domenica 24 gennaio 2010

..:: Balls of Fury ::..

Titolo: Balls of Fury
Regia: Ben Garant
Anno: 2007
Genere: Azione
Cast: Dan Fogler, Christopher Walken , George Lopez , Maggie Q , James Hong

La trama in breve:
Un ex-giocatore di ping-pong viene reclutato dalla CIA per una missione definita top-secret: infiltrarsi in un torneo mondiale e affrontare Fang, un temibile giocatore di ping-pong, ma anche capo della mafia. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ebbene sì, lo confesso: di tanto in tanto qualche film demenziale ci vuole. Personalmente però amo quelli in stile Hot Shots, Una Pallottola Spuntata, L'aereo più pazzo del mondo, Austin Powers. Film completi e più che dignitosi in cui c'è una trama e una certa qual coerenza. Talvolta più approfondita rispetto ad altre produzione dichiaratamente più "serie", senza contare l'inserimento di gag e trovate assurde. Cosa che, in effetti, capita anche nelle grandi produzioni hollywoodiane (pensiamo al primo Transformers, per dire).
Questo Balls of Fury doveva essere in linea con i film di cui vi accennavo poc'anzi, quindi con una trama legata ad un certo filo logico condita da situazioni paradossali e demenziali. E in parte lo è, seppure con notevoli "omissioni" per accelerare i tempi della narrazione.
Già il fatto di aver scelto il ping pong - o, come lo chiamano i cinesi, ping pong - come fucro del film è indizio di qualcosa di folle e assurdo. Soprattutto per una produzione statunitense.

Se poi ci aggiungiamo un contesto eroico, una missione segreta, un torneo internazionale, qualcosa a metà tra "Senza Esclusione di Colpi" e "Mortal kombat", con partecipanti 
provenienti da ogni Paese del mondo, con tanto di bullet-time alla Matrix in occasione dei momenti più salienti, un maestro (cieco) di origini cinese che finisce nei guai con la sua comunità per aver insegnato ai bianchi (tipo Bruce Lee?)...beh, il successo potrebbe essere assicurato.

Purtroppo invece non va affatto così.
La visione, per carità, regala svariati momenti di demenza (quando mai una persona viene stesa a causa della veemenza di un tiro a ping pong? O un boss della mala ti chiede informazioni stradali dopo averti consegnato un invito esclusivissimo per un raduno illegale?) o di riflessione sulla facilità con cui un solo e unico fallimento, se erroneamente gestito dai media, basti e avanzi a stroncare la vita di una star.
Però al contempo risulta fiacca e scarna, poco convincente.
Un vero peccato, anche perchè alla produzione han preso parte nomi relativamente noti del cinema (Christopher Walken e Robert Patrick, per dire, senza contare che lo stesso James Hong ha un cv artistico più che discreto) e i presupposti per qualcosa di più grandioso c'erano tutti.
A partire dalle musiche e dalla scelta del protagonista: tutto fuorchè un atleta o un agente segreto.
In ogni caso, siamo anni luce avanti rispetto a qualunque film comico italiano degli ultimi tempi e molto meglio rispetto ad altri, di matrice hollywoodiana, che ho visto recentemente (ad esempio Zohan).


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