domenica 31 luglio 2011

..:: Sono il numero quattro ::..

Titolo: Sono il numero quattro
Regia: D.J. Caruso
Anno: 2010
Genere: azione, sci-fi
Cast: Alex Pettyfer, Dianna Agron, Callan McAuliffe, Jake Abel, Timothy Olyphant

La trama in breve:
Nove ragazzi alieni, del tutto simili agli umani, sono costretti ad abbandonare il loro pianeta, Lorien, che è stato invaso e distrutto dai terribili Mogadoriani. I nove cercano scampo sulla Terra ma i loro aguzzini li inseguono anche lì perché sono ben decisi a farli fuori definitivamente. I nove, crescendo con la protezione e la guida di devoti guardiani, sono destinati a sviluppare superpoteri. Per essere eliminati dai Mogadoriani – che per questi superpoteri li temono – devono però essere uccisi secondo la sequenza numerica progressiva che li contraddistingue. Il Numero Quattro di questi nove, anche conosciuto come John Smith, è arrivato a Paradise, in Ohio, e vive come un normalissimo liceale americano. Qui incontra il suo primo amore, Sarah, una dolce ragazza del Midwest che fa la fotografa. Dopo una pur giovane esistenza sempre in fuga, ora Numero Quattro ha una ragione in più per fermarsi davvero e combattere senza recedere (fonte trovacinema).
Dev'essere comodo di notte....

Il mio commento:
Fondamentalmente credo che il film in questione possa ben riassumersi con la frase, per altro già letta in rete, "quando gli X-men incontrano Twilight". Non conoscendo il ciclo di romanzi a cui la saga (di cui questo è solamente il primo capitolo) è ispirata, e di cui dovrebbe a breve uscire il secondo libro, premetto che il mio commento è e rimane parziale.
Globalmente la visione scorre fluida e piacevole, a patto di possedere un minimo di passione per le storie super-eroistiche e di saper cedere al fascino delle vicende sentimentali dei giovani protagonisti del film.

martedì 26 luglio 2011

..:: Ci sono cose che non puoi capire (adesso) ::..

Come diceva il buon Diego Mancino: "Ci sono cose che non puoi capire adesso, / cose che fanno più paura del tuo gusto dell'eccesso".
Mi domando allora se esiste un limite, un punto oltre il quale non andremo oltre e inizieremo veramente a comprendere. E a reagire.
Quanta immondizia, per dire, può accumularsi a Napoli prima che scatti qualche molla nella popolazione o nelle istituzioni. Nessuno che protesta per tasse pagate e un servizio non eseguito?
Verrà un giorno in cui una persona pubblica, un politico, che parla alla stregua di Borghezio in merito alla strage di Oslo verrà presa sul serio e ricoverata di conseguenza. Analogamente, arriverà il momento in cui psicologi ed esperti chiamati ad esprimere un parere in merito ad una strage o a un attentato non additeranno subito i musulmani e gli islamici come capro espiatorio immediato? No perché se di morti alle Twin Tower ce ne son state alcune migliaia, tra Iraq e Afghanistan credo che si superi tranquillamente il milione. Ma non arriverà mai l'occasione per fermarsi a riflettere sul perché una popolazione possa seppellire un ospedale o un matrimonio sotto ad una pioggia di bombe e un'altra non possa nemmeno avere un'arma nucleare.
E arriveremo mai, mi domando, a comprendere come si compone il prezzo del carburante che paghiamo dai benzinai e, soprattutto, come vengono reinvestite le tasse che contribuiscono per il 70 % almeno del costo di benzina e gasolio?
Afferreremo l'oscura e criptica motivazione alla base della scelta operata dal governo di un Paese fortemente in crisi, come il nostra, di spendere tempo ed energie in leggi "allunga processi". Ora, poi.

domenica 24 luglio 2011

..:: L'avvocato del diavolo ::..

