Autore: Philip Reeve
Editore: Mondadori
Genere: steampunk, fantascienza
Pagine: 273
La trama in breve:
I potenti motori di Anchorage sono fermi e ricoperti di ruggine ormai da anni. Da tempo, infatti, la città derelitta non solca più le lande del ghiaccio, ma si è stanziata sulla costa di quella che una volta era l'America. Tom Natsworthy ed Hester Shaw hanno abbandonato la loro vita avventurosa e finalmente hanno messo radici. Forse, per la prima volta nella vita, si sentono davvero felici. Peccato che alla loro primogenita Wren tutta questa tranquillità annoi da impazzire e che scalpiti per lanciarsi in qualche avventura memorabile. Così, quando si imbatte in Gargle, un pirata galante alla guida di un gruppo di ladruncoli, i Ragazzi Perduti, che le chiede di aiutarlo a rubare il misterioso e pericoloso Libro di latta, non può che accettare, attratta da un'avventura tanto intrigante. Ma il furto non va esattamente come previsto e Gargle e la sua banda fuggono portando via con loro Wren, e lasciando a Tom ed Hester un'unica possibilità: abbandonare la loro vita pacifica per ritrovare la figlia, e quindi metterla in salvo. Una ricerca che condurrà sulla loro strada nemici che pensavano di essersi lasciati oramai alle spalle e che li costringerà a compiere scelte radicali. (fonte ibs)
Il mio commento:
Primo post dell'anno - dopo un gennaio intenso iniziato pure con una mini vacanza in quel di Terni per festeggiare il primo anno della nipotina ^_^ - riservato a un breve commento sul terzo capitolo della saga di Macchine mortali.
Una serie fantasy che non mi spiace ma verso la quale ho un giudizio altalenante: vero che il target di questi libri di Reeve è quello degli young adult ma tutto sommato, come per i precedenti episodi, ci sono vari aspetti interessanti e altri gestiti un po' velocemente.
Visivamente si presterebbe bene per una serie tv e anche con ritmo tutto sommato riesce a coinvolgere il lettore, complici anche i vari colpi di scena che si vengono a creare. In linea con i precedenti, quindi. Manca tuttavia, come già notato nei precedenti capitolo, la giusta dose di approfondimento e qualche grafica che potrebbero aiutare a rendere meglio l'idea delle città e delle ambientazioni proposte, molto spesso solamente tratteggiate.
Viene dedicato molto spazio alla gestione dei personaggi, soprattutto perché questa volta siamo circa 15 anni avanti rispetto a dove avevamo lasciato Tom e Hester, ed è necessario introdurre nuovi volti, recuperarne di altri e predisporre quanto necessario per il prossimo e ultimo capitolo (che credo recupererò più avanti ...).
Tra i vari, Hester è quella per la quale mi aspettavo una gestione leggermente diversa, rivelandosi ancora una volta una sanguinaria asociale. Tom si conferma una persona premurosa e versatile, sebbene fiaccato dalla ferita mortale subita nel precedente L'oro dei predoni. La figlia adolescente, Wren, pure è una scavezzacollo insofferente alle regole, ma per certi versi un po' più ponderata (dopo), ed è lei il motore delle vicende che innesca tutta una serie di cambiamenti e avventure che vedranno i nostri arrivare alla città di Brighton dove si svolgerà una pseudo resa dei conti. Nel mentre verranno re-introdotti i ragazzi perduti e la fazione anti-trazionista dello stormo/tempesta verde capeggiata dalla predatirce Anna Fang. Che a mio avviso è rimasta una presenza sullo sfondo, poco approfondita, una sorta di eco di Darth Vader. Alle cui calcagna per altro verrà messo lo Shrike, riesumato dopo che per più di un decennio se n'è rimasto morto e sepolto...vabbè, è funzionale per creare dei parallelismi, per riabilitarne un po' la figura, però mi sa un po' di ripescaggio dal cilindro degli appunti.
