
Titolo: 300 - L'alba di un impero
Titolo originale: 300: Rise of An Empire
Regia: Noam Murro.
Anno: 2014
Genere: azione
Cast: Sullivan Stapleton, Eva Green, Lena Headey, Andrei Claude, Mark Killeen, Rodrigo Santoro, Jack O'Connell, Hans Matheson, Andrew Tiernan, Caitlin Carmichael, Callan Mulvey, Andrew Pleavin
La trama in breve:
Grazie al sacrificio alle Termopili dei 300 valorosi spartani guidati da Leonida, la Grecia ha una possibilità di resistere all'invasione dell'Impero Persiano. Ma la speranza è legata alla capacità di Temistocle, guida militare degli ateniesi, di riuscire a unire le città-stato indipendenti nella lotta per la libertà dell'Ellade e di contrastare con l'astuzia e le tattiche di combattimento la forza preponderante della flotta persiana. (fonte mymovies)
Quando penso alla Grecia antica, una delle prime immagini che mi sovvengono è qualcosa di analogo a questa, La scuola di Atene di Raffaello Sanzio:
Subito dopo però arrivano echi mitologici di Zeus e company, episodi legati alle gesta eroiche dell'epica classica narrate tra Iliade e Odissea, le 12 fatiche di Hercules, Kevin Sorbo, Iolao e Xena...e a concludere questo calderone, mentre mi interrogo se i Cavalieri dello Zodiaco facessero parte o meno del mondo ellenico, giunge il ricordo della partita di calcio tra filosofi greci e tedeschi proposta dai Monty Python.
Bene, ora che il quadro...volevo dire, che il contesto relativo all'antica Grecia mi è abbastanza chiaro direi che posso bellamente cominciare vaneggiare sul recente "300: l'alba di un impero" visto al cinema.
Ebbene, a distanza di circa 7 anni dal precedente sfoggio di addominali scolpiti realizzato da Zack Snyder, questo secondo capitolo ispirato alle tavole di Frank Miller, riesce in parte a soddisfarmi.

Eh, altri tempi, quando l'umanità era geneticamente modificata e a prescindere da dieta, ceto sociale, occupazione o quant'altro i maschi crescevano tutti atletici e palestrati, belli fuori e di conseguenza belli dentro perché bevevano solo acqua Rocchetta. Le donne invece mi sa che erano dannatamente poche...troppo poche...praticamente lo stesso scenario del precedente film.
Solo che questa volta non ci troviamo di fronte a quei barbari buzzurri di Sparta che passano il tempo a pestarsi e a venerare la guerra. Bensì, abbiamo a che fare con gli ateniesi. Che, a dire il vero, poco si discostano da Leonida e soci: anche loro partono allo sbaraglio, senza provviste, fabbri e carpentieri al seguito, per combattere in nome della libertà.
Possibilmente per mare.
Però le navi le muovono plotoni di schiavi incatenati *__*
Ma il cui cuore arde per la libertà e per l'omosessualizzazione delle genti.

