mercoledì 15 maggio 2013

..:: Film da e per la Cina ::..

Ni hao a tutti! Essendo tornato giusto ieri in Italia, sebbene ancora un po' frastornato dal viaggio e dal cambio di fuso, approfitto delle ultime ore di ferie per aggiornare un poco questo mio blog. 
Blog che, in Cina, non raggiungevo :-(
Per il momento rimando ad un secondo momento un commento più articolato, documentato e sensato dell'esperienza maturata in quel di Qingdao e dintorni. 
Per cui (lancio i Rammstein in sottofondo) posto giusto qualche riga sui film che mi hanno tenuto compagnia nei lunghi viaggi da e verso la Cina, a bordo delle aeromobili Cathay Pacific e DragonAir.



Gangster Squad
Regia: Ruben Fleischer
Anno: 2013
Genere: thriller
Cast: Ryan Gosling, Emma Stone, Sean Penn, Anthony Mackie, Josh Brolin, Giovanni Ribisi, Robert Patrick, Michael Peña, Nick Nolte 
La trama in breve: link
Il mio commento: Essendo un film ispirato a un malavitoso (se non ho capito male...) c'è da chiedersi perché in realtà l'attenzione venga posta sulla banda di poliziotti che, agendo da vigilantes, ne contrasta i piani in modi brutali e violenti. Guardato comunque con piacere ma senza particolare entusiasmo, un po' troppo "americano" per i miei gusti e confuso sul messaggio veicolato: tra i giustizieri e il cattivone di turno, a guardare bene, se contiamo il numero di morti per "un fine superiore", non c'è poi così tanta differenza.  
Trailer: link


Life of Pi
Regia: Ang lee
Anno: 2012
Genere: avventura, drammatico, spirituale
Cast: Suraj Sharma, Irrfan Khan, Tabu, Rafe Spall, Gérard Depardieu
La trama in breve: link
Il mio commento: l'idea di base del film non mi attraeva moltissimo ma, alla fine, visto che tutti ne parlavano bene, senza scordare i riconoscimenti ricevuti in premi Oscar, ho provato a guardarlo. E mi è piaciuto assai. Film non banale affatto, profondo, visivamente impegnativo ed emozionale. Non si tratta nemmeno di un'opera piatta tutt'altro: affronta invece tematiche forti in materia di sopravvivenza, di crescita, di conoscenza di sè e, soprattutto in termini di fede e relativa volontà (perché di questo si tratta) di credere in un volere superiore o meno. Consigliato fortemente, ma probabilmente non per tutti i palati. Ottime comunque l'impatti visivo e la prova di recitazione del giovane Suraj Sharma.
Trailer: link


Jack Reacher
Regia: Christopher McQuarrie
Anno: 2012
Genere: azione
Cast: Tom Cruise, Rosamund Pike, Richard Jenkins, David Oyelowo, Werner Herzog
La trama in brevelink
Il mio commento: guardabile, sulla sufficienza direi. Film che non mi sento di esaltare più di tanto ma che nemmeno mi è spiaciuto visto l'alto contenuto di azione mescolato alle indagini sull'intrigo che si cela dietro agli omicidi in merito ai quali viene coinvolto il protagonista. Certo, vedere Tommasino Cruise fare il duro, una sorta di macho-supereroe-ex-veterano di chissà quante missioni, un po' mi disturba (doveva esserci Liam Neeson!); almeno la presenza della Pike compensava abbastanza... 
Trailer: link


Silver Linings Playbook - Il lato positivo
Regia: David O. Russell
Anno: 2012
Genere: commedia
Cast: Bradley Cooper, Robert De Niro, Jennifer Lawrence, Jacki Weaver, Chris Tucker
La trama in breve: link
Il mio commento: apprezzato assai, ma solo perché sono un romanticone che si appassiona di storie complicate. Pensavo la trama fosse più complessa, a dire il vero, e il personaggio di Patrick più schizzato... ma ciononostante l'ho guardato con interesse, dispiacendomi ed emozionandomi assieme ai personaggi proposti. Molto buone le prove dei protagonisti Bradley Cooper e Jennifer Lawrence.
Trailer: link


007 - Skyfall
Regia: Sam Mendes
Anno: 2012
Genere: azione
Cast: Daniel Craig, Judi Dench, Javier Bardem, Ralph Fiennes, Naomie Harris, Berenice Marlohe, Ben Whishaw
La trama in breve: link
Il mio commento: Dunque, di per sé non è male, come film. E personalmente non mi spiace la versione "moderna" di 007 proposta con Daniel Craig. Si avverte ancora molto spirito "americano" in molte sequenze del film, talvolta clichè (vedi i draghi di Komodo, perchè in ogni luogo losco c'è un baratro all'interno del quale gli ospiti possono precipitare e venir sbranati oppure le donne che l'agente segreto brittannico si fa, bastano 2 parole, e gliela danno), ma tutto sommato è un film che cerca di essere anche cerebrale e macchinoso (per qualche motivo ho pensato ai film di Batman di Nolan...), per via dei siparietti svelati e dei doppi giochi manifesti dal villain di turno, un buon Javier Bardem. Peccato che, durante la visione, mi son addormentato 2-3 volte e quindi ho ricordi molto vaghi della visione... :-(
Trailer: link


