sabato 27 settembre 2014

Shadow Dance - La danza degli inganni

Titolo: Shadow Dance - La danza degli inganni
Autore: David Dalglish
Editore: Fabbri Editore
Genere: fantasy
Pagine: 273

La trama in breve:
Thren Felhorn, mastro della Gilda del Ragno, è un assassino spietato, il capo indiscusso delle Gilde dei Ladri. Tutti lo temono. Persino il re Edwin Vaelor, giovane e inetto; persino il Triumvirato, l’alleanza delle tre famiglie aristocratiche più potenti dell’intera terra del Drezel, da anni impegnate in una guerra senza quartiere con i ladri che attentano alle loro ricchezze. Ora, però, Thren ha un piano per porre fine alle ostilità una volta per tutte: vuole colpire i suoi nemici durante la grande festa del Kensgold, quando i tre patriarchi si riuniscono per festeggiare e ostentare sfarzo e potere. Anche Aaron teme Thren, e non oserebbe mai ribellarsi a lui. È il suo unico erede, il figlio che dovrà prendere il suo posto al vertice della Gilda. A otto anni Aaron ha ucciso per la prima volta, ha accoltellato il suo stesso fratello maggiore. Ora che ne ha tredici, però, il pensiero di vivere nella violenza e nell’assassinio lo disgusta. Può contare su due soli alleati: Kayla, la giovane ladra che gli ha salvato la vita, diventando così il braccio destro di Thren, e Robert Haern, l’anziano ex tutore di corte e suo precettore, che vorrebbe per il ragazzo una sorte diversa da quella che il padre gli impone. Intanto, mentre i preparativi per il Kensgold si fanno incandescenti, il patriarca Maynard Gemcroft cerca di sopravvivere ai complotti della famiglia rivale dei Kull, cui sua figlia Alyssa si è incautamente legata. Ma la ragazza dovrà scegliere da che parte stare, e lo farà sotto la guida e con l’aiuto delle Senzavolto, guerriere abilissime, dotate di capacità magiche e in grado di violare anche le fortezze più impenetrabili. Uno straordinario affresco di magia, combattimenti, brutalità e avventura, nel primo capitolo di una saga fantasy che ha conquistato i lettori di tutto il mondo.


Il mio commento:
Libro acquistato praticamente a caso, scorrendo i titoli esposti in libreria e lasciandomi ispirare da copertina e sinossi, La presenza di un numero "1" in copertina e anteprime dei successivi capitoli, così come il prezzo aggressivissimo - 5 euro :-))) - mi hanno infine convinto. Ordunque, non ne son rimasto deluso ma, su una scala da 1 a 10, non credo mi spingere oltre al 6 come voto globale. Indubbiamente si tratta di un testo scorrevole e avvincente, che scivola via senza problemi vuoi per il ricorso a uno stile diretto e semplice vuoi per la presenza di molte scene di azioni. Una discreta lettura, leggera per certi versi, che introduce a un mondo che, nel corso dei successivi capitoli della saga, presumo verrà esplorato e maggiormente approfondito. Però, per quel che mi riguarda, non sono così certo di voler procedere con Shadow Dance II - La danza delle maschere e successivi.  Questione di gusti, per carità, ma questo romanzo non mi ha coinvolto come speravo, non è scoccata quella scintilla che mi pungola a continuare la saga per sapere cosa accadrà. Tanto più che leggendo le trame dei successivi capitoli si nota un cambio di direzione che mi ha insospettito assai. 
Già perché qui si parla di gilde di ladri, gente senza scrupoli che si occupa di delinquere, di chiedere il pizzo, di ammazzare, di depredare, di rubare e chi più né ha più ne metta. Al centro delle vicende la Gilda del Ragno capeggiata dal potente Thren Felhorn e da suo figlio, Aaron. Il quale però sembra compiere una scelta diversa da quella che si aspettava suo padre, finendo per tradire e diventare una sorta di vigilante...tutto ciò non accade nel primo libro ma rappresenta sarà lo sviluppo della trama nei successivi capitoli della saga.  
E tutto ciò non mi aggrada. 

domenica 21 settembre 2014

2035 The mind jumper - Nightmare City 2035

Titolo: 2035 The mind jumper (aka Nightmare City 2035)
Regia: Terence H. Winkless
Anno: 2007
Genere: sci-fi
Cast: Maxwell Caulfield, Alexis Thorpe, Todd Jensen, Velizar Binev, Stefan Ivanov, Dimo Alexiev, Terence H. Winkless

La trama in breve:
Nel 2035, un regime corrotto trasmette l'illusione di una bella e moderna città attraverso l'impianto di microchip installati nella testa dei cittadini.
In realtà la città è in rovina, verità nota ai ribelli che cercano di fomentare la rivoluzione e di fermare l'inganno di massa.

