domenica 26 maggio 2013

..:: Viaggio a Qingdao, Cina (2) ::..

Proseguendo con il mio resoconto dell'esperienza in Cina, dopo le divagazioni in merito al viaggio in sé, direi che è d'uopo parlare un po' dell'amena cittadina in cui sono stato.

Qingdao, la città

Fin da subito, da quando cioè abbiamo abbandonato l'aeroporto e, a bordo dell'auto del maestro Chen Le Ping, ci siamo diretti verso il centro di Qingdao ho iniziato a realizzare quanto fosse da rivedere il mio concetto di "Cina". Saranno stati i film wuxia e di arti marziali, saranno certi preconcetti che riguardano i paesi orientali ma mi aspettavo abitazioni basse, magari in legno e pietra, che richiamassero l'idea dei templi, dei dojo, o di costruzioni tipo quella dell'immagine qui a lato.

Ebbene, stoltamente, mi sbagliavo assai.
Già il fatto di trovarsi a percorrere strade a due o tre corsie, ampie e popolate da auto di grossa cilindrata, lungo quartieri popolati da schiere e schiere e schiere e schiere di imponenti palazzoni ha fatto sorgere in me qualche legittimo sospetto.
Va comunque detto che Qingdao non è esattamente una piccola cittadina, bensì un'amena città il cui territorio si estende per circa 11 mila km quadrati (e se consideriamo che il Veneto ne occupa 18 mila...) e che  conta più o meno 12 milioni di abitanti (anche se qualcuno parlava di 20 milioni, probabilmente considerando lavoratori, turisti, abusivi, zone limitrofe e chi più ne ha più ne metta). Per di più nel passato, a inizio del secolo scorso, ha avuto dominazione tedesca cosa che, indubbiamente, ha lasciato il segno in termini di edilizia e, soprattutto, in fatto di birra. Non a caso, tra i prodotti tipici si annovera la birra tsingtao ^_^
Veduta, dal basso, della
banca in cui siamo stati
a cambiare euro in yuan
Nella zona centrale, il numero di palazzi che sfidano il cielo è impressionante e, nel complesso, l'immagine che ne emerge è quella di una città molto "occidentale" e moderna. Le costruzioni sono piuttosto recenti e continuamente si scorgono operai e cantieri all'opera per realizzare ulteriori edifici, sempre più alti, sempre più imponenti. E che, spero, vengano un giorno abitati: la sensazione è che, un po' come accade(va) qui in Veneto e in altre zone italiane, la pulsione all'edilizia e alla cementificazione sia troppo forte rispetto all'effettiva necessità della popolazione con il rischio di arrivare all'esagerazione e ad avere numerose aree edificate ma, fondamentalmente, vuote. 
Tra banche, centri commerciali, librerie, hotel, ristoranti, negozi e chi più ne ha più ne metta, Qingdao offre una vastissima gamma di soluzioni e di certo la sensazione di esseri piccoli-piccoli si acuisce. In breve tempo la considerazione di immane grandezza che associavo alla nazione Italia si è leggermente ridimensionata...
E di notte, la maggior parte dei palazzoni risulta piuttosto illuminata (il che mi induce a pensare che la corrente elettrica non costi poi molto) mentre, percorrendo le strade del centro a piedi o in taxi, il numero di insegne luminose cresce a dismisura contribuendo a creare l'effetto "Las Vegas" tante volte visto nei film hollywoodiani. 
Ma, come direbbero i Negrita, qui non è Hollywood.
La famigerata trottola
Già, perché da un lato vi sono questi imponenti edifici di recente costruzione e dall'altro ci sono anche numerose costruzioni che mostrano segni di cedimento e di erosione. Qingdao è infatti una città costiera - il cui porto è il quarto della Cina e dove, nel 2008, si sono svolte le discipline "nautiche" delle olimpiadi - e la vicinanza del mare contribuisce a rovinare le strutture più vicine alla costa. Probabilmente i materiali impiegati non sono dei migliori e il concetto stesso di manutenzione sembra piuttosto alieno alla popolazione cinese.
D'altro canto, la medesima vicinanza col mare permette di avere un clima mite e abbastanza ventilato per cui senza quella simpatica cappa di smog che altrimenti ci si aspetterebbe visto l'elevato numero di veicoli in circolazione a tutte le ore. Solo un giorno abbiam "subito" la presenza della nebbia, più che altro umidità condensata. O almeno credo.
Oltre alle costruzioni moderne, di stampo europeo-occidentale, che attestano la potenza economica del Paese, vi sono però numerosi quartieri che contrastano con tale immagine e che, anzi, mostrano come fuori dal centro (ma è sufficiente anche inoltrarsi nelle zone interne del centro) la popolazione viva ancora in case "old-style", nel peggior dei casi fatiscenti e non propriamente a norma.

