sabato 30 giugno 2018

Arrivedorci Elio e le storie tese

Ed eccoci qua, l'ultimo loro concerto si è tenuto ieri a Barolo (CN), nell'ambito del Collisioni Festival, circa 3 ore e mezza di musica, intrattenimento ed emozioni.
Con tutto il cuore spero che non sia davvero davvero stata la loro ultima performance...in ogni caso, non posso che ringraziarli per esserci stati e per la loro folle ed eclittica genialità. Di certo un pilastro della musica italiana contemporanea anche se, probabilmente, non così compresi e seguiti da pubblico e critica. Un po' come anche hanno esplicitato nella loro "Arrivedorci", brano con il quale sono riusciti a coronare un sogno. 
Restano comunque dei grandi della musica, indubbiamente estrosi, gente di talento, preparata e dall'indubbia capacità musicale, abili nel mescolare e rielaborare qualsiasi genere oltre che di affrontare qualsiasi tematica, senza remore e senza freni, dalle barzellette alle incomprensioni di coppia, da problemi legati all'ambiente a quelli sull'abbandono dei feti, dalle vacanze al mare o in montagna all'acqua che perde dalla doccia dell'inquilino del piano di sopra e che ha creato una macchia sul plafone pagato due milioni delle vecchie lire ma nella prossima assemblea di condominio..., dal trascorrere degli anni al bullismo, dalle questioni d'amore a quelle adolescenziali o di contrasto al "sistema". E in tutto ciò, capaci pure di reinventare la tarantella, uè! ^_^
Mi mancheranno...anche se, in effetti, mica sono morti...voglio dire, ogni tanto passano su Radio DeeJay, e le loro canzoni sono ancora tutte disponibili...e poi, dai, almeno si son tolti il problema di avere il testimone in casa...mi spiace solo che per la loro ultima performance non ci sia stato Rocco Tanica, ma solo uno che gli somigliava, parecchio, per carità, un imitatore quasi identico, però dai...
Ad ogni modo confidiamo tutti in Mangoni, e nel suo Campo Volo 2021: chissà che quel "arrivedorci" lasci, appunto, speranza per qualcos'altro :-)))
Quanto al resto, forza panino clap-clap clap-clap ad oltranza.
Grazie ancora di tutto, davvero.



martedì 26 giugno 2018

Misfits (prima stagione)

Titolo: Misfits
Episodi: 6
Anno: 2009
Genere: supereroi
Cast: Iwan Rheon, Robert Sheehan, Lauren Socha, Nathan Stewart-Jarrett, Antonia Thomas

La trama in breve:
Cinque ventenni di Wertham, condannati ai servizi sociali per aver commesso dei piccoli reati, restano coinvolti in una misteriosa tempesta di fulmini e ghiaccio la quale dona loro dei poteri speciali. Mentre cercano di convivere con le loro nuove abilità, i cinque affrontano una serie di avversità, potencialmente fatali, senza il minimo giudizio e autocontrollo. (fonte comingsoon)


Il mio commento:
Diciamocelo, di film e serie tv dedicate ai super-eroi iniziamo a essere abbastanza pieni. E pure un po' stufi. Tuttavia, accanto ai varie Heroes, Daredevil, Avengers e compagnia bella, trovano spazio anche proposte di minor caratura che possono regalare qualche piacevole sorpresa.
E' il caso di Misfits, serie di qualche annetto fa che ho scoperto recentemente su Netflix e che mi ha convinto sin da subito. Peccato non averla seguita a tempo debito :-(
Non siamo di fronte a una produzione che ha dalla sua un budget eccezionale, ma ciononostante si difende bene grazie alla verve e alla freschezza che traspare dai giovani protagonisti e dalle varie soluzioni visive che vengono proposte.
I nostri, fondamentalmente, sono dei teppistelli, motivo per cui sono alle prese con lavori sociali per compensare le proprie colpe. Sono anche dei personaggi con personalità e trascorsi diversi e che ben si combinano tra loro. In particolare sono i due poli opposti, Nathan e Simon, rispettivamente Robert Sheehan e Iwan Rheon (già Ramsey Bolton in GoT), a tener banco: il primo estroso e incontenibile, con problemi di attenzione e di affetti, il secondo introverso e complessato, decisamente tenebroso.
Sono questi i due personaggi verso cui è andata la mia simpatia, e sono quelli che effettivamente creano anche numerose aspettative: Nathan è infatti l'unico di cui, fino alla fine, non si sa quale sia l'abilità acquisita grazie alla tempesta, mentre Simon è quello più ombroso e cupo, in realtà trattenuto e annichilito ma che in virtù del gruppo trova una ragion d'essere.




L'aspetto interessante della serie, comunque, sta nel fatto che non siamo dinnanzi a un gruppo di idealisti o di persone dabbene che, consci che da grandi poteri derivino grandi responsabilità, si mettono al servizio della società o del prossimo. Nossignore! Son persone che già hanno i loro problemi e che semplicemente cercano di non dar troppo nell'occhio o di sbrogliare personali magagne....sempre se coprire un omicidio e l'occultamento di un cadavere si possa considerare "problema personale". Già perché sin da subito non ne imbroccano una, ancora spaesati per via della tempesta. E le cose, nel corso della serie, in effetti non vanno proprio al meglio, tra equivoci, sospetti da deviare, sentimenti e incontri con altre persone "toccate" dalla tempesta. Alcune delle quali con abilità discutibili, o quanto meno nello scopo ultimo cui destina i propri sforzi :-) 
Tra i personaggi non poteva comunque mancare l'emule di Hiro Nakamura di Heroes, ovvero qualcuno in grado di alterare il tempo, solo che in questo caso questa persona sarà vincolata agli eventi vissuti in prima persona.

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