Exam
Regia: Stuart Hazeldine
Anno: 2009
Genere: thriller
Cast: Adar Beck, Gemma Chan, Luke Mably, Nathalie Cox, Chukwudi Iwuji
La trama in breve: link
Il mio commento: non so perché ma, guardandone il trailer e poi anche il film in sé, ho avuto la sensazione di essere di fronte a un mix di The Cube e Saw, ma senza tocco orrorifico o sanguinolento. E' un film interessante, sebbene semplice si rivela non banale e piuttosto intrigante, con una battaglia psicologica (e non solo) innescata tra i misteriosi 8 candidati che ambiscono a un ruolo di dirigente presso una gigantesca casa farmaceutica. Un semplice esame da passare e il gioco è fatto: è sufficiente scrivere la risposta a UNA domanda entro un tempo limite di 80 minuti. Però, per poter rispondere, i nostri devono escogitare un modo per individuare la domanda e non "eliminarsi" contravvenendo alle regole imposte. Una volta concluso l'esame, comunque, vengono svelati tutti i retroscena e il senso di un simile test. Peccato solo che l'intero film sia costruito in uno spazio angusto e del resto del mondo non venga fornita alcuna informazione: e se tutto rimane vincolato alle parole del proprietario della multinazionale risulta difficile contestualizzare certe dinamiche e si finisce con l'accettarle, mantenendo l'attenzione sul "gioco" innescato tra i candidati.
Trailer: link


Lost in Thailandia
Regia: Zheng Xu
Anno: 2012
Genere: avventura
Cast: Zheng Xu, Baoqiang Wang, Bo Huang, Bingbing Fan, Hong Tao
La trama in breve: link
Il mio commento: visto parzialmente (purtroppo, su Dragonair la proiezione non era comandabile ...) si è rivelato un film piacevole e divertente, a tratti demente e con alcune trovate davvero spassose, vedasi il combattimento di muay thai di Wang Bao mentre Xu Lang "corre" in suo aiuto per fargli da trampolino (per il letale killer kick!) e al contempo scattargli delle foto ricordo :-) Una produzione cinese scanzonata ma che ho trovato piacevolmente godibile, senza trascurare l'ambientazione proposta, un assaggio di Thailandia
Trailer: link


Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe

Regia: Tommy Wirkola
Anno: 2013
Genere: avventura, fantasy
Cast: Jeremy Renner, Gemma Arterton, Famke Janssen, Peter Stormare, Thomas Mann, Pihla Viitala
La trama in breve: link
Il mio commento: ed eccolo qui, signori e signore, il film vaccata da guardare in modalità brain-off e che regala svariate occasioni per esprimere compiaciuti "ma va!", "ma dai" vista la facilità con cui si snodano certe dinamiche. Molto scanzonato e rapido, quindi, con costumi probabilmente sottratti al set di qualche puntata di Power Rangers, "Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe" si propone come prodotto di intrattenimento per un pubblico giovane. O di tossicodipendenti strafatti. Apprezzata però la presenza di Gemma Arterton e Pihla Viitala :-)
Trailer: link


mercoledì 1 maggio 2013

..:: Ma va in Cina! ::..

Detto, fatto.
E da domani, fino al 13 maggio, vacanza in quel di Qingdao, nell'est della provincia dello Shandong.
Più precisamente, Cina :-)
Non so ancora cosa aspettarmi da questa esperienza che si prospetta un mix di turismo e approfondimento sul kung fu assieme ad Ale e al maestro Angelo D'Aria, ma sono ottimista :-)
Mi spiace non riuscire a portarmi appresso Silvia ma, 'sta volta, è andata così.
Vedremo, insomma, quel che accadrà e come andrà questa esplorazione di una parte del mondo che conosco poco assai ma che, a pensarci bene, è culla di una civiltà piuttosto antica e che attualmente rappresenta la seconda (probabilmente prima...) potenza economica su scala mondiale.



Ah già, ne approfitto per segnalare e chiedere un minimo di pazienza a quanti manderanno mail et similia nei prossimi giorni.
La connessione internet, stando a quel che dicono al Century Mandarin Hotel, c'è ma non so bene quanto e quando sarò connesso.
Comunque sia tra twitter, mail e skype (cercate leonardo.colombi) in qualche modo sarò reperibile :-)


sabato 27 aprile 2013

..:: Trofeo Re Mantide 2013 ::..


China Qingdao Seven Star Praying Mantis Boxing
Committee Italian Branch

ASD Kyu Shin Ryu

in collaborazione con la D’Aria Angelo’s School
con il patrocinio di Comune di Camposampiero (PD)


TANG LANG WANG JIANG BEI
Seconda Edizione
Domenica 28 Aprile 2013 - ore 14.30

Campionato Interregionale
Lombardia – Abruzzo – Lazio – Veneto

SPECIALITA’ IN GARA
Forme con le armi e a mano nuda di Qi Xing Tang Lang Quan
(Boxe Mantide Religiosa Sette Stelle)

Palazzetto dello Sport “Don Bosco”
Camposampiero (PD)
via Trento e Trieste, 43

Ingresso gratuito

Per maggiori informazioni si veda la pagina sul sito dell'Asd KyuShinRyu

martedì 23 aprile 2013

..:: Brazil ::..

