domenica 12 aprile 2015

Contagion

Titolo: Contagion
Regia: Steven Soderbergh
Anno: 2011
Genere: thriller, fantascienza
Cast: Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Marion Cotillard, Kate Winslet, Jude Law. «continua Bryan Cranston, Laurence Fishburne, John Hawkes, Jennifer Ehle, Sanaa Lathan, Elliott Gould, Demetri Martin

La trama in breve:
Una malattia per molti versi simile all'influenza suina ma capace di svilupparsi anche per contatto con estrema rapidità sta colpendo il mondo. La comunità medica mondiale si trova in breve tempo a dover affrontare la ricerca di una cura e il controllo del panico che si diffonde progressivamente ovunque. Le persone reagiscono in modo diverso e a seconda della responsabilità che è stata loro attribuita o che si sono autonomamente conferita.  (fonte mymovies)

Il mio commento:
In questo periodo, complice il lavoro, qualche trasferta, qualche festività, qualche trasloco in corso, sono stato piuttosto impegnato e di conseguenza il tempo per cimentarmi con la visione di film, serie, anime ne ha risentito. In particolare mi spiace per House of Cards e Kiseiju - L'ospite indesiderato :(
Comunque, qualche film son riuscito a intravederlo, soprattutto pellicole di Almodovar che, penso, siano state acquistate in stock dalla Rai e trasmesse a più riprese in tv. E devo dire che pur avendo visto film diversi per genere e toni - La pelle che abito, La mala educacion, Gli amanti passeggeri - ho apprezzato abbastanza. Un giorno, probabilmente, recupererò le parti mancanti, non viste in quel di Olbia o qui a casa.
E dopo questo preambolo inutile ma per quanto poco dovuto, passiamo ora invece a un film che, pur essendo uno solo, racchiude al suo interno slanci e dinamiche che lo fanno sembrare più un collage che un progetto riuscito.  
Sinceramente non mi è piaciuto granché: l'ho trovato freddo, poco incisivo e poco coinvolgente.
Ma non tanto per il fatto di essere realizzato male, recitato male, gestito male e via dicendo, ma per quello che trasmette. Superato lo shock iniziale nel quale si fa capire allo spettatore che si sta avviando un'epidemia letale e sconosciuta, la narrazione procede poi in direzioni diverse. 
Da un lato ci sono le vicende personale di Mitch Emhoff che, in un colpo solo, perde compagna e un figlio, mentre lui risulta misteriosamente immune. 

Dall'altra seguiamo quel che combina il Dr. Ellis "Morpheus" Cheever a capo delle analisi sulla malattia e sul team che cerca di individuare una cura. Collegato a questa parte di film ci sono le vicende delle dottoresse Erin Mears e Leonora Orantes che procedono in zone diverse del mondo e con risvolti diametralmente opposti.
E infine ci sono dinamiche ammiccanti a complotti e azioni governative affidate al blogger-giornalista Alan Krumwiede, che sostiene la possibilità di curarsi grazie a rimedi naturali.
Condite il tutto con un po' di isteria collettiva, con gestioni dell'epidemia diverse a seconda della parte del mondo in cui ciò accade con la sola precisazione che l'Europa, l'Asia, l'Oceania praticamente non esistono...
Tutto questo per approdare a un finale che spiega l'origine di questa peste assassina e che giunge quando meno te l'aspetti. Per la cronaca, io stavo controllando l'orario per capire quanto potesse mancare, così da regolarmi se continuare o andare avanti con la visione. Poi, come spesso accade nel corso della visione di Contagion, noto che il contesto cambia. Mi dico "beh?". E invece stavo assistendo alla sequenza finale, circa 1 minuto scarso in cui si chiude il cerchio aperto con la signorina Beth Emhoff vista all'inizio, ossia la prima persona a contrarre il virus.
Mi spiace per il mezzo spoiler ma necessitavo farvi riferimento per far intendere quanto fosse stato scarno il bilancio in termini di emotività e interesse suscitato dal film. 
Probabilmente il taglio scientifico dato alla maggior parte delle sequenze, in cui si vedono ricercatori all'opera, scienziati che discutono, tecnici che ci provano ad arginare la mattanza di poveri cristi, riesce nel conferire senso e verosimiglianza alla storia ma sacrificando parte di spettacolarità ed emotività. Fermo restando che di una tragedia all'opera, di gente che ci rimette le penne pur di avvicinarsi alla comprensione di cosa sta accadendo...per cui, voglio dire, qualche emozione e riflessione il film tenta di veicolarlo. Ma, a mio avviso, qualcosa è andato storto.
Come anche non ha funzionato granché la parte affidata al blogger Krumwiede che pur alimentando sospetti su complotti in atto, risulta poco incisivo.
Per cui, per quanto il film risulti solido, ben confezionato e orchestrato a mio avviso rimane sulla sufficienza. 
Non capisco però se questo effetto e queste considerazioni mi nascano da aspettative disattese (non ci sono zomboidi da affrontare o effetti sconquassanti visivi con cui rappresentare l'infezione) o dal taglio dato alla questione "indagine e risoluzione dell'epidemia" che, appunto, si concentra su aspetti analitici e razionali.
Vero è che lo scenario proposto risulta abbastanza allarmante e fa capire quanto si sia vulnerabili, come umanità, di fronte a certe situazioni sebbene finisca anche per far credere che tutto possa essere risolto. E in tempi relativamente brevi e con un bilancio di vite umane piuttosto contenuto, se rapportato alla totalità di circa sette miliardi di individui che popolano il pianeta oggi giorno. 
Va in ogni caso dato merito a Contagion per il fatto di riuscire a far chiarezza (nei limiti del contesto mediatico) su come possano svilupparsi delle malattie e venir poi affrontate da studiosi e ricercatori, tematiche e fobie sempre molto attuali e mai banali in termini di risvolti e implicazioni.
Rimane a parte però la riflessione su eventuali concause attribuibili all'uomo (vedi mutazione di piante e batteri, inquinamento, radiazioni...), su cosa venga o non venga previsto in termini di controlli sanitari (sul cibo e la sua preparazione, sulle norme igieniche che regolano i rapporti di una società sempre più globale) o, infine, sull'argomento "rimedi naturali", visto che tutto si concentra su un certo tipo di gestione della sanità e che, ovviamente, riguarda solo gli USA. Le altre nazioni, misteriosamente, non hanno interesse a tutelare i propri cittadini o a scambiarsi informazioni per arginare il contagio. Da questo punto di vista, infatti, son rimasto un po' perplesso, mi aspettavo un mix di contrasti, accuse, beghe diplomatiche, screzi per questioni economiche...e invece...
Idem per il modo pacato e ordinato con cui la popolazione accetta il criterio di distribuzione del vaccino: ossia in base al giorno di nascita. E presumo che i governanti e i potenti del mondo abbiano tutti deciso di cambiare il proprio compleanno per farlo coincidere con quello estratto durante la prima selezione :-P




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