martedì 13 novembre 2012

..:: Ringer ::..


Titolo: Ringer - Prima stagione
Anno: 2011/2012
Numero episodi: 22
Genere: drammatico, thriller

La trama in breve:
Bridget è sobria da sei mesi ed in cerca di una vita migliore. Nonostante le rassicurazioni dell’agente Victor Machado la donna scappa a New York senza dire nulla a nessuno per ritrovarsi con la sorella gemella Siobhan. Le due provano a ricucire i rapporti ma Siobhan sparisce misteriosamente nel nulla e Bridget decide di rubarne l’identità. Scoprirà molti segreti riguardo la sorella e la sua cerchia di amici e, quando qualcuno cercherà di ucciderla, capirà che la vita di Siobhan non era poi così tranquilla come sperava. (fonte ringeritalia)
"Anvedi quanto so fantastico..."


Il mio commento: (ATTENZIONE agli SPOILER!!!)
Ho iniziato a seguire questa serie per caso, facendo zapping tra i canali televisivi in compagnia di Silvia. E la serie ci aveva incuriosito così, tra una cosa e l'altra, abbiamo deciso di visionarla per intero.
Complessivamente non mi è spiaciuta anche se, in effetti, si avverte il peso di tagli e pressioni che ne hanno portato alla conclusione. Non sembrerebbe essere prevista una seconda stagione (colpa degli indici di ascolto non eccelsi) per cui la storia è stata, bene o male, conclusa.
"Siobhan, perchè la nostra casa
pullula sempre di gente sconosciuta?"
E' una serie abbastanza avvincente, ricca di misteri e di intrighi. Puntata dopo puntata sono più i misteri e i complotti che vengono a galla rispetto alla risoluzione di enigmi e questioni lasciate in sospeso.
I personaggi non sono numerosissimi ma ben amalgamati e con una discreta caratterizzazione e una moralità cangiante. Abbiamo il brillante uomo d'affari, Andrew Martin (impersonato da Ioan "Mr Fantastic" Gruffudd) che nasconde qualche scheletro nell'armadio in merito ai guadagni che registra e un trascorso non proprio idilliaco né con la prima né con la seconda moglie. 
La prima moglie di costui, Catherine (Andrea Roth), instabile e "particolare", con una malsana propensione alle trame macchiavelliche. Poi c'è Juliet (Zoey Deutch) la figlia irrequieta e psicolabile; Henry Butler (Kristoffer Polaha), amico di famiglia, amante, complice, scrittore, un po' tutto fare ma probabilmente il personaggio che cresce di più di tutti; Victor Machado (Nestor Carbonell, già sindaco di Gotham City nella trilogia di Christopher Nolan), tenebroso ma determinato agente dell'FBI; Malcolm Ward  (Mike Colter), sponsor e amico di Bridget, forse anche qualcosa in più....  personaggio che per altro scompare nel nulla ripetutamente, e non c'ha nessuno, un parente, un amico, qualcuno che lo cerchi...poveraccio....
"Perchè ci occupiamo di beneficenza,
ecco perchè!" "Ahahah...è vero!"
E non scordiamoci di quel gran simpaticone di Bodaway Macawi (Zahn McClarnon), il criminale da cui sta fuggendo Bridget e che, se contiamo il numero di morti che ha sulla coscienza, forse è meno pericoloso delle gemelle....; e poi molti altri, sicari, finti sponsor, agenti corrotti, responsabili della sede Europea, amiche varie ed eventuali dei Martin, il miliardario Arbogast (...e io che pensavo fosse lui il sommo cattivone....)
Per finire abbiamo Sarah Michelle Gellar in un duplice ruolo, Bridget e Siobhan. Ecco, questo è senza dubbio un personaggio azzeccato, sfaccettato, che si scopre poco a poco, discretamente caratterizzato. Sono loro infatti le motrici dell'azione, legate e in contrapposizione, simili eppure così diverse.
Henry in posa da macho. Un uomo
i cui figli vivono in un altra dimensione,
che non fa una mazza da mattina a sera
ma che comunque vive come fosse
ricco sfondato. E cucca pure.
Insomma costituiscono l'epicentro di tutti gli eventi che legano tra loro i personaggi di questa serie, vittime o complici degli inganni che le due, consapevolmente o meno, tessono e mantengono in atto.
Tra le due, a mio avviso, è Bridget quella che più sa farsi conquistare e per la quale, lo ammetto, mi son dispiaciuto assai nel finale. 