Ma questo, per un turista, potrebbe restare un piccolo dettaglio visto che le aree più turistiche e quelle lungo la costa sono invece piuttosto buone e ben curate. Anche se, consiglio, è bene fare attenzione a dove si mettono i piedi giacché l'igiene e la pulizia sono concetti non sempre messi in pratica o, comunque, relativi.
Dal punto vi vista delle attrattive turistiche, confesso di saperne poco e di dimostrarmi il solito sprovveduto. 
Leo e il maestro Angelo
nella piazza Wusi Square
Certo, io Ale e il maestro Angelo D'Aria siamo stati a Qingdao per una decina di giorni ma, quando eravamo liberi da impegni mondani o da allenamenti nella palestra di Chen Le Ping, ci siam per lo più mossi a braccio, molto liberamente e senza percorsi prestabiliti. Abbiamo percorso lunghi tratti della zona centrale, visitando, soprattutto i primi giorni, quando il clima non era dei migliori, i vari centri commerciali della zona (tra cui pure il Carrefour!!!); spesso e volentieri abbiamo bazzicato il lungo mare, sia per le passeggiate serali che per gli allenamenti mattutini; ci siamo recati a Zhan Qiao, probabilmente azzeccando la giornata più ventosa che potesse esserci per percorrere lo Zhan Bridge; alla cattedrale di San Michele, la mecca per le varie coppie di sposi cinesi che, a frotte, si facevano immortale in infiniti scatti fotografici; siamo stati presso la Qingdao TV Tower e nell'area adiacente, in cui sorgono un parco e pure il tempio buddista di Zhanshan; siamo stati presso la piazza del 4 maggio, la Wusi Square, dove è collocata l'immensa "trottola rossa" (praticamente il simbolo di Qingdao) in onore del movimento culturale e politico anti-imperialista denominato Wuyue Feng; e in altre aree realizzate per le Olimpiadi del 2008. Oltre a ciò abbiamo avuto l'occasione di esplorare anche alcuni sobborghi della città (per lo più per acquisti di materiale per la pratica del kung-fu) e i dintorni della città, ovvero i parchi e i templi sul monte Laoshan (in particolar modo Taiqing gong). Ma su queste esperienze mi dilungherò con più calma in altri post.
Fondamentalmente, considerando le immani dimensioni della città, non posso che affermare di aver visitato "poca parte" di Qingdao rispetto alle numerose e variegate possibilità che invece questa offre, anche in termini di parchi acquatici, musei (della birra) ed escursioni fino alle isole della baia.... tutte cose che potrò vedere la prossima volta che mi ci recherò! 

Se non ho capito male, in questo simpatico edificio
sono molto "tolleranti"

La Qingdao Tower

Questo è uno degli edifici situato dentro al monastero
buddista  di Zhanshan

Per chi suona la campana?

Panoramica di Qingdao e del quartiere in cui avevamo
l'albergo, il Century Mandarin Hotel

Foto panoramica della spiaggia

Panoramiche del centro: di giorno ...

...di sera...

... di notte

Anche qui c'è il Carrefour! 

Lo Zhan Bridge che conduce a Zhan Qiao

Altra panoramica di Qingdao scattata da Zhan Qiao

Cattedrale di San Michele

La Qingdao Olympic Sailing Center

Io e Ale in posa stile Bolt

Foto di gruppo dalla Qingdao Olympic Sailing Center

Questa invece è una delle zone più "malfamate":
notare la differenza rispetto alla seguente...


...dove invece svettano palazzoni moderni

Per concludere una vista poetica dal lungomare di Qingdao


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