venerdì 8 gennaio 2016

Interceptor - Mad Max

Titolo: Interceptor
Titolo originale: Mad max 
Regia: George Miller
Anno: 1979
Genere: azione, sci-fi
Cast: Mel Gibson, Joanne Samuel, Roger Ward, Tim Burns, Hugh Keays-Byrne

La trama in breve:
In Australia, le istituzioni, ormai incapaci di prevenire e arginare la criminalità dilagante, affidano il compito di combattere le bande motorizzate di giovani, spietati delinquenti ad un apposito corpo di polizia, motorizzato anch'esso, composto da agenti selezionati, esperti nell'uso delle armi e del tutto privi di scrupoli. Max Rockatansky, soprannominato Mad Max, poliziotto del nuovo reparto, è colto dallo sdegno quando vede che un pavido tribunale rilascia in libertà l'assassino di un suo collega. Dubitando dell'utilità del proprio incarico, l'uomo è tentato a dimettersi dal servizio attivo, ma a distoglierlo dal proposito è l'improvviso massacro della sua famiglia ad opera della banda di Toecutter. Facendo della vendetta l'unica ragione di vita, Max si mette a caccia dei criminali e li elimina ad uno ad uno, rivelando lui stesso una selvaggia ferocia non inferiore a quella dei suoi antagonisti. (fonte mymovies)
Il mio commento:
Quest'estate, al cinema, ho goduto guardando Mad Max Fury Road ed è stata un'esperienza esaltante, anche e soprattutto dal punto di vista visivo. 
Però, essendo io ignorante, nel senso che ignoro, in merito alla saga cinematografica di Miller, complice qualche giorno di ferie ho deciso di rimediare a codesta mia lacuna. Ergo, mi son recuperato il primo capitolo della serie, datato '79. 
Non ne son rimasto deluso ma si vede che è un film d'altri tempi e che siamo lontano anni luce da quanto offerto quest'estate. Il contesto presentato e tutta la narrazione sono diverse, riferimenti distopici/fantascientifici sono solo dei proforma, e il budget a disposizione, qui, è tutto sommato abbastanza risicato. 
Tuttavia il film funziona, coinvolge lo spettatore, scorre via crudo e violento. Il tutto è molto easy, comprese le dinamiche esistenziali dei personaggi che popolano la pellicola, e acerbo. In fin dei conti, molte dinamiche si limitano a inseguimenti ed esplosioni di violenza, ma è tutto più che accettabile (ok, la violenza va condannata) cinematograficamente parlando e, tutto sommato, fila liscio. 
Apprezzate in particolar modo le prove del giovanissimo Gibson e di Keays-Byrne, leader della band di folli motociclisti attorno a cui gravitano le vicende che porteranno il povero Max a perder (la famiglia) la sanità mentale. 
Riuscite e ammiccanti a dinamiche viste in Duel (e non solo) pure le riprese rasoterra dei vari inseguimenti a bordo di moto e macchine: di certo contribuiscono a dare un senso di tensione e movimento che altrimenti sarebbe venuto meno.
Senso di deja vu al contrario invece per una scena del finale, quando all'ultimo della band di ToeCutter, viene concessa la possibilità di salvarsi: lui si trova ammanettato per la gamba e, fondamentalmente, può scegliere di liberarsi o rompendo la catena o amputandosi il piede...
Ad ogni modo, come film non mi è spiaciuto. Ha in effetti il sapore di qualcosa di riuscito bene e di significativo, ma forse per i tempi che corrono trasmette molto meno di quanto è riuscito a fare al tempo in cui uscì al cinema.
Ciononostante sono contento di aver colmato questa mia lacuna: ora non mi resta che procedere con i capitoli successivi quelli che, mi dicono, hanno gettato le basi per molte e molte cose. Vedasi l'ispirazione per Hokuto No Ken :-)

mercoledì 6 gennaio 2016

La Lama delle Lacrime

Titolo: La Lama delle Lacrime - Libro I - Prigione per un'anima
Autore: Luca Martina
Editore: Amazon Kindle Direct Publishing
Genere: fantasy
Pagine: 489

La trama in breve:
Un desiderio oscuro. Una vittima inerme. Un delicato amore infranto. Il dolore che diventa odio, poi rabbia, e quindi forza. La minaccia di una nera presenza. Sono i fantasmi che agitano la mente e la volontà di una nascente anima guerriera. Armata del dono più macabro e infausto, e tuttavia unico possibile strumento che la porterà alla vendetta, unica via percorribile verso una dolorosa redenzione. (fonte amazon) (book trailer)

