sabato 7 marzo 2020

Ajin Demi-Human (season 2)

Titolo: Ajin Demi-Human (season 2)
Studio d'animazione: Polygon Pictures 
Anno: 2016
Numero episodi: 13

La trama in breve:
La seconda stagione continua da dove si era fermata la prima stagione, seguendo le vicende degli Ajin (una nuova razza umana capace di sanare le proprie ferite, resuscitare ed evocare misteriosi golem) che, di fronte alla minaccia rappresentata da Sato, scelgono se collaborare con quest'ultimo per una sorta di rivolta capace di destabilizzare la società attuale o ostacolarlo, alleandosi con Kei Nagai ....

Il mio commento:
Della prima stagione di Ajin Demi-Human avevo parlato quasi un anno fa (qui potete trovare il link al mio commento). Ne ero rimasto piacevolmente soddisfatto e quindi eccomi a scribacchiare qualcosa sulla seconda stagione, di cui ho recentemente concluso la visione su Netflix.
Innanzitutto, un po' come per la Casa di Carta, prima e seconda stagione sono in realtà un unico arco narrativo che esplora l'ambientazione e i personaggi proposti, concentrandosi in particolar modo su Kei e su Sato senza tralasciare del tutto anche gli altri co-protagonisti.
Inutile dire che la coalizione di Ajin terroristi organizzata da Sato cresce, nella storia, per pericolosità e deriva: non è affatto facile fermare chi non ha nulla da perdere ma, soprattutto, può rigenerarsi e resuscitare. Se a questo aggiungiamo una buona preparazione militare, la presenza di un hacker tra i militanti e una discreta capacità tattica e strategica, vien da sé che il rischio di veder il governo giapponese soccombere è alto.
Di contro, coloro che possono contrastarlo sono un gruppo eterogeneo composto da agenti speciali ben addestrati (ma umani) e tre Ajin per lo più inesperti e che, per altro, devono agire nell'ombra per non rischiare di venir catturati da quello stesso governo che vogliono aiutare e che ha sguinzagliato squadre di agenti speciali anti-ajin.
In tutto ciò si incastrano vicende personali e approfondimenti sui personaggi che ci permettono di comprendere meglio i rapporti che si son venuti a creare tra di loro (in particolare tra Tosaki e Izumi) oppure di introdurre qualche elemento a sorpresa (come il golem alato che può venir evocato da Takeshi Kotobuki, un personaggio secondario che facilita l'incontro tra Kei e l' "amico" Kaito, funzionale a rincuorare il protagonista dopo una discreta crisi di panico dovuta a Sato...).



Come nella prima stagione, anche in questa la narrazione procede con buon ritmo, senza annoiare, e inscenando quasi una partita a scacchi, dove sangue freddo e strategia possono fare la differenza. Non mancano ovviamente i colpi di scena - soprattutto posti a fine puntata e/o in occasione dei confronti con Sato - e qualche deriva di trama - vedasi coinvolgimento di agenti speciali americani - funzionale, probabilmente, ad ampliare lo scenario in vista di una terza stagione. Tra l'altro, proprio la presenza degli agenti americani lascia intuire un certo maschilismo da parte degli autori visto che sia Izumi Shimomura che Carley Myers sono entrambe Ajin donne al servizio di umani autorevoli che le trattano come pezze da piedi ma che ugualmente desiderano venir trattate male, ci tengono anzi...

Al di là di queste dissertazioni che lasciano il tempo che trovano, dicevo, la serie procede con un discreto raziocinio e non perde l'atmosfera che riesce a costruire, giocando con elementi fanta-horror. A livello visivo e grafico può convincere o meno ma, a mio avviso, è decisamente ben realizzata: la computer grafica è molto presente ma consente di creare forti contrasti di luce e ombra, proponendo una resa estetica di buon livello e una parvenza da film.
Mi spiace invece che la stagione si sia chiusa in modo repentino e nemmeno in modo soddisfacente, senza un vero e proprio finale ma lasciando intendere che una terza stagione è in arrivo. Molto probabilmente, non con Sato come antagonista (anche se, essendo un ajin, mica è morto...). Sarà interessante vedere quali conseguenze e quali reazioni ci saranno, soprattutto da parte della gente comune, dopo la scia di sangue lasciata dai terroristi, considerando il fatto che sono poi stati degli Ajin a fermarli (in extremis).



Piaciuta poi la crescita e la profondità conferita a Kei Nagai che, seppur con alti e bassi, abbandona il suo atteggiamento distaccato e cinico prendendosi a cuore invece una missione degna del più classico degli eroi. E non acclamata come tale, ovviamente, anzi, vissuta nell'ombra e tenendo lontane le persone che più gli stanno a cuore.
Vedremo ora che accadrà e se, più in là, Netflix proporrà il terzo atto dell'anime.



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