domenica 30 luglio 2017

Sense8

Titolo: Sense8
Episodi: 12
Anno: 2015
Genere: sci-fi, azione, drammatico

La trama in breve:
Otto sconosciuti da diverse parti del mondo sviluppano improvvisamente una reciproca connessione telepatica. Appartenenti a diverse culture, religioni e orientamenti sessuali, scoprono quindi di essere dei sensate, persone con un avanzato livello di empatia che hanno sviluppato una profonda connessione psichica con un ristretto gruppo di loro simili. Mentre cercano di scoprire, disorientati, il significato delle loro percezioni extrasensoriali e iniziano a interagire a distanza tra di loro, un uomo, Jonas, si offre di aiutarli. Allo stesso tempo un'altra enigmatica figura, Whispers, dà loro la caccia, sfruttando la loro stessa abilità, allo scopo di catturarli o ucciderli.

Il mio commento:
Ho guardato questa serie su Netflix su suggerimento della stessa: evidentemente loro "sanno" ciò che mi aggrada guardare e cosa no e, se ci penso, è un po' inquietante....
Comunque sia, già dal primo episodio questa serie ha catturato il mio interesse, anzi, probabilmente ero già avvinto dalla sigla utilizzata che è un tripudio di colori, emozioni, paesaggi, suggestioni. 
Dietro la realizzazione di Sense8, meglio dirlo subito, ci stanno Lana e Lilly Wachowski e J. Michael Straczynski. I primi Le prime non credo abbiano bisogno di presentazioni - seppure possano essere ben o mal considerate al contempo -, mentre Straczynski è uno sceneggiatore che ha in curriculum storie per il cinema, per la tv e per i fumetti.
La narrazione della serie risulta, a mio avviso, un po' lentina, ma si tratta di una scelta funzionale all'esplorazione dei personaggi e alla loro caratterizzazione. Non è facile infatti gestire la narrazione in quanto vi sono continui spostamenti di locations e situazioni ma, soprattutto, vi è la necessità di trasmettere allo spettatore la medesima sensazione di connessione-empatia e confusione che sperimentano i personaggi.
Non è ben chiaro come ma, grazie al sacrificio di una sense8, tale Angelica, evento disperato e drammatico che si sviluppa all'inizio del primo episodio, vengono infatti attivate le percezioni "extra" da parte degli 8 protagonisti della serie. Persone diverse, in molti sensi, che pian piano iniziano ad avvertire l'uno le sensazioni degli altri, per poi iniziare con le "visite" e le condivisioni del corpo, attimi in cui ciascuno "attinge" alle altre personalità, lasciando che sia qualcun altro a gestire il proprio corpo sfruttando le sue abilità, siano queste linguistiche o caratteriali, abilità di combattimento o di chimica o di recitazione... ed è nella resa di questa interconnessione che si concentra la potenza e la poetica della serie. Lo spettatore stesso si trova a vivere la confusione e la ricchezza che i personaggi, privi di guida e di informazioni, sperimentano: gente che sente la pioggia quando fuori c'è il sole, o che condivide il dolore per qualche ferita, o che si ritrova di colpo in Corea o in Kenya mentre un secondo prima era comodamente a casa a Londra o a Chicago. Ancor più complessa si fa la cosa quando, grazie alle visite e alla condivisione, si scoprono segreti altrui o si viene coinvolti in amplessi o eventi tragici e importanti della vita degli altri. "Io sono anche noi", è la frase che racchiude meglio il senso della serie.





