sabato 22 marzo 2014

Il Sigillo del Fuoco

Titolo: Il Sigillo del Fuoco
Autore: Uberto Ceretoli
Editore: YouCanPrint
Genere: fantasy
Pagine: 454

La trama in breve:
Gabriel figlio di Lester, giovane mago spontaneo, è costretto a rintracciare presso l'Università di Amaradantis gli incantesimi mancanti per il dominio del Sigillo del Fuoco e si trova impaludato negli screzi tra maghi e inquisitori in seguito agli omicidi commessi dal mezzo-demone Jaquish di Anquelot, suo padrone. Gwyllywm, elfo di Si'phir, rientra presso gli elfi ortodossi con la chiave genetica per trasfromare gli umani in berserker, macchine da guerra al servizio degli elfi. Il mezz'elfo Laoden di Alerbia decide di affrontare il padre Vortigern, elfo di Tseller, per vendicare la madre umana che Vortigern ha abbandonato e per distruggere il Consiglio di Kaerwood, la setta che trama per mantenere un equilibrio posticcio tra l'Impero e i Regni Liberi. Nel terzo Libro della Saga, l'ultima battaglia tra ortodossi e revisionisti e la spiegazione dei misteri che aleggiano intorno ai Sigilli e alla creazione degli umani. (fonte youcanprint)

Il mio commento:
Prima di cominciare a esporre una parvenza di commento sul testo in questione, è doveroso segnalare un post apparso sul sito dell'autore "Un Natale di Fuoco" che accenna ai motivi che hanno determinato la pubblicazione del terzo capitolo della saga con YouCanPrint anziché sotto il marchio Asengard, come per i precedenti. Motivo per cui, tra le altre cose, la copertina risulta diversa da quelle degli altri volumi che compongono l'arco narrativo e, probabilmente, il costo del libro è altino (anche se qua c'entrano politiche e vincoli imposti da YouCanPrint).
Ad ogni modo, avendo già letto Il Sigillo del Vento e Il Sigillo della Terra non potevo perdermi la conclusione della saga scritta da Uberto :-)
Purtroppo, durante la lettura ho "dovuto" sospendere tutto per dedicarmi ad un altro testo (per non bloccare la relativa catena su Anobii) per cui i tempi si sono dilatati ma eccomi qui. Diciamo che rispetto ai precedenti credo di aver impiegato di più a concludere il libro anche per via dello stile adottato dall'autore che a mio avviso è migliorato rispetto ai precedenti capitoli (dove comunque era già molto buono) andando ad arricchirsi in quanto a vocabolario e capacità descrittiva, guadagnando in incisività ma senza abbandonare una certa prolissità che qua e là tende ad affiorare e a dilatare l'esperienza di lettura. Di conseguenza, la densità di testo pure aumenta così come l'impegno richiesto per seguire i vari passaggi e le trame orchestrate. 
Al contempo il libro offre un'esperienza piuttosto intensa e variegata e va a finalizzare quanto già presente nei precedenti capitoli, portando a conclusione dinamiche e vicissitudini già note ai lettori. O, quanto meno, a quanti hanno buona memoria visto che, per quanto concerne il sottoscritto, ne è passato un po' di tempo da quando ho letto Il Sigillo della Terra :-)
Tra le due parti in cui si divide il libro, comunque, credo che la prima sia quella più lineare e fruibile in quanto l'attenzione si concentra per lo più su Gabriel, sulla sua "crescita" all'interno dell'Università di Amaradantis (lo so, questa cosa fa subito pensare a Harry Potter...) e sulla minaccia rappresentata dal demone Jaquish di Anquelot. Contemporaneamente vengono narrate anche le storie di Gorogol e Laoden o quanto accade tra gli elfi con il ritorno di Gwyllywm, ma io ero tutto preso dal personaggio di Gabriel, il mio preferito in assoluto.

