venerdì 17 luglio 2020

Capitan Turchese Malasorte

Titolo: Capitan Turchese Malasorte
Autore: Matteo Pilotto, Giacomo Simioni
Editore: TgBook
Genere: narrativa
Pagine: 316

La trama in breve:
Questo è il grande tesoro del libro, di capitan Turchese Malasorte, scorci di vita che hanno lasciato una celeste moneta. A volte sarà un'impresa ardua, o quasi impossibile trovarla, mentre altre vi basterà un gesto semplice come girare la pagina. Ora che il tesoro è stato svelato, non vi resterà che andarlo a cercare.


Il mio commento:
Ho acquistato questo libro nel dicembre del 2018, ed è rimasto lì in attesa fino a poco fa. Confesso anche che era un po' che non leggevo un libro su carta e, sinceramente, confesso che il formato ebook è decisamente comodo.
Tuttavia questo era disponibile in questo formato vicino alle casse del negozio del centro Papa Giovanni XXIII di Carmignano di Brenta, presso cui io e Silvia eravamo andati a cercare idee per le bomboniere del matrimonio. Poi abbiamo effettuato un'altra scelta, rimanendo sempre nell'ambito delle cooperative, tuttavia in quell'occasione mi ero imbattuto in questo libro e, considerando che il ricavato delle vendite serviva a finanziare progetti della cooperativa ho deciso di dar fiducia al testo.
Ora, ad essere franco, non è che sono completamente soddisfatto della lettura, nel senso che c'è qualche imprecisione da sanare e che mi sembra manchi un po' di coesione e approfondimento, tuttavia è pur vero che il libro precedente era Dune e che si tratta di un'opera indipendente.
Quella proposta è comunque una storia che mescola molta finzione e un pizzico di realtà, ambientato in un mondo simil-moderno ma con contaminazione fantastiche prese dai romanzi/film d'avventura di genere piratesco, su tutti credo che la serie Pirati dei Caraibi abbia l'influenza maggiore. 
Le vicende si concentrano su Capitan Turchese Malasorte, in viaggio per il mondo, che se la vedrà con personaggi strampalati incontrati qua e là, demoni e pericoli mortali, fino a giungere allo scontro finale con il cattivone di turno che tiene prigioniera la bella Annamaria di cui il nostro protagonista è decisamente invaghito. In tutto ciò, ovviamente, trova posto una ciurma strampalata e chiassosa, un po' cialtrona ma di buon cuore.
Qua e là, tra le righe e i personaggi descritti, si intravede qualche scorcio di episodi di vita vissuta nel contesto della cooperativa (credo), riconoscendo magari qualche volto, qualche aneddoto oppure qualche evento rocambolesco capitato alla "ciurma". Ad impreziosire il tutto, ogni tanto, fa capolino qualche disegno per sottolineare qualche episodio particolare oppure tratteggiare qualche volto.

La lettura scorre abbastanza fluida, sebbene lo stile ogni tanto insiste un po' troppo, a mio avviso, con gli aggettivi posizionati in modo da render poetiche, credo, alcune descrizioni ma con il risultato di appesantire il ritmo. Poi, per carità, son gusti personali. Apprezzato l'uso del dialetto in poche centellinate occasioni, indubbiamente un omaggio alla patria veneta.
Non son poi ben consapevole del tempo trascorso da parte della ciurma nel suo viaggio a bordo della Silver Rebel, fatto sta che potrebbero esser trascorsi anni oppure mesi. Ma, in fondo, quel che conta è il viaggio e il tesoro di esperienze che si possono fare, in termini di situazioni e incontri fatti. Magari volti che son stati per qualche tempo d'aiuto in cooperativa oppure ospiti della stessa, con le loro manie e peculiarità. Qua e là il tono si fa poi un po' malinconico e riflessivo, indugiando sul valore delle piccole cose, dei sentimenti e delle persone. Anche perché quelle tratteggiate nel testo sono un po' fuori dagli schemi, talvolta sole, talvolta incomprese, come lo stesso Capitan Turchese Malasorte.
Mi spiace un po' per il finale, che ha i suoi alti e bassi, tuttavia è pur vero che il protagonista è pure maledetto e che qualche sacrificio doveva pur metterlo in conto...ma di più non dico per non rovinare la sorpresa a chi magari vorrà cimentarsi con la lettura :-P


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