La serie è poi targata con un VM18, che tutto sommato ci sta, visto che si propongono anche situazioni delicate: ci sono rapporti sessuali, anche omosessuali, ci sono scene di nudo, violenza quando serve, nascite...e credo che Netflix non potesse ridurre di molto l'advisor.
Un altro aspetto "critico" della serie può essere rappresentato dal forte messaggio a favore della cultura LGBT, in quanto sono presenti personaggi gay e lo stesso fatto di condividere corpi e impersonare altre persone strizza l'occhio alla mescolanza delle identità, proprio a ricordare che dentro ciascuno di noi convivono più "realtà". E, forse, certi spettatori potrebbero non essere pronti a questo.
Venendo ai personaggi, devo dire che gli sceneggiatori hanno proposto un buon mix seppur cedendo ad alcuni luoghi comuni. Abbiamo quindi: Will, pragmatico poliziotto di Chicago; Riley, dj islandese residente a Londra; Sun, coreana, dirigente in una grossa azienda finanziaria e al contempo esperta di arti marziali; Nomi, all'anagrafe Michael, hacker transessuale di San Francisco; Kala, ragazza indiana che si occupa di chimica e prossima al matrimonio; Capheus "Van Damme", autista di pullman in Kenya; Wolfgang, un criminale di Berlino; Lito, un attore messicano, omosessuale.
Personaggi differenti per cultura, estrazione sociale, orientamento sessuale, credo ... ma che entreranno in contatto, prima timidamente e inconsapevolmente, poi sempre più determinati e puntuali, per spalleggiarsi e aiutarsi vicendevolmente e senza mai dare spazio a pregiudizi o a prese di posizione di stampo razziale o politico o similare. Ciascuno di loro, in forme diverse, si trova infatti alle prese con più problematiche e, come cerchia, dovrà invece cooperare per evitare la cattura o la morte. Pare infatti che lo stato di sensate rappresenti una sorta di evoluzione dello homo sapiens, ovvero homo sensorium, motivo per cui la Biological Preservation Organization (BPO) intenda scovare e studiare/neutralizzare gli esponenti di questa nuova razza. Una multinazionale che, tra le sue fila, annovera tale "Whispers" che parrebbe essere pure lui un sensate ma che, al contrario degli altri, agisce contro i propri simili. Su tutta questa vicenda, purtroppo, non c'è stato troppo approfondimento in quanto, penso, potrebbe essere argomento della seconda stagione....che sarà anche l'ultima visto che hanno deciso di chiudere con la serie :-(((
In effetti, posso capire che ci siano delle dinamiche non facilmente gestibili, costi in primis considerando che gli episodi della serie sono girati in diverse parti del mondo con evidenti necessità di mobilitare troupe e attori. E non credo che fosse nemmeno semplicissimo gestire le varie situazioni considerando le numerosi contaminazioni, visite e scambi perpetrati dai personaggi.




Fatto sta a che a me, finora, la serie è piaciuta assai e son dispiaciuto dal sapere che non avrà vita lunga. Certo, non è esente da qualche difetto: ad esempio mi sarebbe piaciuto aver capito meglio come avvengono certe cose. Del tipo, mentre avviene uno "scambio", cosa accade al corpo dell'altro soggetto? Voglio dire, se Sun prende possesso del corpo di Capheus per salvarlo dai banditi, che accade al suo, a Seul? In teoria, come visto con l'onnipresente Will, al pub, che improvvisamente si è trovato nei panni di Riley mentre cercano di soffocarla per una brutta storiaccia di droga, lo stesso soggetto che esegue lo scambio ripete, da lui, i movimenti che fa fare all'altro in altra location. Difatti, Will ha iniziato a pestare come un bastardo sia a Londra che nel pub...però di questa cosa, ogni tanto, non c'è proprio traccia. Forse, via via che i soggetti son divenuti consapevoli della propria interconnessione son riusciti a sviluppare forme di auto controllo e sensibilità maggiore. Il che spiegherebbe, ad esempio, quel che accade quando Lito e Wolfgang (la strana coppia) si salvano vicendevolmente le spalle: il primo gli fa guadagnare tempo, recitando e mentendo di fronte al cugino che minaccia di sparargli in testa, sbrogliando una situazione che era partita bene ma stava capitolando in modo misero; il secondo sfornando forza e prestanza fisica durante una scazzottata nel quale l'attore messicano si era buttato senza reale coscienza di cosa stava facendo e con evidenti miseri risultati. 
Ma non crediate che ci sia solo violenza. Anzi! Sono i sentimenti e la poesia, dicevo qualche paragrafo prima, a dare valore a questa serie: sono le molte situazioni intense, le suggestioni, i giochi di sguardi, le prove d'amore, i sentimenti che nascono e si sviluppano a distanza, difficili da capire e accettare, così come le interconnessioni a suon di musica. Fenomenale la sequenza, ad esempio, in cui è la povera Nomi a rischiare un intervento chirurgico (ma riuscirà a fuggire grazie allo scambio con il provvidenziale Will) e, parallelamente, Riley inizia ad ascoltare What's up dei 4 Non Blondies mentre a Berlino Wolfgang si ritrova la medesima canzone in un karaoke il che da via a una contemporanea condivisione, tra tutti, di uno stato d'animo rilassato e spensierato, canticchiando tutti la medesima canzone rispettivamente a casa propria. 