Titolo: Brazil
Regia: Terry Gilliam
Anno: 1985
Genere: distopico, fantastico
Cast: Jonathan Pryce, Ian Holm, Kim Greist, Robert De Niro, Katherine Helmond, Bob Hoskins, Jim Broadbent

La trama in breve:

La storia si svolge in un ipotetico mondo futuristico governato da meschinità e burocrazia. Il protagonista è Sam Lowry, un umile impiegato del Ministero dell'Informazione che ha frequenti sogni ad occhi aperti dove vede se stesso salvare una misteriosa fanciulla, indossando un'armatura alata. Un giorno a Sam viene dato l'incarico di correggere un errore di stampa di un file causato da una mosca incastrata in una stampante. Purtroppo l'errore ha già causato l'arresto, il processo e l'esecuzione di un certo Archibald Buttle al posto di un ricercato terrorista chiamato Archibald "Harry" Tuttle. Quando Sam va a visitare la vedova del signor Buttle viene a conoscenza di una ragazza chiamata Jill Layton, identica alla fanciulla che sogna... (fonte mymovies)

Il mio commento (ATTENZIONE agli SPOILER!!!);
Visto in quattro o cinque "atti", non ricordo più, Brazil si è rivelato un film piuttosto interessante e sfaccettato a cui questo mio commento non renderà affatto onore. E no, non è un documentario sul carnevale di Rio de Janeiro ^_^
Di certo, terminata la visione, la ben nota canzoncina "brasil-lalalalalalaaaa-lalalalalala" ecc, quella che tutti conoscono e hanno sentito almeno una volta nella loro vita, magari in concomitanza con qualche trenino umano e festeggiamento, ma che risulta (almeno a me) introvabile su TuTubo, quella canzone, dicevo, assumer un significato più malinconico e struggente.
Già, perché durante la visione del film viene proposta in tutte le "salse" e, di fatto, costituisce la portante della colonna sonora di questo Brazil, un omaggio a opere distopiche quali 1984 che il buon Terry "Monty Python" Gilliam ha saputo egregiamente confezionare. 
Dipanandosi tra dinamiche reali e oniriche, lo spettatore segue le vicende di Sam Lowry, umile ma capace impiegato del Ministero dell'Informazione, finendo prigioniero del mondo proposto, una realtà futuristica ma grottesca in cui appaiono evidenti controsensi e umane "follie" che invece i personaggi del film vivono come fossero eventi assolutamente normali. 
Vedasi il comportamento del maitre del ristorante in cui Sam, sua madre e amiche di famiglia stanno cenando, quando all'improvviso si verifica una violenta deflagrazione: nessuno si scompone o si precipita a soccorrere i feriti, nemmeno la paura sembra serpeggiare, solamente lo sconcerto per un simile sconveniente evento in un locale tanto rinomato... ma questo è niente in confronto a talune dinamiche che nel film vengono proposte al fine di ridicolizzare, esasperandole, certe dinamiche presenti nella nostra società.

domenica 14 aprile 2013

..:: Il trono di spade - A game of thrones - Season 2 ::..


Titolo: Il trono di spade (A game of thrones) - Seconda Stagione
Anno: 2012
Episodi: 10
Genere: fantasy

La trama in breve:
Analogamente a quanto vaneggiavo in merito alla prima stagione, anche questa seconda carrellata di episodi dedicati all'opera di George R. Martin propone una trama e un intreccio di non facile sintesi. 
Per cui, riassumo solamente alcuni degli scenari che vanno pian piano ad espandersi e amplificarsi nel corso delle dieci puntate della seconda stagione.
Da un lato abbiamo Approdo del Re saldamente nelle mani del casato Lannister: re Joffrey governa in modo duro e spregevole, la regina tesse intrighi e il buon Tyrion, divenuto primo cavaliere in vece del padre, si baramena alla meno peggio, cercando di sopravvivere, di governare il popolo e, soprattutto, di proteggere il regno. Già, perché contro Approdo del Re muovono ben tre eserciti, quello di Stannis Baratheon, di Renly Baratheon e del Re del Nord, Robb Stark. 
Più a Nord poi troviamo la piccola Arya che finisce catturata e poi serva al servizio di Tywin Lannister; non perderà però l'occasione di salvare la vita a un misterioso quanto conturbante personaggio, Jaqen. Lord Snow è invece oltre la Barriera, per indagare assieme ai propri compagni sui bruti, sui non-morti e le macchinazioni del "Re Oltre la Barriera". 
Momenti di tenerezza tra Tyrion
e Shae
Infine, al di là del mare, Daenerys Targaryen vaga nel deserto assieme a parte del proprio popolo alla ricerca di un modo per sopravvivere, un peregrinare che li condurrà fino alla prospera città di Qarth dove almeno uno dei reggenti sembra intenzionato a volerle fornire supporto.
Ok, questo è solo il quadro globale, ma gli sviluppi e gli intrecci sono a dir poco variegati e complessi. Così come il numero di personaggi che vengono introdotti o che, come dire, trovano la morte...
Per eventuali approfondimenti, vi rimando a questi articoli: qui e qua.

