martedì 25 gennaio 2011

..:: Getting Any? ::..

Titolo: Getting Any?
Regia: Takeshi Kitano
Anno: 1995
Genere: commedia - demenziale
Cast: Iizuka Minoru (Asao), Haku Ryu (regista), Idari Tokie (madre), Kitano Takeshi (scienziato), Kobayashi Akiji (capo dell'Esercito di Difesa della Terra), Minakata Yuji (yakuza), Terajima Susumu (yakuza), Osugi Ren (yakuza), Yuki Tetsuya (yakuza)

La trama in breve:
Asao stabilisce che per aumentare la propria attività sessuale ha assolutamente bisogno di un'automobile. In seguito, non riuscendo nel suo intento, proverà di volta in volta a diventare attore, killer, minatore e quant’altro pur di rimediare più soldi possibili e diventare un grande amatore.  (fonte wikipedia)

Il mio commento:
Kitano, come regista, non lo conosco molto. L'ho vagamente presente, lo confesso, e di suo ho visto solamente Zatoichi. Ma credo inizierò a recuperare la visione di altre sue opere.
A giudicare da quel che ho letto in internet in merito a "Getting Any?", nell'ottica di esplorare quanto proposto dal noto regista nipponico, temo quindi di esser partito col piede sbagliato.  
Non è che abbia letto chissà quali commenti positivi sul film in questione. Addirittura lo stesso Kitano sembra esser stato poco soddisfatto di questa sua opera e, considerando che nello stesso anno ha pure avuto un devastante incidente in moto che l'ha costretto a profonde operazioni di chirurgia plastica al volto, ecco...non dev'esser stato un bel periodo per lui.
Asao, ripresosi dopo il primo "trip"
Tutto sommato comunque mi son divertito. Per carità, si nota subito che il budget è limitato e che qualcosa "stride", pure il ritmo non è dei migliori (anche se stiamo pur sempre parlando di un film degli anni 90 e per di più di matrice orientale) e non sempre le gag si concludono in effettive risate.
Però, il film ha quel "non so che", offre cioè uno spettacolo anomalo, particolare. Mi ha incuriosito, insomma. La sceneggiatura non prevede lo sviluppo di una vera e propria storia bensì un susseguirsi di gag e situazioni comiche e demenziali, esplorando diversi generi cinematografici. Si giunge addirittura alla pseudo - fantascienza del finale, passando per siparietti erotici, sequenze in cui imperversano gli yakuza e ricostruzioni quasi storiche.
Il tutto tenuto assieme dal protagonista, Asao, che vive una serie di esperienze al limite del ridicolo e dell'assurdo principalmente allo scopo di riuscire a trombare, cosa che immancabilmente non gli riesce di concretizzare (anche se ho qualche sospetto in merito a ciò che ha combinato quando era invisibile....). Ecco allora che tenta di raggiungere lo scopo per gradi: se avessi l'auto, se avessi una spider, se avessi denaro, se fossi un attore, se viaggiassi su un aereo avrei diritto al "servizio" di bordo, se fossi invisibile...
Credo rappresenti un
guinness dei primati ...
Talvolta questi pensieri si concretizzano in vere e proprie esperienze reali, talvolta si limitano invece a concedere ad Asao e allo spettatore suggestive sequenze frutto dei trip mentali dello stralunato (ma ingegnoso) protagonista. Che, per altro, è pure spregiudicato e animato da un forte carisma: in fondo, chi mai si recherebbe da un concessionario e, alla domanda, "che tipo di auto le serve?" risponderebbe con un "una per farci l'amore dentro". Con tanto di prova con una commessa dell'esercizio comunale mentre il suddetto concessionario osserva e, premurosamente, cerca di valutare la soddisfazione del cliente: "tutto bene? si trova a suo agio?" "Non trova che sia un po' stretta?" "Ha provato a cambiare posizione?"
Non credo comunque che si tratti di un film adatto e apprezzabile da tutti i palati (soprattutto considerando l'escamotage studiato, nel finale, dal "comandante della difesa del mondo" per attirare l'uomo mosca....) ma in ogni caso, se volete provare, dategli una possibilità a questo "Getting Any?". 
In fondo, su IMDBsi è pure guadagnato la sufficienza con un onesto 6,1 che, considerando il 2,8 di Natale in Sud Africa e il 3,3 di Natale a Miami, è tutto dire. 
Dopotutto, nell'opera di Kitano si coglie pure una certa qual genialità, un po' di sana goliardia suicida nel tentare di mettere in ridicolo ogni tipologia di film. Basti pensare a quel che combina con gli yakuza: altro che uomini duri e terribili, capaci di lotte sanguinose e atti scellerati. Qui giocano alle ombre cinesi e travolgono il proprio capo quando questi ordina loro di seguirlo. Però sono abilissimi con le spade: addirittura tagliano gli atomi! Altro che Gemon!
Il boss degli yakuza non rimane
indifferente di fronte alle capacità
del suo miglior cecchino: una moneta
centrata in volo da un proiettile....
Oltre a ciò, le sequenze e i contesti che il film propone risultano particolari, soprattutto se raffrontati all'immagine tipo che si ha del Giappone: tendenzialmente, quando si pensa ai giapponesi, li si considera persone sempre indaffarate, composte, ligie al dovere, assidui frequentatori di metropoli. Qui invece si respira fallimento, stanchezza, difficoltà nel vivere, ristrettezze quotidiane e povertà. Le ambientazioni stesse sono piuttosto semplici e, talvolta, desolanti: penso soprattutto alle strade della "metropoli urbana" in cui Asao si muove nel tentativo di rimorchiare una bella ragazza con la propria auto nuova (si fa per dire...arriva addirittura a viaggiare con un mezzo quasi cartaceo...) oppure quando ci prova ad assaltare il furgone portavalori di una banca. Non certamente paesaggi urbani densamente popolosi, ecco, funzionali alla realizzazione di riprese a basso costo ma che offrono una sensazione di approssimazione e desolazione, acuendo probabilmente la demenzialità intrinseca del film.
In conclusione, io la sufficienza gliela concedo ma da Kitano mi aspetto di più, decisamente di più...


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