Il mio commento:
Ho letto questo testo dopo aver ricevuto un messaggio in privato, su twitter, dallo stesso Luca Martina: "Amante del #Fantasy?Bene! Allora ti piacerà ;) --->  http://goo.gl/rwvJt  #RT Plz"
Per cui, seppur con i miei tempi, a distanza di qualche mese ho recuperato e letto il testo in questione.
In prima battuta, non ero convinto dalla copertina. 
Non che non sia accattivante: c'è una bella donna, ci sono mistici poteri che vorticano, c'è una lama spessa e misteriosa che farebbe invidia a Gatsu di Berserk...però diciamo che tendo a essere un po' misogino e a non credere così tanto al connubio della della donna guerriera e fotomodella capace di gestire ogni situazione ma condannata a muoversi senza borsetta e almeno una dozzina di abiti di ricambio al seguito... 
Comunque sia, dal punto di vista della storia proposta, trattandosi di un primo capitolo di una trilogia, siamo di fronte a qualcosa di incompleto: un libro primo che propone personaggi, misteri e sotto-trame che, per forza di cose, restano da approfondire o risolvere. La narrazione procede senza intoppi e con uno schema che, col senno di poi, complice anche quanto spiega di sé lo stesso autore, ricorda l'incedere di un gioco di ruolo con quest che si innescano mano a mano che la storia viene sviluppata. Dapprima c'è la sola protagonista Hylenij Veen Daer Aesjndil alla ricerca di un artefatto; poi quando sembra stia per recuperare preziose informazioni subentra Redoran, personaggio misterioso che però la salva dal pericolo e che ne diviene compagno di avventura. I due si recano quindi da Mohal per saperne di più sulla spada incantata che possiede la duchessa e via dicendo... il tutto alternando l'esplorazione dell'ambientazione proposta all'introduzione di nuovi personaggi e misteri e combinando il tutto con un po' di sana azione e interessanti flashback che aiutano a caratterizzarli e ad espandere l'ambientazione proposta. A mio modo di vedere è tutto abbastanza bilanciato ed equilibrato e l'esperienza di lettura risultante, sotto questo punto di vista, può dirsi più che soddisfacente. Almeno per i miei gusti.

domenica 3 gennaio 2016

Star Wars: The Force Awakens - Il Risveglio della Forza

Titolo: Star Wars: Il Risveglio della Forza 
Titolo originale: Star Wars: The Force Awakens
Regia: J. J. Abrams
Anno: 2015
Genere: fantascienza
Cast: Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Anthony Daniels, Peter Mayhew, Kenny Baker, John Boyega, Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Max von Sydow, Lupita Nyong'o

La trama in breve:
Luke Skywalker è scomparso. La mappa con il luogo in cui si è nascosto suscita l'attenzione di molti: di Primo Ordine, organizzazione paramilitare che si richiama all'Impero Galattico cercando di restaurarne l'autorità, e della Resistenza, gruppo di repubblicani decisi a contrastare l'autoritarismo di Primo Ordine. Quando Kylo Ren, malvagia pantomima di Darth Vader, scopre che la mappa si trova all'interno di un droide, si scatena una caccia all'uomo senza tregua, che coinvolgerà Finn, uno Stormtrooper che ha deciso di non uccidere, e Rey, una ragazza che vive rivendendo cianfrusaglie recuperate da astronavi. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Visto che tutto il mondo ne ha parlato e ancora ne parla, compresa la Fiat che continua ad associare le musiche e i suoni dell'Impero ai suoi slogan pubblicitari, ho pensato che il tempo fosse giunto per esprimere un mio parere.
Ordunque, per mesi e mesi la Disney ha investito in ossessive e martellanti pubblicità, con innumerevoli teaser e strategie di marketing escogitate ad uopo al solo fine di irretire nuovi adepti al culto di Star Wars. Hype a mille, insomma, e aspettative alle stelle. E forse questo ha giocato un po' a sfavore del film visto che, diciamocelo, la saga di Star Wars è sempre stata una sorta di blockbuster sci-fi, con tanta azione e divertimento disimpegnato e, a mio avviso, più di qualcuno ha creduto che fosse qualcosa di più. Senza contare il nome del regista a cui è stato affidato il progetto, che mediamente ci ha abituato a produzioni sì accattivanti e spettacolari ma molto naif e spensierate. 
Per cui, per come la vedo io, il risultato complessivo è più che soddisfacente. 
L'episodio 7 confezionato da J.J. Abrams colpisce nel segno e propone un'esperienza affine a quella che regala la visione del primo, storico, episodio della saga. Il quattro, per intenderci, ovvero "Una nuova speranza".
Fondamentalmente io mi son divertito assai, ho ritrovato elementi e personaggi noti e ho accettato quelli nuovi, soprattutto coloro che caratterizzeranno la nuova saga appena cominciata e che sono destinati a divenire icone per il futuro. O a morire nel tentativo di diventarlo...
Inutile dire che per gustare appieno il film NON ci si deve accostare con spirito critico o con troppa voglia di capire e ottenere spiegazioni (perché il Millenium Falcon non era pattugliato? Ma era lasciato così, pronto per partire, con le chiavi inserite? E che dire di come Rey scopre l'utilizzo della Forza? Come mai quei nazisti del Primo ordine hanno soldati di colore? Come mai tutti si ricordano di Finn? Magari perché di colore? Perchè Chewbecca non è invecchiato? In che tempi si può realizzare una mega base con annesso cannone frantumando mezzo pianeta senza che nessuno se ne accorga? E via dicendo...). 

