martedì 21 maggio 2013

..:: Viaggio a Qingdao, Cina ::..

In viaggio tra le nuvole...
Recentemente, dal 2 al 14 maggio sono stato in vacanza, un'esperienza a metà tra turismo ed approfondimento di kung-fu a Qingdao, Cina, assieme ad Alessandro e al maestro Angelo D'Aria.
E ora che sono tornato e pian pianino sto facendo ordine tra le foto e i video realizzati, ne approfitterò per spendere qualche riflessione e per rendicontare su ciò che questa esperienza mi ha lasciato o permesso di scoprire.
Ma andiamo con ordine...

Il viaggio da e verso Qingdao
Di per sè, anzi, di per me non sono mai stato un grande viaggiatore: il mio primo volo risale all'anno scorso, e si trattava di lavoro. In verità, vuoi per un motivo o per un altro, son sempre stato in vacanza in zone non "troppo" lontane da casa come la Croazia, il Trentino Alto Adige o il centro Italia. Non avevo mai sperimentato viaggi intercontinentali e devo dire che come prima esperienza non è stata affatto male a parte per il jet lag e la stanchezza accumulata.
La soluzione scelta ha visto una combinazione di treno e aereo ma fortunatamente tutto è filato liscio liscio. E ci siamo pure risparmiati le scocciature di guidare e di sborsare quattrini per il parcheggio dell'auto.
Da bravi patrioti, ci siamo appoggiati a Trenitalia per raggiungere Milano e poi, dalla stazione centrale, il bus navetta per raggiungere Malpensa; idem per il ritorno. Da segnalare che grazie alla prontezza di Ale, il biglietto del FrecciaBianca da Cittadella a Milano ci è venuto a costare l'assurda cifra di 9 euro, contro i 16 (A+R) del bus navetta. Capitolo diverso per il ritorno, dove l'interregionale scelto, con cambio a Vicenza (con circa 10 minuti di lasco per cambiare treno e fare pure i biglietti), ci è costato un po' di più ma ci ha regalato grandi soddisfazioni su cui mi dilungherò più avanti. 
Confesso comunque che, nonostante i 9000 km circa di viaggio, la tratta ferroviaria è stata quella che ritenevo più "critica" per l'innata fiducia che riservo a Trenitalia e per le tempistiche piuttosto risicate. 
Comunque sia, siamo arrivati a Malpensa in perfetto orario, giusti giusti per sorbirci un po' di coda ai varchi sicurezza ma nulla di più. Non ero più stato nello scalo lombardo e, a prima impressione, mi è parso molto grande e dignitoso. Magari inferiore in termini di estetica e modernità rispetto a uno scalo come quello di Venezia (per non parlare del FIDS...vuoi mettere quello di Catania???) ma l'impatto è stato positivo. 
I monitor dei sedili Cathay Pacific
e alcuni simpatici animaletti
Da qui, in perfetto orario, abbiam preso il nostro Boeing 777 per Hong Kong. Cathay Pacific si è rivelata un'ottima scelta ad un prezzo più che accettabile. Certo, a ragion veduta, e se ne avessi avuto la possibilità, non sarebbe stato male aver speso qualche euro in più (tipo il doppio...) per viaggiare un po' più comodi, non dico in Business ma quanto meno in Premium Economy, che almeno è situata sulle ali e risparmia ai passeggeri tutto il caos dei motori. 
Non che in Economy si sia viaggiati scomodi, sia chiaro, però lo spazio vitale era un po' risicato e il fatto di aver i posti praticamente tutti occupati non ci ha permesso di stravaccarci o di espanderci. 
Per il resto, ci hanno servito due pranzi più che discreti, le hostess erano carine e disponibili (!!!) nel fornire snack e bibite, e pure l'offerta in termini di intrattenimento mediatico fornito dal display touch-screen ha permesso di affrontare in modo soddisfacente la prima tratta del volo, fino a Hong Kong. Purtroppo, sia per il cielo coperto che per le tendine dei finestrini abbassate per "ingannarci", nel corso delle circa 11 ore di viaggio non ho visto molto del mondo di fuori. Qualche sbirciatina l'ho lanciata qua e là, ma la visibilità era limitata come pure la mattinata che ci ha accolto allo scalo di Hong Kong si è rivelata piuttosto uggiosa e non ci ha permesso di vedere poi molto di ciò che circondava l'isola artificiale. 
Una volta messo piede al Chek Lap Kok Airport, il punteggio precedentemente totalizzato da Malpensa è stato notevolmente ridimensionato: per qualche motivo mi sembrava di esser finalmente approdato alla civiltà, in un mondo moderno, pulito, ordinato e immenso. I dipendenti della sicurezza, dello scalo, dei negozi, tutti erano in divisa; ovunque si estendevano pavimenti e moquette linde e pulite. E negozi a perdita d'occhio. Probabilmente l'effetto "futuro" che ho sperimentato è stato indotto dai nastri trasportatori orizzontali che hanno richiamato alla mia mente alcuni passaggi di qualche opera di Asimov.
Durante la sosta all'andata e, ancor di più, nelle circa sei ore di attesa al ritorno, credo di aver visto neanche metà dello scalo, praticamente solo il Terminal 1, ma ne son rimasto piacevolmente colpito. Anche la varietà offerta in termini di ristorazione si è rivelata piuttosto buona, oltre che nel numero di possibilità offerte pure nel prezzo visto che con circa 15 euro abbiamo mangiato in tre, piatto di spaghetti cinesi con carne o gamberi e bevanda a testa.