Il mio commento  (attenzione agli spoiler!!!):
Conclusa la visione della serie almeno, ehm, una decina di giorni fa, trovo solo ora l'occasione di ciarlarne un poco. Anche perché, come per la precedente, la soddisfazione è stata molto buona: non vediamo (io e Silvia, intendo) l'ora che esca la terza stagione. 
Rispetto alle prime dieci puntate, comunque, le vicende di questa seconda stagione coinvolgono un numero ancora maggiore di personaggi con intrecci e risvolti non banali, alcuni dei quali particolarmente apprezzati.
Qui invece vediamo Stannis Baratheon
assieme alla "sacerdotessa" rossa
Melisandre
In primis, continua la mia stima per il "grande" Tyrion impegnato in una battaglia a 360 gradi contro nobili, familiari, nemici di Approdo del Re. Non
può permettersi alcuna distrazione, tanto più che ricorre a sotterfugi di ogni tipo per capire di chi può o non può fidarsi, non solo per la propria incolumità o per la sopravvivenza del regno, ma ancor di più per tutelare la propria amata, Shae.
Per fortuna che al suo seguito ha qualche alleato, come il letale Bronn. Uno che non me la racconta giusta, uno che ha ancora molto da rivelare secondo me, ma che comunque si rivelerà determinante in molti contesti.

domenica 7 aprile 2013

..:: Viaggio allucinante ::..

Titolo: Viaggio allucinante   (titolo originale: Fantastic voyage)
Regia: Richard Fleischer
Anno: 1966
Genere: fantascienza
Cast:  Stephen Boyd, Edmond O'Brien, Raquel Welch, Arthur Kennedy, Donald Pleasence

La trama in breve: Uno scienziato che ha perfezionato il principio della miniaturizzazione di oggetti e persone, subisce un attentato e rischia di morire. Entrato in coma, viene sottoposto a un'operazione che utilizza le tecniche da lui messe a punto. Un'equipe di scienziati, con un agente dell'Fbi al seguito, viene miniaturizzata in un sommergibile ed iniettata nel corpo del malato. Il loro scopo è quello di operare il paziente dall'interno, ma all'interno dell'équipe medica si cela uno degli attentatori.  (fonte filmtv)

Il mio commento:
Visto senza sapere bene a cosa stavo andando incontro, fuorviato dalla discutibile scelta per la versione italiana del titolo del film, devo dire di esser rimasto un po' neutro nei confronti di quanto proposto.
Fermo restando che, purtroppo, non ero nel pieno delle mie energie mentali e fisiche per cui ho, come dire, alcuni brevi vuoti da colmare...
Ordunque, vedere un film di genere fantascientifico di quasi 50 anni fa, è un'esperienza molto particolare. Consideriamo pure che siamo di fronte a un'opera che ha vinto l'oscar per gli effetti speciali e per la scenografia, per cui il top in termini di ritrovati tecnologici e soluzioni visive per l'epoca ma che, di fronte ai risultati ottenuti da recenti produzioni quali la saga di The Matrix oppure Avatar fa, come dire, sorridere.
Ugualmente il film possiede una sua dignità e serietà, si dimostra addirittura molto più ponderato e scientifico rispetto a opere recenti. Alla realizzazione del film hanno anche partecipato scienziati e studiosi per cui quanto proposto è frutto di scelte ponderate e ben calcolate, ovvero niente vaccate ostentate stile Piranha 3D, tanto per fare nomi.
Tra gli aspetti che più mi hanno colpito vi è il ritmo con cui procede la narrazione, molto ma molto lento rispetto a quanto siamo abituati ora.
Penso ad esempio al processo di miniaturizzazione: prima si riduce l'astronave a una dimensione mignon, poi arrivano dei tecnici che la prelevano, quindi si prepara una "siringona", si immerge la nave nel liquido contenuto in essa e poi si riduce il tutto per poter iniettare questa soluzione nel corpo del professor Benes. Se fosse stata realizzata ai tempi nostri, minimo, avremmo avuto: un'inserviente sexy in abiti succinti preposta a prelevare la siringa e un unico vistoso fascio di luce per sintetizzare il processo di miniaturizzazione.

lunedì 1 aprile 2013

..:: Most wanted - Primo trimestre 2013 ::..

Lo so, lo so, ne sentivate la mancanza per cui eccomi qui a rendicontare sulle strabilianti parole chiave maggiormente cercate da voi affezionati lettori di codesto blog.
Devo dire che, rispetto a qualche tempo fa, noto una riduzione del traffico attorno a questo mio umile spazio web: che succede? Mi state snobbando? Non mi apprezzate più? O semplicemente google ha rivisto certe sue politiche per il ritorno dei risultati delle query per facilitare la navigazione, soprattutto da mobile? 
In effetti, quest'ultimo fattore è quello che, secondo me, più sta influendo sui numeri che riscontro nella console di ShinyStat, e contro il quale non posso fare molto. Se non investire in qualità e originalità dei contenuti....impresa non da poco, dannazione.
Per cui, eccomi qui, a rimboccarmi le maniche e a tornare alla carica, come un cacciatore che ambisce a una mitica preda, che ne so, un unicorno.
Argomenti da Fiaba ma che, probabilmente, in futuro diventeranno banali quotidianità dopo che la McDonald avrà dato reale prova di sé investendo in ricerca e sviluppo genetico al fine di realizzare una nuova linea di panini a base di animali mitologici. Prova anche tu il MacUnicorno con le patatine fritte del Wyoming!
E se trovate questa mia idea (appunto MIA idea, sia mai che mi copino l'intuizione...) strampalata assai, beh, dovreste invece analizzare il livello di stravaganza raggiunto da certi risultati che mi risultano dalle statistiche del trimestre passato.
Ad esempio:

