domenica 18 luglio 2010

..:: Prodigium - I figli degli elementi ::..

Titolo: Prodigium - I figli degli elementi
Autore: Francesco Falconi
Editore: Asengard Edizioni
Genere: Fantasy
Pagine: 409

La trama in breve:
Quattro ragazzi si aggirano tra i vicoli di Synapsis, antica metropoli dai mille misteri. Sono ragazzi dall’indole differente ma accomunati da due caratteristiche: la solitudine e la coscienza di sentirsi speciali e diversi dai loro coetanei. Alyssa sa muoversi a velocità straordinaria ed è capace di lanciare lingue di fuoco. Dafne riesce a spostare gli oggetti con la forza del pensiero. Ryan sa mutare in animale il proprio corpo. Kaleb infine conosce alla perfezione la magia. Per loro è giunto il momento di seguire il proprio destino e, assieme ad altri sessanta ragazzi, saranno chiamati a conoscere gli enigmi della lontana isola di Eterium, dove, all’interno della gigantesca Pagoda di Theorica, impareranno a conoscere loro stessi e i propri poteri sotto la guida della Conclave.
Ma complotti e misteri si agitano nel cuore della Pagoda, nell’attesa che la Profezia della Laude Elementale si avveri. La Conclave si pone così una missione: fermare il male che dilaga per rispettare il patto con le Entità della Laude Elementale, mentre la Congrega dei Sommersi trama nelle tenebre dell’Acropoli delle Ombre, pronta a far risorgere gli Dèi sepolti, i Pilastri di Silicio. Synapsis sta per essere sconvolta dalla genesi di nuove creature. Le porte di una nuova era di terrore stanno per spalancarsi. Un’unica salvezza: i quattro ragazzi, i Prodigium.


Il mio commento:
Ho acquistato questo romanzo approfittando degli sconti applicati dall'editore nel periodo natalizio ma son riuscito a dedicarmi ad esso e a completarne la lettura solo recentemente. Non conosco le altre opere di Falconi, soprattutto la saga di Estasia, però questa sua nuova serie mi ha convinto parzialmente. Lo stile e il modo di narrare e descrivere eventi e personaggi non mi è spiaciuto, anzi. Abbastanza vivace, scorrevole, sufficientemente evocativo: da questo punto di vista non mi sento di criticare granchè.
Per quanto riguarda l'ambientazione e l'intreccio in sè, invece, ci sono varie cose che non mi hanno soddisfatto. Probabilmente il target del romanzo è quello di ragazzi più giovani di me, tuttavia ho avuto l'impressione di leggere una storia priva di un'ambientazione ben definita ma costruita su elementi eterogenei che ad alcuni possono piacere e ad altri no. Più che altro non mi è ben chiaro cosa ci sia, nel mondo di Prodigium, oltre a Eterium, Theorica e Synapsis nè cosa ci sia nel suo passato: a tratti infatti sembrerebbe che la "nostra storia" e quella del mondo di Prodigium siano la medesima, con le stesse civiltà e religioni che si sono sviluppate nel tempo; poi però compaiono altre entità che rimangono nebulose (ad esempio i Pilastri di Silicio).
La storia in sè è discretamente avvincente però molto semplicistica nel tratteggiare certe dinamiche. Soprattutto non ci si dilunga affatto nello spiegare come facciano i ragazzi a imparare a dominare i propri poteri: è così e basta. Tutto scivola via molto in fretta a mio avviso, così come la caratterizzazione di certi personaggi o le loro vicende personali. Ryan ad esempio è molto trascurato, per non parlare di circa 56 ragazzi su 64 partecipanti al "torneo" senza dimenticare certi tutori. Che poi, tutta la situazione descritta, le squadre, la scuola, la sfida, il premio, mi han fatto pensare ad altre opere, come Harry Potter e Naruto. Non so se sia voluto o meno, però questa è stata la mia impressione. Ad ogni modo, qualche sfaccettatura in più me la sarei aspettata, come anche sentimenti tipicamente adolescenziali da parte dei ragazzi (pulsioni sessuali, instabilità emotiva, necessità di svago, di musica...). Senza contare che sembra mancare completamente il dialogo o il contatto tra di loro: voglio dire, a pranzo, a cena, dopo cena, di tanto in tanto, parleranno pure anche con gli altri gruppi, no? Possibile che nessuno abbia simpatie o dubbi? O che, per settimane, nessuno tocchi "certi argomenti" dopo "certi eventi"? Mah...
Gli aspetti che invece mi son piaciuti sono stati quelli relativi al finale e alla reticenza sfruttata in più di un'occasione per lasciar intendere ma senza spiegare. Mi riferisco, ad esempio, alla questione Dedalus e i suoi comportamenti sospetti, l'eugenetica, Arden....permane quindi un certo mistero e un'atomsfera critpica di non detto che amplificano la curiosità del lettore, coinvolgendolo. Però se poi certe risposte non giungono o scivolano via troppo velocemente (t'oh, in un battibaleno i cattivoni sono arrivati ad Eterium con un mini esercito) creando un po' di delusione e disorientamento.
Concludendo, speravo che Prodigium si rivelasse una lettura migliore e più approfondita. La sufficienza glila do, a mio avviso, si poteva fare di più.


PS: ad ogni modo, un "piccolo" sospetto su chi sia il tutore traditore ce l'ho.

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