giovedì 29 dicembre 2016

Kill Ball

Titolo: Kill Ball
Autore: Carlton Mellick III
Traduzione: Tatiana Sansone
Editore: Vaporteppa (*)
Genere: romanzo breve, Bizarro Fiction
Pagine: 92 (circa)

La trama in breve:
In un futuro in cui le persone sono obbligate a isolarsi dentro bolle di plastica colorate per interagire, senza potersi nemmeno vedere, i locali di spogliarello sono diventati l’ultimo tabù. In bolle trasparenti le spogliarelliste soddisfano il bisogno di contatto umano dei maschi, ma Kill Ball, un inarrestabile serial killer, vuole ucciderle tutte. Colin è innamorato di una spogliarellista, Siren, e la sua vita cambierà quando Kill Ball la prenderà di mira. 

Il mio commento:
Come accennato in uno dei precedenti post, ho dato fiducia al progetto editoriale Vaporteppa e acquistato un elettrolibro da loro pubblicato. Ho puntato su questo Kill Ball sia perché il prezzo è molto appetitoso sia perché non avevo mai letto nulla né di Mellick né di Bizarro Fiction, che mi incuriosiva assai.
A tal proposito, vista la mia ignoranza, ho trovato apprezzabile assai la nota dedicata a questo genere in modo da fornirne coordinate e riferimenti al lettore. Giusto per sintetizzare, la Bizarro Fiction mescola elementi fantasy / sci fi con il grottesco, il surreale, l'assurdo, anche se, mi rendo conto, detta così non è che spieghi poi molto. Fatto sta che siamo di fronte a un libro in cui, come accenna lo stesso Mellick, viene presa un'idea incredibilmente ridicola e viene affrontata con serietà. Il che ci porta all'ambientazione proposta che, seppure possa sembrare insensata e del tutto demente, permette lo sviluppo di una storia intrigante (ora che ci penso, chissà se anche il mio "Viola 76" può, almeno in parte, ricondursi a questa tipo di narrativa...). Trattandosi di un romanzo breve, alcune dinamiche sono per forza di cose semplificate e il numero di personaggi proposti, nonché caratterizzati, è minimale. Le spiegazioni del perché e per come si sia arrivati al futuro distopico descritto sono centellinate ma tutto sommato sufficienti a farsi un'idea e ad appagare la curiosità del lettore.
Quel che è certo è che lo scenario descritto non costituisce affatto un idillio ed espone l'umanità a tutta una serie di comportamenti, scomodità e difficoltà pur di garantire la propria sopravvivenza. Viene da chiedersi se effettivamente sia vita quella condotta dentro una bolla di plastica. 
Di contro, l'immagine proposta non è altro che l'esasperazione di fenomeni quali l'asocialità da dipendenza tecnologia oppure la fobia di malattie fisiche, immagine che in questo senso induce a riflettere e a preoccuparsi. 
Ancor di più produce terrore l'idea che un male invisibile e incontrastabile abbia minato uno degli elementi essenziali per la sopravvivenza, come l'aria, tematica sempre molto attuale se consideriamo il livello di inquinamento raggiunto oggi giorno e l'effettivo sforzo per ridurre lo scempio dell'unico pianeta a nostra disposizione.

Comunque sia, lo scenario proposto è abbastanza deprimente. Nessun contatto esterno, nessuno contatto umano, ognuno DEVE restare un mondo a sé.
Lo stesso protagonista non si presenta al meglio: ha causato la morte della madre (una dei primi infettati dal "virus"), anche con il padre non gli è andata bene, è terribilmente solo, è un ex-giocatore fallito...insomma, non un vero e proprio eroe. La solitudine e l'assenza di contatto umano regolano la sua esistenza motivo per cui si spinge in cerca di "compagnia" presso le spogliarelliste finendo per innamorarsi di una di queste e trascinandosi, al contempo, dentro a qualcosa di più grande e complesso di quello che in apparenza può sembrare il mero operato di un killer seriale.
Considerando come inizia il romanzo, sinceramente non mi sarei aspettato l'evoluzione che invece la storia prende giungendo a una conclusione che vira verso la fantascienza. Seppure in versione grottesca e con un connubio uomo-plastica che si mostra raccapricciante e desolante al tempo stesso. Il finale resta vagamente aperto tuttavia non delinea un quadro edificante, considerando che la maggioranza dell'umanità (o per lo meno la gente che popola la città in cui si svolgono le vicende) finisce per "evolvere" in una forma tutt'altro che dignitosa e desiderabile. Un escamotage, quello dell'evoluzione, che risulta un po' forzato ma tutto sommato trova un suo senso nel quadro delineato dall'autore.
Al di là di ciò, sono comunque rimasto abbastanza soddisfatto dall'esperienza di lettura proposta. Lo stile di Mellick è più che buono, molto incisivo e schietto, fatto di periodi brevi e dialoghi diretti. Elementi questi che favoriscono l'avvicinamento del lettore e maggior coinvolgimento, soprattutto considerando la brevità del testo e le dinamiche che si vengono a innescare per via della presenza dell'implacabile e onnipresente Kill Ball, una sorta di terminator sferico determinato nel compiere un'importantissima missione.
Mi ha anche convinto la trattazione "seria" di un'idea assurda come quella di un'umanità costretta dentro a sfere di plastica e che può sopravvivere solamente in connubio con droidi di servizio e un mondo esterno modificato per favorire spostamenti e interazioni tra palle: le strade sono ricoperte di gomma, cibo ed escrementi vengono introdotti o espulsi dalle sfere tramite sportellini, pure l'informatica è onnipresente in termini di controlli e pagamenti in real time. Sarebbe stato interessante aver avuto qualche scorcio in più in merito alla vita proposta in quel futuro - ad esempio come avvengono gli interventi chirurgici o la manutenzione delle sfere o la produzione del cibo? - ma per forza di cose ci si deve accontentare. 
Credo comunque che questo Kill Ball possa costituire un buon assaggio di quella che è la narrativa di genere bizarro fiction tutto sommato senza esagerare con situazioni grottesche oppure senza insistere troppo su elementi bassi come possono essere quelli legati allo splatter o alle secrezioni corporee che potrebbero far storcere il naso a lettori non avvezzi a tali scene (tipo me).    



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