Area transiti dello scalo di Hong Kong
Veduta esterna del Chek Lap Kok Airport
Altra foto del Chek Lap Kok Airport
Questo invece è l'interno del terminal con tanto di cartellone
propagandistico per un futuro in cui anche i panda
possono ambire a governare il mondo
Altra porzione del terminal. Chissà, magari prima o poi
ci organizzeranno una maratona a fini promozionali...
La successivo tratta verso Qingdao, su Airbus 330, con DragonAir, è stata qualitativamente inferiore rispetto a quella con Cathay Pacific ma almeno, essendoci meno gente a bordo, è stato possibile stravaccarsi un poco. Uniche note dolenti: l'intrattenimento mediatico poco controllabile e vario e, soprattutto, la temperatura glaciale. Un freddo siberiano che mi ha costretto a elemosinare una copertina alle hostess subito dopo aver mangiato. 
Raggiunta Qingdao dopo circa tre ore di volo abbiam trovato pure lì clima uggioso e temperatura mite, ben al di sotto della media stagionale e di quanto atteso. 
Peccato.
Ma, come per lo scalo di Hong Kong, si respirava la medesima idea di ordine e organizzazione, con carrelli per bagagli ad uso gratuito, personale in divisa e bagagli arrivati al nastro praticamente in concomitanza con i passeggeri. Gli addetti al controllo dell'immigrazione magari non saranno stati i cinesi più loquaci che mi sia capitato di incontrare in Cina ma per fortuna non han posto domande. Sarebbe stato un po' ostico comunicare con loro, mi sa.

Area check-in dello scalo di Qingdao
Ale e il maestro Angelo pronti per il check-in
Dieci giorni dopo, al ritorno in Italia, notavo (in realtà ricordi sopiti a causa dell'esperienza cinese...) come invece l'infrastruttura aeroportuale di Malpensa non mi apparisse poi così moderna e che il personale italico ama vestire in modo variegato; inoltre i carrelli richiedono pecunia per essere utilizzati e che per i bagagli bisogna attendere assai, sebbene si fosse alle 8.15 del mattino e non a notte fonda. 
E dopo aver percepito queste piccole differenze rispetto al paesello in cui ero stato in ferie, con il successivo viaggio in treno verso casa ho compreso quanto l'Italia sia all'avanguardia in fatto di trasporti e infrastrutture. Mi "mancavano" gli spostamenti su vagoni più anziani di me nei quali vagare come pezzenti alla ricerca di posti liberi e dove, giusto per gradire, la collocazione dei bagagli è agevolata e comodissima per chi ha al seguito valige da 20 kg.
Della serie: "al tre, ok? 1...2...3....vai, sollevamento sopra la testa, reggila reggila, stringi i denti, vai così, sollevala ancora un poco, vai che ci sei, uff....fatta!"
Il tutto mentre i paparazzi immortalano l'evento, gli altri passeggeri stipati nel carro bestiame si crogiolano in applausi e sollevano cartelli con i voti per il gesto atletico appena compiuto.
E considerando che io, Ale e un bel po' di altra gente (italiana e non), abbiamo pure peccato di superbia piazzandoci nel vagone di "prima classe", senza quasi notare differenze rispetto alla seconda, credo che fornisca un'ulteriore prova del livello di avanguardia, "attenzione" e lungimiranza tipico del nostro Paese.  
Avete presente la linea dell'orizzonte del campo da calcio
di Holly e Benji? 
Una comoda mappa per orientarsi durante il volo
Le Alpi, viste da molto in alto

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