sabato 12 dicembre 2015

Mune - Il guardiano della luna

Titolo: Mune - Il guardiano della luna
Regia: Alexandre Heboyan, Benoit Philippon
Anno: 2014
Genere: animazione, fantasy
Cast e Doppiatori: Michael Gregorio, Izia Higelin, Féodor Atkine, Omar Sy

La trama in breve: 
I guardiani della luna e del sole sono ormai anziani ed è ora che designino il loro successore. Le redini del sole passano a Sohone, che si allena da sempre allo scopo, mentre la custodia della luna viene affidata inaspettatamente al piccolo fauno Mune, che non si sente all'altezza e non sa dove mettere le mani. Al punto che combina un guaio e mette il guardiano delle tenebre nella condizione di rubare il sole. 
Mune e Sohone si alleano, dunque, per partire alla ricerca dell'astro perduto. 
Con loro c'è la bella e fragile Glin, fatta di cera, in pericolo al caldo come al freddo, ma più coraggiosa che mai. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Questa volta siamo riusciti a farcela, e a vedere questo film d'animazione di cui, a suo tempo, gustammo il trailer al cinema prima di Big Hero 6 (balalala...).
Ordunque, seppur concentrata in circa 1 ora e mezza di visione, l'esperienza proposta da Mune è decisamente gradevole e sui generis. Apprezzatissima infatti la veste grafica e la varietà di soluzioni visive proposte che delineano un mondo epico e fiabesco, in cui la diversità e la coesistenza di miracoli viventi è quotidianità. Su tutte, la contemporanea presenza di giorno e notte è abbastanza emblematica così come la pacifica accettazione reciproca: seppure le creature proposte sembrino tutte differenti, vi è pace e accettazione, nessuna discriminazione o forma di razzismo.
Pure le pachidermiche creature che trascinano gli astri sono una testimonianza piuttosto eloquente di un mondo magico e bellissimo: grazie alle sequenze che le riguardano permettono di introdurre lo spettatore in un mondo ancestrale e fantastico. 
Le spiegazioni in effetti sono essenziali ma tutto risulta piuttosto chiaro e fruibile, funzionale alla storia e allo sviluppo dei personaggi.
Al di là dei messaggi proposti in merito alla coesistenza degli opposti, il film accarezza svariate tematiche e offre diversi spunti di riflessione che, a mio avviso, potrebbero venir sfruttati anche da quanti organizzano attività per ragazzi in contesti quali ritrovi AC e scout che mirano a divertire educando.

lunedì 7 dicembre 2015

The Lego movie

Titolo: The Lego movie
Regia: Phil Lord, Christopher Miller
Anno: 2014
Genere: animazione, fantastico
Cast e Doppiatori: Chris Pratt, Will Ferrell, Elizabeth Banks, Will Arnett, Nick Offerman, Alison Brie, Charlie Day, Liam Neeson, Morgan Freeman, Jadon Sand, Channing Tatum, Jonah Hill, Cobie Smulders

La trama in breve:
Emmet Brickowski è un cittadino felice di una ridente metropoli fatta di Lego di cui rispetta tutte le regole: segue la musica trasmessa dalla tv, è gentile con gli altri e si reca diligentemente al lavoro (costruire palazzi) esattamente come gli viene detto di fare dalle "istruzioni". Proprio al cantiere un giorno incontra una ragazza e per errore casca in una voragine nella quale entra in contatto con un pezzo speciale, oggetto del desiderio di una setta di ribelli di cui Emmet non conosceva l'esistenza. 
La sua vita viene così trasformata in quella di un avventuriero e, nonostante non ne abbia le qualità, l'aver ritrovato il pezzo speciale lo rende "il prescelto". Scopre così che il sindaco della sua città è in realtà un dittatore di diversi mondi (fantasy, west, spazio ecc. ecc.) dotato di un piano per cambiare l'universo come lo conoscono. (fonte mymovies)

