sabato 16 gennaio 2021

The mandalorian - Seconda stagione



Titolo: The Mandalorian - Seconda stagione
Episodi: 8
Anno: 2020
Genere: sci-fi, western


La trama in breve:
Le vicende riprendono esattamente da dove si erano concluse nella prima stagione. Din Djarin è alla ricerca di altri mandaloriani che possano aiutarlo nel proprio compito, ovvero ritornare il bambino ("baby yoda") dai suoi simili. Per questo ritorna su Tatooine dove sembra sia stato avvistato un mandaloriano...


Il mio commento:
Come per la passata stagione, rinnovo il mio gradimento per questa serie tv amabilmente vista su Disney+. Dovrebbero fare un monumento a Jon Favreau, davvero, per avere dato nuova speranza e dignità a una saga come quella di Star Wars che con le ultime pellicole targate J. J. Abrams era andata un po' allo sbando. #THANKYOUJON, se già non lo è stato, dovrebbe diventare trend topic
Anche in questa stagione assistiamo quindi al peregrinare del nostro protagonista corazzato che, spostandosi di pianeta in pianeta, ci consente da un lato di recuperare ambientazioni e personaggi della prima stagione oppure direttamente dal mondo di Guerre Stellari e, dall'altro, di poter gustare storie realizzate da chi ama il cinema e ci tiene a intrattenere lo spettatore ma con onestà e passione. Come per la precedente stagione, gli effetti speciali, il trucco, i costumi, ma in generale l'estetica e la cura per le ambientazioni è parecchio di buon livello e contribuisce al successo della serie. 
Le vicende narrate nei singoli episodi non sono magari complicatissime o profondissime, siamo comunque nel contesto di Star Wars, per cui semplicistico, però sono ben confezionate, con tanta azione, inseguimenti, combattimenti, dialoghi essenziali, buone caratterizzazioni dei personaggi, qualche colpo di scena e numerosi omaggi alla saga originale o ad altri film (ad esempio difficile non pensare ad Alien durante il secondo episodio)
Assistiamo di fatto alla ricomparsa di alcuni personaggi, come Boba Fett, teoricamente morto ne Il Ritorno dello Jedi, oppure si rende giustizia alla figura di Luke Skywalker che, da solo, nell'ultimo episodio, sgomina un plotone di cavalieri oscuri, droidi da combattimento stile IronMan che si rifanno ai videogame ispirati alla saga di Star Wars. Quanto al giovane Luke, ok, ok, salta fuori un po' dal nulla ma è anche vero che un intervento esterno era necessario per salvare la pellaccia dei nostri e che qualche puntata precedente era Grogu, questo il vero nome di "baby yoda" si era unito alla Forza allo scopo di farsi individuare da altri jedi. Il lavoro in computer grafica credo sia anche ben realizzato, proponendo il Luke "giovane", e non quello con cui Mark Hamill ha militato negli episodi dell'ultima trilogia. 
Apprezzato anche il personaggio di Ashoka Tano, impersonata dalla sempre gradita Rosario Dawson: la padawan di Anakin Skywalker è una dei grande assenti degli ultimi episodi di Star Wars distribuiti al cinema. Qui invece viene recuperata presentandola adulta, abile nella Forza, completamente addestrata ma indipendente e non più affiliata ai jedi: le due spade laser dalla lama incolore-bianco, testimoniano proprio questo fatto. Chissà se mai la rivedremo, in questa serie o in una a lei dedicata...tuttavia è anche grazie al suo intervento che il nostro mandaloriano trova un modo per sbrogliare la situazione con il bambino, visto che di grandi indizi sul suo conto effettivamente non ne aveva poi molti. Nemmeno il suo nome sapeva.

mercoledì 13 gennaio 2021

Allegra!

Titolo:
Allegra!
Autore: Emanuele Martinelli  
Editore: Lettere Animate Editore
Genere: distopico
Pagine: 472


La trama in breve:
È l’anno 2173. In un mondo dove le persone hanno perso l’usanza di uscire di casa e vivono esclusivamente in gigantesche metropoli, il giovane protagonista Brian viene contattato un giorno dalla misteriosa figura di Peider. Le conversazioni tra i due prendono tinte sempre più critiche ed irriverenti rispetto alle abitudini intorno a loro, finché decidono di scappare. Il suo istinto lo porta a Bormio, un piccolo paese nel cuore delle Alpi, abbandonato da circa un secolo. Lì potrà mettere in pratica tutto ciò che ha imparato: davvero la vita non poteva riservargli nulla di più? Una ricerca tra metropoli e montagne, Facebook e Filosofia. (fonte Amazon)

