venerdì 13 settembre 2013

..:: District 9 ::..

Titolo: District 9
Regia: Neill Blomkamp
Anno: 2009
Genere: sci-fi
Cast: Sharlto Copley, David James, Jason Cope, Vanessa Haywood, Marian Hooman

La trama in breve:
Negli anni '80 sono arrivati gli alieni. Stavolta però non sono atterrati a Manhattan o in qualche sperduto paesino campagnolo degli Stati Uniti ma si sono fermati con un'astronave gigante sopra Johannesburg senza muoversi più. C'è stato bisogno che un convoglio terrestre andasse a vedere cosa conteneva quella nave apparentemente immobile per scoprire milioni di alieni denutriti, sporchi e in condizioni pessime. Da quel momento per 20 anni i visitatori sono stati stipati in una baraccopoli di Johannesburg creata per l'occasione: il distretto 9. Un luogo dove le creature da un altro pianeta sono trattate come animali, dove regnano caos e anarchia e dal quale ogni tanto scappano facendo incursioni in città che non portano altro che risentimento e xenofobia nella popolazione locale. Ora è arrivato il momento di spostarli da qualche altra parte, ma loro è a casa che vogliono tornare. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Pacifica ingiunzione di sfratto...
Visto che, da un po' di giorni a questa parte, nelle sale italiane è disponibile Elysium, che ancora non ho visto, mi son detto "ehi, perché non recuperare il precedente film di Blomkamp?"
Non che la storia di District 9 c'entri qualcosa con l'ultima fatica cinematografica de giovane regista sudafricano, intendiamoci, però volevo farmi un'idea del suo modo di proporre fantascienza. Anche perché, a sensazione, pare molto interessante e "attuale".
Quanto a District 9 ricordo che, a suo tempo, era stata proposta una campagna pubblicitaria virale che aveva suscitato abbastanza interesse ma poi, stando ai commenti di chi aveva avuto occasione di vederlo, il risultato finale non era stato così memorabile.
A mio modo di vedere, comunque, il film in questione presenta diverse cosucce parecchio interessanti e di opinabile valore. D'altra parte, considerando che la produzione è targata Peter Jackson il sospetto che ci fosse qualcosa di interessante c'era, qualcosa in grado di attirare masse e pecunia... così da aumentare i fondi a disposizione per il suo Lo Hobbit :-)
Ad ogni modo, la scelta di ambientare le vicende in una location diversa dalle solite New York, Washington o Trebaseleghe (già mi immagino un futuro "Musso-nado" ammiccante alla fiera dei Mussi e a quella piccola perla del trash che è Sharknado) ad esempio l'ho molto apprezzata. Per carità, non che Johannesburg venga particolarmente esplorata o definita, però mi fa piacere la scelta di collocare le vicende in Africa. D'altra parte, se un'astronave aliena scendesse sul pianeta, perchémai dovrebbe scegliere necessariamente di puntare verso gli Usani? O, soprattutto, perché gli alieni devono per forza affrontare un viaggio di migliaia e migliaia di anni luce solo per attaccar briga? Per cui, buona l'idea della nave "barcone" che trasporta profughi (anche se non è dato sapere da dove arrivino o da cosa fuggano...un po' come in Gantz, mi sa). 
Ma guarda un po' quale simpatica cianfrusaglia
stava nascosta giù nella cantina...
Altri elementi che mi son piaciuti riguardano le tecniche di riprese e l'alternanza di sequenze in stile "documentario" e sequenze più tradizionali. L'escamotage proposto riesce nell'intento di suscitare interesse nello spettatore e nel far sembrare le vicende più "realistiche", per quanto finte siano.
Poi, venendo a quanto propone il film in sé, diciamo che l'impressione globale è quella di un'opera con delle buone idee ma probabilmente sfuggita al controllo di regista e sceneggiatori, molto dinamica e ammiccante a situazioni sociali già viste in Sudafrica (ossia il District Six), ma un po' caotica e semplicistica. Mi riferisco ad esempio alla rapidità con cui si innescano certe dinamiche, dall'immediatezza con cui Wikus Van De Merwe familiarizza con le armi dei gamberoni (passi per i fucili ma non per il mech...) o con l'alieno Christopher Johnson o, ancora, le distanze coperte e la facilità con cui si svolgano azioni come l'incursione alla sede della MNU. Non sono nemmeno sicuro che in così poche ore venga riscritto il DNA di una persona umana, anche se, forse, questo sarebbe meglio chiederlo al professor Seth Brundle de La Mosca di Cronenberg. 
Ma ancor di più mi ha lasciato molto perplesso il notare la deflagrante portata delle armi aliene e la mancanza di utilizzo da parte dei gamberoni...avrebbero potuto impiegarle per imporsi e conquistarsi un futuro dignitoso. D'altronde, solo la presenza dell'imponente nave base intimorisce e sminuisce l'arsenale di qualunque nazione terrestre.

