
Regia: Paul Flaherty
Anno: 1989
Genere: commedia - comico
Cast: John Candy, Annie Potts, Jeffrey Jones, Shawnee Smith, Tim Thomerson, Barry Corbin
La trama in breve:
La figlia maggiore del ricco P.J. Downing viene rapita, e il padre per ritrovarla si rivolge all'agenzia investigativa di Crumb diretta da Eliot Draisen. Draisen però è l'organizzatore del rapimento e per questo decide di affidare il caso all'imbranato detective Harry Crumb, sicuro che non sarebbe mai riuscito a risolverlo.

Il mio commento:
Giusto per abbassare un po' il livello rispetto alle precedenti segnalazioni, eccomi a parlare di una commedia pseudo-demenziale del secolo scorso, avente John Candy come protagonista.
Un film che credo di ho visto per la prima volta quando ancora ero adolescente e che ho avuto l'occasione di rivedere recentemente. Forse è stato un vago senso di nostalgia a spingermi a postare di questo film anziché di altri che ho recentemente visto (tipo MegaMind, Il Regno di Ga'Hoole, In the Cut...ma su cui prima o poi tornerò).
In soldoni, "Chi è Harry Crumb"?
Un ciccione imbranato? Un investigatore privato piuttosto incapace ma capace di pedinare vostro marito per esser certi che abbia una relazione con voi? Un personaggio le cui gesta hanno potenzialmente contribuito alla definizione del personaggio di Peter Griffin? Quello stesso Peter Griffin che, in una puntata dell'omonima serie animata, seduto ad una scrivania di un ampio ufficio, attenterà alla sua stessa esistenza per colpa del temperamatite, scena che, a livello embrionale, è presente pure in "Chi è Harry Crumb"?

La risposta a queste e molte altre domande è: forse.
C'è comunque da dare atto a John Candy di aver dato vita ad un personaggio che ha un suo perché, tontolone ma geniale, non propriamente in forma ma al contempo agile e versatile, soprattutto esperto conoscitore delle arti marziali e determinato quanto letale combattente. Se indossa i suoi stivali da combattimento, ovviamente. Piuttosto abile, per altro, nel campo del travestimento e nell'arte di distruggere proprietà non sue. Talvolta soffrendo di un dolore sottile ma pungente: vedasi quando, per manifestare la propria decisione, sbatte entrambe le mani sul tavolo di P.J. - padre della ragazza rapita - che proprio su quello stesso tavolo stava armeggiando con un'infinità di ami da pesca.

Un film quindi che, pur nella sua semplicità, riesce a divertire e intrattenere proponendo per protagonista qualcuno che non incarna decisamente - con tutto il rispetto parlando per il defunto John Candy - il prototipo del "figaccione" magro e belloccio. Ovvero qualcuno che si avvicina molto più di un Vin Diesel o di un Dwayne Johnson alle caratteristiche dell'americano medio.

Come direbbe Giacobbo: "chi può dirlo"?
Comunque sia, ho apprezzato la visione di questo film. Ripeto, probabilmente non sarà una pietra miliare della cinematografia moderna ma tutto sommato lo trovo godibile. Forse il mio giudizio è un po' di parte perché sto parlando anche sotto l'effetto della nostalgia che provo verso un film che ho visto "da giovane", però mi sento di consigliarvene la visione.
Quanto meno per rendere omaggio a quel bontempone di John Candy che, tutto sommato, a me non dispiaceva. Anche se, probabilmente, ci sono pure altri film in cui magari lo si può apprezzare di più (ad esempio "Io e zio Buck")
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