Titolo originale: Anchorman 2: The Legend Continues
Anno: 2013
Regia: Adam McKay
Genere: commedia demenziale
Cast: Will Ferrell, Paul Rudd, Steve Carell, David Koechner, Christina Applegate, Meagan Good,
Dylan Baker, James Marsden, Kristen Wiig, Greg Kinnear
La trama in breve:
Anni dopo gli eventi del primo film, Ron Burgundy e Veronica Corningstone sono co-conduttori di un news network di New York e hanno avuto un bambino, Walter. Quando Ron viene licenziato da un suo superiore e Veronica decide di continuare la sua carriera senza di lui i due divorziano e Ron cade in depressione, fino a quando viene convinto ad accettare un lavoro per la Global News Network, fondata da un milionario australiano, e convince i componenti del vecchio team (impegnati in altre attività) a venire con lui. Inizialmente l'eccentrico team di Ron non viene preso sul serio dagli altri giornalisti ma, presentando notizie assurde che affascinano il pubblico americano, il team riesce ad ottenere degli indici d'ascolto inaspettatamente alti e un grosso successo, che porta Ron a diventare sempre più vanesio e arrogante. (fonte wikipedia)
Anni fa vi raccontai di quella piccola perla cinematografica che è Anchorman - La leggenda di Ron Burgundi (leggi qui per approfondire).
Ora, a distanza di qualche annetto, torno a parlarvi dello strampalato personaggio partorito dalla mente di Will Ferrell nuovamente alla ribalta nel mondo del telegiornalismo :-)
In primis, non posso non esprimere il mio disappunto per la traduzione del titolo proposta qui in Italia: c'è gente con seri problemi in giro, secondo me, problemi gravi ma che per il bene della società viene costretta in stanze buie e partorire storpiature e idiozie da usare come titoli per i film.
Va meglio quando se ne occupa lo staff tradizionale, composto da koala e lamantini, ma evidentemente per Anchorman 2 non erano disponibili.

Perché in fondo, tutto il film gioca con l'ambito demenziale, concentrandosi su un team di vanesi ignoranti incompetenti ... che però conducono notiziari!!!
Ma l'effetto disturbante che i protagonisti possono scatenare nel pubblico, in particolare Brick Tamland, un autentico squilibrato, è solo un riflesso della demenzialità di quello che oggi giorno è divenuto il mondo dei notiziari.
Probabilmente, come spiegato nel film, grazie al genio dello stesso Ron Burgundi che, per non perdere una scommessa, scervellandosi su come raggiungere alti indici di ascolto, scopre la verità: "Io non so perchè dovremmo dire al pubblico ciò che DEVE sentire. Perché non possiamo dirgli ciò che VUOLE sentire?"

Un precursore di Studio Aperto e di quello che, mediamente, accade con i telegiornali, che propongono una selezione di notizie atte a incontrare i gusti del pubblico ma non necessariamente allo scopo di informare, denunciare o solleticare la coscienza critica, ripulendo poi il tutto con servizi ancor più banali nel finale, così da lasciare un ricordo di leggerezza allo spettatore.
Questo, in soldoni, è quello che Anchorman 2 porta su grande schermo, un cambiamento sottile ma importante che tramuta un servizio di informazione in una caccia agli ascolti e ai consensi, al pari delle altre trasmissioni televisive. Un processo che viene percepito come malsano ma su cui rapidamente si chiude un occhio in favore di facili incassi e ampi guadagni.

Dettagli a parte, Anchorman 2 porta in scena i suoi personaggi surreali e simpatici colpi di scena, con psicologi che rivelano poteri esp e una storia d'amore al di là di ogni umana comprensione tra l'insondabile Brick e l'impacciata Chani, con dialoghi fuori luogo e il dramma di un uomo che perde la vista, il lavoro e la famiglia finendo in un baratro oscuro dal quale saprà riprendersi comprendendo che il successo e la fama non sono tutto. D'altra parte, lui, ormai, è una leggenda...
Piuttosto, Ron si conferma un vigliacco, un ignorante, un egoista, uno sprovveduto...eppure, per qualche oscura ragione, la sorte gli arride e gli regala intuizioni e occasioni e, grazie a queste, saprà realizzarsi e salvare matrimonio, carriera e amicizie, supportato da un team di pazzi come lui - riuniti alla bisogna - e da una compagna che, per ragioni incomprensibili, comunque lo ama.

(*) Champ racconta a Ron: «...mi ha fatto accomodare e mi ha detto "Champ sei un alcolizzato pericoloso, un razzista, e io dico che non sai un cavolo di sport." E io ho detto: "Ed, sporco polacco, sono le dieci del mattino, beviamoci qualcosa e andiamo a una partita di baseball a vedere i messicani fare qualche touchdown"...e poi mi ha licenziato! »
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