venerdì 2 settembre 2011

..:: Pubblicità progresso: the electric life ::..

Recentemente ho avuto l'occasione di vedere una reclam davvero interessante proposta da Renault.
Immaginatevi per un momento che qualcosa sia andato storto e che, nel presente, moltissime delle comodità di cui possiamo beneficiare si basino su motori a scoppio e non siano azionati da corrente elettrica. Uno scenario che un sapore vagamente steampunk ma che risulta, credo, discretamente efficace.


Ricordo che, dopo la conclusione dello spot, visto al cinema, c'è stato uno scambio di battute tra un bambino e suo padre:
"Perché non passiamo?"
"Perché non ci lasciano!"
Come dare torto a codesto signore. D'altronde, visto che il petrolio ci sarà ancora per almeno altri 130 anni,  Libia permettendo, perché cambiare proprio ora? 
Chi ce lo fa fare?
Il petrolio serve, non solo alle auto, all'economia mondiale. A tutti i livelli intendo, sia per far funzionare borse e mercati sia per fornire pretesti di guerra. E se il popolo di consumatori non è d'accordo...beh, lo sarà!
Più di tutto, cambiare mentalità e imporre (pretendere?) determinati cambiamenti non è affatto facile. Soprattutto qui in Italia, dove ci si adegua.
Credo invece che, in nazioni "serie", certe dinamiche dovrebbero piovere dall'alto, venire cioè agevolati da leggi e cambiamenti socio-culturali provocati dalla politica. Una politica che dovrebbe essere attenta all'ambiente (non abbiamo altri pianeta Terra in cui vivere!) e al futuro delle generazioni per le quali si assume le responsabilità di governare. 

Vista la situazione abituale, dimezzando
i parlamentari quanti ne rimarrebbero?
Una politica, possibilmente, capace di andare contro agli interessi di banche e multinazionali. 
Servirebbe buon senso, un pizzico di coerenza e integrità morale.
Ma non solo sul piano del petrolio e dei combustibili, anche per ridurre gli sprechi e l'inquinamento, oltre che salvaguardare le risorse naturali che abbiamo e il patrimonio "umano" che dovremmo possedere in termini di capacità di sopravvivenza. Nella preistoria mica avevano i supermercati, eppure campavano, no? E quel che mangiavano non era imbottito di conservanti e sostanze artificiali che provocano tumori e altre simpatiche malattie.
Purtroppo una politica di questo tipo è pura utopia. 
A mala pena la nostra classe di "uomini dabbene" riesce a tenere in piedi l'economia di una nazione, ma dopo aver gestito delicate questioni giudiziarie, figuriamoci produrre un piano energetico o programmare per il futuro. Qua si vive alla giornata, arraffando e inculando come se non ci fosse un domani! 
L'unica speranza - l'ho realizzato solo recentemente - potrebbe arrivare dai calciatori: cazzo, protestano loro (poverini) e subito si inizia a sudare freddo, a innervosirsi tutti quanti. 
L'interesse per i mercati azionari, per le guerre e quant'altro passa in secondo piano, persino le indagini su Melania Rea: se sospendono il campionato, qua, si rischia la guerra civile.
Altro che pausa in diretta:
a lavurà, negher!
Però tutto cambia se si tratta
del sacro calcio...
Altro che manovre, manovrine, tagli qui, tagli là, idee zero, corruzione qui, corruzione là. Anzi, sai che facciamo? 
Giusto per fare un po' i populisti? 
Dimezziamo i parlamentari!
Evvai! Teniamo solo quelli condannati o solo quelli della maggioranza?
Come contiamo gli assenteisti?
E con Brunetta che facciamo: dimezzarlo ancora non si può?
Sperando che i costi della politica diminuiscano, dico io. 
Qualche giorno fa, giusto per concludere questa divagazione politica, un servizio al tg faceva notare come le spese annue relative a 6 deputati fosse equivalente al risparmio derivante dalla cancellazione e accorpamento dei piccoli comuni. Una proporzione terrificante, se pensiamo a come vanno le cose in Italia e che fa ben comprendere quanto "mirror climbing" e incompetenza ci sia in quel di Roma.
Comunque sia, torniamo alla pubblicità della Renault visto che, come mio solito, ho finito per divagare ignominiosamente perdendomi nei meandri di un monologo inconcludente. 
Al di là della trovata distopico-steampunk dello spot, scorgo al suo interno alcuni aspetti assai inquietanti: quanto cazzo inquiniamo? 
Cioè, il rasoio che sbuffa gas di scarico mi fa percepire un certo qual livello di consumo, spreco e inquinamento. Altrimenti non dovremmo nemmeno preoccuparci di ricaricarlo con mini taniche di benzina.
Però, mi auguro, che i consumi e gli scarti relativi ad un uso elettrico siano di molto minori rispetto a quelli prodotti da tecnologie basate su combustibili fossili. 
Teoricamente l'energia elettrica possiamo ricavarla in modo "pulito" e spero sia davvero così. 
Che non vorrei si finisse per aprire la strada a modalità di produzione elettrica "perniciose", magari basate sul nucleare visto che, qua, il tempo passa ma gli effetti del referendum di giugno non si percepiscono ancora. 
Auto elettrica da gara: possibile?
A meno che non siano gli sbilanciamenti a livello di borse europee tanto citati da tg e meteo: tutti i progetti per speculare sulla costruzione di nuove centrali in Italia se ne sono andati in fumo, con conseguente dirottamento di fondi e speculazioni varie. Ma, se anche fosse così, non avrei comunque rimpianti, dato che il nucleare io non lo voglio affatto.
Alle auto elettriche invece non direi di no. 
Solo che, mi rendo conto, cambiare non è affatto facile. 
Però, chissà, convertendo all'elettrico l'intera Formula 1 magari qualche progresso lo si fa. Visto che, ormai, qui in Italia, di progressi non ci son rimasti neanche quegli spot buonisti che di tanto in tanto passavano alla televisione. Adesso invece becco solo Vodagono, Sky e quella (becera) di Mediaset Premium con l'insopportabile Amendola.
"E questo?" "10 euro" 
"Guarda qua!" "10 euro" 
"E per i servizietti di ieri sera? Mi hai detto che mi amavi e che saremmo stati..." "Non in televisione, Seedorf, per favore, mi conoscono..."





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