buon Ken non abbia colto l'occasione per seguire le orme di Lana Wachowski!

"il russo the punisher": solo per veri intenditori, lo scagnozzo che ogni gangster vorrebbe avere o, anche, la furia da scatenare di tanto in tanto in Parlamento per semplificare un po' talune dinamiche

"fattoria segreta porn": mi spiace, non credo di aver visto questo film. Se può essere d'aiuto segnalo però questo sito in cui sono contenuti titoli "probabili e improbabili" per produzioni XXX. Nel caso specifico, credo che l'utente stesse cercando qualcosa del tipo 'Nella vecchia fattoria a chi la do'

martedì 1 ottobre 2013

..:: Prossimamente ... ::..

Scusate ma proprio non ce la faccio: ci ho provato a trattenermi ma alla fine mi son sentito in obbligo di postare questa cosa. Una sorta di anticipazione per una mia futura pseudo recensione.
Eccola qua, la punizione d'ufficio presente in Starship Troopers, piccola perla di fantascienza bellica (trash) in cui mi son incautamente imbattuto questa sera. 
E all'improvviso, ho ritrovato il sorriso :-)
Ma bando alle ciance, eccovi qua il giusto trattamento ipotizzato (caspita, è fantascienza bellica!) nel 2300 o giù di là per un pirla che in un colpo solo ha fatto ammazzare una recluta e congedare un'altra. E tutto durante una mera esercitazione contro dei manichini armati! 
Praticamente, se fossi un USA-no, lo considererei un leader naturale da seguire in battaglia memore del suo 35% ottenuto nei test (tra il livello "scudo umano" e "carne da macello") contro il 97% o giù di là della sua ragazza (livello "pilota con occhi da pazza di navi ammiraglie, ma solo durante il turno notturno, quando il resto dell'equipaggio s'infratta a ciulare come se non ci fosse un domani beatamente ignaro di andare incontro a morte certa").
Ma bando alle ciance, eccovi qui la scena che mi ha causato sì tanta ilarità, non tanto per il maschio bianco frustato da un tizio di colore (lo so, si dice negro) ma per l'idiozia di tutto il contesto (ca$$o, a una recluta che ha posto una domanda han spappolato la mano, a questo pirla che ha portato alla morte un suo commilitone solo dieci frustate...)


Comunque non finisce qui, sono seriamente intenzionato a procedere con la visione di questo capolavoro filmico. Altro che Lynch...
Invito poi il popolo italico a prendere spunto da tale sequenza nel caso stesse meditando a un trattamento da infliggere ai nostri dirigenti che, con tanta perizia, si occupano di gestire la cosa pubblica. Non farà certo aumentare il PIL né servirà a diminuire l'IVA, però potrebbe risultare gratificante assai :-)


 

domenica 29 settembre 2013

..:: Lost Highway - Strade perdute ::..


Titolo: Lost Highway - Strade Perdute

Regia: David Lynch
Anno: 1997
Genere: mistery, thriller
Cast: Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Robert Blake, Robert Loggia 

La trama in breve: 
All'ingresso della propria casa, lussuosa ed asettica, Fred Madison, sassofonista, scopre per più volte alcune videocassette che ritraggono in sequenza la casa stessa, e poi lui e la moglie Renée mentre dormono. Avvertita, la polizia non riesce a trovare spiegazioni logiche. Una sera, Renée conduce il marito ad una festa organizzata da un certo Andy. Qui Fred conosce un uomo che si fa beffe di lui. Arriva una nuova videocassetta che ritrae Fred accanto al corpo massacrato della moglie. Arrestato per omicidio, Fred in carcere è preda di violenti mal di testa. Una mattina un'improvvisa mutazione lo porta ad assumere il corpo del giovane Pete, meccanico. Viene allora liberato e riprende a lavorare al servizio del boss malavitoso Eddy. (fonte comingsoon)

Il mio commento: 
È innegabile: alcuni film rappresentano delle vere e proprie opere d'arte la cui visione regala qualcosa allo spettatore, sensazioni ed emozioni che permangono anche a visione ultimata. 
Questa volta non mi riferisco però a perle del trash, che tutto sommato hanno un loro valore artistico e costituiscono un limite inferiore per le metriche di valutazione cinematografica (pensiamo al tristerrimo Fist of the North Star...), bensì a un'opera aulica, complessa, intensa. 
Realizzata da quel genio oscuro di Lynch, già dall'inizio di Lost Highway si percepisce che l'opera in questione sarà disturbante e instabile, con pochi riferimenti per lo spettatore: una strada infinita, percorsa a folle velocità nel buio più totale mentre "I'm Deranged" di David Bowie introduce alla visione.
Da qui in poi inizia una prima parte del film pesante e tesa, che permette di conoscere i protagonisti della vicenda, in particolare Fred Madison (Bill Pullman), jazzista, insistendo su di esso con lunghe sequenze a dir poco ossessive per metterne in luce problematiche e aspetti caratteriali. 
Gli elementi misteriosi e inquietanti non tardano però a presentarsi, tra ritrovamenti di strane videocassette, la comparsa di un Uomo Misterioso (pensavo fosse una sorta di negromante...) e, soprattutto, corridoi domestici pervasi da un buio denso e infinito. Quindi il colpo di scena, il delitto, sequenze instabili e vibranti, la galera, i terribili mal di testa e la trasfigurazione di Fred in Pete, ragazzo di venticinque anni, meccanico... Comincia allora la seconda parte del film con altri personaggi, altre situazioni ma alcuni elementi in comune con un effetto che, vagamente, può ricordare Mulholland Drive. Patricia Arquette, ad esempio, moglie di Fred nella prima parte e amante di Pete nonché del boss Dick Laurent (quello stesso Dick Laurente di cui, all'inizio del film, apprendiamo esser morto...), oppure l'Uomo Misterioso o ancora sospetti lampi di luce azzurrognola che baluginano in lontananza, anche all'interno di edifici e case. Emissioni elettriche che ammiccano a ciò che sta avvenendo a Fred, nel mondo reale, ovvero l'esecuzione della propria condanna sulla sedia elettrica. 
Già, perché le storie e i personaggi proposti nel film, con tanto di "mutazioni" di uno nell'altro sono il risultato del crollo psicologico innescatosi in Fred prima e dopo l'omicidio della giovane moglie. 
Personaggi che tra l'altro sono inconsapevoli di questo legame e su cui aleggiano misteri e inquietudini che vengono accennate ma non svelate, vedasi il comportamento che tengono i genitori di Pete nei confronti del ragazzo, preoccupati e angosciati per il giovane ma incapaci di fornirgli spiegazioni su quel che è accaduto "quella notte". E questo perché, appunto, non reali ma frutto di proiezioni dell'inconscio di Fred.
O, almeno, questa è una possibile, ma piuttosto accreditata, spiegazione della storia proposta...

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