domenica 3 aprile 2016

The Shannara Chronicles

Titolo: The Shannara Chronicles
Episodi: 10
Anno: 2016
Genere: fantasy

La trama in breve:
Ambientata centinaia di anni dopo le Grandi Guerre che hanno portato alla distruzione della vecchia civiltà, la serie segue le avventure della principessa elfa Amberle Elessedil, nipote del re Eventine Elessedil, del giovane mezzelfo Wil Ohmsford nipote di Flick, figlio di Shea Ohmsford e discendente del primo re Shannara, e della nomade Eretria, "figlia" acquisita di Cephalo, un importante capoclan dei Nomadi; i tre inviati da Allanon, ultimo druido di Paranor, si imbarcano in un viaggio per salvare l'Eterea (nome originale Ellcrys), antico albero nato dalla magia che ha la funzione di mantenere in vita il Divieto, regno creato anch'esso dalla magia dove ogni creatura malvagia è imprigionata, e proteggere le Quattro Terre dall'esercito demoniaco.  (fonte wikipedia)


Il mio commento:
Dei libri di Terry Brooks qualcosa, negli anni, ho avuto modo di leggere: la trilogia del Verbo e del Vuoto, la trilogia della Genesi di Shannara, la Canzone di Shannara, il Viaggio della Jerle Shannara.
Non ho letto quindi il romanzo Le pietre magiche di Shannara da cui questa serie è tratta ma, fondamentalmente, una minima idea dell'ambientazione e di come scrive Terry Brooks ce l'ho.
Per cui, quando a suo tempo scoprii che era in lavorazione una serie Tv ispirata a queste sue opere fantasy, rimasi piacevolmente colpito dalla notizia. Per di più, i primi trailer mi avevano ben disposto, lasciando intravedere ottime ambientazioni e discreti effetti speciali, con sfoggio di poteri magici e creature demoniache pronte a seminare morte e distruzione.
A ridosso dell'uscita della serie, lessi poi titoli del tipo "la nuova serie fantasy che sfida The Game of Thrones..." e, di conseguenza, giusta trepidazione e aspettativa. Al contempo mi domandavo: "mi di cosa stanno parlando?"
Indubbiamente tra le opere di Brooks e di Martin ci sono innumerevoli differenze, per modo di narrare, per elementi presenti nelle storie proposte, per intreccio, per approfondimento e caratterizzazione: sono due autori profondamente diversi.
Per cui, ecco, credo che l'accostamento tra le due opere sia abbastanza fuori luogo ma, se non si ha ben chiara questa premessa, si rischia di travisare la serie.
Ordunque, di per sé, questo Shannara Chronicles è infatti un prodotto molto semplice, prevalentemente pensato per un pubblico giovane e che non presenta particolari complessità nello svolgimento: persino le conseguenze degli eventi più gravi sembrano aver poco riverbero e tutto si supera in fretta o viene accettato con facilità (t'oh, esistono i demoni; t'oh, ora siamo alleati con gli gnomi; t'oh, il re è morto...). 