"Film ambientato in paesaggio innevato e sperduto con lupi che sbranano ad uno ad uno i superstiti di un aereo precipitato" : oh my God! Ma io lo conosco, so di cosa stiamo parlando e ve ne sconsiglio caldamente la visione. Lo so, mi direte voi che su Imdb figura come un film da Oscar, con addirittura Liam Neeson nei panni del protagonista ma...beh, fate voi, io vi ho avvisato...

"Mi serve sapere dove si trovano spighe fiori e frutti finti x fare dei lavori fatti a mano ma che sia 1 ingrosso ma a dettaglio" : what? Chiedo scusa ma non credo di poter esser d'aiuto. Al limite, se nemmeno Google collabora, proverei a sentire Claudio Bisio e i suoi amici delle Pagine Gialle

"Sexy bilder alles gute zum geburtstag": non essendo io poliglotta, escludo di aver postato qualcosa in tedesco ma confido che il buon Google sapesse cosa stava facendo mentre dirottava qui tonnellate di allupati cybernauti, gente più civile e dai gusti ben più moderati di tutti quegli altri che domandano "come si fa un clistere?" o "come si prepara un clistere di caffè?"

"奧州筆頭 伊達政宗" : e continuiamo con la vena spiccatamente internazionale del mio blog, con naviganti che indagano sul conto di Date Masamune...

giovedì 28 marzo 2013

..:: Anime Impure ::..

Titolo: Anime impure - la rivelazione
Autore: Cristiano Signorino
Editore: Il Mio Libro (self publishing)
Genere: fantasy
Pagine: 232

La trama in breve:
'Le ombre festeggiarono, silenziose, l'avvenuto incontro tra la giovane e Gabriel. Alcune guizzarono di gioia, altre tremarono di felicità. Occhi umani osservarono quell'oscura danza pur senza prestarvi veramente attenzione. Furono in pochi a comprendere quanto stesse veramente accadendo e non tutti se ne rallegrarono.' (fonte ilmiolibro)

Il mio commento: (ATTENZIONE: contiene spoiler!)
Recentemente ho concluso la lettura di questo testo (urban)fantasy, libro che ho avuto occasione di visionare nell'ambito di una catena su Anobii forse, e dico forse, pubblicizzata pure nella ml di Fantasy Story. Dico forse perché non me lo ricordo più...
Fondamentalmente questo Anime Impure non mi è spiaciuto anche se, come sempre, leggere il primo volume di una saga non può considerarsi un'esperienza esaustiva e completa per avere una visione globale di quella che la storia proposta dall'autore. Inevitabilmente l'ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi ne risentono così come la trama rimane incompiuta, aperta per la continuazione nei successivi volumi della saga (ovvero Anime Impure - L'asilo delle ombre).
Ad ogni modo, questo ho letto e di questo parlo consapevole che questo mio intervento non può pretendere di essere completo ed esaustivo  :-)
Andando con ordine posso dire che il titolo mi pare adeguato e accattivante, così come la copertina disegnata da Laura Cozzani risulta in linea con l'opera di Signorino.
Niente da eccepire in merito a  lunghezza dell'opera, impaginazione e font. Almeno fino a pagina 205 dove qualcosa evidentemente è cambiato... :-] 
Lo stile risulta poi abbastanza buono, con pochissime sbavature in termini di piccoli refusi ed errori, ma comunque scorrevole, non monotono e, mediamente, con un adeguato utilizzo del lessico. C'è però la tendenza a divenire descrittivo e didascalico, con svariati passaggi che si riducono a meccaniche descrizioni di azioni, simili a un elenco che non sempre porta il lettore a conoscere qualcosa di veramente utile ai fini dell'intreccio.
Anche le ripetizioni di certi termini rischiano di stancare, se non irritare addirittura, il lettore: vedasi il numero di volte che vengono ripetute parole quali ragazzo, giovane, Gabriel. Il più delle volte sarebbe stato sufficiente ricorrere a pronomi, affibbiare nomi propri ai personaggi (vedi i tre tipacci che minacciano Nina) oppure evitare proprio la ripetizione, perché già nota l'identità del tizio che, di volta in volta, sta facendo qualcosa, pensando o descrivendo la scena. Ancor di più se l'interazione avviene con proprie parti anatomiche. Aspetti da rivedere e che, probabilmente, risultano essere soggettivi e dipendenti dall'indole del lettore che può attribuire ad essi più o meno rilevanza. 

martedì 26 marzo 2013

..:: Cose dell'altro mondo ::..

