lunedì 20 settembre 2010

..:: Guida ragionevole al frastuono più atroce ::..

Titolo:  Guida ragionevole al frastuono più atroce
Autore: Leslie "Lester" Conway Bangs
Editore: Minimum Fax
Genere: Narrativa - Recensioni
Pagine: 440

La "trama" in breve:
Arriva finalmente in Italia uno dei libri rock più famosi di tutti i tempi! Lester Bangs è stato uno dei critici musicali di culto degli anni Settanta, e più in generale una figura cardine della controcultura americana (come tale è stato immortalato, ad esempio, nel film Almost Famous): questa antologia raccoglie i suoi scritti migliori, in cui la critica vera e propria si mescola di volta in volta con il reportage da dietro il palco, i ricordi personali, la confessione intima, la letteratura visionaria, il delirio lisergico. Dai Clash a Lou Reed, da Van Morrison ai Kraftwerk, dai Jethro Tull a James Taylor, passando per i movimenti giovanili, la drug culture, la stampa, i media, la politica, il Vietnam, i saggi di Bangs disegnano l’affresco sovversivo di un’epoca leggendaria della musica (e della cultura) contemporanea. Con una prefazione appositamente scritta da Wu Ming 1 per questa edizione. (fonte Mimimum Fax)

Il mio commento:
Non è stata, lo confesso qui, subito, una lettura immediata. Piacevole, appassionante, talvolta ostica, interessante e dissacrante, spiazzante a tratti, un po' noiosa ed eccessiva in alcuni punti, incredibilmente profonda e acuta in molti altri, ma decisamente qualcosa di fuori dall'ordinario. Sia perchè questo non rappresenta il classico libro che io leggerei (ma in questo caso si è trattato di un prestito)(apprezzato, sia chiaro!) ma anche perchè la scrittura di Lester è qualcosa di assolutamente difficile da definire e inquadrare. Il libro è infatti una raccolta di recensioni e interviste realizzate da quello che è stato uno dei più attenti e importanti critici musicali statunitensi degli anni '70 e che, a parer di molti, è da reputarsi uno dei migliori scrittori di tutti i tempi. Anche se non ha scritto romanzi, epopee fantasy, saghe sci-fi o sceneggiature di colossi cinematografici. ma solo recensioni e interviste e articoli che hanno affrontato l'arte, la musica, gli artisti, la società e il mondo intero. Già perchè le recensioni realizzate da Bangs sono un concentrato di follia, di intelligenza, di riflessioni sociologiche sull'andamento della società, pregne di situazioni paradossali gettate su carta sull'onda degli effetti di alcol, droghe e anfetamine. In perfetto stile gonzo, a cui l'autore si rifaceva. Ma c'è di più: la cultura che Lester Bangs possedeva non era affatto blanda o lacunosa. Anzi. Questo unitamente alla propria sensibilità e alla propria capacità di osservare e sentire lo rendeva un critico intelligente e acuto, provocatorio ma abile nell'individuare tendenze e inclinazioni del suo tempo. Il suo carattere o, per lo meno quello che traspare dai suo scritti, lo portava ad essere piuttosto bellicoso e provocatorio, spiazzante, decisamente "un personaggio" che non passava inosservato o inascoltato. Soprattutto considerando la capacità critica che dimostra nell'esaminare album e musicalità in una personale crociata alla ricerca di musica, di arte, di frastuono.
Di autenticità. 
Penso che mi sarebbe piaciuto averlo conosciuto dal vivo. 
Così come penso che un personaggio del suo calibro, ai giorni nostri, avrebbe finito col farsi sopraffare. Non so perchè ma, tutto sommato, mi ha dato l'impressione di essere piuttosto fragile dentro, alla ricerca di un qualcosa che la sola musica sembrava non potergli fornire. In linea con il binomio "genio e sregolatezza", ma probabilmente troppo esposto e poco immune agli stimoli del mondo circostante. E non mi riferisco solo a quelli musicali.
In ogni caso, personaggio a parte, il libro in questione è una piccola bibbia della musica rock che esamina fenomeni e artisti tra il finire degli anni 60 e tutti gli anni 70.
Certamente lo si apprezza al meglio se si conoscono anche tutti i nomi citati, alcuni particolarmente noti (Iggy Pop, i Clash, Lou Reed, Elvis..) altri (almeno per me) meno conosciuti e non necessariamente rockettari (uno su tutti: Albert Ayler).
Una lettura immancabile per tutti i musicisti e gli appassionati di musica in genere ma anche per quanti amano la letteratura e vogliono confrontarsi con un autore anomalo, fuori dagli schemi ma decisamente accattivante. Non facile e immediato, a mio avviso, ma decisamente da studiare e, soprattutto, da leggere. E capace di far riflettere su alcuni aspetti che, credo, sfuggono ai più quando si accostano ad album e melodie che, troppo spesso, finiscono per porre l'attenzione solo su certi aspetti commerciali e di mercato o che tendono ad esaltare solamente "il lato scelto" degli artisti. Quasi rinnegando l'importanza che invece il messaggio universale della musica dovrebbe possedere e trasmettere e che, anche grazie alle sue recensioni (talvolta davvero lunghe e articolate, alle volte pseudo dialoghi con amici-lettori), Lester ha cercato di far emergere.
Consigliatissimo!




 

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