Titolo: Codex Innsmouth – Codename NØKKEN
Autore: Uberto Ceretoli
Editore: Delrai edizioni
Genere: horror
Pagine: 272
La trama in breve:
«Sai cosa distingue l’uomo bianco dall’uomo rosso? I sogni e i racconti. Noi pellerossa ne abbiamo ancora. Voi invece mettete il danaro e la vostra vita sopra ogni valore. Sopravvivete, è vero, ma siete morti dentro. Siete incapaci di commuovervi, se non per ottenere un labile tornaconto. Moriremo comunque, un giorno. Io te, tutti quanti. Preferisco morire con una risposta che vivere con mille domande senza.»
CODEX INNSMOUTH: Bisonte Seduto, Buffalo Bill, Annie Oakley, Whipple Van Buren Phillips: quattro individui straordinari che il Bureau Of Investigation invia a Innsmouth, Massachusetts, per far luce sulla sparizione di due agenti del governo. Quando lo scoveranno, il Male che ha incancrenito il villaggio e i suoi abitanti terrà testa alla potenza del vapore, alla forza dell’acciaio e alla magia dei nativi.
CODENAME NØKKEN: Sir Mark Gwyn Ingwell sta riportando alla luce l’antico abitato di Vinland, a Terranova. Ciò che preme all’anziano archeologo non è dimostrare che i vichinghi colonizzarono le Americhe prima di Colombo, quanto trovare chi li ha cacciati: Nøkken, lo spirito dei fiumi, un’antica e maledetta creatura che soltanto i nativi riuscirono a sconfiggere, secoli prima degli islandesi. (fonte Delrai edizioni)
Il mio commento:
Letto in formato ebook dopo averlo preso a fronte di una succulenta offerta segnalata dallo stesso autore tramite i suoi profili social. Autore di cui per altro ho già letto altri romanzi (qui un breve recap) e che a dire il vero conosco da svariati anni sin da quando si pubblicavano storie online su siti e portali per appassionati di scrittura.
Ordunque, il libro - che a dire il vero non ho terminato proprio da poco... - in realtà propone due storie, ovvero un romanzo breve e un racconto, entrambe collegate da medesime tematiche, "presenze" e atmosfere sebbene collocate e ambientate in epoche e territori diversi.
La lettura scivola via scorrevole e incalzante, sostenuta da un ritmo piuttosto sostenuto della narrazione che rende il tutto molto coinvolgente e, anche, sconvolgente. L'ambientazione proposta attinge a piene mani dalle storie lovecraftiane, nello specifico si rifà a racconti quali Dagon e La maschera di Innsmouth, per cui proponendo creature semiumane, simil anfibie, dal comportamento, come dire, poco incoraggiante.
I protagonisti inviati sul posto per indagare su alcune "anomalie" si troveranno quindi a fronteggiarle in un crescendo di inseguimenti, scontri a fuoco, scene raccapriccianti e combattimenti...fino a quando pure dal mare sorgerà una creatura immane, Dagon, contro la quale sembra non esserci proprio speranza.
In tal senso probabilmente il testo è un po' più sbilanciato verso l'azione e un effetto simil cinematografico, sebbene la prima parte del testo, introduttiva allo scenario che si viene a proporre in seguito, ci consente di familiarizzare con i protagonisti e con l'universo ucronico proposto. Personaggi che funzionano e riescono a compensarsi l'un l'altro in una missione che appare subito misteriosa e decisamente disperata. La presenza di personaggi "storici" aumenta poi il senso di verosimiglianza del tutto, rendendolo maggiormente credibile (nel senso di sospensione dell'incredulità, sia chiaro) e più vicino al lettore.
Innegabile quindi che l'autore si sia dato ben da fare per la costruzione del romanzo, studiando e documentandosi: questo è evidente nelle descrizioni proposte e anche nell'appendice finale in cui Uberto ci tiene proprio a spiegare al lettore la genesi del suo testo e le sue scelte. Una parte che può forse apparire pesante ma che a mio avviso dà valore aggiunto al romanzo e permette al lettore di approfondire con maggior cognizione di causa quanto letto e, letteralmente, "vissuto". Lo stile infatti con cui il testo è redatto è molto efficace, vivido, capace di coinvolgere e colpire. Questo anche perché non ci vengono risparmiate scene gore e violente, oltre ad alcune scabrose e decisamente poco edificanti, soprattutto ai danni delle povere ragazze...
Terminata la mattanz...la lettura di Codex Innsmouth viene poi proposto Codename NØKKEN: anche questo mi ha convinto sebbene sia decisamente più stringato rispetto al precedente, concentrato su un singolo episodio che si ricollega comunque all'universo letterario di Ceretoli. Stile e ritmo rimangono su alti livelli in un continuum con quanto letto su Codex Innsmouth, idem anche per l'elemento orrorifico e i combattimenti impossibili, ma con un finale forse più aperto che fa da trampolino per altri romanzi e personaggi che ritroviamo nei vari "Codex".
Se quindi siete alla ricerca di letture dai toni cupi ma comunque legate a un certo filone aulico dell'horror, questo libro può decisamente fare al caso vostro. Ve lo consiglio in ogni caso - purchè non siate facilmente suggestionabili:-P - anche come occasione di scoperta di autori italiani capaci e meritevoli, come l'autore in questione.

Nessun commento:
Posta un commento