sabato 9 gennaio 2010

..:: Il mondo dei replicanti - Surrogates ::..

Titolo: Il mondo dei replicanti - Surrogates
Regia: Jonathan Mostow
Anno: 2009
Genere: Azione / Fantascienza
Cast: Bruce Willis, Radha Mitchell, Rosamund Pike, James Francis Ginty, Boris Kodjoe

La trama in breve:
L'agente Greer e l'agente Peters sono chiamati a investigare sull'uccisione del figlio del dottor Lionel Canter. In realtà nessuno dei tre è umano. Né Greer, né la sua collega né tantomeno il figlio di Canter. Costui è l'inventore dei ‘Surrogati', automi che assumono l'aspetto che ogni umano desidera, uscendo in sua vecenella vita reale e lasciando il proprio ‘originale' in carne ed ossa a casa al sicuro. Nel mondo ce ne sono ormai un miliardo ma sta accadendo qualcosa di molto strano e pericoloso per loro: sembra esserci un virus che, uccidendo il simulacro di cavi e acciaio, distrugge anche il cervello dell'umano a lui collegato. Greer vuole andare a fondo; dapprima come macchina e in seguito come essere umano. (fonte mymovies)

Il mio commento:
A dir la verità ero un po' incerto in merito a questo film, che visto ieri sera al Cinecity di Limena. Tutto sommato è stata una piacevole visione però rimane un film a tratti superficiale e troppo concentrato sull'azione più che sull'ambientazione fantascientifica in sè. L'idea alla base della storia, tratta dal fumetto "Surrogates", è in ogni caso intelligente e permette svariate aperture per riflessioni sulla società moderna, i valori che coltiva e le direzioni verso cui può svilupparsi grazie alla tecnologia.
L'utilizzo dei surrogati (surroghi, per gli amici) da semplice possibilità di vita per i più sfortunati è divenuta prima una moda e poi una vera e propria esigenza. Qualcosa che, volendo, si può accumunare alle quotidiane esperienze "di vita" attraverso cellulari e social network: non ci si espone più in prima persona ma si lascia che un "inganno cibernetico", un avatar, viva in pubblico al posto nostro. Un essere per certi versi più potente e perfezionato, migliore, rispetto a quello che, invece, risultano le comuni persone umane che lo utilizzano.
Ecco allora che tutti i rapporti umani sono sfalsati, che nessuno sa più con chi sta realmente interagendo. Mentre il proprio surrogo ci consente di vivere con gli altri, noi, ovvero le persone umane "biologiche", ci rintaniamo in casa e viviamo al riparo di stanze, pareti e finestre. Erigiamo attorno a noi delle protezioni tanto rassicuranti che non vogliamo abbandonarle mai, nemmeno per esporci "al naturale" ai nostri cari. Quasi rifuggendo la nostra stessa umanità, le emozioni e la fragilità che ci sono proprie.
La tecnologia e l'economia, sempre pronta a creare bisgoni e a sfruttarli, creano quindi le basi per un eden di perfezione apparente, in cui non esistono difetti "fisici" e in cui tutto è sicuro. Non ci sono omicidi, rapine, crimini...o almeno ce ne sono molto pochi. Persino le guerre diventano un'esperienza fittizia, da videogame.
Da un lato uno scenario simile può anche apparire affascinante e positivo, artificioso e artificiale, ben reso nel film dal cast selezionato e appositamente truccato per apparire "finto", però ovviamente comporta innumerevoli problemi etici e sociali. Soprattutto si finisce per perdere la propria umanità, fino a sembrare dei "malati" costretti alla reclusione, dimentichi persino delle sensazioni e delle emozioni che ci rendono umani: banalmente, dalle esperienze tattili e sonore a quelle più contingenti e squisitamente naturali. Mangiare e bere, ad esempio, sono esperienze aliene, che non contano più (spoiler di Leo: se mai vedrete il film, interrogatevi in merito a questo aspetto dopo l'uccisione di un certo leader...). Addirittura mi domando chi faccia le pulizie, la spesa o come facciano gli operatori a capire che devono andare in bagno visto che "vivono" costantemente in un corpo alternativo, che in soldoni è un terminator comandato in wifi.
Analogamente la procreazione e il sesso sono elementi del tutto assenti, stimoli difficili da vivere. C'è il gioco alla seduzione, per carità, all'apparire bellissimi e perfetti però al contempo..."Dove sono i bambini?", mi son domandato io. Capisco quello di Bruce Willis, morto per ragioni di copione, ma tutti gli altri? E un po' di voglia di se$$o non ce l'hanno mica i nostri protagonisti? Soprattutto considerando che la gente che per 40-50 anni ha vissuto in modo naturale credo ancora rammenti cosa significhino certe esperienze... e che l'essere circondati da donne bellissime e maschioni aitanti dovrebbe pungolare la libido uman.
Invece niente...
Da questo punto di vista quindi il film mi pare un po' superficiale, senza contare che non mi è chiaro come avvenga la connessione e la disconnessione dal surrogo. Un po' rocambolesche poi le trovate dell'arma che fulmina l'operatore, tramite folgorazione dell'androide cui è connesso, e dell'impulso che permette di forzare la disconnessione dal server principale. Comprensibili ma molto semplicistiche come trovate...soprattutto per come vengono "scoperte" e assemblate nella trama.
Altro dubbio infince che ho riguarda la manutenzione e il funzionamento in sè dei surrogati: che sistema operativo montano? Windows? E se appare la schermata blu di morte che succede, si deve premere Control+Alt+Canc? E se si perde la connessione?
E ancora, han bisogno di olio, pulizia, cinghie....oppure basta solo un po' di corrente elettrica? E quanto pesano se, pur essendo costituiti di acciaio e quant'altro, balzando sopra le auto non le fanno nemmeno sobbalzare?
Possibile poi che nello scenario proposto dal film, accanto al movimento del "profeta" per un ritorno all'umanità "vera", non ve ne sia qualcuno di tipo criminale che magari punti al controllo dei surroghi? O a utilizzarli per uno sterminio di massa o che incentivi procedure di hackeraggio per fini biechi e meschini?
In definitiva, un buon film ma che poteva essere approfondito e meno scontato se fosse stato girato più in chiave fantascientifica che secondo uno stampo "d'azione". Anche perchè, in fondo, di spunti ne offre e, in parte, va a proporre un contesto che potrebbe richiamare Asimov e altri grandi della letteratura mondiale.




Un'ultima riflessione: siamo sicuri che poi saranno gli USA lo stato pioniere nell'era della robotica? Capisco la mania a mostrarsi al mondo come unica vera ed autentica potenza in tutto ma, non è forse più facile che invece l'innovazione tecnologica arrivi dal Giappone dove addirittura lo Stato sta investendo e puntando sulla diffusione di automi nella vita di tutti i giorni?
Giusto come riferimenti: Ping pong (video 1 e video 2), Repliee Q2 (video 3) e per finire un articolo da Punto-Informatico.

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