sabato 28 settembre 2019

The Boys

Titolo: The Boys - stagione 1
Episodi: 8
Anno: 2019
Genere: supereroi

La trama in breve:
I supereroi che vivono nel mondo moderno, fra social network e grandi società, sono seguiti da una multinazionale che ne gestisce immagine, merchandising, apparizioni e collocazioni nei vari stati del nord-america. Ma i "super" non sono sempre quello che sembrano: hanno vizi, più o meno accettabili dall'opinione pubblica, e commettono errori. La Vought-American si occupa di nascondere al mondo i difetti dei loro assistiti e di gestire le loro eroiche azioni, arrivando anche ad organizzare finti crimini, affinché aumentino la loro popolarità. In base al gradimento del pubblico, ai Super vengono dati incarichi più o meno importanti, diventano star del cinema e testimonial commerciali di prodotti che sponsorizzano la Vought-American.
Il gruppo di Super più famoso sono i Sette, capitanati dal Patriota, il perfetto eroe americano. Con la dipartita di Jack da Giove, viene inserita nel gruppo la giovane eroina Starlight, molto amata dal pubblico perché incarna lo stereotipo della brava ragazza del sud. Ma subito i colleghi si rivelano cinici e tutt'altro che eroici come pensava.
Il giovane Hugie è insieme alla sua ragazza quando A-Train la travolge in piena corsa, disintegrandola. Il Super si scusa spaventato e scappa. Questo fatto e la richiesta di Hugie di avere giustizia, fanno sì che venga avvicinato da Billy Butcher che vuole riformare la squadra di ex-agenti incaricati di punire i Super per i loro crimini: i "Boys".   (fonte wikipedia)




Il mio commento:
In un periodo così florido per i supereroi, considerando il mercato cinematografico e tutto il successo riscosso dalla Marvel, senza scordare le varie serie che vengono proposte in tv, The Boys rappresenta un po' quell'eccezione, quella variante sul tema, che riesce a catturare e convincere anche lo spettatore a cui, magari, i supereroi in calzamaglia non vanno troppo a genio. 
L'atmosfera non è per niente quella scanzonata a cui recentemente ci ha abituato il MCU (Marvel Cinematic Universe), bensì siamo di fronte a vicende più terrene e credibili, più crude. Che le azioni e i comportamenti dei supereroi potessero avere ricadute anche tragiche sui comuni cittadini non è una novità, in fondo pure le vicende dei film d'animazione "Gli Incredibili" partivano dal medesimo spunto. Qui però si va oltre, creando contrasti e giocando con personaggi dai risvolti a tratti inquietanti.
Non ci sono, propriamente, buoni o cattivi, soprattutto se si considera che i super sono manovrati e hanno dei lato oscuri/fragili come tutte le persone comuni: sono capaci di azioni incredibili ma non sono eroi nel vero senso della parola, ecco, seppure questa è la forma con cui vengono proposti alle masse.
Al contempo nemmeno i "boys" che si organizzano per fargliela pagare per nefandezze e colpe di cui si macchiano i super senza subire conseguenze alcuna, sono propriamente dei santi. Anzi. La serie si muove tutta su una zona d'ombra tanto ampia quanto lo è, per il pubblico, la grandezza dei sette, i migliori "prodotti" della Vought-American.
Il punto forte della serie è costituito quindi da una storia che fa pian piano emergere il marciume e i lati bui di personaggi che invece dovrebbero rappresentare quanto di meglio la società può aspirare di essere, in un certo senso si ripete il medesimo gioco del gossip che scava nella vita dei vip per togliere loro quell'aura di perfezione e intoccabilità che magari sembrano avere.