Il mio commento:
In realtà avevamo in programma di vedere Mune - Il guardiano della Luna, ma qualcosa è andato storto e abbiamo ripiegato su The Lego Movie, qualcosa di semplice, dinamico e divertente all'insegna del disimpegno.
E che ha recimolato un onesto 7,8 su IMDB.
Ora, è innegabile che il film in questione presenti dei limiti notevoli, visto il poco tempo a disposizione (neanche 1 ora e mezza) e la consapevolezza che di giocattoli stiamo parlando, per cui la storia non può che ammiccare al fantastico con una spruzzatina di demenziale.
Eppure, innegabile pure questo dato di fatto, funziona! Cavolo, scivola via senza annoiare, con svariate trovate geniali e riferimenti trasversali al mondo del cinema e dei fumetti. Il tutto condito da situazioni paradossali, battute e canzoncine orecchiabili ("E' meravigliosoooooo!!!") di cui è difficile sbarazzarsi.
Voglio dire, seppure l'atmosfera sia completamente differente e il paragone azzardato, se il medesimo estro creativo ed entusiasmo fosse stato profuso in produzioni come Terminator genisys ci saremmo trovati di fronte a un capolavoro. In questo film dedicato ai mattoncini Lego si respira creatività, fantasia, gioia e volontà di mettersi in gioco, di plasmare qualcosa di nuovo, di rompere le righe e giocare. Dannazione sì, giocare con le immagini e con...i Lego, appunto.

giovedì 3 dicembre 2015

I Mercenari 3

Titolo: I Mercenari 3
Titolo originale: The Expendables 3
Regia: Patrick Hughes
Anno: 2014
Genere: azione
Cast: Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Antonio Banderas, Wesley Snipes, Mel Gibson, Dolph Lundgren, Harrison Ford, Arnold Schwarzenegger, Kellan Lutz, Terry Crews, Kelsey Grammer, Robert Davi, Sarai Givaty, Randy Couture

La trama in breve:
Nella squadra di Barney Ross si materializza il più prevedibile eppure il più clamoroso degli eventi, un incidente che mette a serio repentaglio la vita di uno dei membri. L'evento, unito alla ricomparsa di un vecchio e storico nemico (che come nella migliore delle tradizioni si trattava di un ex-amico, parte del primo gruppo di "mercenari") spinge Ross a trovarsi un'altra squadra, fatta di giovani a cui non sia legato da una profonda amicizia, per portare a termine una nuova missione. Liberarsi degli amici di una vita e tenerli lontani da un bel complesso di esplosioni però è più difficile del previsto.(fonte mymovies)

Il mio commento:
Ordunque, a suo tempo vidi il secondo capitolo di codesta saga addirittura al cinema. E ricordo ancora la vibrante emozione, i moti, la dilagante partecipazione della folla riunitasi in quella sala. In fondo, non mi è capitato sovente di assistere ad applausi spontanei durante la proiezione, al più ho memoria di inverecondi commenti, risate e rutti gioviali.
Invece, con il secondo capitolo della saga, ho percepito un tremito nella forza e tanto entusiasmo da parte dei fan emozionati per qualunque bazzecola. Apparizione di Schwarzenegger...applausi. Primo calcio volante di Van Damme gemiti ambigui. Comparsa trionfante di Norris, orgasmi in sala e muggiti.
Bei tempi...
Con queste premesse mi son accostato alla visione di questa terza saga della combriccola di questi simpatici vecchiacchi evergreen. Questa volta a casa, comodo comodo, sul divano.
Beh, devo confessare che a stento ho resistito fino alla fine.
Il film risulta moscio, insulso, poco coinvolgente, con troppa gente che cerca di ritagliarsi una parte ma senza riuscirci.
Eccezion fatta, ovviamente, per 3 di loro.
La sequenza iniziale, con Wesley Snipes liberato dalla prigionia per ...ehm...evasione fiscale è tutto sommato passabile anche se, sinceramente, non ho ben compreso l'utilità di avere un cannone montato sulla locomotiva di un treno adibito al trasporto prigionieri. 
E' abbastanza inzupposo per voi???
E stiamo parlando di evasione fiscale...mica di uno che c'ha mille mila morti sulla coscienza o che ha sganciato una bomba atomica su Hiroshima solo perchè si annoiava.
Poi abbiamo Mel Gibson, che tutto sommato riesce a costruirsi un ruolo e un personaggio. Un crogiuolo di cliché, per carità, ma almeno dimostra di saper recitare un poco seppur il suo Stonebanks tenda, minuto dopo minuto, a risultare sempre più idiota e incapace fino a rasentare l'assurdo nel tentativo di abbattere Rambo a pugni. Cazzo, non ce l'hai un amico cecchino? Un pugnale avvelenato? Una bomba a mano? Un esattore equitalia da mandargli a casa?