Che poi...finale....è un po' un eufemismo visto che in realtà si approda a una sorta di conclusione ma rimangono svariati aspetti da chiarire e completare. Di certo gli autori son stati bravi nell'aver fornito spiegazioni a quasi tutte le dinamiche viste, fornendo risposte e spiegazioni e complicità tra i vari personaggi. Quello che semmai puzza è la facilità con cui tutti i pezzi del puzzle vanno a incastrarsi e l'assoluta tranquillità con cui certi eventi vengono vissuti, accettati e superati. 
Macawi...solare come al solito...
Ad esempio: "...e l'ho ucciso", confessa Bridget a Machado riferendosi a un sicario ingaggiato per accopparla. E l'agente non fa una piega. Tutto normale.
Oppure Andrew, che si becca un proiettile, finisce in ospedale, in fin di vita...ma dopo tre giorni è bello che guarito,senza acciacchi o problemi di sorta. Altro che Wolverine!
Anche gli spostamenti spaziali e il concetto di temporalità talvolta sfugge. Non è sempre chiaro comprendere quanto tempo sia trascorso dalla sostituzione di Bridget nei panni di Siobhan. Ma se anche questo fosse accettabile, sono gli spostamenti tra Wyoming e New York o tra New York e Parigi a risultare immediati e privi di impatto. Soprattutto su una donna incinta!
"Dimmi che sono ancora in tempo!"
"Mi spiace Malcom. Ma dove cavolo
eri finito? Abbiam chiuso la serie ormai..."
Per non parlare dello scoop sull'insospettabile relazione lesbo tra Olivia e Catherine... o del compare di colore che fa la parte dell'angelo custode e che, grazie a misteriose ricerche, scova video e informazioni che neanche l'FBI riesce a reperire. Ah, e regala pure un'arma alla sua capa... "uccida pure, non si preoccupi!"
A parte tutta una serie di dettagli che, visto l'epilogo della serie e i pochi ascolti (per cui, meno entusiasmo e cash...) magari ci stanno pure, la serie si mantiene comunque su un buon livello, capace di solleticare il palato di chi ama gli intrighi e le cospirazioni. I tradimenti soprattutto, con donne che rimangono pure incinte e non si sa bene chi sia il padre.... 
"Embé? Non posso entrare in casa
altrui e farmi un bagno?"
Spesso poi gli sceneggiatori si dimostrano abili nel rimescolare le carte in tavola sviando e depistando lo spettatore che finisce per diffidare di certi personaggi o di ritenerli "colpevoli" quando invece non lo sono affatto. Penso ad esempio al caso del professor Carpenter... 
In definitiva, una serie che sa farsi apprezzare e che sa risultare coinvolgente rendendo via via lo spettatore complice di segreti e accordi, di mezze verità e di eventi che solo sapienti e ben calibrati flash-back sanno spiegare. Buono anche l'uso della tecnologia che accompagna le vicende dei nostri i quali si tengono in contatto via smartphone, chat, video chiamate...usano persino internet per cercare le prove della presunta truffa perpetrata da Martin & Charles (certo, perché lo dichiarano pubblicamente) (ah, altro dettaglio: Andrew è seriamente preoccupato di finire in galera per il resto dei suoi giorni per un reato di falso in bilancio...ma sei fuori??? Ma in che Paese vivi! Ma vieni qua in Italia, eddai :-P )
Il colpo di genio: se Henry trovava
risposta allora il film poteva
prendere una piega inasspettata,
Peccato quindi per l'accoglienza freddina da parte del pubblico: la serie, secondo me, risultava meritevole, ben confezionata, con un cast azzeccato (su tutti Sarah Michelle Gellar, per altro produttrice della serie) e un'ottica colonna sonora. Probabilmente la scelta di un contesto troppo "elitario" ha frapposto distanze e reso le vicende meno accettabili rispetto al legame che invece gli spettatori provano verso un'ambientazione più ordinaria. In fondo, soprattutto in tempo di crisi, non è da tutti potersi permettere attici, loft, anelli dal valore di 100 mila dollari e limousine private...

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