Ecco allora che dietro la nomea di eroi, i super si rivelano fragili, meschini, viziosi, ma anche con una loro umanità. Su tutti emerge, come anche evidenziato dalla pubblicità della serie, il personaggio del Patriota (Homelander nella versione originale del fumetto), praticamente una crasi tra Superman e Capitan America, una sorta di dio, tanto capace di conquistare le folle quanto pericoloso per la potenza incontrastata che possiede. Forte di ciò non esita a minacciare o a commettere azioni riprovevoli anche se per le masse è un personaggio luminoso, un riferimento assoluto. 
Ed è proprio verso di lui che si indirizza l'odio di Billy Butcher, ruvido leader dei "boys", con il quale sembra avere un conto in sospeso...anche se è evidente che non può esserci proprio partita contro un essere invincibile, super forte, in grado di volare, di vedere attraverso i muri, di emettere raggi laser dagli occhi e capace di chissà quali altre azioni. Personaggio che nel corso della serie, dicevo, viene esplorato e la cui caratterizzazione, così come il suo interagire verso gli altri, rappresenta l'elemento maggiormente interessante della serie. Senza nulla togliere a tutti gli altri, sia chiaro, compreso l'impeccabile Black Noir ... che non fa poi granché...
Patriota costituisce infatti l'ossessione di Billy Butcher, la scintilla che dà il via alla crociata dei boys; è il suo rapporto con la direttrice Madelyn Stillwell che ci permette di conoscere l'origine dei super e le macchinazioni della Vought; è il suo agire che fa conoscere allo spettatore la fragilità dell'indistruttibile Queen Maeve...ed è sempre dal suo confronto che gli altri membri dei sette risultano ora delle caricature di supereroi ora degli ingenui sognanti. Come lo è la dolce Starlight, catapultata in un mondo che crede puro e onesto e che scoprirà invece essere marcio e corrotto.
Un po' il medesimo trauma che si trova a vivere Wee Hughie, a causa dell'improvvisa morte della fidanzata per opera di uno sconvolto A-train. Anche per lui ogni riferimento viene stravolto quando si rende conto che crimini e colpe e comportamenti anomali dei super hanno un peso diverso rispetto a quello dei comuni cittadini. Lo stesso concetto di malvagio è messo in discussione, se si considera che non c'è punizione per i super.
Hughie si trova inoltre a vivere un forte contrasto per il suo desiderio di vendetta e militanza nei boys e, al contempo, per il suo desiderio di preservare il legame che instaurerà con Starlight, che sintetizza un po'  quel sentimento di amore-odio che si prova verso i vip.  
The Boys rappresenta quindi una visione critica - e cupa - sulla figura dei supereroi, qualcosa che può richiamare alla memoria i personaggi e l'ambientazione di Watchmen, solo che qui è tutto calato in un contesto di sfruttamento commerciale e mediatico dei personaggi. Si respira astio, vergogna, volontà di rivalsa, volontà di trovare rimedio ai traumi dovuti alla scoperta della reale identità di chi consideriamo un mito, che si rivela non essere affatto perfetto o immune da incoerenze e aspetti oscuri. Aspetti che possono non limitarsi al comportamento dell'individuo ma anche a cospirazioni e piani ad ampio spettro, verità che i boys scopriranno nel corso della serie fino ad approdare ad un finale che non conclude il tutto ma ribalta alcune delle certezze che lo spettatore - e pure qualche personaggio - ha fatto proprie.




Staremo a vedere che cosa combineranno con la stagione due, ma questa prima serie di episodi mi ha proprio convinto. Non credo rispetti molto l'omonima serie a fumetti da cui è tratta, scritta da Garth Ennis e disegnata da Darick Robertson, che mi sembra decisamente molto più articolata e politicamente scorretta (oltre che, probabilmentem più oscena) ma mi sento di consigliarvela, con l'avvertenza che è meglio riservare la visione ai maggiori di 14 anni almeno. Diciamo che scene violente e sanguinolente non mancano affatto. 
E poi, se non altro, fatelo per Karl Urban che, finalmente, riesce a trovare un ruolo più che dignitoso per la propria carriera, confezionando un personaggio come quello di Billy Butcher cinico e spietato, antipatico ma al contempo interessante e con una certa tridimensionalità.



   

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