sabato 17 agosto 2013

..:: The cabin in the woods - Quella casa nel bosco ::..

Titolo: The cabin in the woods - Quella casa nel bosco
Regia: Drew Goddard
Anno: 2011
Genere: horror, commedia
Cast: Kristen Connolly, Chris Hemsworth, Anna Hutchison, Fran Kranz, Jesse Williams, Richard Jenkins, Bradley Whitford

Il mio commento:
Scritto da Joss Whedon e Drew Goddard e appartenente al genere horror, Quella casa nel bosco rappresenta un’opera piacevole e ben realizzata, caratterizzato da un buon ritmo e da una crescente voglia di stupire e divertire lo spettatore. La trama, in realtà, non è poi molto complessa tuttavia possiede una struttura cangiante che, mano a mano che si procede con la visione, tende a mutare e ad espandersi, introducendo nuovi elementi narrativi fino a rivelarsi più una sorta di parodia del genere che un horror vero e proprio.
Le vicende proposte allo spettatore riguardano cinque amici – i cui profili corrispondono a quelli di un atleta, una "puttana", un intellettuale, un buffone e una vergine -, che partono alla volta di una remota casa situata in mezzo ai boschi per trascorrere un weekend di relax e divertimento disimpegnato, lontano da tutto e da tutti, in assenza totale di tecnologia come non mancheranno di ribadire durante i preparativi del viaggio. Parallelamente, alcuni tecnici e professionisti di una non meglio precisata agenzia, si preparano per una sorta di esperimento segreto, osservando le cavie che, loro malgrado, vi prenderanno parte ovvero gli stessi Curt, Dana, Jules, Marty e Holden in viaggio a bordo del camper che li condurrà sino alla baita.
I nostri baldi giovani...
Ed è qui, che durante la notte, si svolgeranno la gran parte delle vicende dopo che i ragazzi verranno indotti a scendere in cantina e risvegliare il male attraverso uno dei numerosi artefatti presenti nella stanza. Malgrado le scommesse che tecnici e scienziati conducono nei laboratori da cui pilotano le vicende dei ragazzi, attivando pertugi o rilasciando sostanze chimiche nell’aria, sarà Dana la prima a decretare quale orrore scatenare: dalla lettura di alcune pagine di un antico diario verrà evocato un gruppo di terribili e micidiali non-morti che inizierà a falciare i protagonisti.
In realtà tutto ciò è solo uno scenario artificiale, un contesto fittizio creato per un misterioso rituale. Fatto questo che verrà esplicitato mentre, da un lato, i ragazzi lottano per la loro sopravvivenza e, dall’altro, i tecnici perseverano nel loro compito, per garantire che tutto si compia secondo regole prestabilite. 
Si scopre così che l’incubo in cui si trovano catapultati Curt (impersonato da Chris Hemsworth) e soci, è solo uno dei tanti sacrifici umani che, con dinamiche simili, avviene in ogni parte del mondo allo scopo di placare la sete di sangue degli Antichi, mastodontiche divinità dormienti che, se risvegliate, possono distruggere il mondo. Purtroppo, quello che si sta svolgendo è l’ultimo di una serie fallimentare di tentativi e, di conseguenza, di cruciale importanza per il futuro dell’umanità.
Si accettano scommesse: avanti signori, fate il vostro
gioco, puntate il vostro stipendio sull'orrore
che pensate verrà evocato! Forza, forza, forza!
Ma come si può facilmente sospettare, nulla andrà come previsto. Anzi, in un crescendo di situazioni e sfoggio di creatività e di omaggi alle pellicole del genere, saranno gli unici due superstiti del gruppo a scatenare l’inferno all’interno della base in cui i tecnici eseguono il loro compito e tengono in cattività innumerevoli esseri mostruosi, quelle stesse creature da incubo che i soggetti del rituale potevano inconsapevolmente scegliere come boia.
Esplicitando quindi le meccaniche che portano alla realizzazione di un film horror, Quella casa nel bosco si propone quindi come una sorta di meta film che omaggia e deride al contempo le produzioni di genere che, negli anni, hanno saputo incutere timore e al contempo divertire. Ecco allora che gli espedienti a cui ricorrono i tecnici Sitterson e Hadley sono pressoché i medesimi impiegati dai produttori di cinema, con personaggi che, condizionati da droghe e gas, compiono scelte immotivate o si espongono al pericolo in modo plateale. Gli stessi tecnici-registi del rituale non sono esenti da errori o superficialità, motivo per cui tutto volgerà verso la catastrofe, e nemmeno da condizionamenti che arrivano da non meglio precisati clienti: malgrado le speranze di Hadley, infatti, non saranno i tritoni a dare la caccia ai cinque candidati così come tutto deve venir rigorosamente filmato alla stregua di un reality show da trasmettere in diretta mondiale. 