Titolo: L'avvocato del diavolo
Regia: Taylor Hakford
Anno: 1997
Genere: thriller
Cast: Al Pacino, Charlize Theron, Keanu Reeves, Jeffrey Jones, Judith Ivey, Connie Nielsen

La trama in breve
Kevin Lomax (Keanu Reeves) è un giovane avvocato di successo. Dopo un trionfo in aula, scagionando un insegnante accusato di pedofilia e inchiodato da prove notevoli, a Kevin viene offerto un posto in un importante studio legale di New York. 
La moglie Mary Ann (Charlize Theron) lo spinge ad accettare e i due partono per New York, dove John Milton (Al Pacino), il capo dello studio legale, pronostica a Kevin grosse soddisfazioni. Kevin si getta a capofitto nel lavoro, trascurando Mary Ann che, spiazzata dalla vita nella grande città e lasciata da sola, è vittima di una sorta di esaurimento nervoso che la conduce al ricovero ospedaliero. 
L'avvocato Lomax si infervora...
La mamma di Kevin (Judith Ivey) va a New York perché sente di dover rivelare qualcosa di importante al figlio, che comincia a intuire qualcosa di sinistro dietro la figura di Milton. (fonte mymovies).


Il mio commento:
Nonostante un titolo sinistro che potrebbe erroneamente far pensare a Ghedini e soci (giusto per rompere le balle su Berlusconi e i suoi processi e la legge sul legittimo impedimento...non c'èstato un referendum in giugno?), il film in questione è a mio avviso una vera e propria perla.
...manca l'avvocato Lomax e poi
la famiglia satanica è al completo...
Qualche tempo fa, purtroppo, ne avevo visto giusto il finale ma recentemente sono riuscito a recuperarne la visione per intero. Tra le sorprese c'è un Keanu Reeevs incredibilmente espressivo e capace di recitare molto meglio di come invece accadeva in The Matrix (anche se forse, in quel contesto, c'erano esigenze di copione da rispettare) e un Al Pacino molto ma molto convincente e coinvolto. D'altra parte, recitare la parte del diavolo in terra richiede una certa dose di fascino, ipocrisia e verve oratoria.

lunedì 18 luglio 2011

..:: Opera Sei ::..

Titolo: Opera Sei
Autore: David Riva
Editore: Edizioni XII
Genere: thriller
Pagine: 204


Catalogare un romanzo, sintetizzarne l’essenza, definirne genere e filone di appartenenza non sono sempre operazioni di facile adempimento, soprattutto per non scadere nella semplificazione o riduzione dell’opera stessa. Nello specifico, classificare Opera Sei come un thriller non renderebbe affatto giustizia al testo scritto da David Riva e pubblicato nel 2010 da Edizioni XII nella collana Mezzanotte.
Opera Sei possiede, in effetti, molti elementi tipici del genere thriller ma questi caratterizzano in realtà solo una parte del romanzo che a tratti accarezza l’horror e il drammatico, mentre in altre parti propone interessanti riflessioni e citazioni legate all’estetica e all’arte in generale che potrebbero quasi farlo sembrare una sorta di saggio, una dissertazione sui limiti che il linguaggio artistico può delineare o a cui deve sottostare. 
La narrazione si dipana tra passato e presente, alternando tra loro capitoli che permettono al lettore di seguire l’evolversi della storia o che consentono all’autore di approfondire la caratterizzazione dei propri personaggi, descrivendo antefatti e background del mondo descritto nel romanzo.



domenica 10 luglio 2011

..:: Voglia di andarsene ::..

Credo sia capitato un po' a tutti, di tanto in tanto, di provare un forte desiderio di fuga (con la U, attenzione), di lasciarsi il presente alle spalle, staccare e respirare aria buona, pulita, migliore. Vivere in un ambiente più sano e rilassato, senza frenesie, senza ipocrisie, senza tutte quielle inutili tensioni che si vengono a creare quotidianamente.
Ora non esageriamo: 2 anni
passano in fretta.
Poi sarà peggio...
Staccare, allora, per tornare padroni del proprio tempo, per dedicarsi a quelle attività che la necessaria prigionia del lavoro non ci permette di seguire. Siano queste il giardinaggio, la cura della propria casa, lo shopping, lo studio delle lingue, la ricerca di un editore per un paio di romanzi, l'approfondimento delle arti marziali, la lettura di un libro, una simpatica gita in Val di Susa per protestare pacatamente (ed erano in molti) o brutalmente (ed erano in pochi, ma inquadrati dalle telecamere).
E' umano, credo, provare la necessità di allontanarsi dalla routine quotidiana, di liberarsi da impegni e affanni per poter stare accanto alle persone che si amano, con la propria donna/uomo, con eventuali figli, parenti, amici, animali... magari vincendoli a qualche lotteria britannica...
Ma anche nel considerare solamente la dimensione lavorativa, quanti sono coloro che contano i giorni che li separano dalle prossime ferie o dalla pensione?
Loro invece, quelli che costantemente vedo nei telegiornali, sui giornali o nel web, di andarsene non ne hanno proprio la minima intenzione. Anzi, in perfetta mentalità da statale se ne stanno al loro posto, con i loro benefit, a prenderci tutti per i fondelli. Tanto, i soldi che usano sono i nostri e i culi che sacrificano non sono certamente loro!

giovedì 7 luglio 2011

..:: Astonishing X-Men - Xenogenesis ::..

