giovedì 28 novembre 2019

Il trono di spade (Le cronache del ghiaccio e del fuoco - Vol. 5)

Titolo: Il trono di spade (Le cronache del ghiaccio e del fuoco - Vol. 5)
Autore: George R. R. Martin
Editore: Mondadori
Genere: fantasy
Pagine: 1164


La trama in breve:
La "vittoria" del leone dei Lannister ha lasciato un'interminabile scia di sangue: sepolto l'infame lord Tywin, assassinato dal proprio figlio nano, finita in catene la regina Cersei, seduto il piccolo re Tommen su un trono di lame pronte a ucciderlo, il destino dell'intero continente occidentale è di nuovo in bilico. Sulla remota Barriera di ghiaccio il temerario Jon Snow è costretto a consolidare con le armi il suo rango di lord comandante dei guardiani della notte mentre, al di là del Mare Stretto, Daenerys Targaryen, l'intrepida Regina dei Draghi, continua a difendere il proprio dominio contro orde di nemici antichi e nuovi. In fuga verso le città libere, il parricida Tyrion Lannister potrebbe essere la chiave di volta della restaurazione della mai realmente estinta dinastia del Drago. Tutto questo però potrebbe rivelarsi disperatamente inutile. Perché ora, veramente... l'inverno sta arrivando. (fonte Amazon)


Il mio commento:
Ho recentemente concluso l'ennesimo tomo della saga di George Martin: pensavo di averci impiegato millenni e invece, dai, tutto sommato me la sono cavata in circa 5 mesi. Diciamo che l'autore non si risparmia, si vede che gli piace raccontare e ampliare l'ambientazione da lui creata, approfondendo situazioni e personaggi. E' un ottimo narratore, a mio avviso, non monotono, non banale ma nemmeno leggerissimo e conciso. Come per altro già accennato nei commenti agli altri suoi libri, dal punto di vista dello stile e della capacità, lo considero parecchio valido come autore, bravo nel dosare i colpi di scena e nel mostrare al lettore ciò che è descritto nelle pagine del libro.
Rispetto ai precedenti ho comunque avuto l'impressione di aver fatto più fatica e, in alcuni punti, speravo si spicciasse di più perché, ecco, mi pareva stesse divagando un po' troppo aggiungendo particolari poco influenti e, al contempo, tralasciando parti che magari potevano interessare maggiormente. 
Indubbiamente quando descritto e proposto fa parte di un piano ben orchestrato, per di più, considerando il numero di personaggi, è necessario dare spazio e rilievo alle varie sotto trame, tuttavia resto dell'idea che su alcune faccende si poteva glissare mentre su altre sarebbe stato bello saperne di più (che fine ha fatto Daario? E lady Stoneheart? E Ditocorto? Sam?). 
La narrazione affidata al punto di vista dei singoli personaggi funziona abbastanza bene anche in questo libro ed è anche un buon escamotage per far incontrare a loro insaputa certi personaggi o per lasciarne altri "ai margini" dei giochi. Vedasi il caro buon lord Varys, assente per gran parte del tomo ma che mi spunta giusto nell'epilogo, con un discreto colpo di scena, per incanalare la storia verso mete a lui più congeniali...certo certo, in virtù di un bene superiore...
Non escludo poi un certo condizionamento dovuto alla visione della serie tratta dal ciclo di romanzi, la cui narrazione procede ben oltre quanto narrato in questo quinto volume. Vero è che, rispetto ai precedenti romanzi, qui si notano di più le differenze e gli elementi mancanti dovuti all'eliminazione di certi personaggi e passaggi narrativi. 
Per dire, Tyrion mica è arrivato in due minuti, tutto sereno e pulito, alla corte di Daenerys: tutt'altro! Anzi, manco si son ancora incontrati...e ne ha passate di ogni, povero!
Jon Snow invece si conferma un personaggio tosto, saggio, lungimirante ed esperto, capace di prendere decisioni difficili e in contro-tendenza. Non riesco a sovrapporci l'immagine di Kit Harington, ecco, ma nemmeno lo reputo quel giovincello che invece nel romanzo dovrebbe essere. 
Pure tutto il recupero dei bruti avviene in maniera molto più articolata e complessa, anche a causa delle avverse condizioni meteo dovute all'inverno che ormai incombe.

Per quanto riguarda i personaggi femminili, le vicende personali di Cersei e Daenerys pure son molto articolate e sfaccettate rispetto a quanto si vede nella serie. Restano entrambe dei personaggi iconici, forti, ma ai quali l'autore non nega umiliazioni e situazioni complicate sbrogliate con molte più vicissitudini che nei film. Basti pensare al rapporto con Drogon e al deperimento cui è andata incontro la madre dei draghi a seguito del suo rapimento da parte dello stesso mostro nero e al suo esilio nel bel mezzo del nulla. 
Ma, dicevo, ci son vari passaggi e personaggi che nella serie televisiva manco son stati sfiorati e che, sinceramente, son curioso di vedere come saranno gestiti. C'è tutta la questione di Quentyn Martell, pretendente di Daenerys secondo un accordo segreto appoggiato da Varys (solo che un drago ha avuto da ridire e...ecco...). 
Che dire di quel simpaticone di Victarion Greyjoy e la sua vastissima flotta? Probabilmente il suo arrivo nelle terre orientali porterà una decisiva svolta nella vita della regina dei draghi. 
E non scordiamoci di Aegon Targaryen (sempre se effettivamente è chi dice di essere), che al momento sta veleggiando a occidente e che non sembra aver nulla da spartire con Jon Snow.
Ma aggiungiamoci pure Mance Rayder, che nei libri ha scampato l'esecuzione ed è stato invece coinvolto in una disperata missione di salvataggio che ci ha consentito di osservare un po' quel che accade nella Grande Inverno gestita dai Bolton.
A proposito, se una tra le principali critiche mosse alle prime stagioni della serie tv è stata quella di non aver esagerato nel portare sullo schermo le grandi battaglie, ma solo irrisori frammenti di esse, mi ritrovo invece a pensare che gli autori non potevano fare altrimenti...anche nei libri non son poi così descritte :-P
Almeno, nello sviluppo di questo romanzo, quella che speravo di vedere era la battaglia condotta da Stannis Baratheon contro i Bolton, una missione disperata, nata male sin dalla partenza, vessata da un clima sfavorevole e finita in tragedia ma - e qui sta la bravura dell'autore - non descritta in termini bellici. Viene infatti usato solo l'epilogo di questa, un brutale colpo di scena che viene annunciato alla barriera, dove già le cose si mettevano male per Jon Snow...e son pure finite peggio...
Nel complesso quindi mi reputo piuttosto soddisfatto di questa lettura anche se temo sarà ancora lunga da qua alla fine. Un po' mi sembra di essere di fronte a quelle situazioni che, negli anni, ho incontrato con manga quali Berserk o Bastard!!, realizzate da autori che si reputano immortali e che hanno una produzione talmente lenta che la cometa di Halley, a confronto, sembra una pallina del flipper.
Vedremo quindi che combinerà George Martin, anche perché il sesto libro in teoria avrebbe dovuto esser già pronto già da un po' ^_^ 

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