Ehm...secondo me è stata l'impepata di cozze di Fukushima...
Al di là di queste semplificazioni, ho comunque apprezzato la fantasia all'opera nel proporre situazioni "aliene" e armi dalle fogge e dagli effetti più disparati, ammiccanti a videogames quali HalfLife. Forte assai la sequenza delle sperimentazioni condotte sul povero Wikus, in piena mutazione, ovvero nel rappresentare l'ipocrisia all'opera e il concetto di uomo-arma biologica. D'altronde, la vicenda personale dell'uomo Wikus è al chiave di volta del film, il cambiamento esterno che determina un cambiamento di mentalità e atteggiamento, come a dire che finché non ti capita non ti riguarda. E in questo si rispecchia la mentalità dello stesso dipendente della MNU, tanto sbrigativo e cinico nei confronti dei gamberoni (pensiamo a come si dimostra divertito quando scopre e fa bruciare un nido di uova...) fino a che non scopre di essere in procinto di trasformarsi in uno di loro.  
Inutile poi elogiare la buona resa degli effetti speciali e delle scene proposte, soprattutto quelle in cui vengono introdotte tecnologie aliene, così avanzate e sofisticate che stridono con l'immagine rozza e grossolana che i gamberoni suscitano (sono degli zozzoni incivili, ecco, l'ho detto...)
Altro punto a favore del film è poi la scelta di trattare tematiche sempre molto attuali quali la discriminazione razziale, la xenofobia e la diversità, argomenti di indubbia rilevanza e che il Sudafrica ben conosce. Anche se le dinamiche a cui siamo più o meno abituati hanno a che fare con profughi immigrati da altre nazioni e non con creature antropomorfe dal carapace variopinto e dal linguaggio gracchiante, lo scenario proposto dal film fa comunque riflettere, esasperando il concetto stesso di tolleranza e convivenza tra culture diverse. D'altro canto, se davvero esistono gli alieni là fuori e un giorno ci si troverà a conviverci, chi può dire a quali compromessi si dovrà scendere? 
Ok, dalla faccia non si direbbe, ma questo qui
è il sig. Christopher Jones, un piccolo genio
Forse Giacobbo lo sa...e di sicuro c'entrano i templari e gli egizi. Che in Stargate erano in contatto con gli alieni. E l'Egitto, come il Sudafrica, si trova in Africa. Non vi dice niente tutto ciò? 
Scherzi a parte, sebbene mi sia dedicato alla visione del film di Blomkamp un po' blandamente e con poca reattività neurale, confesso che District 9 non mi è spiaciuto affatto. Non un capolavoro, con alcune cosucce da rivedere (vedasi anche il finale a metà tra lo sconclusionato e il triste... ), nel complesso si assesta su un buon livello di gradimento. 
Anche dal punto di vista del cast mi viene da dire che Sharlto Copley se la sia cavata piuttosto egregiamente, un volto non notissimo ma che sapevo di aver già visto da qualche altra parte (A-Team?) e che stando a quel che si legge nel web risulta pure essere un produttore televisivo, anzi, (cito mymovies) "all'età di 24 anni, Copley è diventato il più giovane dirigente nella storia della televisione sudafricana a gestire e controllare un blocco di cinque ore quotidiane di programmazione". Non male direi. 
Uhm...sicuro di star bene Wikus?
Al di là del personaggio di Wikus, poi, ci sarebbe Christopher Johnson...che però è un alieno e quindi...ok, ok, non sto facendo il razzista, sto solo dicendo che non lo metterei sullo stesso piano di un attore "umano". Con tutto il rispetto parlando per chi si è occupato del trucco e degli effetti speciali visivi, si intende :-)
Che poi, volendo insistere su questo punto, quale effetto avrebbe potuto suscitare invece uno scenario in cui sono i terrestri a cercare asilo su un pianeta alieno? O, più semplicemente, la visione di un film del genere con gli occhi di chi ha vissuto in un campo profughi, impossibilitato nel tornare a casa e vittima di pregiudizi, pressioni e forti limitazioni alla libertà.




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