Il mio commento:
Per il ciclo film dalla realizzazione dubbia et imbarazzante, ecco a voi "2035 The mind jumper"!!!
Il titolo originale di questa produzione bulgaro-statunitense sarebbe Nightmare city 2035 ma per qualche motivo è stato leggermente modificato.
Ora, evidentemente mi son fatto trarre in inganno dalla locandina e dalla trama con ambientazione distopica, però sono al contempo fiero di aver visto, con questi miei occhi, una simile coraggiosa produzione fantascientifica. 
Ok, avranno guadagnato 32,5 euro in tutto, gli attori saranno stati pagati con una pizza, l'unico regista che ha aderito al progetto ha nel curriculum qualche puntata dei Power Rangers, il risultato complessivo è più che deprimente (3.7 su imdb) ma, perdincibacco, sono riusciti a realizzare un ca$$o di film di fantascienza.
In Bulgaria! 
Alla faccia del mercato cinematografico nostrano!
Ordunque, signori miei, un po' di impegno e tiriamo fuori un po' di testicoli: vogliamo essere da meno? Vogliamo negarci la possibilità di far vedere al mondo che anche noi italioti possiamo ipotizzare un futuro e proporne una rappresentazione cinematografica?
Magari bello, se possibile, mica necessariamente un mondo triste e corrotto in cui la crisi continua a imperversare oppure in rovina come quello nascosto dall'illusione di massa che condiziona le menti dei cittadini di Nightmare city. Eh già, incoraggiante come nome di città...
Già all'inizio del film è comunque palese che le risorse a cui questa produzione ha potuto attingere erano risicate: alcune comparse compaiono ripetutamente in scene diverse (ma forse è voluto, per testimoniare l'omologazione cui la società ci spinge...forse...), altre non hanno facoltà di parola (penso alla ragazza che rischia di venir violentata e al tipaccio che cerca di approfittare di lei) e certi effetti speciali hanno un che di imbarazzante.

Sembrano momenti consecutivi...
In realtà, tra il primo e il secondo frame,
ci sono alcuni isolati percorsi in auto

Però quanto meno l'idea di fondo ha un suo senso compiuto, che getta spunti interessanti verso l'uso della tecnologia, la manipolazione mediatica, i complotti sul Nuovo Ordine Mondiale, sull'uso dei chip sottocutanei...di base poteva essere molto interessante come film.

domenica 7 settembre 2014

Iron Man 3

Titolo: Iron Man 3
Regia: Shane Black
Anno: 2013
Genere: supereroi, azione
Cast: Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Don Cheadle, Guy Pearce, Rebecca Hall, Jon Favreau, Ben Kingsley, Paul Bettany, William Sadler, James Badge Dale

La trama in breve:
Sono passati più di dieci anni da quando, nel corso di una serata in Svizzera, il miliardario genio-e-sregolatezza Tony Stark s'intratteneva con la bella Maya Hansen e lasciava sul tetto, in vana attesa, il visionario Aldrich Killian, desideroso di contare Stark tra le fila degli scienziati da lui diretti. Intanto, dal Medio Oriente, un terrorista senza scrupoli, detto il Mandarino, dopo aver seminato panico e morte in diverse zone degli Stati Uniti d'America, mira sempre più esplicitamente al Presidente, ma passa prima da villa Stark, radendola al suolo. In pena per la sicurezza di Pepper e in preda a crescenti e fino ad ora sconosciuti attacchi di panico, Iron Man si ritrova chiamato all'azione su più fronti, proprio nel momento di massima debolezza. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ordunque, eccomi ancora una volta a ciarlare di un film sui supereroi, pellicole che regalano sempre un discreto divertimento e buoni incassi per chi li realizza. Nella fattispecie, Iron Man 3 risulta tra quelli che hanno incassato di più nella storia del cinema - si parla di 1,2 miliardi di dollari - per cui, ne deduco, deve essere anche discretamente interessante e fatto bene ^__^
In effetti non mi chiamo deluso dalla visione dell'ennesima fatica marvel con Robert Downey Jr.: il film ha ritmo, verve, c'è tanta azione, qualche momento scanzonato, innumerevoli effetti speciali, emozioni spicciole...un blockbuster in piena regola che riesce a intrattenere e a incollare alla poltrona i ragazzi di ogni età. Questo soprattutto per via di una trama che introduce alcuni elementi degni di nota, come la crisi personale che sta vivendo il protagonista, le tante e differenti versioni delle armature di Iron Man e la presenza della minaccia del terrorismo riassunta nella figura del Mandarino e del villain Aldrich Killian. 
Se da un lato mi son divertito e ho apprezzato il film, d'altro canto sono un appassionato di questo genere di "cose", devo però confessare che ci son stati molteplici elementi che mi hanno dato da pensare o convinto poco e altri che invece hanno fatto la differenza nell'elevare il livello di questo Iron Man 3. 
Ad esempio la sostituzione del regista storico della serie, Jon Favreau - che comunque appare pure in questo terzo capitolo ma finendo in coma -, in favore di un Shane Black parrebbe aver contribuito a migliorare la narrazione, conferendo un minimo di solidità e coerenza e concedendo maggior tempo per lo sviluppo dei personaggi. Non nego comunque di aver sentito un certo rimando ai Batman di Nolan per come si è voluto gestire i cattivoni e le caratterizzazioni.
Accennavo però anche alla presenza di elementi che mi hanno lasciato perplesso. 

