martedì 23 dicembre 2008

..:: Memories ::..

Sono qua ^_^
Questo post ho deciso di dedicarlo a "Memories", un film d'animazione del 1995 anche conosciuto come "Otomo Katsuhiro's Memories". Otomo, per chi non lo sapesse, è l'autore di Akira, un capolavoro nell'ambito della vastissima produzione di anime giapponesi. Sono ben conscio che al suono di codesta parola, la mente dei lettori più sprovveduti vaga fino alle curve procaci e morbidose delle svariate eroine sexy che hanno fatto conoscere il genere.

Però l'animazione

giapponese è questo e molto altro. Anzi, soprattutto molto altro!! Basti pensare poi a capolavori come Final Fantasy: Advent Children o Neon Genesis Evangelion per farsene una ragione. Gli stessi Wachowski, nell'ambito del progetto "Matrix", si sono avvalsi di maestri giapponesi per la realizzazione di corto metraggi utili all'esplorazione del mondo fantascientifico che hanno costruito. E per sperimentare nuovi linguaggi e nuove tecniche comunicative.

Lo stesso fine che Otomo si prefigge con "Memories", un film composto da tre medio-metraggi realizzati a partire da suoi racconti ma la cui regia è stata affidata ad altri mostri sacri della produzione giapponese. Alcuni dei quali, tra l'altro, reclutati dai Wachowsky per Animatrix.


La prima parte del film è intitolata "Magnetic Rose" : l'ambientazione è futuristica, spaziale. I protagonisti sono astronauti addetti al raccoglimento dei rifiuti e dei relitti che vagano alla deriva nello spazio (come in Planetes di Makoto Yukimura per intenderci). Raggiunti da un segnale di SOS si dirigono verso una sorta di stazione orbitante in decadimento: sembra disabitata tuttavia al suo interno permangono in funzione gli ologrammi e i robot di una famosa soprano che, nonostante sia ormai morta, ha cercato di mantnere in vita il ricordo di sè, della propria musica e del proprio amato. Gli astronauti tuttavia non lo sanno e, vagando per la stazione, finiscono preda di allucinazioni e situazioni irreali. L'elemento di unione tra i personaggi è il modo in cui vengono vissuti i ricordi, un legame da recidere con il passato poichè richiama alla mente esperienze dolorose e traumatiche (ad esempio la morte di una figlia...) oppure il passato inteso come vita, come rifugio, luogo in cui sentirsi realizzati. In entrambi i casi alla memoria viene accostato il senso della fuga. Ma sono anche altre le suggestioni che regala questo episodio, soprattitto per il fatto di essere molto "occidentale" : i pesonaggi, gli abiti, le ambientazioni. Così come la scelta di un soprano (che in teoria si rifà alla Callas) e do musiche liriche (Puccini in particolar modo) richiamano poi alla memoria l'Europa, o almeno a me ha fatto questo effetto. Quasi che la stazione spaziale in decadimento sia proprio il nostro continente...
Il secondo spezzone invece è quello che io reputo più divertente. L'idea di base risulta semplice ma al contempo delinea una prospettiva terrificante. Il protagonista delle vicende è un ragazzo qualunque, una persona semplice e ano

nima che, per errore, diviene la più potente arma biologica vivente in circolazione. Da dipendente di una casa farmaceutica, a seguito dell'ingestione di una pillola, si ritrova l'unico superstite in uno scenario di morte senza precedenti. E ovunque vada una puzza pestilenziale si diffonde, la Natura impazzisce e gli esseri umani cadono a terra, morti: ma lui tuttavia non comprende di essere la causa di una simile tragedia, anzi, nè è spaventato e ancor di più lo è quando si trova addosso l'esercito giapponese!! Ne risulta quindi un concentrato di azione e divertimento ma che non manca di far riflettere su come "l'uomo" possa essere considerato un'arma di distruzione di massa. Un essere che, irrispettoso delle dinamiche naturali, sta finendo con l'auto distruggere sè stesso e l'intero pianeta. Certe volte anche per errore, solo per incoscienza o poca lungimiranza. Quasi non avesse ricordi delle guerre e delle devastazioni passate, l'umanità però non bada a questo ma si prodiga ugualmente per inquinare e produrre armi sempre più potenti, sempre più devastanti.


