sabato 31 luglio 2010

..:: Death Race ::..

Titolo: Death Race
Regia: Paul W.S.Anderson
Anno: 2008
Genere: Azione
Cast: Jason Statham, Tyrese Gibson, Ian McShane, Natalie Martinez, Joan Allen

La trama in breve:
United States, 2012. Jensen Ames è un ex carcerato che vorrebbe rimanere fuori dal giro con un lavoro onesto, una moglie comprensiva e una bambina nata dalla loro unione. I tempi sono difficili, la crisi finanziaria in cui versa il paese crea tensioni e affama i cittadini che trovano negli sport estremi una via di fuga agli affanni quotidiani. Dopo essere stato licenziato e aver ritirato l'ultimo stipendio, Jensen torna a casa dove viene aggredito e abbattuto con un narcotico. Al risveglio stringe un coltello al fianco della moglie ferita a morte. Arrestato e innocente, viene condotto a Terminal Island, un penitenziario di massima sicurezza in mezzo all'oceano. Ingaggiato dall'algida direttrice Warden Hennessey, disputerà una gara di automobili tecnicamente modificate e armate di mitraglie e lanciafiamme. Costretto a gareggiare con l'identità e la maschera di Frank(enstein), un ex detenuto pilota morto in un incidente, Jensen dovrà vincere la corsa in cambio della libertà. Ma le automobili della “death race” non saranno l'unica cosa truccata dentro un gioco spedito e sporco (fonte mymovies).

Il mio commento:
Ultimamente, sarà il lavoro, sarà la calura, mi sto dedicando a tutta una serie di film d'autore, realizzati da cultori dell'arte e delle sofisticate sceneggiature, che tendenzialmente evitavo. Anche perchè non sempre offrono ciò che promettono nonostante si tratti di film "Brain off", per la cui visione è sufficiente un'attività cerebrale pari a quella necessaria per stapparsi una bottiglia di birra. Ad esempio, per dirne una, ho visto BloodRayne. Non mi aspettavo granchè, semplicemente un po' di relax disimpegnato, ma ciò che ho visto mi ha lasciato davvero basito e deluso. E pensare che nel cast c'erano pure Michael Madsen e Ben Kingsley. Unica nota positiva del film è relativa a qualche scena di nudo e di sordida passione.
Ben diversa è stata invece l'esperienza con questo Death Race.
Tra l'altro, come già accennavo in precedenti post, inizio a considerare Jason Statham un esempio di vita nonchè un marchio di fabbrica affidabile. Per ora nessuno dei film in cui era protagonista mi ha deluso.
Rimanendo comunque nella categoria delle produzioni contraddistinte da sceneggiature approvate da Steven Seagal.
Adrenalinico, violento, cruento, questo Death Race, pseudo remake del film "Death Race 2000" del 1975 con David Carradine e Sylvester Stallone, rappresenta una sorta di trasposizione cinematografica di Carmageddon misto a GTA. Ha tutti gli elementi dei suddetti videogame, soprattutto in termini di libertà d'azione, sangue, distruzione, bonus...già perchè le auto dei nostri simpatici carcerati che partecipano alle corse possono beneficiare dell'uso di armi di attacco o di difesa (fumogeni, napalm...) attivandoli previa passaggio con "4 ruote" sopra a dei check-point disseminati nel percorso.
Tutto sommato la visione scorre via senza intoppi, senza concedere spazio alla noia o venir meno alle aspettative di dinamismo che il film promette. Anche dal punto di vista della regia e delle sequenze descritte c'è un approccio moderno e originale, che richiama le produzioni in stile Grande Fratello o che propone un sistema di matrioske (in fondo, anche nel film, la corsa viene utilizzata per realizzare una visione cinematografica). Quello che manca però è la visione della death race da parte della gente comune: teoricamente il pubblico che assiste al massacro dei carcerati ammonta a circa 70 milioni di invididui ma di questi nessuno viene mai inquadrato.
I personaggi disponibili invece sono per lo più caricaturali e macchiette, senza un background. Icone sacrificabili che fanno riferimento alle tipiche organizzazioni criminali del mondo (la mafia russa, quella cinese...). Nulla di più. Un po' come la maggior parte dei partecipanti di talk show e reality show moderni, genere a cui Death Race per certi versi allude, estremizzando.
Tra le cose che più mi son piaciute del film ci sono il protagonista, Jason Statham, e le donne. Per quanto riguarda il primo, si conferma una star del cinema d'azione, implacabile, ferreo, implacabile e fisicamente indistruttibile. Per qualche strano motivo, l'ira funesta che è in grado di esprimere a cazzottate mi gasa assai. Sarà anche per via della freddezza che spesso dimostra ("sono scivolati...", riferisce alla guardia dopo aver appena massacrato i compagni di cella che gli sono stati assegnati).
Mi domando quando verrà selezionato per qualche produzione di più alto livello.
Ovviamente, il fisico che dimostra è quello "standard" del classico pilota d'auto da corsa...
Comunque sia, la maschera (di Jason...uhm...anche quello di Helloween si chiama Jason...possibile che?) gli dona e gli conferisce quel tocco di classe in più.
Quanto alle donne, al di là dell'apprezzamento per il fascino della navigatrici, soprattutto quella del nostro "Frank"(enstein), seppur potevano scapparci abitini più succinti e sequenze più depravate visto che di carcerati stiamo parlando, l'elemento che più ho trovato apprezzabile è stata l'assoluta docilità e silenziosità delle medesime. Nessun dialogo del tipo: "posso spegnere il condizionatore", "puoi andar più piano", "hai visto quel negozio lì?", "posso cambiare canzone?", "oddio, sto per morire!!!".
Il nulla. Salgono a bordo di vettur guidate dalla peggior feccia criminale -in astinenza di femmine da anni per giunta -per partecipare ad una carneficina su ruote ma non esprimono nemmeno un commento del tipo "Ehi, siamo donne mica oggettistica! Abbiamo pari diritti degli uomini! Vogliamo guidare anche noi! E vogliamo scarpe firmate e borsette alla moda".
Ecco, questo è forse l'elemento che più di tutti mi ha lasciato perplesso. Assieme al "difetto del circuito del finale": strano che nessuno se ne sia mai accorto. O che nessuno dei piloti abbia mai pensato di coalizzarsi con gli altri e, con le armi spianate, tentare l'evasione. Ipotesi talmente remota che non c'è manco una torretta o un cancello "in più" per tutelare la società dall'eventuale fuga di criminali da Terminal Island.




PS: teoricamente l'anno prossimo dovrebbe essere prevista l'uscita di Death Race 2...

2 commenti:

Crudo ha detto...

Pure due lettori cinesi hai???
^__*

Leonardo Colombi ha detto...

Dannati spambot...ecco fatto: estirpati!

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