sabato 24 maggio 2014

Lanterna Verde

Titolo: Lanterna Verde
Regia: Martin Campbell
Anno: 2011
Genere: supereroi, azione
Cast: Ryan Reynolds, Blake Lively, Peter Sarsgaard, Mark Strong, Temuera Morrison, Tim Robbins

La trama in breve:
Pilota d'aerei abile e spericolato, uomo inaffidabile ma affascinante e soprattutto temerario senza paura Hal Jordan è l'ignaro prossimo Lanterna Verde, un'istituzione galattica che sceglie e arruola i migliori individui da tutti i pianeti del cosmo con il fine di tutelare l'universo. La minaccia stavolta è delle peggiori, Parallax, creatura creduta sconfitta per mano di una delle più grandi Lanterne Verdi mai esistite e invece ancora viva. Un mostro che si nutre della paura e che potrà essere sconfitto solo da quella Lanterna che saprà anteporre la forza della propria volontà al timore della morte.
Come se non bastasse anche una nemesi terrestre, più alla portata del pericolo quotidiano e del rapimento fidanzate (o aspiranti tali), prende forma contestualmente alla "nascita" dell'eroe. (fonte mymovies)

- Io... -Sì? - Io... - Dimmi...
- Sono tuo padre...
-Ehm, certo certo...piuttosto vediamo se
hai qualcosa di valore addosso...
t'oh, un anello verde...
Il mio commento:
Certo che iniziano davvero a essercene un po' troppi di supereroi con residenza a Hollywood e ricordarsi di tutti sta diventando un impegno significativo, soprattutto considerando il ritmo con cui le case cinematografiche sfornano film per irretire noi poveri amanti dei fumetti. 
E al contempo, pare a me, riescono a devastarne lo spirito e la caratterizzazione più che a rendere omaggio a opere collaudate e consolidate, seppure con le debite eccezioni, penso ad esempio a Wathcmen. Se invece penso agli X-Men, allo scempio che ne ha fatto e continua a farne Bryan Singer mi viene il nervoso. Come se decidessero di realizzare un film sull'Iliade solo che anziché assediare Troia la sceneggiatura prevede che tutti se ne stiano alle Mauritius. Licenze e libere interpretazioni che pensavo fossero per lo più appannaggio delle produzioni Marvel, molto più orientate a produzioni blockbuster.
Mi sbagliavo. Col senno di poi, mi interogo se questo Lanterna Verde rappresenti l'ennesimo scivolone commesso in nome del dio denaro o semplicemente una produzione sottotono desiderosa di autodistruggersi.
Di per sé l'ambientazione proposta e l'idea di fondo non sono malaccio: c'è questa caspita di forza cosmica che è la volontà che si contrappone alla paura, c'è un corpo d'armata interplanetario che si occupa del mantenimento dell'ordine ma potrebbe fare anche molto altro (ad esempio favorire gli scambi tra civiltà o combattere il daltonismo) e soprattutto c'è un supereroe che potenzialmente può far tutto. 
Basta che lo voglia.
E che il suo bersaglio non sia giallo.
Ergo, i cinesi sono salvi...
Ok, era una battuta infelice.
E comunque nel film si son pure dimenticati di questa mancanza e si son focalizzati solo sull'assenza di limiti delle capacità concesse dall'anello. Che non è da confondersi con quello di Sauron.