martedì 24 novembre 2015

Nuovi ebook da Elison Publishing

Approfitto di questo post per segnalare tre degli ultimi ebook pubblicati da Elison Publishing, dinamica realtà editoriale con cui sono in contatto (anche se non come autore) e di cui ho letto (e certamente leggerò) alcuni ebook proponendo un commento sulle pagine di codesto mio blog:


AMOY
di Maria Teresa Rotelli

La Trama: Mio figlio Stefano era morto da due anni e ancora non riuscivo a rendermene conto. Conducevo la mia nuova vita senza entusiasmo e con tanta apatia. Lavoravo molto da Pasqua a settembre svolgendo due lavori al giorno. Ero molto efficiente e tutti erano contenti di me, ma mi sentivo senz’anima. Durante l’inverno finalmente mi chiudevo in casa e non vedevo nessuno. Vivo lontano dal centro del paese, perciò era facile non vedere mai nessuno. Facevo lunghe passeggiate con il mio cane nella macchia mediterranea e andavo a fare la spesa una volta a settimana, cercando di salutare furtivamente le persone che mi conoscevano.
Un giorno mio figlio Marco mi disse:
“Mamma perché non vai a fare una crociera?”
“No, non mi interessa. Potrei fare un viaggio solo per andare a vedere un gorilla o un orangutan.”
È iniziata così una fase del tutto nuova della mia vita. In questo racconto parlo della mia esperienza di volontaria a Sepilok nel Borneo, poi in Tanzania e infine in Amazzonia, a contatto con gli animali, esperienze meravigliose che hanno cambiato la mia vita e che oggi voglio condividere. Il nostro pianeta e tutto il regno animale hanno bisogno urgente del nostro amore.
Maggiori informazioni sull'ebook: link


L'ISTANTE MAGICO
di Renata Asquer e Alice Guerrieri

La Trama: Chi era de Nittis? Il pittore italiano che tanta fama s’era conquistato nella Parigi degli impressionisti, l’uomo di mondo che deliziava gli amici artisti con le specialità italiane alle sue cene del sabato sera. Oppure esiste un’altra verità capace di svelare un “mistero De Nittis”? 
Questo è il motivo che ha spinto a scrivere non una biografia vera e propria, ma un romanzo che commuove e diverte ispirato ai fatti reali mescolati con l’immaginazione.

sabato 21 novembre 2015

Parlando a vanvera di terrorismo

Circa un mese fa ero a Parigi, per una mini ma piacevole vacanza con Silvia e un paio di amici e, sentendo e leggendo di quanto accaduto venerdì scorso, diciamo che qualche pensiero cupo mi è passato per la testa ronzando nel vuoto pneumatico che orgogliosamente mi vento di conservare. 
Ma probabilmente è una dinamica emotiva innescata dal modo in cui vengono comunicati e fatti percepire certi eventi. 
Non che gli attentati accaduti a Parigi siano poco gravi o poco deprecabili, anzi: personalmente aborro la violenza, il terrorismo e queste forme di comportamento che ricadono esclusivamente su innocenti. 
Però fermandosi un poco e riflettendo, forse, si riesce a dare un peso e un'interpretazione più razionale a quanto stiamo vivendo in questi giorni, meno emotiva e condizionata. 
Anche perché, detto tra noi, più che i morti in sé, più che l'insicurezza che la consapevolezza di essere vulnerabili qui in Europa - a casa nostra! -, più che l'estremismo islamico in sé, mi fa paura e mi destabilizza il pensiero di vederci ancora e costantemente alle prese con pensieri medievali, alla mercè di chi inneggia a soluzioni semplici per problematiche e contesti complessi - e che magari ne approfittano per un po' di propaganda elettorale.
In fondo, è dall'XI secolo che vi è una contrapposizione forte tra mondo occidentale e medio oriente: è da allora che si combattono crociate e che si usano espressioni come "infedeli, guerra santa" per giustificare atti barbarici tra popoli. 
E nei secoli pare che ancora non ci si sia stancati ma che anzi si insista nel volere creare tensioni e distanze. Fa comodo, evidentemente. 
Questo, ovviamente, accade da ambo i lati visto che gli estremisti islamici dell'ISIS e, prima ancora, i membri di al-Qaida non sono certamente dei santi e non li giustifico affatto.
Però, al contempo, non mi va di essere troppo ipocrita né di crogiolarmi all'ombra di titoloni inquietanti come "Bastardi islamici" di Belpietro o dei commenti di certe notizie da parte di chi cede solo al razzismo e all'odio.
Voglio dire, la situazione è complessa e molto articolata, è il frutto di processi storico-culturali che proseguono da molto tempo e che l'Occidente stesso ha voluto e creato. E' risaputo, ad esempio, che al-Qaida è nata grazie all'interesse statunitense durante la guerra fredda, così come è nota l'ingerenza da parte delle potenze economiche occidentali sui territori del Medio Oriente, e non per nobili fini.
Solo qualche anno fa sembrava che il male assoluto fosse rappresentato da Ahmadinejad, poi la moda è cambiata, c'è stata la primavera araba, l'Egitto, la guerra in Libia...insomma, il leitmotiv sembra essere "tensione".