Marty: Allora io ti obbligo a limonare con quell'alce...
Jules: Alce?  Marty: quello lì...qualunque animale sia...
Tra i molti spunti che Quella casa nel bosco offre vi sono infatti innumerevoli riferimenti a format e prodotti di intrattenimento, esasperando l’interesse commerciale e l’amorale attenzione che il pubblico investe nell’assistere a spettacoli cruenti e pornografici. Gli stessi dubbi etici che potrebbe porsi uno qualunque dei tecnici al soldo della direttrice Sigourney Weaver sono gli stessi che dovrebbero porsi gli spettatori che non si fanno problemi a bramare la morte di perfetti sconosciuti solo per il voyeuristico piacere di guardare la vita abbandonare i loro corpi, senza interrogarsi sui messaggi o sugli effetti subliminali causati da simili spettacoli. D’altronde, in ballo c’è il destino del mondo, lo scatenarsi di forze cosmiche e primigenie capaci di distruggere l’equilibrio terrestre. O, nella realtà, di produttori capaci di movimentare capitali pari al prodotto interno lordo di qualche nazione.
Oltre a proporsi come un film capace di smascherare e irridere i meccanismi del cinema horror, Quella casa nel bosco sa farsi apprezzare anche per i molti momenti scanzonati e divertenti, in cui la comicità sfiora il ridicolo proprio nell’enfatizzare cliché tipici del cinema horror, con mostri che spuntano dal nulla (nonostante fisicamente non ci fosse nemmeno lo spazio per nascondersi, senza contare l’odore che cadaveri ambulanti diffondono nell’aria) o battute da enunciare prima di abbattere il mostro di turno, incuranti dei preziosi secondi sprecati mentre un compagno sta venendo dilaniato proprio dalla medesima creatura. Non manca neppure il vecchio pazzo che con i suoi modi rudi, i segreti celati e le frasi profetiche incute timore e dubbio nei cuori dei protagonisti e neppure il campo di forza invisibile, ultimo baluardo per impedire la fuga dei cinque individui sacrificali e contro il quale si infrangono le speranze di fuga dei nostri protagonisti.
E' tutto molto semplice, salto di là e vado
a cercare soccorsi. Tranquilli: vi salvo io ;-) 
Ma il vero punto di forza di questa produzione è rappresentato dalla parte finale, con una lunghissima carrellata di situazioni splatter nella quale non viene risparmiata alcuna creatura: dai ragni cibernetici equipaggiati con seghe circolari ai serpenti giganteschi, dai licantropi ai tritoni, dai non morti agli spettri fino a misteriosi esseri alieni il numero di creature mostruose proposte dal duo Joss Whedon e Drew Goddard rappresenta una sorta di enciclopedia dell’horror, un minestrone di aberrazioni che semina panico, morte e distruzione mentre ci si avvia alla conclusione della storia del mondo. 
Se inteso come film di intrattenimento, Quella casa nel bosco riesce quindi nell’intento di divertire gli spettatori più che di incutere vero e proprio terrore, giocando poco sulla tensione e l’inquietudine e puntando, invece, sull’impatto visivo e sul palesare dinamiche cinematografiche che portano alla creazione delle pellicole horror. 
Diversamente, seppure ben realizzato e dal ritmo più che concitato, Quella casa nel bosco rischia invece di deludere quegli spettatori che vi si accostano con la speranza di assistere a qualcosa che susciti forti emozioni o che proponga qualcosa di veramente nuovo dal punto di vista orrorifico. Gli stessi attori scritturati nel cast non brillano per fama particolare o per capacità di recitazione, con una prova che rimane nella media (ad eccezione forse per la sequenza in cui Anna Hutchison si diletta con un lupo imbalsamato, dissacrando tutto ciò che la favola di Cappuccetto Rosso insegna), ma che non rappresenta un handicap per la godibilità del film.
Al mio segnale, scatenate l'inferno!!!
Nel complesso, il film ha comunque ottenuto buone recensioni e favorevoli impressioni segno quindi che il pubblico ha saputo cogliere e apprezzare la natura di questa prima esperienza registica del giovane Drew Goddard, non di certo uno sprovveduto in termini di narrazione e capacità di incontrare i gusti degli spettatori in quanto già sceneggiatore di serie televisive quali Alias e Lost.

   

   

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