Un prodotto di puro intrattenimento, ben confezionato, con discreta profusione di capitali ed effetti speciali (vedasi soprattutto nella resa degli effetti magici e dei demoni), con un buon cast capace di catalizzare l'attenzione del pubblico grazie anche alle varie scene votate al puro fanservice. 
Di conseguenza, problematiche legate a copertura di distanze o temporalità degli eventi, o anche solo di sudorazione e alimentazione, visto che a muoversi a destra e a manca sono per lo più pulitissime belle persone che sembrano non risentire più di tanto di fame, sete o stanchezza. Nemmeno quando si trovano in mezzo a vette innevate...
Ci sono varie lacune e semplificazioni, e sinceramente non considero questa serie al medesimo livello di Game of Thrones, tranne forse per il numero di personaggi principali morti ammazzati. Somiglia di più al Signore degli Anelli, se vogliamo, con i dovuti distinguo - tra l'altro mi pare l'abbiano girata in Nuova Zelanda pure... - , ma fondamentalmente intrattiene e possiede una sua completezza e una sua profondità, considerando soprattutto la missione di Amberle e ciò che, nell'ultima puntata, dovrà compiere.
Tra gli elementi che mi hanno convinto di più ci sono stati la resa dell'ambientazione, fantasy sì ma con contaminazioni dal mondo "antico", rovine abbandonate, costruzioni semi distrutte, relitti e carcasse di veicoli ricoperte da vegetazione... anche l'abbigliamento degli esponenti delle varie razze ammicca ad abiti attuali, con felpe e maglie non propriamente in linea con l'idea media che la gente ha in testa nel pensare a elfi e gnomi. Anche la presenza di qualche arma da fuoco - anche se non so se fosse così nel libro - l'ho trovata interessante così come il velato suggerimento che elfi, gnomi e troll siano più il risultato di contaminazioni ed evoluzioni dalla razza umana che razze a sé (ad eccezione degli elfi, in realtà).
Il personaggio di Allanon è poi uno dei più sfaccettati, anche se forse non è propriamente uguale a come era nel libro: me l'aspettavo più alto e vecchio, meno fisicato, meno incline a usare armi e ingaggiare scontri non magici. Però ha una sua autorevolezza, una sua forza e un carisma ambiguo, rude e sofferente. E' infatti un personaggio "solo", incompreso, che deve compiere scelte discutibili e farsi carico delle derivanti responsabilità. Non uno a cui le cose vanno sempre per il verso giusto, sia chiaro, e che non riceve nemmeno riconoscimenti pubblici per sacrifici e imprese compiute. Un personaggio che funge da mentore per i protagonisti un po' come Gandalf lo era nella compagnia dell'Anello. E forse per differenziarsi un po' hanno optato per l'attore Manu Bennet.
Un altro elemento interessante ma che è stato gestito male è quello della magia, più che altro per quanto riguarda il "pegno" che essa richiede in cambio: quando infatti Allanon o Wil ricorrono al potere magico subiscono dei danni, lesioni o bruciature oppure, alla lunga, perdita di sé. Tutti elementi che creano profondità e conferiscono tragicità alle scelte dei personaggi ma che, nella prosecuzione della serie, finiscono per venir meno e cadere nell'oblio. 
L'unico personaggio che, per certi versi, sembra subire maggiormente gli effetti collaterali del ricorso alla magia, anche a causa della contaminazione da parte del Dagda Mor - un druido rinnegato tramutato in demone che capeggia le creature malefiche liberatesi dal Divieto - è Bandon, elfo che Wil, Amberle e Allanon prendono con sé dopo averlo trovato segregato in una casa. Elfo che, casualmente, palesa facoltà fuori dal comune come la chiaroveggenza... e in un mondo in cui la magia è cosa rara, beh, lascia un po' stupiti...
Questo personaggio è tra l'altro divenuto un mezzo per dare una speranza/illusione ai fan di una possibile seconda stagione della serie: nell'ultima puntata ci viene infatti mostrato ormai asservito al Male e con in mano un artefatto maledetto...
Che poi, se ci fosse una seconda stagione, potremmo anche scoprire qualcosa di più su Eretria, vedendo quel che accadrà alla giovane nomade nel prigioniera dei troll e trovando risposta a quel "sei tu?". 
Mi spiace invece per Poppy Drayton, che difficilmente potrà esserci nell'eventuale seconda stagione :-(  Tutto sommato non mi è spiaciuta nella sua interpretazione di Amberle anche se ho sempre una certa difficoltà nell'accettare personaggi femminili che da un contesto nobiliare, principesco e protetto si trovano a proprio agio in mezzo a boschi e pericoli, a strisciare nel fango e dormire all'addiaccio, senza potersi lavare o anche solo cambiare di abito...
Cercando informazioni in internet non vedo confermate notizie di eventuali nuove stagioni anche se, forse, è un po' troppo presto per parlarne. 
A sensazione, gli incassi e i consensi di questa serie non sono stati quelli che sperava Mtv, ma non nego che non mi spiacerebbe vedere qualcos'altro di Brooks trasposto in serie tv, magari optando per una narrazione più matura e meno semplicistica, con tempi narrativi meno incalzanti e con meno "pulizia". 
Vedremo quindi che accadrà in seguito e se quei bellocci di Wil e Ander, che fondamentalmente son quelli che ci han guadagnato più di tutti per come son andate le cose :-)



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