giovedì 19 novembre 2015

Telecom : falso rimborso online

Qualche giorno fa ho parlato di Telecom, e non in toni simpatici, sulle pagine di codesto blog.
Poi, all'improvviso, mi accorgo di una mail ricevuta su Gmail che, con enfasi, mi annuncia la possibilità di ottenere un rimborso!
Evvai! Giubilo!
Non me ne capacito ma per qualche strano motivo suddetta azienda forse vuole riallacciare i rapporti, limare le incomprensioni che hanno rischiato di allontanarci definitivamente. 
Sono così sorpreso e quasi felice che scorro avidamente le mail soffermandomi sulla parola rimborso, parola che titilla oscuri desideri di rivalsa che nutro nei confronti di suddetta azienda.
Evvai: un po' di fortuna!
Mi sfrego le mani, la lingua fuoriesce appena dalla bocca in una posa vagamente fantozziana mentre si allontano definitivamente i propositi di investire parte del mio tempo a commentare i fatti di Parigi.
Questo è tutt'altra cosa, un desiderio pruriginoso che si fa quasi realtà...
Ricontrollo la mail ancora una volta, tanto gentile e onesta pare... 



Infine mi decido a cogliere l'occasione e clicco per accedere al servizio già pregustandomi immani gioie immanenti e...
...niente, mi accorgo che si tratta di un tentativo di phishing bello e buono....
Che delusione, che vergogna.
Stavo pure per cascarci. 
Per cui va, almeno lo segnalo pubblicamente, sia mai che qualcuno ci caschi anche se, almeno su questo aspetto voglio essere onesto, Telecom prevede una pagina per allertare i suoi clienti (e non) del rischio frodi online o per consentire loro di segnalarli.
Per cui vigilate :-)

domenica 8 novembre 2015

Loreggia: martedì con l'autore

Segnalo che per il mese di novembre, presso la Sala Consiliare del comune di Loreggia (PD) sono previsti 3 incontri serali per presentare autori e relative opere letterarie, un'interessante iniziativa che ci tengo a pubblicizzare anche attraverso il mio blog.
Di seguito una breve descrizione dei singoli appuntamenti e delle opere che verranno (o sono state) presentate.

PAOLO MALAGUTI – “Sul Grappa dopo la vittoria” – Martedì 3 novembre 2015, ore 21
Dopo la fine della grande guerra, un ragazzo sale sul monte Grappa, per ordine del padre, a recuperare rame, piombo, viveri in scatola; il proposito è quello di aiutare la famiglia in ristrettezze economiche, in realtà le "escursioni" del giovane recuperante sono un viaggio di maturazione che gli fa conoscere profondamente la vita. Il Grappa s'impone attraverso tutto il romanzo come un gigante inerme: come orizzonte della tradizione contadina comunitaria, arcadia dei malgari, poi come campo di battaglia dove i militari distruggono e uccidono. Quindi come immenso serbatoio di raccolta e recupero di materiali, presidiato dall'esercito italiano; come monte sacro alla patria voluto dal fascismo. Infine come monte naturale al quale ritornano i gufi e i corvi reali dopo la bufera, e dove riprende la vita semplice e vera animata dallo sbocciare dei fiori di montagna.