Il mio commento:
Ho acquistato questo ebook dopo averlo visto esposto all'interno de Il Cantuccio, bar bistrot di Bormio in cui abbiamo cenato quest'estate, nel corso dei giorni di ferie trascorsi lì. Tra la cordialità dell'oste che ci ha tenuto compagnia parlandoci dei piatti e del territorio e il fatto che l'avesse scritto suo figlio, ho provato a dargli fiducia e, a distanza di qualche tempo, come promesso, eccomi qui per lasciare un commento.
Partirei con il dire che si tratta di un libro impegnativo, non banale, non tanto per la lunghezza ma per i contenuti e le numerose dissertazioni che vengono proposte in merito ad argomenti quali filosofia, politica, identità di popolo, storia, rapporto con i media. Il contesto in cui si svolgono le vicende ricorda il nostro presente, ancor di più considerando l'annata trascorsa in lock-down, in cui i contatti umani sono inesistenti e ognuno è chiuso in una stanza, da solo, con solamente il web per interagire con gli altri.
Analogamente a come avviene in Matrix, anche qui c'è una sorta di Morpheus, Peider nel nostro caso, che riesce ad affrancarsi dal sistema e ad innescare il risveglio degli individui, dando via a una rivoluzione. Le vicende coinvolge in prima battuta un ragazzo di nome Brian, di cui seguiamo le vicende e i dialoghi con una narrazione in prima persona, proprio per accentuare il fatto che questo "risveglio" non è affare solo di un personaggio di un libro ma si tratta di qualcosa che dovrebbe riguardare ciascuno di noi. Di contro, però, le lunghe dissertazioni che si scambiano Peider e Brian non sono sempre così facili da leggere, anzi, diventano occasione per piccoli saggi sugli argomenti di volta in volta affrontati, appesantendo la lettura e, potenzialmente, scoraggiando il lettore.
Ad un certo punto però le dinamiche cambiano e, con la fuga di Brian dalla città verso le montagne, per insediarsi poi presso i resti della città di Bormio, il ritmo cambia e la lettura si fa più fruibile anche se non mancano lunghi dialoghi e occasioni di riscoperta di storia e identità popolare. Già perché la resistenza accoglierà persone appartenenti a diverse zone unite dal comune intento di dare nuova luce alle singole "identità" legate ai territori, quei territori che nei secoli son poi stati in qualche modo unificati e amalgamati finendo con perdere sia il legame col territorio che con le proprie radici. E' un tema che l'autore sente molto forte e su cui insiste, richiamando anche episodi della storia di Bormio oltre a riflettere e argomentare sulle conseguenze dell'Unità d'Italia e di aggregazioni similari. Che, nel contesto del libro, sono il punto di partenza per la costituzione della società distopica in cui è ambientato, dove ogni autenticità e differenziazione culturale è venuta meno e c'è praticamente un unico popolo a livello mondiale e un'unica lingua, l'americano. Ora come ora non saprei dire se, nel riscrivere questo libro tra qualche anno, verrebbe ancora scelto l'americano o il cinese, visto il potenziale sorpasso economico da parte della Cina nei prossimi anni...
In merito alla lingua usata, l'autore ha indubbiamente svolto un grosso lavoro nell'inserire sia dialoghi in inglese ma, progressivamente, anche numerosi scambi nei dialetti e nelle lingue parlate localmente nelle singole zone, per cui romancio (1), siculo, veneziano...uno sforzo encomiabile che impreziosisce il testo ma che rende più ostica la lettura nel dover scorrere alla ricerca delle traduzioni poste alla fine del libro. Avendolo letto in formato ebook, sinceramente l'azione si è rivelata semplice, ovvero sfruttando la navigazione permessa dai link ipertestuali, non so bene come sarebbe stata l'esperienza con un libro cartaceo.

sabato 9 gennaio 2021

Maze Runner - La Fuga e Maze Runner - La rivelazione

Titolo:
Maze Runner - La fuga
Titolo originale: Maze Runner: The Scorch Trials
Anno: 2015
Regia: Wes Ball
Genere: distopico, fantascienza, azione
Cast: Dylan O'Brien, Kaya Scodelario, Thomas Brodie-Sangster, Nathalie Emmanuel, Aidan Gillen, Giancarlo Esposito, Ki Hong Lee, Patricia Clarkson, Barry Pepper, Lili Taylor, Katherine McNamara, Rosa Salazar, Jacob Lofland


Titolo: Maze Runner - La rivelazione
Titolo originale: Maze Runner: The Death Cure
Anno: 2018
Regia: Wes Ball
Genere: distopico, fantascienza, azione
Cast: Dylan O'Brien, Kaya Scodelario, Thomas Brodie-Sangster, Nathalie Emmanuel, Giancarlo Esposito, Aidan Gillen, Walton Goggins, Barry Pepper, Will Poulter, Patricia Clarkson, Dexter Darden, Jacob Lofland, Katherine McNamara, Rosa Salazar, Lili Taylor, Ki Hong Lee


Le trame in breve:

Maze Runner - La Fuga: Dopo essere riuscito ad allontanarsi dal Labirinto insieme ai suoi compagni, Thomas (Dylan O’Brien) ha dei terribili flashback che portano a galla la verità sul rapimento da parte del W.C.K.D. Il ragazzo e i suoi amici sono accolti dal signor Janson (Aiden Gillen) in una struttura sicura, dove possono finalmente ricevere l’assistenza necessaria. Sebbene l’atmosfera del rifugio sia positiva e distesa, Thomas non riesce a rilassarsi e decide di indagare con il nuovo amico Aris (Jacob Lofland). I due scoprono che Janson e la perfida Ava Paige (Patricia Clarkson) sono in combutta e che la struttura non è altro che un enorme laboratorio, nel quale i ragazzi sopravvissuti vengono sottoposti ad atroci esperimenti. A seguito della sconcertante scoperta, Thomas e i suoi amici decidono di fuggire nuovamente... (fonte comingsoon)


Maze Runner - La Rivelazione: Scoperto il tradimento di Teresa (Kaya Scodelario), Thomas (Dylan O'Brien) guida i suoi compagni verso 'L'Ultima Città', avamposto della WCKD dove i ragazzi credo che la crudele Ava Paige (Patricia Clarkson) abbia imprigionato Minho (Ki Hong Lee). Prima di giungere alle porte della città, i ragazzi si scontrano con un'orda di Spaccati ma vengono salvati da Brenda (Rosa Salazar) e Jorge (Giancarlo Esposito). Mentre Teresa ha un crisi interiore, scaturita dal fatto di aver tradito i suoi amici, il sangue di Minho non riesce a fornire alla Paige una cura... (fonte comingsoon)


Il mio commento:
Avendo di recente parlato di Maze Runner - Il labirinto, complice la visione su Rai 4 dei successivi capitoli della saga, ho pensato di spendere qualche parola anche su questi due film, accorpando il commento in un unico post. Non è che abbia poi molto da dire, in realtà.
Già la differenza tra titolo originale e titolo italiano faceva sospettare che qualcosa di strano ci fosse, e da quel che ho letto (vedasi link a fine post) le differenze rispetto ai libri sono sostanziali, praticamente tutta un'altra storia. 
Molto probabilmente quindi la volontà di speculare e di puntare alla capitalizzazione degli incassi hanno preso il sopravvento, confezionando due film piuttosto movimentati, ricchi di inseguimenti e azione ma che, in merito alla trama, prestano il fianco a numerose, come dire, defaillance. Probabilmente va bene così, e io sono semplicemente fuori target rispetto al pubblico di riferimento, però penso che realizzare film maggiormente fedeli ai libri da cui dicono di esser tratti non sia un peccato capitale, anzi.
Però, considerando che l'autore dei libri parrebbe aver partecipato alla realizzazione dei film, forse qualcosa mi sfugge...o forse all'autore servivano soldi, tanti soldi, per poter trascorrere spensieratamente gli anni a venire.
Tornando ai film, sostanzialmente, si rivelano piuttosto insensati, con dinamiche non sempre comprensibili o logiche. Tutto sommato, il mondo di fuori, quello degli infetti, non è preso poi così male visto che pullulano comunità di ribelli (e nessuno di loro presenta segni di denutrizione o problemi di igiene o di vestiario o di approvvigionamento...) mentre nella presunta "Ultima città" le cose vanno ancora meglio, con una società evoluta e avanzata, tirata a lustro e pure tecnologica. Di contro, la ricerca della presunta cura pare allo sbando totale, anzi, non si capisce nemmeno se effettivamente i ragazzi del labirinto fossero "immuni" o meno, visto che almeno due poi si infettano tramutandosi in zombies rabbiosi. Che poi, caspita, perché ogni epidemia trasforma la gente in zombies? Perchè la gente non finisce in terapia intensiva o indebolita in quarantena come col covid? Mah...

giovedì 31 dicembre 2020

Buona fine 2020 e buon inizio 2021

Ormai siamo agli sgoccioli di un anno, il 2020, che di certo resterà vivido nelle nostre memorie. 
Un anno particolare, funesto per molti aspetti, che ci ha molto condizionati toccandoci nel quotidiano, nelle nostre sicurezze e abitudini. Un anno difficile, doloroso anche, che si appresta a terminare lasciando spazio a un 2021 sul quale già riversiamo numerose aspettative.
Ognuno può pensarla come vuole sulle scelte intraprese dal governo oppure avere la propria opinione sull'origine del virus o sulla sua effettiva pericolosità.
Io stesso non nascondo di nutrire certe perplessità su quanto vissuto e stiamo attualmente vivendo e, in tal senso, volevo condividere una piccola riflessione su questo particolare momento.
Quello che temo infatti è uno scenario che si può riassumere con una delle varie immagini che in questo periodo stanno imperversando sui social:


Ovvero, dubito che alle 23.59.59 del 31/12/2020 possiamo considerare chiusa la faccenda e salutare definitivamente il 2020. 
In un certo senso esso continuerà: la crisi che stiamo vivendo, le implicazioni sociali, le conseguenze dell'annata trascorsa ci condizioneranno ancora un bel po'. Per certi versi diventerà una sorta di spartiacque sotto vari punti di vista, un po' come lo è stato l'11 settembre 2001.
Tuttavia, nonostante ansie e preoccupazioni che credo sia naturale sperimentare, la mia speranza è che questa lunghissima situazione che abbiamo vissuta diventi un'occasione, un'opportunità per noi come persone, come popolo e come umanità. 
Anche perchè si è trattata di una crisi che, probabilmente per la prima volta, ha interessato il Primo mondo e non solamente i popoli del Terzo mondo. Voglio dire, ogni anno muoiono milioni di persone per malattie di tutti i tipi o per fame o per guerre, ma finchè sono distanti ce ne si preoccupa fin là. E forse...
Nel 2020, con il coronavirus, invece abbiamo cambiato un po' la nostra percezione, in quanto eravamo/siamo noi i potenziali bersagli. Ci siamo sentiti vulnerabili e indifesi.
Al contempo, complici i vari lock-down e limitazioni subite, abbiamo rimodulato certe nostre abitudini e, grazie a questo, avuto l'opportunità di riscoprirci. Abbiamo infatti (ri)scoperto che i ritmi di vita possono essere più lenti di quelli frenetici cui avevamo fatto l'abitudine, abbiamo (ri)scoperto l'importanza dei legami affettivi e sociali e degli spazi abitativi. Ma abbiamo anche toccato con mano limiti e aspetti critici cui, più di tanto, prima, non davamo troppo peso. Perché se è vero che c'è crisi economica, c'è anche da considerare che questa è inevitabilmente collegata a modelli economici non del tutto sostenibili in quanto basati su sprechi e su consumi esasperati, molte volte alimentati da pubblicità e media. Forse c'è bisogno di ripensare ai nostri modelli economici, in modo che si possa lavorare tutti ma meno. Oppure ripensare le politiche di sostegno alle famiglie e alle persone più in difficoltà.
Oppure pensiamo al settore sanitario e ospedaliero, praticamente al limite (se non oltre): non credo proprio sia una situazione di "adesso", bensì conseguenza di politiche poco attente, di sprechi, carenze e inefficienze che gli stessi politici - che oggi cercano di farsi belli palesando stoicità oppure brindando al raggiungimento dell'agognato traguardo del vaccino - hanno avvallato o magari voluto.
O ancora ci sarebbe da riflettere sul mondo della scuola, che quest'anno ha avuto uno scossone per via della didattica a distanza lasciando al contempo emergere già noti limiti, ad esempio in merito agli spazi disponibili o alla metodologia di insegnamento.
Probabilmente questi sono solamente tre degli enne-mila spunti che potremmo prendere e su cui riflettere e crescere come persone, popolo e mondo. Questa crisi dettata dalla pandemia può, a mio avviso, rappresentare un'ottimo spunto di ripartenza e miglioramento, anche sotto il profilo del mondo dei lavori, dei trasporti, della tutela del patrimonio naturale, dell'adozione di politiche green oppure in termini di educazione alimentare.
Ma temo di essere un ingenuo sognatore ...
Vedremo quindi cos'avrà in serbo il nuovo anno e con quali conseguenze, a breve e lungo termine, dovremo convivere dopo la conclusione di questo infausto 2020. Anche perché, banalmente, in futuro, basterà lo spauracchio di una potenziale nuova malattia per condizionare nuovamente le nostre abitudini, libertà e modi di vivere.
Vedremo, quindi.
Anche se, ovviamente, la speranza e l'augurio che faccio a tutti noi è "ad meliora semper", ovvero auguro al mondo e a tutti noi di andare in meglio: buon 2021 ^__^



Dio esiste e vive a Bruxelles


Titolo: Dio esiste e vive a Bruxelles
Titolo originale: Le Tout Nouveau Testament
Anno: 2015
Regia: Jaco Van Dormael
Genere: commedia, fantasy
Cast: Pili Groyne, Benoît Poelvoorde, Catherine Deneuve, François Damiens, Yolande Moreau, Laura Verlinden, Serge Larivière.