La prossima volta che devi fare autopsie
su cadaveri alieni, beh, arrangiati!
Motivo per cui si spera che il potere "verde" venga concesso solo a gente capace di intendere e volere e non a squilibrati immaturi. Invece sembra che il prototipo di essere umano ideale sia proprio un buzzurro spericolato. Guarda caso statunitense. Scelto così, randomicamente, senza metterlo alla prova, senza domandargli niente...
"Tu!"
"Chi, io?"
"Sì"
"...ok..."
Darbula e Sinestro
"D'ora in avanti sarai lanterna verde!"
"Ehm, potrei almeno cambiare nome? Tipo Capitan Volontà..."
"No"
"Oppure Mister Fantasia?"
Invece niente. Lanterna verde. Un nome del caspita ma questo han scelto i più forti guerrieri della galassia capeggiati dai più saggi esseri eterni del cosmo.
E se questo è il meglio che son riusciti a concepire... 
Comunque, dicevo, tra gli aspetti degni di nota del film, Blake Lively a parte, ho trovato molto interessante la contrapposizione che si viene a creare tra Hal Jordan e Hector Hammond, entrambi ricettacoli di poteri cosmici legarti alla mente/volontà ma uno destinato a diventare ancor più fico e a farsi la pupa di turno, l'altro a diventare brutto e cattivo. E a morire solo come un cane. 
Il temibile potere del rutto cosmico...
In effetti è un po' scontata come contrapposizione, però mi è piaciuto vedere lo sviluppo parallelo delle due diverse contaminazioni di cui sono vittime i personaggi: nessuno dei due si preoccupa di sé (oddio, sto cambiando, sto impazzendo, cosa mi succederà...) o si pone problemi sul potenziale pericolo rappresentato per quanti gli stanno attorno (e se li infettassi? e se mi emarginassero? e se mi internassero dopo che ho spiegato loro che mi è accaduto?), nemmeno pensano a sfruttare i propri poteri per fini nobili (potremmo fare i soldi, potremmo farci un sacco di ragazze...o entrambe le cose) o ad allearsi (in fondo, perché caspita ci stiamo menando?). 
Idem per i loro amici e conoscenti, manco uno che se ne esca con una reazione umana (poteri cosmici, dici...certo certo...esco un attimo a prender le sigarette...) o si spaventi (ocazzomerda sei entrato in contatto con razze aliene!) o si preoccupi per loro...niente...tutto normale.
Fantasia al potere...sì beh,
stiam pur sempre parlando di
un USAno...
Così come sembra esser una mera banalità, per il protagonista, viaggiare nel cosmo ed entrare in contatto con altre civiltà aliene. Tanto più che il capo delle lanterne sembra essere Darbula, di Dragonball °_°
Per cui, boh, credo che il protagonista meritasse di più, uno sviluppo più sensato e maturo (perché scegliere un modello e non un mega genio-creativo capace di usare la fantasia in modo imprevedibile e variegato?). Invece, per come sono andate le cose, cinematograficamente parlando, tutto è rimasto sul vago, presentando per altro delle semplificazioni paradossali: penso a Hector, che va a fare autopsie a cadaveri alieni (su diretto interessamento del padre senatore) e non viene messo in quarantena a scopo precauzionale; per non parlare delle distanze spazio-temporali del tutto devastate; o la contraddizione sul fatto che le lanterne non devono aver paura quando quei pochi elementi del passato di Hal che affiorano parlano di traumi e paure mai affrontate. 
Ta dan! E senza neanche usare
una cabina del telefono!
Il finale mi ha regalato un po' di emozioni per via della fantasia che finalmente viene liberata e che letteralmente prende forma...ma l'epilogo di Parallax si è rivelato a dir poco imbarazzante: fenomenali poteri cosmici...e minuscolo spazio per un cervello.
E pensare che fino a un attimo prima di devastare la Terra (sì, beh...un pezzo di città...) sembrava praticamente invincibile, capace di annientare mondi e lanterne verdi...
E io ti ripeto che nel copione sono
previste scene di sesso esplicito,
fidati...
Tempo tre secondi e invece si rivela un tale idiota...e se aggiungiamo che quello, in origine, era una divinità nel cui curriculum figura la creazione dell'universo, beh...
Peccato, insomma; le potenzialità c'erano eccome per creare una bella serie, magari concedendo più spazio all'allenamento sul pianeta Oa (tempo totale: 12 minuti), alla caratterizzazione delle varie Lanterne o alla definizione dell'ambientazione. Invece si è scelto di optare per altro. Una questione di volontà. O, più semplicemente, nemmeno regista, produttori e sceneggiatori hanno capito cosa stessero facendo con questo fumetto della DC.



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