Titolo: Cose dell'altro mondo
Regia: Francesco Patierno
Anno: 2011
Genere: commedia
Cast: Diego Abatantuono, Valerio Mastandrea, Valentina Lodovini, Renato Nuvoletti, Sandra Collodel

La trama in breve:
Una città del Nordest d'Italia. L'immigrazione incide sul tessuto sociale. L'industriale Golfetto non la sopporta nella maniera più assoluta e scarica tutta la sua xenofobia in uno spazio a lui riservato nella tv locale che finanzia. Intanto fa ritorno a casa Ariele, un poliziotto con madre con Alzheimer e un tempo compagno della maestra Laura che ora attende un figlio da un africano. Un mattino però, dopo un fenomeno temporalesco anomalo, tutti gli extracomunitari e gli stranieri in genere scompaiono dal territorio. Bisogna arrangiarsi da soli. (fonte mymovies)


Il mio commento:
Visto recentemente, sebbene non eccelso né particolarmente pubblicizzato, credo che il film in questione meriti comunque una menzione su questo mio blog sempre più allo sbando e sempre meno frequentemente aggiornato. 
In primis perché ambientato qui nel Veneto (ogni tanto qualcuno si ricorda che esiste anche questa regione...) e in secondo luogo perché mira dritto al problema dell'immigrazione e di come, in realtà, questo fenomeno sia sfaccettato e diversamente percepito dalla popolazione "nanica".
Già, perché se dovessi accostare la razza veneta a una razza fantasy, magari attingendo a piene mani ad ambientazioni stile Tolkien, credo che la scelta ricadrebbe su quella dei nani: gente che lavora sodo, che vuole lavorare e che non sta senza far niente, propensa alla concretezza, difficilmente sdoganabile dal proprio territorio, che alla comunicazione, all'arte, alla cultura pensa solamente in termini di usufrutto o che, comunque, per queste non vivrebbe mai.
O, per lo meno, questo l'identikit che si applicherebbe a molta parte della gente veneta. 
Me incluso, probabilmente.
Lo so, sono volutamente provocatorio però certe volte davvero mi piacerebbe trovarmi in una regione di "elfi"....
Ad ogni modo, divagazioni a parte, questo "Cose dell'altro mondo" non è l'omonimo film del 1991 con Hulk Hogan e Christopher Lloyd: tra l'altro, in originale, si chiamava Suburban Commando.... 

martedì 19 marzo 2013

..:: Wolf Guy - L'emblema del lupo ::..

Titolo: Wolf Guy - L'emblema del lupo
Sceneggiatore: Yoshiaki Tabata  (soggetto: Kazumasa Hirai) 
Disegnatore: Yuki Yogo, Ayumi Izumitani
Pubblicato in Italia da: J-Pop Edizioni
Numero volumi: 12

Il mio commento:
Quando Akira Inugami arriva nella nuova scuola, dopo essere stato espulso dall'istituto privato che frequentava, cominciano subito i problemi. La classe della signorina Aoshika, la sua nuova insegnante, è sotto il controllo di Dou Haguro, figlio di un dirigente di un potente clan mafioso. Kuroda, scagnozzo di Haguro, attacca Inugami, ma rimane brutalmente ferito dalla sua stessa arma. Haguro e i suoi compagni decidono di vendicare l'amico, attirando Inugami sul tetto della scuola per uno scontro mortale. Ma Inugami non è un ragazzo qualunque ... 