UMBERTO MATINO – “Tutto è notte nera”Martedì 10 novembre 2015, ore 21 (rinviato causa nebbia) - Martedì 24 novembre 2015, ore 21
"A ogni curva i fari dell'auto spazzavano la costa del monte e illuminavano gli alberi di un bosco ormai spoglio. I tronchi, colpiti dalla luce, apparivano d'improvviso nella notte simili a neri feticci, mentre le ruote schizzavano tutt'intorno manciate di fango." In una notte di pioggia, in mezzo a cupe colline, un automobilista s'imbatte per caso in un efferato delitto. La vittima è una ragazza sconosciuta che in punto di morte gli consegna una busta piena di antichi documenti: "Scappa, scappa" sono le sue ultime parole. I carabinieri, allertati da una telefonata anonima, giungono lassù dopo pochi minuti ma trovano soltanto il suo corpo senza vita: l'involontario testimone si è nel frattempo volatilizzato. Inizia così l'intricata indagine del maresciallo Piconese, tesa innanzitutto a scoprire l'identità della ragazza e che ben presto s'indirizza verso una strana comunità insediata sulla cima di un colle selvoso che sorge li vicino. Anche il cronista del quotidiano locale, affiancato da alcuni improbabili collaboratori, comincia una propria indagine partendo, invece, dal misterioso enigma rinvenuto fra i documenti della vittima. Alla fine le due indagini tenderanno fatalmente a convergere e la soluzione del delitto verrà trovata, con un finale a sorpresa, in una vicenda che si credeva ormai cancellata dalla memoria della gente e dalle pagine dei libri di storia.

GIONATA SCAPIN – “Lhotar e il risveglio del Marskull” – Martedì 17 novembre 2015, ore 21
Da un lontano mondo incantato, un malvagio incantesimo catapulta l'elfo Lhotar e la fata Ellywick sulla Terra. Dopo mille peripezie i nostri amici sprigionano l'ultima sorgente magica rimasta sul nostro pianeta, facendo sì che tra le vette dell'Himalaya si desti il Marskull. Terribile vortice divoratore di magia, il Marskull devasta quanto incontra sul suo percorso. Con l'aiuto del vecchissimo drago Tanzeum, Lhotar ed Ellywick si preparano per lo scontro finale contro la malefica entità.

Per maggiori informazioni si visiti il seguente sito web.

sabato 7 novembre 2015

Telecom customer care...what else?

Con Telecom ho sempre avuto un rapporto conflittuale, una storia passionale che perdura da anni e che di tanto in tanto riesce ancora a sorprendermi con risvolti imprevisti ed emotivamente significativi.
Solo quest'anno, giusto per introdurvi alle questioni accadute oggi, ho avuto l'occasione di approfondire la qualità del servizio in occasione di ben 3 interruzioni di servizio nell'arco di 7 mesi di linea appena traslocata. Interruzioni di servizio lato Telecom e che in primis mi vengono indicati non con codesto nome ma con la definizione "problema del TUO modem, è meglio cambiarlo".
Misteriosamente il modem che erogava ed eroga connettività a destra e a manca nella magione di Trebaseleghe è ancora il medesimo e i problemi si son rivelati esser tutti lato Telecom.
Cose che capitano, ordinaria amministrazione, ma per le quali rischiavo una spesa superflua.
Tra maggio e giugno invece ci son state le disavventure per attivare la connessione Adsl con Fastweb, per la quale si richiedeva l'intervento di Telecom, in quel di Ca Onorai. A causa del permesso negato da parte dei confinanti di scavare nelle loro proprietà, di fronte alla possibilità di far arrivare a casa mia la benedetta rete agendo dall'altro lato della strada, mi son sentito dire NO. In fondo, sono cliente da una vita, perchè avrei dovuto avere un trattamento di riguardo. 
E con somma gioia ho dovuto smettere di credere allo slogan di Fastweb (quel "Immagina, puoi" che mi ha dato molto da pensare) e sobbarcarmi oneri aggiuntivi per poter usufruire di quella cosa che si chiama Internet e che, in Italia, pare non essere ancora divenuta cosa ovvia e necessariamente disponibile ovunque.
Questo, solo per il 2015, è stato il riassunto del mio altalenante rapporto d'amore e odio con Telecom.
Oggi però ho avuto l'onore di conoscere un gentleman che lavora come operatore. 
Ho infatti chiamato il 187 per cercare di capire se, considerando l'importo delle bollette che paga mia madre, ci sia modo di risparmiare un po', In fondo, con i cambi di tariffe e la variazione della frequenza di pagamento da bimestrale a mensile, ci risulta di pagare un po' di più di prima. In fondo, ormai la crisi è finita e viviamo tutti una splendida rinascita, in cui i soldi piovono a destra e a manca: naturale che, come dicono anche i mancati clienti della Dacia Duster, noi si voglia pagare molto di più.
Per il medesimo identico servizio.
Per cui, dicevo, chiamo il 187.
"Un nostro operatore le risponderà entro 2 minuti"
Paziento mentre Pressure Off dei Duran Duran si alterna a spot e all'invito ad attendere "un nostro operatore le risponderà entro 2 minuti".
Intanto recupero carta e penna.
Uso il cellulare per controllare Whatsapp.
"Oh oh oh oh It's up to you now It's time to take the pressure off. La preghiamo di attendere, un nostro operatore le risponderà entro..."
Gioco un po' con il cane che mi gironzola vicino. Inganno il tempo controllando i depliant appoggiati sul mobiletto.
"... It's time to take the pressure off. La preghiamo di attendere, un nostro..."
Mi concedo le canzoni travisate del Trio Medusa. Navigo un po' mentre tengo monitorata la musichetta di attesa profusa dalla cornetta.