La seconda parte invece è più ricca e densa di avvenimenti e, forse, risulta più complessa e difficile da gestire. In questo caso vengono recuperati Hulbert e Amber e l'attenzione si focalizza sulle macchinazioni del Consiglio di Kaerwood, sulle imprese di Laoden di Alerbia e sulle tensioni interne al popolo elfico, dove continuano le tensioni tra ortodossi e revisionisti in merito al destino da riservare alla razza umana. Inutile dire che le vicende sono svariate e che, per forza di cose, molti eventi finiscono per intrecciarsi e verificarsi con tempistiche sospette (per esempio, Gabriel arriva a Brora proprio quando passa di là Vortigern e quest'ultimo, assieme a Bogar, attacca Hulbert e Amber). Per certi aspetti l'ho trovata quindi un po' affrettata, sensazione acuitasi nei capitoli finali, probabilmente gestiti in rapidità (pur apparendo completi e compiuti, sia chiaro) per dinamiche legate a spazi da rispettare e volontà di concludere la saga da parte dell'autore. Mi riferisco ad esempio alla spedizione di Laoden o alle dinamiche tra Gwyllywm e Khayn, ad esempio: a parer mio il modo in cui si risolvono le questioni tra gli elfi o lo scontro con il Consiglio di Kaerwood o la conquista del Sigillo del Fuoco sono forse un po' troppo rapide. E tra l'altro, non ho apprezzato moltissimo la conclusione dello scontro tra Gabriel e Vortigern, seppur quest'ultimo fosse nettamente avvantaggiato per esperienza e disponibilità dell'arma ancestrale....ma tanto sapevo che il mago spontaneo non sarebbe stato così facile da mettere all'angolo, per lo meno non in modo definitivo :-)
Tra gli aspetti che più mi hanno colpito nella narrazione vi è comunque l'attenzione posta, come dicevo, nell'uso di vocaboli ricercati nella descrizione di edifici, abbigliamento, armi (sintomo che da parte dell'autore c'è stato un certo studio e approfondimento) così come l'adozione di scelte narrative a dir poco "drastiche". Sono molti gli episodi cruenti che si verificano, alcuni con risvolti molto macabri e devastanti (d'altronde, che ci si può aspettare da un demone desideroso di sfogarsi...), così come non mancano i colpi di scena e le relative premature dipartite dei personaggi (pensiamo al signore di Brora...così giovane, eppure...si era così ben distinto nei volumi precedenti e qui invece... ). Al contempo, non mancano nemmeno le genialate, come il combattimento a suon di illusioni tra Alioth e Jaquish o la visita di quest'ultimo al Palazzo di Giapeto: per la serie, quando i confini tra i libri e mondi si assottigliano fino a sparire :-)
Di fondo, l'autore dimostra una buona capacità nel delineare storie ad ampio respiro e non banali quanto a intrecci e spunti offerti al lettore il quale, volente o nolente, si verrà a trovare a conoscenza di complotti e tradimenti (anche in quel senso, capiamoci) o coinvolto in discussioni inerenti la magia, la filosofia o prese di posizione in merito all'ortodossia o al revisionismo degli elfi. Ossia, dovrebbero venir accontentati tutti i palati, sia di quei lettori che si appassionano di combattimenti e scontri epici sia quanti trovano maggiormente interessanti le vicissitudini umane dei personaggi sia quelli che ricercano un fantasy adulto e significativo quanto a contenuti, spiegazioni, dialoghi e tematiche.
Personalmente sento di esser abbastanza soddisfatto dell'esperienza di lettura affrontata seppure non nego che uno stile meno sostenuto e meno contenuti forse avrebbe giovato alla scorrevolezza. Di contro, penso che non fosse nemmeno semplice trovare il modo di inserire "tutto" quello che viene proposto senza richiedere al lettore un po' di fatica e pazienza o senza proporre non una trilogia ma una serie di n volumi.
Anche dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi posso ritenermi abbastanza soddisfatto sebbene siano tutti un po' troppo impostati e altisonanti nei dialoghi, con poche incertezze, sempre molto lucidi e con risposte (anche profonde e complesse) pronte. Forse, ecco, alcuni mi son apparsi vividi e ben definiti (penso ad Alioth, a Joelle Greyfire, a Rachel, a Gorogol, a Khayn) mentre altri non son riuscito a "vederli" o a "sentirli" (penso a Vortigern o a parte del Popolo elfico, gli stessi nani che accompagnano Laoden), probabilmente per dinamiche mie personali o forse perché più stereotipati. D'altronde, di nomi ce ne sono eccome e la sensazione di trovarsi di fronte a uno scenario alla Game of thrones un po' lo si percepisce :-)  
Un altro aspetto (diciamo) negativo che mi va di segnalare è che, pur nella complessità della storia, forse l'autore abbia tralasciato alcuni aspetti con il risultato finale di far sembrare il mondo descritto popolato unicamente da avventurieri e personaggi formidabili. Viene meno la gente comune, insomma, e pure qualche individuo di rilievo appare e scompare nel nulla (vedi il preside dell'Università o quello strampalato di Eurimetispede...si è salvato dalla furia dei Jaquish???) mentre dinamiche legate a coloro che governano gli uomini vengono gestite e sbrigate piuttosto velocemente... anche se, ripeto, c'è talmente tanta carne al fuoco che forse non è propriamente un male se è stata adottata un po' di limatura. 
Per cui, mi sento di consigliare questo testo fantasy, suggerendo però ai lettori di addentrarsi tra le pagine del libro freschi della lettura dei precedenti capitoli della saga, così da avere a mente tutte le coordinate in merito a nomi e dinamiche proposte (fortunatamente c'è un glossario con l'elenco dei personaggi al termine del testo). Altrimenti, si rischia di far un po' di confusione e non si riesce a fruire appieno dell'ambientazione proposta da Uberto, indubbiamente articolata e molto eterogenea quanto a razze e creature. Ma soprattutto, si corre il pericolo di non comprendere e valorizzare al meglio l'impegno profuso nel delineare i personaggi principali, i contrasti tra di loro che non si fermano quasi mai ad un unico aspetto ma coinvolgono più dinamiche (vedi Gwyllywm e Kayhn, divisi per credo e carattere e rivalità amorose) o personaggi (il triangolo tra Vortigern e Laoden e Gabriel). 

PS: segnalo poi che oltre in versione cartacea, il testo dovrebbe pure esser disponibile in formato ebook a un prezzo molto invitante.

3 commenti:

Uberto Ceretoli ha detto...

Grazie per il commento, Leonardo. Per la cronaca, Eurimetispede si è salvato. E anche il preside (che a questo punto rimane uno dei pochi Anziani). E si è salvato anche Alioth, chiunque o qualsiasi cosa egli fosse... ;-)

Leonardo Colombi ha detto...

Eh, eh, pronti per nuove avventure...o per aprire una nuova università ^_^
Grazie a te per esser passato di qua e per aver scritto la saga dei Sigilli

Leonardo Colombi ha detto...

Eh, eh, pronti per nuove avventure...o per aprire una nuova università ^_^
Grazie a te per esser passato di qua e per aver scritto la saga dei Sigilli

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