La sensazione che viene trasmessa allo spettatore è quella di una profonda armonia, di una interconnessione globale che non vive grazie alla tecnologia ma grazie ai sensi, alle emozioni, alla musica... un invito, quindi, a guardare al mondo con occhi diversi, con maggior consapevolezza, comprensione e accettazione. Siamo tutti simili, connessi, alle prese con medesime prove e medesime necessità: dovremmo cooperare, vivere in comunione, non farci la guerra o distruggerci. 
Qualcosa che pure lo stesso Jonas, un altro sensate - ma non della cerchia di Will e company, - tra l'altro prigioniero di Whispers, durante una spiegazione cerca di spiegare/ci: "è facile uccidere quando non si sente niente". Ovvero, se l'uccisione di un'altra creatura ti provocasse dolore fisico, allora ci penseresti due vole a premere grilletti o a muovere guerre per futili motivi.
Ciononostante, accanto agli intrecci amorosi, alle questioni sentimentali e ai traumi del passato (su tutti vince Riley), e ai piccoli grandi problemi quotidiani (tipo scendere a patti con gente corrotta pur di aver  medicine per la madre malata oppure finire in prigione per coprire il fratello ed evitare il collasso dell'azienda del proprio padre), l'elemento violenza è ben presente nella serie. Sia per questioni filmiche che per movimentare le cose che, altrimenti, rischierebbero di stagnare un poco nonostante l'atmosfera da cospirazione che si viene a creare e certe questioni non meglio spiegate, vedasi il lobotomizzato Niles Bolger, paziente in una clinica e presunto sensate, che viene manovrato da Whispers per "far un po' di pulizia" a chi ha iniziato a ficcare il naso troppo in profondità (leggasi Nomi).
Immancabili note di merito vanno poi alle spettacolari riprese e alla fotografia, davvero suggestive e potenti nel rendere onore ai paesaggi e alle location scelte, in particolare quando la scenografia diventa l'Islanda oppure una festa religiosa indiana oppure Chicago nel giorno del ringraziamento.
E ancora, un plauso alla scelta musicale, davvero efficace e variegata, capace di accompagnare superbamente le sequenze più intime e toccanti ma anche di solleticare lo spettatore quando, complici i diversi contesti in cui si trovano i nostri, si deve cercare un po' di coesione.
Anche perché, i "nostri", son pure dei discreti personaggi che, man mano, conosciamo meglio compiono pure una discreta evoluzione, talvolta sorprendendoci per fragilità, intensità o determinazione. Chi mai avrebbe pensato alla timida, pudica, religiosa Kala nelle vesti di fabbricante di bombe? Per dire... 




Tra tutti, probabilmente Wolfgang è quello che, pian piano, si è rivelato, anche perché costretto dalla situazione, quello più brutale e negativo; mentre Nomi, per lo più, è stata motrice degli eventi in quanto perseguitata più che per reale necessità di mettersi in gioco salvo poi attivarsi maggiormente verso il finale. Uno che invece ho apprezzato assai è stato Lito, che è entrato in scena, nella prima puntata, come una sorta di sicario per poi scoprire che in realtà è semplicemente un attore, gay, pure frivolo e facilmente preda dell'isteria, per finire in un personaggio che impara a lottare per le cose in cui crede e a mettersi in gioco per gli altri, rinunciando a quella chiusura a riccio che, in qualche altro episodio, gli abbiamo visto fare. Sun invece è quella che, forse, è stata più sacrificata, sempre molto morigerata e austera, e vittima di situazioni economico-familiari. Ma è difficile conciliare la sua furia combattiva (credo che sia sopra a Wolfgang per morti ammazzati...anche se per lo più trucidati con il corpo altrui...) con l'aria di composta personcina a modo che dimostra e con la quale, almeno all'inizio, ci è stata presentata. Kala invece è rimasta abbastanza fedele a se stessa, seppure visibilmente in difficoltà a conciliare i suoi sentimenti con quello che le sta capitando attorno, dal matrimonio non così voluto all'attentato al suocero nel tempo al rapporto con il biondissimo Wolfgang. Probabilmente è più semplice per Riley, che finisce per diventare la bella da salvare, da sè stessa in primis. 
Vederemo comunque cosa accadrà prossimamente ma, mi auguro, che serie intense come questa continuino a venir prodotte, magari calibrando meglio il tutto e contenendo un po' i costi :-)


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