domenica 9 settembre 2012

..:: The Horde ::..

Titolo: The horde
Regia: Yannick Dahan, Benjamin Rocher
Anno: 2009
Genere: horror
Cast: Claude Perron, Jean-Pierre Martins, Eriq Ebouaney, Aurélien Recoing, Doudou Masta

La trama in breve:
Quando un loro compagno viene assassinato dal trafficante nigeriano Adewale, quattro poliziotti corrotti pianificano una violenta vendetta e decidono di penetrare nel suo rifugio, situato all'ultimo piano di un fatiscente edificio della banlieue parigina. Adewale intuisce l'arrivo dei poliziotti e fa fuoco per primo, uccidendo l'agente Jimenez che, una volta morto, ritorna in vita cercando di mordere i compagni. È solo l'inizio di un assedio da parte di un'orda di zombi che hanno circondato l'edificio affamati di carne umana. (fonte mymovies)

Della serie: cominciamo bene...
Il mio commento:
Già notato qualche tempo fa, ho avuto oggi l'occasione, il tempo e la volontà di vedermi codesta produzione francese avendo in mente solo qualche fotogramma del trailer visto n*mesi addietro.
E confesso che mi è piaciuto.
Orrorifico, incalcante, violento e splatteroso, condito da qualche situazione al limite del demente (più che demenziale), decisamente hardcore nel proporsi come "estremo".
Ok, il pretesto narrativo, l'ambientazione e la trama sono molto risicati. E ci sono vari punti in cui lo spettatore potrebbe insorgere gridando "ma che cazzo, sei un deficiente!" al personaggio di turno.
Claude Perron: ruolo decisamente
diverso e più complesso che
in "Il meraviglioso mondo di Amélie" 
Espedienti spicci per collocare personaggi appartenenti a gruppi "opposti" all'interno di una situazione impossibile o, comunque, per garantire quella certa sequenzialità agli eventi.
Ecco allora che criminali e "buoni" si trovano a collaborare per tentare di sopravvivere all'invasione di zombies che sta dilagando a ... Parigi credo. Forse nel mondo. 
Impossibile conteggiare i colpi di arma da fuoco, così come risulta futile ogni freno inibitori: la violenza, la furia quasi animalesca diviene l'unica risposta agli implacabili zombies che infestano il palazzo e che, fuori, premono per dilagare all'interno. 

Non che dentro sia tutte rose e fiori, sia chiaro, visto che gli stessi inquilini hanno un che di grottesco e sanguinario: il portiere è un patito delle armi (nell'armadio ha una mannaia, due mitra, fucili a pompa....) e l'arzillo Renè, un panzone settantenne, si dimostra eccessivamente a proprio agioa maneggiare asce o mitragliatori...quando non è intento a fabbricare bombe °_° 
Quanti film di zombie dovrete ancora
guardare prima di capire che è
del tutto inutile sparargli?
Al di là di queste inezia, le luminosità cupe e intermittenti così come le innumerevoli tracce di sangue che si sprecano su muri e pavimenti piuttosto che i continui contrasti tra i personaggi contribuiscono a mantenere alta la tensione e a non dar respiro a chi assiste al film. Spettatore che viene pure chiamato in causa in alcune sequenze che adottano un punto di vista "in soggettiva", avanzando nel buio pesto seguendo solo il fascio di luce di una torcia... 
Quanta bella gente si può trovare
nello scantinato...
Lo scenario proposto, sebbene non spiegato e approfondito, semmai vagamente fatto intendere dagli effetti della distruzione che si scorgono in lontananza o dallo schermo di una tv, fa subito comprendere che, di fatto, non c'è rifugio alcuno. Niente tregua, insomma, nemmeno la speranza di un lieto fine o del ritorno a un mondo "normale".  
Per di più, come accade in "28 giorni dopo" di Boyle o, in parte, nella serie "The Walkind dead", i non-morti proposti sono molto reattivi, affamati e micidiali. Basta un loro morso per diventare infetti e condannati come loro. Consci di ciò, ugualmente i nostri hanno anche il tempo per tentare lo stupro di una giovane donna già mutata in zombie...ok, la gente fa cose assurde quando si trova in situazioni disperate e, magari abusa di cocaina, però non rammento di scene analoghe in altri film del medesimo stampo.
...ad esempio lui...
Ma la scena che più prepotentemente si imprime nella memoria dello spettatore (e che personalmente mi ha fatto godere) è la strenua battaglia combattuta da Ouessem (interpretato da uno sconosciuto Jean-Pierre Martins che mi ricorda il comico di Watchmen) nel parcheggio sotterraneo del palazzo: dapprima adotta una posa da super-sayan incazzato mentre attende "l'orda", dopodiché si fa largo a spintoni e cazzotti per conquistare il tetto di un'autovettura posteggiata, quindi colpi di pistola fino all'esaurimento di caricatori, poi la furiosa difesa ricorrendo alla mannaia fino a che non rimane incastrata nel cranio di uno zombie, poi ancora botte, pugni, gomitate...e alla fine, l'orda, centinaia e centinaia di zombies urlanti che lo stanno braccando - stile fans in delirio dinnanzi al palco di qualche rockstar - hanno la meglio su di lui e ... non vi dico che accade. 
Quant'è bello ammazzare gli zombie..
trallallero trallalà...
Questi fessi non sanno salire sopra
le macchine....
trallallero trallalà...
Vi spoilero solo che, se per caso dovessero realizzare un finale, mi sa che la protagonista sarà decisamente femmina... *_*
Detto questo, consiglio The Horde a tutti gli amanti dello splatter e delle situazioni disperate, o da chi si compiace dello spettacolo offerto da luoghi angusti fiocamente (o per nulla...) illuminati, non tanto da chi ricerca trame particolarmente articolate o situazioni poetiche stile "A single man" (visto su Rai4 qualche sera fa...decisamente un'altro genere di film :-) ).





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