La trama in breve:
Dio non è morto, come diceva Nietzsche, ma è vivo, vegeto e risiede a Bruxelles. Il Padre eterno sta tutto il giorno davanti al computer cercando di rovinare il più possibile la vita agli uomini. Una moglie che non ama e che a sua volta ubbidisce senza battere ciglio, un figlio scappato di casa per fondare religioni (rinominato con l’acronimo J.C.) e una bambina avventurosa, compongono la Sua famiglia. (fonte cinemaniaci)

Il mio commento:
Ne approfitto per spendere qualche parola su questo piccolo capolavoro, visto qualche settimana fa su consiglio di un collega appassionato di cinema. 
Un film che già dalla trama fa capire di essere fuori dagli schemi, provocatorio e interessante. Certamente non adatto a persone molto religiose, che credo potrebbero ritenersi offese, ma che possiede una certa vena artistica. Non a caso ha ottenuto vari riconoscimenti ed è stato candidato agli Oscar per la categoria miglior film straniero.
Dio esiste e vive a Bruxelles è infatti un film suggestivo e poetico, molto intrigante e anche comico, per certi versi.
Il pretesto narrativo è dato da Ea, figlia di Dio, che, scoperto che il padre non è amorevole e premuroso verso gli uomini, bensì meschino e crudele, si ribella a lui, scappando di casa per recarsi sulla Terra. Ma non prima di aver inviato a tutti un SMS con indicata la data della propria morte. C'è quindi chi scopre di avere pochi minuti chi molti anni a venire, con inevitabili ripercussioni personali e sociali. 
Ea si mette inoltre alla ricerca di "suoi apostoli", seguendo l'esempio di suo fratello J. C., e attorno ad essi si innesta la narrazione del film, portando in scena persone più o meno comuni, non certamente "campioni" di virtù. 
Sulle sue traccia si mette ovviamente Dio, per cercare di rimettere le cose in ordine, rivelandosi non solo un incapace ma finendo pure vittima delle crudeltà e delle sfighe che ha permesso o "voluto" su questa Terra.

mercoledì 30 dicembre 2020

Maze Runner - Il labirinto


Titolo:
Maze Runner - Il labirinto
Anno: 2014
Regia: Wes Ball
Genere: distopico, fantascienza, azione
Cast: Dylan O'Brien, Kaya Scodelario, Thomas Brodie-Sangster, Will Poulter, Patricia Clarkson

La trama in breve: 
Thomas si risveglia in un ascensore che sta salendo lentamente. Non appena la cabina si ferma e le porte si aprono, si ritrova tra un gruppo di ragazzi che lo accolgono nella Radura, un grande spazio aperto circondato da enormi mura di cemento. Thomas non ricorda nulla e non è assolutamente consapevole di dove possa trovarsi. Thomas e i suoi compagni "Radurai" non sanno come e perché siano arrivati nella Radura, sanno soltanto che ogni mattina le gigantesche porte in cemento delle mura della Radura si aprono e che ogni sera al tramonto si richiudono; sanno anche che ogni trenta giorni arriva un nuovo ragazzo dall'ascensore. Nonostante sia un nuovo arrivato, una "spina", percepisce una strana familiarità per la Radura e il Labirinto. C'è qualcosa sepolto fra i suoi ricordi che potrebbe essere la soluzione ai misteri del Labirinto e al mondo che nasconde. (fonte ibs)

Il mio commento: 
ho visto questo film un po' su Rai4 e un po' su Amazon prime, per certi aspetti mi ha incuriosito e coinvolto, per altri mi ha lasciato perplesso e confuso ma, essendo una trilogia ispirata a romanzi, ci può stare che non tutte le risposte siano state fornite da subito. 
Al contempo, come mi è sembrato di capire, anche in questo caso la trasposizione da romanzo a film è avvenuta in modo discutibile, con semplificazioni e modifiche più o meno sensate. Pur con l'autore dei libri a partecipare al progetto.
Tra gli aspetti più curiosi c'è senza dubbio la spropositata energia e l'ingente investimento effettuati per creare quel grandissimo labirinto mobile, con tanto di mostri che sembrano usciti da qualche videogame stile Quake o Doom, per ... una sorta di esperimento finalizzato alla ricerca di una cura o qualcosa di simile per contrastare una catastrofica pandemia che ha sconvolto il mondo. E, visti i tempi, vien quasi da sorridere a tale pensiero, non della pandemia, ma della colossale impalcatura allestita nel film. 
Il ritmo di questo Maze Runner comunque è incalzante e, complice la confusione e lo spaesamento provato dagli stessi protagonisti, la narrazione riesce a condurre lo spettatore nello sviluppo della storia prendendo tempo sui vari quesiti che magari ha in mente. 
Vero è che ci sono anche molti aspetti su cui si sorvola o che vengono gestiti sbrigativamente, ad esempio in merito al modo in cui i ragazzi riescono a provvedere a sé, considerando che non credo siano tutti abilissimi di botanica, medicina, carpenteria, moda: ma immagino che derivi tutto da anni di tentativi e/o ricordi pregressi. 