mercoledì 4 novembre 2015

L'esercito dei demoni - La genesi di Shannara

Titolo: L'esercito dei demoni - La genesi di Shannara
Autore: Terry Brooks
Editore: Mondadori
Genere: fantasy
Pagine: 406

La trama in breve:
Dopo la distruzione della civiltà a causa delle guerre chimiche e batteriologiche, gli Elfi sono a rischio di estinzione e la loro unica salvezza sono le Pietre Magiche; Gli Elfi Kirisin e Simralin le hanno recuperate, ma devono rientrare nel loro regno superando l'assedio dei demoni senza poter contare sul Cavaliere del Verbo Angela Perez, rimasta gravemente ferita mentre li aiutava nella conquista dell'ultima e più potente Pietra Magica, il Loden. Pericoli d'altro genere minacciano i superstiti della razza umana, sfuggiti all'orda dei demoni e affidati alla protezione dell'altro Cavaliere del Verbo, Logan Tom, in attesa che si compia la profezia del Re del fiume Argento e il ragazzo Falco li conduca nel luogo sicuro dove potranno ricostruire una nuova civiltà. Né gli Elfi né gli uomini, però, sanno che la fine è ancora più vicina di quanto appaia...  (fonte Mondadori)

Il mio commento:
Alla fine ce l'ho fatta a concludere l'intera trilogia. Fondamentalmente, la lettura di quest'ultimo libro è stata un po' travagliata e a singhiozzo ma non meno piacevole rispetto ai precedenti capitoli.
Solo che, sarà stato il carico di aspettative, saranno state le molte questioni che speravo di veder approfondite e risolte, sarà stato l'effetto dei teaser relativi alla serie tv dedicata a Shannara che dovrebbe venir trasmessa a inizio 2016, sarà stata la somma di tutti questi fattori ma son rimasto un po' insoddisfatto.
Già. In fondo, di carne al fuoco ce n'era molta, così come di personaggi da gestire e a cui dare uno scopo. Penso agli Spettri, ragazzini sbandati che ce l'hanno messa tutta per approdare nella Terra Promessa: sinceramente confidavo in qualche indiscrezione e qualche sviluppo in più per Fiamma o Gufo, mentre mi son profondamente rammaricato per il destino di Aggiusta e Gesso. Almeno, dei due, uno se n'è andato da eroe mentre l'altro...povero...
Anche altri personaggi son stati completamente abbandonati a se stessi, a mio avviso, in particolare gli Elfi tanto più che, da quel che avevo capito, c'erano pure problemi di comunicazione da gestire visto che umani ed elfi, tra loro, non si capiscono. Eppure, nel terzo capitolo della serie, questo problema viene meno, così come quello della coesione tra popoli e razze diverse, argomenti appena sfiorati e poco approfonditi ma che sembrano risolversi naturalmente. Vero è che la minaccia di un'orda di demoni e di un'imminente catastrofe globale fanno percepire in modo differente molte questioni che altrimenti avrebbero avuto dinamiche ben diverse. 
Vero è che di carne al fuoco ce n'era tanta e qualche scelta andava pur fatta.
Tra queste ho apprezzato - e pure esultato - per il fatto che Logan Tom ce l'abbia fatta. In tutto, intendo, a proteggere la massa di profughi, a proteggere Falco, a sconfiggere Findo Gask, a trovare una compagna (che mi figuro come una sorta di Brooklyn Decker) e, soprattutto, a restare vivo. Temevo infatti che il baldo giovane, che nella mia immaginazione vedevo come un Jason Statham della situazione, capace di sbaragliare da solo interi campi di concentramento dei seguaci del Vuoto (pensate per un attimo al cataclisma che riesce a perpetrare, da solo, nell'incipit di Fast and Furious 7) ci lasciasse le penne, come veltamente lasciato intendere dalla Signora del Verbo. Altro personaggio svanito nel nulla...