Questa la trama riportata sulla quarta di copertina del primo volume di Wolf Guy – L’emblema del lupo con cui J-Pop ha avviato la pubblicazione italiana del manga sceneggiato da Yoshiaki Tabata, noto per opere quali Akumetsu e Yagyuu Hijouken Samon , su soggetto di Kazumasa Hirai.
La serie si compone di 12 volumi, l’ultimo dei quali distribuito in Italia nel novembre 2012, e rappresenta una sorta di remake dell’omonima serie a fumetti (Ookami no Monshou) realizzata negli anni ‘70, su sceneggiatura di Kazumasa Hirai ma affiancato dal disegnatore Hisashi Sakaguchi. Dalla medesima serie è stato inoltre realizzato, nel 1973, un live action per la regia di Masashi Matsumoto. Accanto alla serie manga, firmata sempre dello stesso Hirai, si collocano poi il ciclo di romanzi Adult Wolf Guy proposti tra il 1969 e il 1980 e una serie anime composta da sei episodi realizzata tra il 1992 e il 1993.
Realizzata a partire dal 2007, questa nuova versione, ovvero Wolf Guy – L’emblema del lupo (Wolf Guy – Wolfen Crest), si dimostra una rivisitazione ben più moderna e violenta dell’omonima serie originale, ma non per questo meno convincente e interessante, sebbene non adatta a tutti i palati.
Disegnato da Yuki Yogo - già assieme a Tabata in Akumetsu - e Ayumi Izumitani, il manga si contraddistingue per tematiche e toni cupi, destinati a un pubblico adulto: non mancano infatti lunghe sequenze di efferata e brutale violenza, con tanto di stupri e soprusi di svariata natura. E’ praticata anche una sorta di autocensura ma questa si limita alla non visualizzazione dei genitali nelle scene di sesso mentre poco o nulla vien fatto per evitare di mostrare torture, mutilazioni o sevizie di ogni tipo.
Ambientata in un Giappone contemporaneo, le vicende descritte si focalizzano sul presente di Akira Inugami, ragazzo misterioso e dal fascino conturbante che nasconde un incredibile segreto. Egli è infatti un licantropo e come tale esercita sugli uomini un impatto ambivalente: da un lato vi è attrazione dall’altro paura primigenia e terrore atavico suscitati a livello inconscio. Si innescano a causa di ciò rivalità e rivalse senza quartiere tra il protagonista e gli sgherri di Dou Haguro, contrasti che sfoceranno, nei volumi finali, in una vera e propria guerra combattuta sul piano fisico e psicologico coinvolgendo compagni di scuola e, soprattutto, la bella e burrosa professoressa Aoshika.
Tra gli aspetti che più di tutto risaltano vi è la buona resa grafica, con un disegno di discreto livello, abbastanza curato e di forte impatto. Lo stile adottato non è tuttavia omogeneo e questo rappresenta al contempo un difetto e un pregio dell’opera: da un certo punto di vista consente di enfatizzare il carattere dei personaggi e le pulsioni che li animano, scurendosi e sporcandosi inevitabilmente ogni qualvolta sono gli istinti e la brutalità a emergere, aspetti che per lo più si accostano al personaggio di Dou Haguro. 
Di contro, malgrado lui stesso non esiti a ricorrere alla violenza e alla propria forza sovrumana, Akira è per lo più reso con vignette dai toni più chiari e definite, senza mai trasfigurarne i connotati, a eccezione delle rare scene in cui muta il proprio aspetto in quello del lupo. Lupo, per altro, dal pelo candido. 
Il disegno suggerisce quindi una certa aura di nobiltà che il protagonista possiede e conserva e che invece gli esseri umani sembrano aver irrimediabilmente perduto, forse a causa del distacco dalla Natura e dall’asservimento a logiche distanti da quelle dell’istinto, condizionate da una certa induzione all’omologazione tipica della società nipponica. Non è propriamente il fior fiore della società quello che ci viene mostrato, tutt’altro: sono infatti le persone comuni, studenti addirittura, a dimostrarsi capaci di nefandezze di ogni genere, dagli atti di bullismo alle aggressioni a mano armata, dagli stupri agli omicidi. 
I lupi, invece, quegli stessi animali che hanno cresciuto Akira tra le nevi dell’Alaska, rappresentano una sorte di elite a cui tendere e che al contempo sperimentano sulla propria pelle solitudine e inquietudine, proprio per l’impossibilità di venire completamente accettati dagli altri e di rispettare la propria natura. Qualcosa che, in parte, richiama alla memoria le vicende di Kiba e compagni, protagonisti della serie anime Wolf’s Rain del 2004. 

domenica 10 marzo 2013

..:: Anna Karenina ::..

Titolo: Anna Karenina
Regia: Joe Wright
Anno: 2012
Genere: drammatico
Cast:  Keira Knightley, Jude Law, Aaron Johnson, Kelly MacDonald, Matthew MacFadyen, Domhnall Gleeson, Ruth Wilson, Alicia Vikander, Olivia Williams, Emily Watson

La trama in breve:
Un treno innevato corre verso Mosca e verso un destino tragico, quello di Anna, moglie di Karenin, un alto (e ponderato) funzionario dello Zar. Aristocratica e piena di una bellezza vaga, Anna deve intercedere per il fratello, impenitente fedifrago, presso Dolly, la cognata determinata a non perdonare il suo ennesimo tradimento. 
Condiviso il viaggio con la contessa Vronsky, ne incrocia il figlio Aleksej, innamorandosene perdutamente. Perduto anche lui negli occhi di Anna, il giovane ufficiale trascura Kitty, sorella minore di Dolly candidamente infatuata di lui. Dentro un valzer infinito, le mani e i cuori di Anna e di Aleksej si intrecciano fatalmente, muovendo i loro destini e quelli di coloro che amano in direzioni ardite e sconvenienti per la società russa di fine Ottocento. Appassionati fino all'impudenza, Anna e Aleksej vivranno pienamente il loro amore, sfidando regole, convenzioni e religione, perdendo figli, diritti e prestigio. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Visto ieri sera al cinema e, rispetto al mio solito direi che questo film rappresenta una leggera variazione. D'altronde, non guardo solo obbrobri di serie F ma, di tanto in tanto, mi concedo pure qualche visione più sofisticata e impegnata. 
Per cui, con Silvia, abbiamo colto l'occasione di vedere quest'ultima trasposizione di Anna Karenina, ispirato all'omonimo romanzo di Lev Nikolàevič Tolstòj. Un pamphlet di circa 940 pagine amabilmente adattato per il cinema da Tom Stoppard e poi abilmente orchestrato da Joe Wright.
Al di là della storia in sé, che più meno cerca di rispettare le tappe narrative del testo originale effettuando qualche semplificazione e sintesi, ovviamente, ma (spero) mantenendo saldi i momenti topici. 
Al di là della storia in sé, che comunque viene narrata con maestria e senza mai perdersi, mantenendo un buon ritmo per circa due ore e con un cast impegnato in recitazioni molto ostentate e teatrali. 
Al di là della storia in sé (possiamo finire sta frase?), l'aspetto che più sorprende del film è l'atmosfera di narrazione in stile "balletto": tutto è ritmato, gestito con movenze e atteggiamenti molto teatrali, con pose e addirittura sospensioni che si riscontrano in certi spettacoli di ballo. Tutto procede in modo molto formale e sostenuto, regalando allo spettatore la sensazione di assistere a un gioco di incastri e ingranaggi ben  orchestrati e scanditi, palesemente "falsi" perché falso e ipocrita è il contesto nel quale si muovono i protagonisti della storia. 
Giusto per fare un esempio, prendiamo le sequenze in cui Stepan Arkad'ič Oblonskij ("Stiva") attraversa la sala dell'azienda in cui i suoi sottoposti lavorano per andare ad accogliere un ospite. Mentre il direttore attraversa la sala, un paio di suoi sottoposti giungono da direzioni opposte per consentirgli un cambio d'abito senza che questi smetta di avanzare composto e dignitoso. Al contempo, al suo passaggio i dipendenti della si alzano in segno di rispetto e si risiedono non appena egli supera la loro "linea".