Titolo: Astonishing X-Men - Xenogenesis
Sceneggiatore: Warren Ellis
Disegni: Kaare Andrews
Pubblicato in Italia da: Marvel Italia / PaniniComics
Anno: 2010
Volumi: 3


Il progetto "Astonishing" 
Realizzata dal duo Warren Ellis e Kaare Andrews e proposta in Italia in tre volumetti a cadenza mensile a partire da aprile 2011, la minisere Astonishing X-Men – Xenogenesis rappresenta il banco di prova per una nuova linea editoriale che verrà commercializzata in Italia e che interesserà anche altri personaggi targati Marvel, come ad esempio Spiderman e Thor.
Colazione di gruppo
In realtà, il progetto Astonishing X–Men risale al 1995, quando le testate fumettistiche dedicate ai mutanti alle prese con il travolgente crossover Le Ere di Apocalisse subirono notevoli cambiamenti, non da ultimo un restyling a livello editoriale. Inizialmente il progetto contemplava l’approfondimento dell’ambientazione proposta nella maxi saga, descrivendo le gesta della squadra capitanata da Magneto e dalla combattiva Rogue, la versione “alternativa” del gruppo degli X-Men che lotta per la sopravvivenza in un mondo in cui Charles Xavier è scomparso prematuramente e il malvagio En Sabah Nur, il mutante noto come Apocalisse, tiranneggia. 
Successivamente il progetto venne accantonato per venire ripreso, qualche anno più tardi, allo scopo di proporre e sviluppare storie legate al team della serie principale degli X-Men funzionali agli sviluppi di quanto narrato nel corso del 1999, in un periodo di continui cambiamenti dei team creativi alla guida della testata fumettistica tradizionale. 
Ma è con il terzo ciclo di storie targato Astonishing, avviato nel 2004 ad opera di Joss Whedon e John Cassaday che il progetto raggiunge la consacrazione in termini di consenso e vendite. Un apprezzamento di critica e pubblico che perdura finora grazie al coinvolgimenti di abili disegnatori e autori di fama internazionale che hanno saputo fornire al pubblico storie accattivanti e dall’elegante veste grafica.

martedì 5 luglio 2011

..:: INLAND EMPIRE ::..

Titolo: INLAND EMPIRE - L'impero della mente
Regia: David Lynch
Anno: 2006
Genere: drammatico, mystery, thriller
Cast: Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux, Harry Dean Stanton, Julia Ormond

La trama in breve:
Laura Dern è un’attrice che si accinge ad interpretare una parte in un nuovo film, è anche la protagonista confusa di un incubo ad occhi aperti nel quale Lynch trascina lo spettatore, e contemporaneamente la stranita spettatrice di una sitcom con dei grossi conigli, o ancora una donna che forse ha una segreta passione, e una smarrita vittima di accoltellamento, e via così nel più innovativo dei film di David Lynch, un’esperienza al limite con la videoarte (fonte HyperReview).

Il mio commento:
Assistere ad uno spettacolo cinematografico come quello confezionato da Lynch con questo INLAND EMPIRE (da scrivere in maiuscolo, come da esplicito desiderio espresso dal regista statunitense) non è affatto banale. L'impressione complessiva, al termine della visione, è quella di aver sperimentato una vasta scala di emozioni e suggestioni sfiorando concetti e significati aulici e allo stesso tempo inquietanti e allucinanti ma senza tuttavia  giungere ad una reale comprensione del contenuto proposto. 
Ammesso, ovvio, che ci fosse una storia da seguire. La teoria - almeno, stando a quel che leggevo nel web sembrano non esserci poi molte certezze sul film - è che le sequenze proposte si amalgamino in modo "in-organico" dislocandosi in contesto spazio-temporali differenti, unendosi, fondendosi, rimandando l'una all'altro in modo fluido e armonico. Storie nelle storie, personaggi che ne impersonano altri, realtà e finzione che si mescolano, presente che rievoca altri tempi, labirinti di immagini e situazioni, il tutto condito da una regia che gioca con l'inquietudine suscitata ma sussurrando anche "altro". Desiderio di realizzazione, amore, passione, paura, violenza: in INLAND EMPIRE c'è tutto questo e molto di più.

lunedì 4 luglio 2011

..:: Cosa vuole il pubblico (giugno) ::..