venerdì 5 settembre 2014

Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere

Titolo: Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere
Autore: John Gray
Editore: Rizzoli
Genere: manuale, psicologia
Pagine: 279

Introduzione:
Il libro di John Gray si basa su un pensiero tanto semplice quanto efficace: gli uomini e le donne hanno due diversi modi di pensare, di parlare, di amare. I comportamenti di uomini e donne assumono quindi spesso significati diametralmente opposti. Per esempio, tanto l'uomo in determinati momenti della sua giornata ha bisogno di "ritirarsi nella sua caverna", in solitudine, quanto la donna, alle prese con le stesse problematiche del partner, sente di dover condividere i propri sentimenti con gli altri. II dialogo, contrariamente a quanto si possa pensare, non è però impossibile, anzi: dal momento che si imparano a riconoscere e apprezzare le differenze tra i due sessi, tutto diventa più facile, le incomprensioni svaniscono e i rapporti si rafforzano. E, cosa più importante, possiamo imparare ad amare e a sostenere nel modo migliore le persone che sentiamo vicine. (fonte Feltrinelli)

Il mio commento:
A volte capita di litigare con la propria morosa.
A volte capita di parlarne con gli amici.
A volte capita anche di compiere gli anni.
E a volte capita che in tale circostanza al compleanizzato di turno venga donato un utile manuale di psicologia come "Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere" di John Gray :-)
Direi che, in sintesi, quella appena riassunta è la dinamica che mi ha portato ad avere per le mani codesto libro, non un romanzo ma una sorta di manuale sulle dinamiche generali che regolamentano i rapporti tra uomini e donne.
Non che io sia un orco (a volte sì) o che con Silvia i litigi o le incomprensioni siano frequenti, ci tengo a precisarlo, ma non nego che tendo a dimenticarmi quella piccola legge non scritta che, di fatto, costituisce le fondamenta di questo testo. Uomini e donne provengono da "mondi" diversi, governati da regole comportamentali e dinamiche psicologiche diverse, per cui è normale che qualcosa, di tanto in tanto, non venga recepito o, meglio, venga decodificato in modo errato.
Pur trattandosi di un manuale, il libro di Gray non rappresenta un testo ostico, semmai un'esperienza graduale che porta a esplorare e svelare dinamiche basilari ma fondamentali nell'ambito dei rapporti di coppia. O anche a considerare da un punto di vista "obiettivo" la genesi di certi problemi, che magari possono risalire a sentimenti non risolti del proprio passato. Sia il modo in cui è organizzato il testo che il registro linguistico adottato così come gli esempi descritti facilitano la lettura consentendo una facile diffusione del testo tra il popolo dei lettori. Non ci si trova dinnanzi a un testo dai toni aulici e scientifici, voglio dire, bensì a una lettura che scivola leggera, piacevole e naturale.
Pagina dopo pagina ho però avuto qualche dubbio su me stesso visto che non sempre mi identificavo con le figure maschili riportate negli esempi o nei dialoghi proposti...ma, secondo l'autore, rientra tutto nella norma. Mi domando che accade quando invece una persona omosessuale si cimenta con la lettura di un testo del genere...anzi, stando a quel che dice Gray, mi sa che i diversamente etero sono agevolati nei rapporti di coppia visto che si innescano relazioni marziano-marziano o venusiana-venusiana.

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