sabato 9 marzo 2013

..:: Messaggi da forze sconosciute ::..

Titolo: Messaggi da forze sconosciute
Titolo originale: The Iron Circle, aka The Silent Flute
Regia: Richard Moore
Anno: 1978
Genere: avventura, arti marziali, fantasy
Cast: David Carradine, Jeff Cooper, Eli Wallach, Christopher Lee

La trama in breve:
Cord è un giovane campione nelle arti marziali che prende parte a una eliminatoria dalla quale dovrebbe uscire l'incaricato di raggiungere il saggio Zetan, custode del "Libro di tutte le verità". Vincitore su Morthond in maniera non ortodossa, Cord si mette ugualmente in viaggio e incontra l'avversario morente che gli cede il mandato. Incontra anche un "Suonatore di flauto", cieco, che lo consiglierà piu' volte in seguito.  (fonte comingsoon)
Una gara di mimo

Il mio commento:
Visto di recente in ben 3 puntate, di cui una drammaticamente osteggia dal sonno, questo film mi ha lasciato perplesso assai e dubbioso mano a mano che procedevo nella visione: sono di fronte a una perla della cinematografia o dinnanzi a una vaccata pazzesca?
Dopo aver concluso il film, sono più propenso a dare credito alla seconda ipotesi sebbene vi sia del buono in codesta pellicola.
Qualcosa è andato storto, insomma. E questo lo si evince già dal titolo, pazzamente traslitterato da una comitiva di alpini di ritorno da un rave party. Altrimenti non si spiegherebbe l'ingegnosa traduzione proposta.
E se Cord fosse stato un agente
segreto della Siae? 
Ad ogni modo, documentandomi un poco, vengo a scoprire che la sceneggiatura originale del suddetto "The Iron Circle" è addirittura di Bruce Lee. Purtroppo, la morte prematura del ben noto artista marziale ha compromesso la finalizzazione dell'opera e la sua realizzazione - lui avrebbe dovuto recitare nella parte del co-protagonista. Ho letto anche che ci sono state non poche questioni legali per l'accredito dell'opera a Lee e James Coburn e l'attribuzione del titolo esatto: The Silent Flute.
Per qualche strano scherzo del destino, poi, uno dei ruoli principali, quello che spettava a Bruce Lee, è stato attribuito a quello stesso David Carradine che, a suo tempo, gli soffiò il ruolo per la serie televisiva "Kung Fu". L'altro ruolo di fondamentale rilevanza, quello di Cord, è invece andato a un quanto mai insulso Jeff Cooper che rammento di aver visto solamente in qualche episodio della serie "La Signora in Giallo".
"Ma te, uomo che viaggi alla ricerca
della verità, uomo dedito alle arti marziali
che non possiedi nulla, uomo che hai
fatto voto di castità, che vuoi?"
"La 'rosa' " "Ehm...ok..." 
Inutile dire che, mediamente, la recitazione si assesta su livelli basserrimi e che la trama pure si sviluppa in modo "enigmatico", con un montaggio talvolta non propriamente corretto.
Così come non sono corrette certe dinamiche a cui si assiste nell'arco del film, vedasi il concetto di flauto silenzioso (se è silenzioso, non suona...e invece...) o della vista del suonatore di flauto (che è cieco, dannazione! Ma corre, si muove, parla, come se ci vedesse!). Stendiamo invece un velo sulle coreografie e sui combattimenti marziali anche se mi ha fatto piacere riscoprire tutta quella varietà di suoni - ceffoni, pugni, gomitate - tipiche dei film alla Bud Spencer e Terence Hill.
Diciamo che è stata una sorta di esplorazione di ritmi, inquadrature e narrazioni non più attuali, ma ugualmente efficaci e vividi. 
Più naturali e genuini, forse, sebbene talvolta imbarazzanti.

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