Finalmente un po' di ferie ^___^
Dinamico wallpaper per i protagonisti
di Sengoku Basara
Così almeno un po' di tempo da dedicare ai miei progetti personali riesco a trovarlo, come per sistemare questo mio blog che nel corso dell'ultimo mese, almeno stando alle statistiche rilevate, ha avuto notevoli alti e incresciosi ribassi. Sarà colpa della calura estiva, sarà che la gente è in ferie e distante dal pc, sarà che google sta aggiornando i propri algoritmi e il motore di ricerca, però nelle ultime settimane ho registrato un calo preoccupante. 
Motivo per cui ho iniziato a rivedere alcuni elementi di questo mio spazio personale, aggiungendo link qua e là, riorganizzando l'home page sperando di migliorare la situazione.
Altrimenti, ripiegherò sul porno più becero, sui video sottotitolati di Pingu e morta là.
Anche se, in effetti, almeno stando a quanto riscontrato per il mese di giugno, il pubblico di questo blog ha iniziato a schifare le donnine nude, le miss maglietta bagnata, le bonazze hollywoodiane in favore del vero contenuto dei miei post. Il che mi fa piacere visto che, finalmente, sembra che i frequentatori del blog approdino qui per un motivo riconducibile a quello che scrivo. Il che mi da speranza.
La formazione 2010
per A-Team
Ad ogni modo, vediamo più nel dettaglio quello che il pubblico voleva nel mese di giugno 2011:
10 - Code Geass: l'anime recensito mesi or sono, la cui recensione è stata proposta pure a TdC, scende dalla settima alla decima posizione rispetto al mese precedente;
09 - mulino: da me amorevolmente ribattezzato lo "schifoso innominabile" inizia lentamente e giustamente a scivolare verso la parte bassa della classifica;
08 - Lelouch (Lamperouge): seguendo il destino dell'anime di cui è protagonista, anche Lelouch / Zero continua ad allontanarsi dal podio;
07 - Dragon Trainer: dopo l'exploit del mese precedente, il film d'animazione con Sdentato e Hiccup per protagonisti precipita di ben 5 posizioni verso il fondo;
06 - Laura Tangherlini: l'unica presenza femminile rimasta in classifica: mi spiace per gli appassionati ma nessuna tra Megan Fox, Amy Smart o qualche modella di magliette bagnate è rientrata nella top ten di giugno.

sabato 2 luglio 2011

..:: Sperduto nel tempo ::..

Titolo: Sperduto nel tempo - Lost in time
Autore: Walter Basso
Editore: Edizioni Scantabauchi
Genere: fantascienza
Pagine: 199

La trama in breve:
Romanzo di fantascienza ambientato nel padovano ed esattamente a Piombino Dese e Camposampiero... Narra la storia incredibile di un operaio che improvvisamente invecchia di circa quindici anni. Fantasia, burla, rapimento alieno, esperimento segreto?... La ricerca della verità porterà il lettore ad una soluzione inaspettata e letteralmente fuori dalla logica umana. Nessun lieto fine per un libro carico di suspense e un pizzico di sana ironia... Qua e là qualche battutta in veneto riporta l'Autore nel suo territorio! (fonte Edizioni Scantabauchi)

Il mio commento:
Prima di parlare del libro, credo sia bene spendere alcune parole sull'editore. Edizioni Scantabauchi è una realtà editoriale veneta, di piccole dimensioni ma discretamente conosciuta nella provincia di Padova, e non solo, che ruota attorno alla figura di Walter Basso, autore ed editore, proponendo testi di generi differenti sia in lingua italiana che in dialetto veneto. Per lo più è nota al pubblico per opere di genere umoristico demenziale o per la proposta di testi, dizionari e almanacchi, anche illustrati, legati alla cultura veneta. 
Tra le varie collane, però, vi è anche "Oltre le nuvole" dedicata a romanzi di stampo fantascientifico essendo  lo stesso Walter Basso molto appassionato di questo genere.

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