
Titolo: Sin City - Una donna per cui uccidere (titolo originale: Sin City: A Dame to Kill For)
Regia: Frank Miller, Robert Rodriguez
Anno: 2014
Genere: thriller, fumetto
Cast: Mickey Rourke, Jessica Alba, Josh Brolin, Joseph Gordon-Levitt, Rosario Dawson, Bruce Willis, Eva Green, Powers Boothe, Dennis Haysbert, Ray Liotta, Stacy Keach, Jaime King, Christopher Lloyd, Jamie Chung, Jeremy Piven, Christopher Meloni, Juno Temple, Marton Csokas, Jude Ciccolella, Julia Garner, Lady GaGa
Analogamente a Sin City del 2005, anche in questo caso i film è un collage di più episodi nei quali rimane invariata l'ambientazione e i personaggi per lo più ricorrono.
Abbiamo quindi Una donna per cui uccidere (A Dame To Kill For), Solo un altro sabato sera (Just Another Saturday Night), Quella lunga, brutta notte (The Long Bad Night), La grossa sconfitta (The Fat Loss).
Per i dettagli potere consultare wikipedia oppure comingsoon

Ho visto il film in questione al multisala LoPo, non esattamente vicino a casa mia. Piacevolmente soddisfatto dall'aver trovato un cinema "vecchio stile" nel quale proiettavano Sin City 2, ho colto al volo l'occasione e acquistato il biglietto conscio del fatto che quel "3d" in locandina non avrebbe mai trovato riscontri nella pratica reale e che, come poi è stato, l'indicazione di un posto ben preciso sul biglietto era poco più che una sorta di formalità. Ma non è stato affatto un problema, anzi :-)
L'intenzione con la quale mi accomodai in sala era di gustarmi il film. In realtà, quel che mi son gustato, nei 102 minuti totali del film son state per lo più Eva "la dea" Green (in tutti i sensi, dal punto di vista prettamente fisico che recitativo) e la realizzazione del film che, in linea con il "precedente capitolo" del 2005, regala l'impressione di assistere a una sorta di fumetto in movimento.

Come (purtroppo) spesso accade, vengono concessi grandi occasioni e discreti capitali per progetti interessanti ma senza che questi si traducano in oggettive opere (non necessariamente d'arte) degne di tale nome. Motivo per cui ne risultano film insulsi, che non regalano granché se non noia e insulti allo spettatore che, suo malgrado, scopre troppo tardi di esser stato turlupinato. Già, perché a me Sin City era piaciuto parecchio e speravo di rivivere le medesime emozioni che a sua volta sperimentai, con tanto di assurdità e violenze gratuite. Solo che il primo film, con Rodriguez alla guida, aveva un'anima. Questo, targato Miller, è invece un aborto che non coinvolge né convince.
Gli attori del cast ce lo mettono pure un discreto impegno per dar risalto ai personaggi che impersonano, sebbene alcuni di essi abbiano a disposizione poche sequenze (vedi Ray "capo-capo-capo" Liotta, Christopher Llyod o Christopher Meloni) mentre altri debbano gestirsi ruoli che, in altre occasioni, avrebbero semplicemente instillato il bisogno di cambiare canale. Mi riferisco all'episodio con Joseph Gordon-Levitt, poco interessante per i miei gusti e soprattutto sbilanciato in termini di cattiveria gratuita per una caspita di "mano" a poker; oppure quello con Jessica Alba - gran gnocca per carità - ma con poco mordente perché troppo orientato al pseudo-dramma più che a evocare situazioni iperbolico-fumettistiche. Giusto lo sfregio auto inflitto mi ha destato dalla noia mentre la speranza di vedere altra carne ignuda non è stata realizzata (caspita, fa lap dance e rimane molto vestita, Ava Lord è una nobildonna e...beh...mostra molto ma molto di più di miss Alba).


Invece il dubbio permane.
Si tratta di un sequel?
E' un prequel?
Un reboot?
Un sorta di espansione del primo film?
Cosa, diamine dovrebbe essere, cosa?

Ma le certezze ugualmente vacillano visto che ci sono evidenti cambiamenti nel cast ma preservando i medesimi personaggi: e ciò va ad aggravare la situazione confondendo un poco lo spettatore che ha visto il film del 2005. Passi quindi se un Jeremy Piven rimpiazza un Michael Madsen coinvolto in un ruolo secondario, se la bella Jamie Chung sostituisce Devon Aoki oppure se Dennis Haysbert rimpiazza, per forza di cose, il defunto Michael Clarke Duncan. Più complicato invece è accettare Josh Brolin al posto di Clive Owen, per fisicità, voce e recitazione.

Solo che io non sono tra questi per cui, a mio avviso, rimane una visione insipida e con poco mordente, dalla quale mi aspettavo molto di più e che invece manca di quella verve e originalità che, su imdb, aveva garantito un onesto 8.2 al primo film tratto dal fumetto di Frank Miller. Questo invece a stento arriva a 7, e solo grazie a Eva Green e alla particolare fotografia-resa cromatica, mi sa.
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