venerdì 4 marzo 2011

..:: Pensieri in scatola ::..

Stasera niente kung fu: non ce l'ho fatta a rincasare in tempo e a recarmi a Camposampiero.
Amen, ne approfitto per postare qualcosa in questo mio blog. 
Pensieri e considerazioni a 360 gradi su una serie di eventi e notizie dei giorni scorsi.

Devoluzione
Bossi che esulta. Credo...
(personalmente mi inquieta)
In questi giorni si è votato per il federalismo municipale e altre leggi/decreti legati alla devoluzione: il decreto ha superato l'esame alla Camera con largo consenso. E la Lega esulta per la strepitosa conquista! Poi, il giorno dopo, ci sono state anche polemiche con l'associazione delle regioni, contrasti per mancanza di chiarezza e progettualità e inezie simili. Questo, ovviamente, non è stato sottolineato a caratteri cubitali, anzi, se ne è parlato in minuscolo...fortuna che hanno trovato il corpo di Yara e si è potuto sviare il discorso.
Che poi, ma forse mi sbaglio, mi pareva che la devoluzione fosse già stata approvata con un percorso di attuazione ben preciso: riduzione fondi a regioni, province e comuni fino al 2012; sospensione contributi a regioni, province e comuni tra il 2012 e il 2014; introduzione nuove tasse e regolamenti per pareggiare i conti per il periodo 2014 - 2016 con variazioni locali dell'IVA per compensare eventuali lacune della sanità...ma forse ho preso un abbaglio. 
Fatto sta tutto questo entusiasmo per la devoluzione, per altro condivisibile e comprensibile, considerando anche le stime dei potenziali incrementi che dovrebbero essere previsti per le regioni più virtuose, spero non finisca per nascondere confronti e valutazioni serie ANCHE su talune questioni tutt'altro che secondarie. Come la gestione dei disavanzi in termini di sanità pubblica (in Veneto siamo a quota 1 miliardo di euro di ammanco...), la ripartizione del debito pubblico (adesso, tra Stato centrale e compensazione tra regioni che si fanno carico del debito altrui in qualche modo ci si giostra ma poi...), il mantenimento di un certo equilibrio di mercato interno e la diminuzione dei costi della politica.
Non sento infatti parlare di riduzione di consiglieri, assessori, parlamentari...non vorrei che, anzi, finissero con aumentare i costi della "macchina politica". Già che abbiamo pure gli EURO-parlamentari da mantenere (a proposito, e questi cosa fanno da mattina a sera? Non si fanno mai sentire...)
Quanto poi all'argomento tasse, seppure io mi fidi delle parole del ministro semplificato per antonomasia, non posso fare a meno di domandarmi se, per davvero non aumenteranno.
Zaia al Wok-Sushi
Voglio dire, da giugno il biglietto del cinema verrà rincarato per compensare i danni de L'Aquila, l'"equo compenso" del decreto Bondi è stato ritoccato, i pedaggi autostradali aumentano per coprire i costi di passanti di Mestre e Dal Molin, sulla benzina pesano imposte del secolo scorso. Se poi leggo in giro che i costi per sistemare la sanità verranno ammortizzati dall'oscillazione dell'imposta IVA...ecco...diciamo che mi sento un po' preoccupato.
Ma sono fiducioso: vuoi che gli intellettuali della Lega non abbiano pensato a tutto? D'altronde, se poi va male, hanno sempre la possibilità di emigrare all'estero sperando di trovare un'apertura mentale diversa da quella che, spesso, dimostrano di possedere. A meno che non si tratti di belle ragazze straniere, di calciatori stranieri o ricchi facoltosi stranieri. Come Gheddafi. Ma vanno bene anche ricchi imprenditori locali che scelgano di investire in Italia.