martedì 8 dicembre 2020

X-MEN - Dark Phoenix

Titolo:
X-Men - Dark Pheonix
Anno: 2019
Regia: Simon Kinberg
Genere: supereroi, azione, fantascienza
Cast: James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Sophie Turner, Tye Sheridan, Alexandra Shipp, Jessica Chastain, Evan Peters, Kodi Smit-McPhee

La trama in breve:
Siamo nel 1992 e gli X-Men vivono un periodo di pace grazie alla scelta del professor Xavier di inviare i suoi migliori studenti in missioni di soccorso internazionale. Quando lo chiama il presidente degli Stati Uniti per salvare un equipaggio intrappolato in una navicella nell'orbita terrestre, prossima a essere distrutta da una sorta di tempesta di energia, il team composto da Ciclope, Jean Grey, Nightcrawler, Storm e Quicksilver accetta di rischiare la vita nonostante Mystica, loro leader sul campo, consigli prudenza. Nella concitazione del soccorso, Jean rimane però indietro e finisce investita da un'energia aliena. Miracolosamente la assorbe e sopravvive, ma scoprirà di aver fatto proprio un potere spaventoso (fonte mymovies)

Il mio commento:
Con i miei tempi, son arrivato pure io a vedere questo ennesimo capitolo cinematografico dedicato ai personaggi degli X-Men. Se mesi fa avessi letto che un gruppo di fan avesse inneggiato alla jihad e avesse assaltato gli studios della 20th Cenutury Fox o se avessi sentito che qualche appassionato avesse intentato causa contro gli sceneggiatori, ora che ho avuto l'occasione (ed è stato un atto deliberato) di vedere questo Dark Phoenix, gli avrei dato più che ragione. Forse l'avrei pure sovvenzionato.
Per sintetizzare, il commento su questo film è "NO". Ma stampato grande. 
E mi domando perchè ogni volta, ogni benedettissima volta, con gli X-Men va a finire così. Le pellicole della trilogia iniziale facevano star male, ma con l'ultima sequenza di film sembravano aver voluto cambiare registro...per poi capitolare, episodio dopo episodio, scadendo nell'indecenza più totale. Sembra tutto buttato in vacca, con poca verve, senso e dignità. 
Che poi, con tutte le storie che si possono sfruttare, per forza di cose bisogna puntare alla saga di Fenice? In fondo, già a suo tempo X-Men Conflitto Finale si era rivelato una ciofeca...perchè non riprovarci?
Anzi, già che ci siamo, perseveriamo pure con gli stessi problemi in termini di trama, caratterizzazione personaggi, tempi ecc..
Per dire, una persona viene investita da una quantità incredibile di radiazioni cosmiche e torna sulla Terra come niente fosse, niente quarantena. "Jean, stai bene?" "Sì" "I tuoi valori sono fuori scala. Sicura di star bene?" "Sì" "A posto...vai e fai quello che vuoi". E quindi si innesca il macello, con personaggi che di botto rivelano antipatie e contrasti mai accennati prima. Personaggi...stendiamo un velo va. Avevo qualche speranza che stavolta Ciclope avesse un minimo di rilevanza, invece potevano sostituirlo con una sagoma di cartone e via. E non parliamo dei cattivoni - come se si capisse una mazza di chi è buono o cattivo - al soldo di Magneto che annoverano tra i migliori combattenti un tizio che come potere mutante ha quello dei capelli °__________________°

giovedì 26 novembre 2020

Film, serie e fumetti novembre 2020 - seconda parte

 Proseguiamo con una veloce carrellata di commenti su film, serie tv, fumetti visti nelle ultime settimane:

  • Project Power 
  • Boris
  • Star Rats Stella

Titolo:
Project Power
Anno: 2020
Regia: Ariel Schulman, Henry Joost
Genere: supereroi, azione
Cast: Jamie Foxx, Joseph Gordon-Levitt, Dominique Fishback, Machine Gun Kelly, Rodrigo Santoro, Amy Landecker, Allen Maldonado
La trama in breveNella quasi-futura New Orleans, un misterioso distributore offre una fornitura gratuita di "Power" - una pillola che concede superpoteri per cinque minuti a un gruppo di spacciatori, tra cui Newt. Sei settimane dopo, la cugina adolescente di Newt, Robin, una spacciatrice, viene quasi derubata dai clienti in cerca di "Power". Viene salvata dall'agente della polizia di New Orleans Frank Shaver, uno dei suoi clienti abituali. Art, un uomo a caccia del distributore "Biggie", rintraccia Newt, che muore dopo una lotta per un'overdose di Potere. (fonte wikipedia)
Il mio commento spiccio: non sottovaluterò mai più un gambero, lo giuro, non dopo la visione di questo film. Project power sembra più un incipit di una saga che un film e basta. Vero è che approda ad un finale in cui i vari nodi vengono risolti, tuttavia per gli elementi che possiede e per come è congeniato potrebbe consentire nuovi sviluppi. Mi sembra anche che abbia avuto un discreto consenso, più di esperimenti analoghi come possono essere stati Push di qualche anno fa, anche se sinceramente non rappresenta una visione memorabile. C'è molta azione, una bozza di intreccio che non lascia capire subito chi siano i buoni o i cattivi (in fondo, anche la protagonista spaccia ...) non ci si annoia, però al contempo tutto procede in modo piuttosto veloce e con poco approfondimento. E pure con discrete semplificazioni: penso ad esempio alla sequenza in cui Art viene curato da Robin dentro un ambulatorio veterinario. Come son arrivati ed entrati lì? La ragazza ha trasportato di peso il nostro Jamie Foxx? E vogliamo parlare delle cure? 
Bella invece la trovata della droga potenziatrice che dona/risveglia poteri di derivazione animale per cinque minuti. Vero è che non è ben chiaro quali animali ci siano che possano regolare la temperatura con emanazioni di calore o di gelo, però son dettagli, soprattutto se consideriamo che nessuno ha pescato animali come koala o criceto.

