sabato 9 marzo 2013

..:: Messaggi da forze sconosciute ::..

Titolo: Messaggi da forze sconosciute
Titolo originale: The Iron Circle, aka The Silent Flute
Regia: Richard Moore
Anno: 1978
Genere: avventura, arti marziali, fantasy
Cast: David Carradine, Jeff Cooper, Eli Wallach, Christopher Lee

La trama in breve:
Cord è un giovane campione nelle arti marziali che prende parte a una eliminatoria dalla quale dovrebbe uscire l'incaricato di raggiungere il saggio Zetan, custode del "Libro di tutte le verità". Vincitore su Morthond in maniera non ortodossa, Cord si mette ugualmente in viaggio e incontra l'avversario morente che gli cede il mandato. Incontra anche un "Suonatore di flauto", cieco, che lo consiglierà piu' volte in seguito.  (fonte comingsoon)
Una gara di mimo

Il mio commento:
Visto di recente in ben 3 puntate, di cui una drammaticamente osteggia dal sonno, questo film mi ha lasciato perplesso assai e dubbioso mano a mano che procedevo nella visione: sono di fronte a una perla della cinematografia o dinnanzi a una vaccata pazzesca?
Dopo aver concluso il film, sono più propenso a dare credito alla seconda ipotesi sebbene vi sia del buono in codesta pellicola.
Qualcosa è andato storto, insomma. E questo lo si evince già dal titolo, pazzamente traslitterato da una comitiva di alpini di ritorno da un rave party. Altrimenti non si spiegherebbe l'ingegnosa traduzione proposta.
E se Cord fosse stato un agente
segreto della Siae? 
Ad ogni modo, documentandomi un poco, vengo a scoprire che la sceneggiatura originale del suddetto "The Iron Circle" è addirittura di Bruce Lee. Purtroppo, la morte prematura del ben noto artista marziale ha compromesso la finalizzazione dell'opera e la sua realizzazione - lui avrebbe dovuto recitare nella parte del co-protagonista. Ho letto anche che ci sono state non poche questioni legali per l'accredito dell'opera a Lee e James Coburn e l'attribuzione del titolo esatto: The Silent Flute.
Per qualche strano scherzo del destino, poi, uno dei ruoli principali, quello che spettava a Bruce Lee, è stato attribuito a quello stesso David Carradine che, a suo tempo, gli soffiò il ruolo per la serie televisiva "Kung Fu". L'altro ruolo di fondamentale rilevanza, quello di Cord, è invece andato a un quanto mai insulso Jeff Cooper che rammento di aver visto solamente in qualche episodio della serie "La Signora in Giallo".
"Ma te, uomo che viaggi alla ricerca
della verità, uomo dedito alle arti marziali
che non possiedi nulla, uomo che hai
fatto voto di castità, che vuoi?"
"La 'rosa' " "Ehm...ok..." 
Inutile dire che, mediamente, la recitazione si assesta su livelli basserrimi e che la trama pure si sviluppa in modo "enigmatico", con un montaggio talvolta non propriamente corretto.
Così come non sono corrette certe dinamiche a cui si assiste nell'arco del film, vedasi il concetto di flauto silenzioso (se è silenzioso, non suona...e invece...) o della vista del suonatore di flauto (che è cieco, dannazione! Ma corre, si muove, parla, come se ci vedesse!). Stendiamo invece un velo sulle coreografie e sui combattimenti marziali anche se mi ha fatto piacere riscoprire tutta quella varietà di suoni - ceffoni, pugni, gomitate - tipiche dei film alla Bud Spencer e Terence Hill.
Diciamo che è stata una sorta di esplorazione di ritmi, inquadrature e narrazioni non più attuali, ma ugualmente efficaci e vividi. 
Più naturali e genuini, forse, sebbene talvolta imbarazzanti.

Serietà e pathos sono indispensabili
quando si decide di assestare un
vigoroso colpo al volto di un uomo
vestito da scimmia... 
Ora, da come fin qui ne ho parlato, si tratta per lo più di un aborto cinematografico, qualcosa capace di farmi venire il cancro agli occhi (come sostiene il buon Marco). Perché allora essere in dubbio sul valore di codesto filmetto di serie b? Ebbene, c'è della filosofia, c'è della saggezza e della spiritualità che non si può affatto ignorare. Qualcosa insomma che incuriosisce e lo eleva al di sopra del nulla verso cui, naturalmente, il film era destinato.  
 Le prove che lo stesso Cord affronta sono tappe di una maturazione individuale, un percorso di formazione verso la Verità a cui si può giungere solamente affrancandosi dagli istinti animaleschi, dagli istinti sessuali, dalla fame di possesso, conoscendo l'amore e rifiutando l'odio, guardando alla vita in una prospettiva più ampia, senza soffermarsi sull'attimo e senza temere la morte. La maggior parte dei dialoghi fanno riferimento a riflessioni o massime sulla Conoscenza e sulla scoperta di sé, la rivelazione finale cui Cord giunge dopo aver "letto" il libro di un Zetan desideroso di cedere il proprio ruolo più che smanioso di essere faro morale per la propria epoca. Un personaggio insulso, insomma, impersonato da uno svogliato Christopher Lee,
Buttiamola in ridere va...
Concetti zen, filosofie orientali e richiami di concetti buddisti, insomma, che, ai miei occhi, hanno reso interessante il film. Fermo restando che, alla sufficienza, non ci arriva comunque. Forse, poteva farcela se rendevano un po' più esplicita quella sequenza in cui Cord "rompe" il proprio voto di castità con la signorina Erica Creer e invece...
Vedremo che combineranno con il remake previsto per il 2013...



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