Militari all'estero
Recentemente è morto un altro militare di stanza in Afghanistan. Mi spiace per lui e ai suoi cari esprimo le mie condoglianze. Tuttavia non posso fare a meno di chiedermi cosa, effettivamente, stiano a fare là i nostri soldati. Son trascorsi 10 anni da quando "Al Quaeda" ha buttato giù le torri gemelle. Non oso nemmeno immaginare quanti milioni di persone siano morte da allora in nome del business della guerra. D'altra parte, bombardare l'Afghanistan mi è sembrata una scelta logica e razionale: in fondo, l'importare è crearsi nuovi mercati. Se poi lì in zona ci sta pure il nemico meglio. Se invece non c'è, che ci stanno a fare là i nostri soldati.
E poi, se in 10 anni i nostri militari hanno debellato "il terrorismo" (t'oh, finisce il mandato Bush e nessun terrorista fa più danni ingenti...) esportando democrazia e pace, perché non dirottarne un po' contro mafia, camorra, 'ndrangheta e compagnia bella?
Comunque sia, questa situazione mi sta abbastanza sui coglioni. Anche perché nessuno ci racconta per cosa stiamo pagando i nostri uomini di stanza in MO. 

Algeria? Tunisia? Egitto? Libia!
Un'ondata di malcontento e di insurrezioni sta facendo ribollire l'Africa Settentrionale. Popolazioni che insorgono, civili che si ribellano, regimi che si rovesciano contro governi e dittatori. Qualcuno ha parlato anche del sostegno dato da Al Quaeda...ehi? Ma come? Non era in Afghanistan...mannaggia...
Qualcun altro - vedi WikiLeaks - parlava di fondi statunitensi.
Fatto sta che qualcosa sta decisamente cambiando nel nord dell'Africa. In bene o in male lo scopriremo. Però mi fa sorridere la superficialità con cui vengono trattate le notizie: appena una nazione inizia a far parlare di sé tutta l'opinione pubblica ci si fionda dimenticandosi della precedente. 
Ora va di moda la Libia insomma, dove governa quel simpaticone di Gheddafi. Che tra l'altro ha detto che va tutto bene, non c'è nessuna crisi interna, in cielo splende il sole e tutto appare tranquillo.
Un'immagine dall'Algeria.
Pensate se succedesse
pure qui da noi,
una rivolta, uno scossone
al Paese...ma moderata
Non scordiamo poi che è pure amico nostro, mi pare. D'altronde, noi italiani siamo amici di tutti, tranne che di quegli stronzi dell'Afghanistan!
Scherzi a parte, mi spiace più che altro per la povera gente e per le ripercussioni che tutte queste tensioni avranno, anche nei confronti del nostro Paese. E pensare che se il nostro governo non fosse così tragicamente alle prese con i problemi del premier magari, di tanto in tanto, un occhio alla situazione al di là del Mediterraneo l'avremmo potuto anche gettare. Speriamo solo che tra tutti i profughi che arriveranno non ci siano altre nipoti di Mubarak.

Le primarie del PD
A sorpresa - per me - rispunta l'argomento primarie. Del PD. Ogni tanto vengono organizzate queste iniziative che, personalmente, non condivido e trovo piuttosto ridicole ma tuttavia necessarie. Così si da l'impressione di vincere qualcosa. E nel frattempo si recimolano fondi per il partito.
Quello che mi fa strano però è scoprire che quell'entusiasta di Fassino ha vinto le primarie a Torino. 
Un uomo che amo ricordare così, con queste amabili contestazioni in merito alla delicata questione del "conflitto di interessi".
Personalmente credo invece che per il buon Piero sia ora di farsi da pare e tornare a vivere nel mondo reale, fare esperienza lavorativa VERA e poi tornare nuovamente al PD e raccontare quali meraviglie ha potuto vedere e sperimentare sulla propria pelle.
Citando il testo di una magnifica canzone de "I Ministri" che recentemente ho scoperto, "Voglio vederti con la faccia stanca / tornare a casa tardi dal lavoro". Ma non lo dico solo a Piero, anche a tutti gli altri nostri dipendenti pubblici che da troppo tempo vegetano sulle nostre spalle. Tanto, sono perfettamente consapevoli che noi "prolet" non insorgeremo mai. Siamo italiani, in fondo: ci basta sperare con il super-enalotto e distrarci con un po' di calcio e fica. Ehi, tutte cose che ci dona il nostro "sole"....