Nonostante la gratitudine che quella sequenza avrà permesso loro di guadagnarsi, gli sceneggiatori del film meriterebbero invece di venir sodomizzati da Serse o, alla peggio, fare una fine analoga a quella degli uomini kamikaze di Armida. D'altronde, essendo i cattivoni degli arabi è normale che una produzione statunitense ne proponga immediatamente una versione terroristica. Così che le virtù eroiche degli ateniesi risaltino ancora di più al grido di:
"Dici a me?"
"Sì, cosa diamine stai facendo?"
"Libero i rematori..."
"E per quale motivo?"
"Per far trionfare la libertà...?", sorriso di circostanza.
Una palla di rovi rotola mentre si alza un vento gelido e un cosmo oscuro si espande.
In lontananza si sente un vociare di uomini rudi ma certamente laureati "Au, au, au...Y M C A...au au..."
Poi il sorriso si allarga sul volto di Temistocle: "Ti farò violentare dalle milizie spartane"
Ok, questa scena non esiste ma lascia intuire come certi argomenti e situazioni siano gestiti in modo vagamente superficiale. Capisco l'esigenza di produrre un film di intrattenimento, con uno stile molto fumettistico, però più di una volta l'ingenuità delle soluzioni proposte fa sorridere.
Penso ad esempio al cavallo di Temistocle (che te ne fai di un equino a bordo di una nave?), alla rapidità e alla poderosa viuleeeennnza con cui le zattere (chiamarle navi è un eufemismo) ateniesi scivolano sul mare (in ogni direzione) disintegrando quelle persiane (provate voi con un pedalò ad andare addosso a un peschereccio, e poi vediamo che accade...), ai soldati che si gettano nel vuoto certi di atterrare su navi nemiche (ma il salto di 50 m non fa bene alle articolazioni...) o al divino Serse che esce dal castello alto 1,8 m e rientra glabro, dorato e alto 3 m.
Per non parlare della famigerata democrazia greca, vero motivo per cui il buon Serse decide di attaccare la Grecia.
In realtà il gigantone della Dior si è semplicemente piazzato sulla torre più alta del paese e ha detto "Guerra", ma senza precisare quando, dove e contro chi.

E subito, alla vista di tutto ciò, uno dovrebbe pensare: "Senza dubbio questi son fortissimi via mare, già".
Discorso analogo per gli ateniesi, per lo più fanti irosi pronti a scagliare giavvellotti sulla Luna o a correre e dilaniare per ore senza provare un briciolo di stanchezza, sete o quanto meno far trapelare un po' di dubbio sul fatto che, nonostante la tanto millantata democrazia e libertà greca, decida tutto Temistocle.
"Dobbiamo combattere i Persiani per difendere la libertààààààà!!!"
"Sì ma, vedi Temistocle, abbiamo messo al questione ai voti: siamo tutti a favore di una soluzione diplomatica mentre tu sei l'unico..."

"Certo, certo, però torno a ripetere che la maggioranza qui si è espressa per scongiurare la battaglia..."
"Sarò io a guidare il contingente marittimo, li attaccheremo ed impediremo loro di prenderci la libertàààààà!"
Mormorio e brusio.
"Temistocle, non per mancarti di rispetto, ma insisto: siamo in democrazia e noi pensiamo..."
"Non è tempo di pensare, ma di agire. Come ho fatto io, quella volta, quando ho ucciso il padre di Serse"
Silenzio in sala.

"Cosa? Dove? Con quali navi? Chi ti ha dato l'autorità..."
"Su, su, l'han deciso lassù..."
"Nell'Olimpo??"
"Ma no, nell'ufficio degli sceneggiatori!"
Tra l'altro, ora che ci penso, pure la caratterizzazione dei personaggi è rimasta un po' in sordina: Artemisia forse è quella più definita (anche se non c'azzecca una beneamata mazza con il personaggio storico...), in seconda posizione viene Serse (adoratore dei precipizi) e poi boh...di Temistocle si sa poco o nulla, in fondo. Tranne che perde un amico, con una scena vagamente strappalacrime come quella (un po' più ambigua a dire il vero) tra Leonida e un suo sottoposto, Stelios: "Mio re...è un onore ... morire al tuo fianco..." "Uh scusa, dicevi? Avevo le cuffiette e non ho sentito..."

Come sempre, gli elementi c'erano tutti per realizzare qualcosa di discreto, invece tutto viene appiattito e banalizzato per fini meramente commerciali. Anche la guerra in sé viene affrontata solo dal punto di vista di chi la sta combattendo, quasi che attorno non ci fosse alba di alcuna civiltà, nessun villaggio, nessuna famiglia in ansia per la sorte dei propri cari, niente di niente....solo gente bellicosa e amante della guerra. E a questa idea di guerra, personalmente, preferisco quella sonora proposta da Devin Townsend. Ok, non c'entra una mazza ma in qualche modo volevo concludere questo post :-P
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