sabato 21 novembre 2020

Film, serie e fumetti novembre 2020

Di seguito, la prima parte di una serie di commenti spicci a fumetti, film e serie tv letti o visti nelle ultime settimane ^_^
In particolare questa volta mi soffermo su:
  • La regina degli scacchi
  • Dinosauri che ce l'hanno fatta
  • Black panther


Titolo:
La regina degli scacchi (The Queen's Gambit) 
Episodi: 7
Anno: 2020
Genere: drammatico
La trama in breve: Serie tv proposta da Netflix e basata sull'omonimo romanzo di Walter Tevis. In un orfanotrofio negli anni '50 una ragazzina rivela un talento incredibile per gli scacchi che la porta verso la fama, ma intanto lotta con un problema di dipendenza.
Il mio commento spiccio: vista perché da un lato mia moglie pareva interessata e dall'altro perché segnalato tra le top serie guardate su Netflix, questa "La regina degli scacchi" si è rivelata una vera sorpresa. Mai noiosa né banale, molto ben realizzata sotto ogni profilo a cominciare dall'ambientazione e dalla protagonista, Elizabeth Harmon, impersonata da un'intensa Anya Taylor-Joy. Interessante come son state amalgamate le varie tematiche che ruotano attorno alla campionessa di scacchi, in particolar modo legate alla dipendenza da stupefacenti e da alcol, ma anche le questioni affettive e i suoi rapporti con le figure maschili. Anche perché, fondamentalmente, ne viene proposto un ritratto di persona piuttosto forte e determinata, almeno quando si parla di scacchi, di certo indipendente e moderna. Interessante anche il fatto di collocare una figura femminile in un contesto prevalentemente maschile, con tanto di contorni - un po' sfumati - da guerra fredda con tanto di conquista della roccaforte degli scacchi collocata in Russia (tipo Rocky 4?). 

martedì 3 novembre 2020

The Boys - stagione 2


Titolo:
The Boys - stagione 2
Episodi: 8
Anno: 2020
Genere: supereroi


La trama in breve:
La seconda stagione riprende a poca distanza dalla conclusione della prima: vi lascio quindi il riferimento al post precedentemente realizzato per The Boys - Stagione 1.


Il mio commento (SPOILER ALERT!):
Ed eccomi qui a spendere qualche parola sulla seconda stagione di The Boys, di cui ho concluso la visione su Amazon Prime qualche settimana fa. Nel complesso ne son rimasto molto soddisfatto e ho apprezzato il fatto che sia stata resa disponibile a dosi, cosa che ha permesso di destreggiarsi nel web con minor rischio di spoiler.
Rispetto alla prima stagione la costruzione della storia è un po' differente in quanto non c'è la necessità di presentare ambientazione e personaggi, piuttosto lo sviluppo si può concentrare su personaggi noti e sulle conseguenza degli eventi della precedente stagione. Alcuni dei protagonisti vengono caratterizzati e approfonditi con maggior cura, altri invece restano un po' delle macchiette, dei comprimari che hanno qualche momento "utile" ma per il resto sono usati solo per riempimento. Mi riferisco in particolar modo ad Abisso o A-Train.
Degni di nota e formidabili risultano in particolare Patriota (Homelander), Butcher, Hughie, Franchie e Starlight. Interessante e tosto anche il personaggio di Stormfront, che rispetto al fumetto è stato reso con un personaggio femminile, innescando dei rapporti leggermente differenti sia nei confronti di Patriota che dei Sette.
Apprezzata moltissima la formula con cui son stati impostati gli episodi, con un momento flashback o comunque di approfondimento iniziale prima della "sigla", con ottime musiche e con dosati colpi di scena. A volte anticipati o in qualche modo costruiti, vedasi il rapporto tra Patriota e Stormfront, altri proposti all'improvviso, con poca o con molta enfasi. Parlo ad esempio dell'uscita di scena dell'inarrestabile Black Noir ottenuta senza far ricorso a chissà quale arma o potere, bensì con della comunissima frutta secca, o del momento in cui lo spazientito Patriota immagina di compiere una strage di civili che ne contestavano il comportamento, dopo la diffusione di un video in cui aveva fatto fuori un civile per errore di calcolo. E non parliamo del finale, con i dubbi sull'effettiva potenza del piccolo Ryan, figlio di Patriota, praticamente il primo Super "naturale", che sembrerebbe possedere dei raggi ottici ben più tosti del padre.