Energia
In questo periodo di insurrezioni e rivolte in Nord Africa siamo stati certamente tutti piuttosto angosciati dall'aumento del prezzo dei carburanti. Chi se ne fotte dei poveracci che stavano sotto a regimi (eh, se fossero stati abitanti dell'Iraq...o dell'Agfhanistan!!): il vero problema è il costo del carburante. Cribbio! 
Però, penso io, come mai proprio ora che si fa sentire più forte il dilemma del fabbisogno energetico non si parla più di energie rinnovabili e di nucleare?
Dov'è finita la pubblicità sul cosiddetto "forum nucleare" che per settimane ci ha fracassato i maroni?
E se era per davvero ingannevole, come pensano di risarcirci tutti? Non siamo stati vittime di una sorta di plagio? Ma soprattutto, nessuno controlla cosa mandano in onda?
Scusate, dimenticavo: siamo in Italia.
Il Paese del Sole. Motivo in più per non investire in energie pulite ma puntare sull'uranio. Di cui è ricco l'Afghanistan...uhm...
Ad ogni modo, dove sono tutti quei discorsi su dove situare le centrali?
Quelle di cui ogni volta, in campagna elettorale, si dice "si faranno! Ma non qui", alla fine, dove si faranno?
Dove sono quei bandi per i fondi per i pannelli solari? Perché non si parla di piano energetico e di ridurre la nostra dipendenza nei confronti di altri Stati? 
Purtroppo, ora come ora, abbiamo ben altre priorità da risolvere.
Ma prima o poi, un giorno, forse....

Dimissioni
"Se solo mi fossi candidato
in Italia..." (Gutenberg)
Questa parola ha il done di incutere timore e sospetto. In fondo, in una nazione fortemente monarchica e aristocratica come la nostra, dove valgono ancora i titoli nobiliari, il signoraggio, le caste eccetera, perché qualcuno che ricopre cariche istituzionali - ovvero è investito di responsabilità decisionali per il bene del Paese e a causa di ciò dovrebbe rispondere del proprio operato - dovrebbe abdicare di propria sponte? Non si fa, semplicemente è inopportuno. Qui in Italia è sinonimo di infamia. Pensiamo a Marrazzo: poco importa che stesse cercando di far fronte a quei lievi problemi di indebitamento della sanità laziale (robetta...tipo 10 miliardi di euro...), sarà per sempre etichettato come un perdente, uno sfigato. Un deficiente che si è fatto pure ricattare. Pensa se pure Silvio, che per anni ha ospitato a casa sua Mangano (un mafioso, un criminale, un omicida, un attentatore...) e ora le donnine, fosse stato ricattato. Magari da Putin o da Gheddafi..
In ogni caso, cascasse il mondo, non ci si deve dimettere. Cosa penserebbero gli altri di noi?
Pensate, per esempio, a Karl-Theodor zu Guttenberg, Ministro della Difesa tedesco che si dimette sotto al peso di infamanti e schiaccianti accuse di plagio. Di parte della tesi di dottorato. 
Roba da far rabbrividire..cosa dovrebbe fare allora La Russa, il pacato e umile Ministro della Difesa italiana. Un uomo che vogliamo ricordare così: La Russa sclera ad annozero.
E pensare che sembrano essere stati soprattutto gli studenti a far pressione per le sue dimissioni.
Per fortuna che da noi pian piano la stanno smantellando la scuola, così ci liberiamo da tutti questi studenti boriosi, arroganti, che pretendono istruzione, addirittura un futuro, o un lavoro!! Cribbio!
Ma vi mando tutti allo stadio, io, tutti a sostenere il calcio italiano. Sia mai che ci sia un po' di crisi o gli stadi vuoti. Male che vada organizziamo una bella partita tra Italia e Afghanistan.


A conclusione di questo post discretamente lungo e ottimistico, vi lascio almeno con una canzone che - a mio avviso - merita assai e assai di essere ascoltata. A voi "Gli alberi", cantata e suonata da "I ministri".




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