venerdì 16 aprile 2010

..:: Bordelli in Italia ::..

Ebbene sì, "bordelli in Italia" è una delle parole chiave più gettonate tra quelle che, secondo le statistiche, i visitatori di questo blog digitano sui motori di ricerca.
Tallonato da "gurzo del borneo meridionale", in un testa a testa avvincente e mai scontato.
Speravo che i net-citizen approdassero su questo spazio virtuale spinti da ben altre motivazioni ma amen, non posso che perendere atto della situazione e sfruttarla a mio vantaggio.
O tentare, per lo meno.
D'altra parte, con tutto quello che sta succedendo nel nostro Paese forse non è proprio un caso che la parola "bordelli" venga così drammaticamente cercata.
Penso infatti al giro di escort e tangenti sessuali rappresentate, di fatto, da certe signorine: notizie di attualità emerse nel corso dei mesi scorsi (febbario-marzo?) e di cui già si è perso traccia. Così come ci si dimentica dei volti e dei nomi coinvolti (tipo Bertolaso). E pensare che per qualcosa di analogo la reputazione di William Jefferson Blythe III è stato infangata per sempre...
Ecco che, se ci fossero stati i bordelli, magari il tutto poteva avvenire in modo meno scandaloso, con tanto di ricevuta fiscale (forse).
Penso poi alle dinamiche legate allo scandalo - oh my God - della pedofilia nel clero. Magari, se ci fossero stato libero accesso a bordelli locali, questi sacerdoti non sarebbero caduti in tentazione nei confronti di minorenni. Eppure, per quanto triste e scandalose siano le notizie riportate in questi giorni, sono tutte "cose vecchie", risalenti a qualche anni fa. Ma che comunque fanno meditare. E che permettono di sviare un po' l'attenzione degli italiani qualora ci fossero altre notizie da trattare o che potrebbero (dovrebbero) far incazzare di brutto la popolazione.
Per dire, hanno approvato il legittimo impedimento ... e scusate se è poco (ne approfitto per ringraziare sentitamente i telegiornali nostrani: mi sa che l'anno prossimo l'Isola di Tonga ci sorpassa nelle graduatorie sulla libertà di stampa e comunicazione).
Penso poi alla televisione nostrana e alle parole di Napolitano, solamente pochi giorni fa: "Basta con le donne oggetto in tv, si può scatenare la violenza". Magari c'ha anche ragione.
E magari "chi" controlla la televisione potrebbe provvedere. Oppure dettar legge affinchè tutto si riduca, effettivamente, a tette e culi. Tra una partita di calcio e uno spot di automobili, s'intende.
Si finisce così con il creare una nazione bombardata diastimoli sessuali e che cerca, praticamente, solo stimoli sessuali. Anche e soprattutto nel web. Lo dimostrano i servizi delle Iene: voce autorevole e attendibile, assolutamente imparziale e libera e non potenziale fonte di condizionamento e plagio di massa.
Di certo navigare in qualche sito porno e guardarsi foto e video in tutta calma da casa costa meno che andare con le signorine buonasera che passeggiano nottetempo ai margini delle strade.
Considerando comunque il periodo di crisi attuale (no che non c'è crisi, dice Silvio B; sì che c'è crisi, confermano quei comunisti di Bankitalia) forse non sarebbe male puntare sulla creazione di case chiuse e luoghi di piacere. Tanto per sperimentare qualche settore nuovo e varare almeno una legge sul mondo del lavoro. Che poi, considerando tutto quel che ha bruciato Calderoli a fine marzo, chi sa se è stata cancellata anche la Legger Merlin?
Certo, costruendo e avviando aziende che guadagnano legalmente col sesso, si sottrarrebbero un po' di introiti alla criminalità organizzata (che non penso abbia visto diminuire il proprio fatturato) e a chi "ci prova" nelle varie città nostrane (Milano, Padova, Treviso...). Forse verrebbe meno quel brivido che c'è nel delinquere però al contempo, magari, 'leconomia italiana migliorerebbe un poco, no? Senza trascurare la riduzione di banda internet occupata dai cibernauti. Ah, tra l'altro, grandiosa l'idea di prevedere un incentivo per i giovani tra i 18 e i 30 anni che stipulano un contratto adsl! Però, ehi, e se la mia zona non è coperta? Magari, anzichè sperperare 200 milioni di euro in inutili palliativi, era meglio invece investire quegli 800 milioni di euro fermi (se ci sono) destinati allo sviluppo rete e creare nuove occasioni di lavoro alla gente disoccupata? Forse era meglio ponderare un poco come han fatto su PuntoInformatico, ad esempio.
Ma non solo in termini di incentivi adsl, a livello proprio di pensare a qualcosa che vada al di là dell'immediato presente. Speriamo comunque che almeno, ora che è legale che qualcuno - non tutti, sia chiaro - sia impedito a farsi condannare, ci sia qualche interesse nel gestire realmente il Paese prima che, per davvero, vada letteralmente tutto a puttane.
E se pensate che io sia troppo catastofista, tranquilli, il mio è tipico ottimismo da Unieuro: Qualcosa del tipo: [ore 3.34 di notte, ora locale] "Gianni! L'ottimismo è un buono sconto per una pump station thailandese! Gianni!"

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