lunedì 2 novembre 2020

Venom

Titolo: Venom
Anno: 2018
Regia: Ruben Fleischer
Genere: supereroi, azione,horror
Cast: Tom Hardy, Michelle Williams, Riz Ahmed, Scott Haze, Reid Scott, Jenny Slate


La trama in breve:
Un giornalista lotta per la sopravvivenza contro uno scienziato pazzo dopo essersi fuso con un sarcastico simbionte alieno che gli dona incredibili superpoteri. (fonte Netflix)

Il mio commento:
Dopo aver visto questo film, credo di aver scrollato le spalle e aver detto "boh", con tono sconsolato.
Tempo addietro avevo visto Life, uscito in Italia col titolo di "Life - Non oltrepassare il limite", per il ciclo "Translations for dummies". Non ho un ricordo precisissimo ma aveva il suo senso, un suo sviluppo e una sua coerenza. 
So che doveva essere il preludio a questo Venom ma, col senno di poi, mi chiedo se effettivamente serviva una costruzione così complessa e "pesante". Me lo domando dopo aver visto Venom, sia chiaro, perchè considerando Life le aspettative erano discrete.
Invece ho trovato il film con Tom Hardy, attore che mi piace e che reputo molto valido, piuttosto insulso, molto veloce ma con poco appeal. Non che i film Marvel o DC Comics siano scritti da premi Nobel o destinati a un pubblico di intellettuali, però mi pare che qui tutto scivoli via un po' troppo in fretta e con semplificazioni grezze. La facilità con cui le persone si trovano, la rapidità dei tempi, l'azione spinta, ma anche la valutazione di ciò che è "buono" e cosa no. Se un criminale spara o fa una rapina, credo stia commettendo un crimine e lo considero negativamente. Se però un tizio si trasforma in una creatura aliena alta tre metri e gli stacca la testa a morsi a pochi passi da me, non è che me ne sto tranquillo né che lo reputo un eroe. Se poi sono la sua ragazza, anzi ex, qualche ulteriore scrupolo o retro-pensiero me lo farei...  

domenica 27 settembre 2020

The Umbrella Academy - seconda stagione


Titolo:
The Umbrella Academy - seconda stagione
Episodi: 10
Anno: 2020
Genere: fantascienza, supereroi


La trama in breve:
La seconda stagione di The Umbrella Academy inizia proprio dove si era conclusa la precedente ovvero nel momento in cui Cinque, per scongiurare la catastrofe globale causata da Vanya e salvare la propria famiglia, tenta un viaggio nel tempo collettivo. Purtroppo l'azione riesce in parte e i fratelli Hargreeves si ritrovano negli anni '60, ma separati tra loro e approdati in anni differenti. 
L'arrivo di Cinque avviene il 25 novembre 1963, in concomitanza con l'inizio di una nuova catastrofe...


Il mio commento:
Anche se sarà breve e probabilmente superficiale, ci tenevo a pubblicare un commento su questa seconda stagione di The Umbrella Academy conclusa ben qualche giorno fa. Le dieci puntate sono scivolate via con facilità, godibili e interessanti, probabilmente più fluide e "umane" di quelle della passata stagione che, dalla sua, aveva lo scoglio di dover introdurre personaggi, contesto e ambientazione.
In questa invece fondamentalmente si tratta di fare e disfare, in quanto i nostri protagonisti vengono strapazzati o comunque collocati in situazioni nuove: Luther al soldo di un boss della zona, Diego è in manicomio, Allison sposata e attivista per i diritti delle persone di colore, Klaus a capo di una setta, Ben al seguito di Klaus, Vanya priva di memoria e reinventata come assistente domestica. Ne risulta un quadro stravagante, con elementi che stridono e persone relativamente in crisi o rassegnate, questo fino a che Cinque non tenterà di riunirle per cercare di salvare il mondo da una nuova apocalisse.
Funzionali e apprezzatissimi i flash back posti a inizio di ogni puntata, che consentono di comprendere in sintesi, come i nostri si son dovuti adattare e trovare per sé una nuova vita, celando o sfruttando i propri poteri. Ovviamente alcuni di questi risaltano maggiormente, in particolare Klaus, Diego o Allison, altri restano un po' meno definiti e approfonditi, Luther in particolare.



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