"Cannon fodder" è infine l'ultimo dei medio metraggi che compongono Memories. Ed è quello più strano e particolare in termini di grafica, grottesco, assolutamente non "giapponese" nell'aspetto. Sperimentale, ecco. Ed è quello che mi è rimasto più impresso soprattutto per la tensione che pervade la storia rappresentata, le vicende quotidiane che si svolgono in una città fortificata, in cui ogni edificio è corazzato e dotato di cannoni. Una città militarizzata e dittatoriale, in cui gli uomini vivono in funzione del caricamento di un cannone di dimensioni colossali che un "nobile" aziona ogni giorno, ogni ora. Per bombardare. Per colpire. Non sono concesse pause, ogni sforzo deve essere teso alla produzione di armi, alla pulizia delle armi, al caricamento delle armi, alla rea

lizzazione di proiettili. Uomini e donne indistintamente vivono per servire i regime, si annichilisono per il sistema, come se ne fossero parte non tanto in qualità di individui con diritti, sogni e pensieri, ma in quanto "ingranaggi". Nemmeno i bambini sono risparmiati da una simile realtà opprimente: vengono educati alla guerra, indottrinati, finendo per sognare di essere loro, un giorno, ad azionare il cannone. Un'arma che spara senza che si sappia perchè o dove. Bisogna sparare, questo l'unico imperativo in un presente costruito sulla memoria di una guerra passata e, forse, addirittura già conclusa. Ma non c'è spazio, non c'è tempo per alcuna verifica, per alcuna libertà di pensiero o di ogni altro tipo. Esiste solo l'annullamento.

Una constatazione che "fa male" e che mi ha fatto molto riflettere su quello che, in soldoni, è il nostro modo attuale di vivere in cui talvolta sfugge lo slancio vitale sostituito dalla spinta degli eventi, in cui la verità e la confusione si confondono e in cui, a furia di venir "bombardati" da certi messaggi si finisce con il farli propri.


E sull'onda di queste suggestioni io concluderei lasciandovi alle parole dei CSI  con Unità di Produzione:

Che la terra è pesante
Non si può sollevare
Che la terra è pesante
Pesante da portare
E' bassa troppo bassa
Preme e schiaccia
Fucina di potere temporale
Fucina di potere temporale
Un unico abominio clericale
Delirio onnipotente
Dominio che sovrasta
Efficenza d'inetto (delirio onnipotente)
Burocratica casta (dominio che sovrasta)
Potenza del pesante (efficenza d'inetto)
Preme compatta schiaccia (burocratica casta, potenza del pesante)
Preme
Compatta
Schiaccia
Sogno Tecnologico Bolscevico
Atea Mistica Meccanica
Macchina Automatica - no anima
Macchina Automatica - no anima
Ecco la Terra in Permanente Rivoluzione
Ridotta imbelle sterile igienica
Una Unità di Produzione
Unità di Produzione
Tecnica d'Acciaio
Scienza Armata Cemento
Tabula Rasa Elettrificata
Tabula Rasa Elettrificata
Barbaro umanesimo bolscevico
L'età del bruci il mondo caschi in terra
L'età del tutto giù nuova la terra
Rosso fiammante
Splendente in età acerba di passione
Rosso fiammante
Ma senza età matura
Marcia impostura
Ma senza età matura
Marcia impostura
Delirio onnipotente
Dominio che sovrasta
Efficenza d'inetto
Burocratica casta
Potenza del pesante
Preme
Compatta
Schiaccia
Sogno Tecnologico Bolscevico
Atea Mistica Meccanica
Macchina Automatica - no anima
Macchina Automatica - no anima
Ecco la Terra in Permanente Rivoluzione
Ridotta imbelle sterile igienica
Una Unità di Produzione
Unità di Produzione
Tecnica d'Acciaio
Scienza Armata Cemento
Tabula Rasa Elettrificata
Tabula Rasa Elettrificata
Tabula Rasa Elettrificata
Tabula Rasa Elettrificata...

(Unità di produzione - Tabula Rasa Elettrificata)

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