domenica 25 agosto 2013

..:: Vacanze italiane 2013 ::..

"Certo che i giornalisti italiani sono davvero dei geniacci nel proporre le notizie", ho pensato mentre scorrevo un po' di titoli sull'Ansa. Stando alle principali segnalazioni del giorno l'interesse massimo del nostro impegnatissimo e illuminatissimo governo è il dibattito sull'IMU: credo che nei prossimi giorni verrà interpellato il divino Otelma per avere qualche responso. 
Sia mai che si interpellino invece quei caspita di 10 saggi che nel mese di marzo son stati prontamente selezionati per prender tempo decidere in merito alla nomina del capo dello Stato. La prossima volta magari è meglio se chiamiamo la Flotta dei Sette di One Piece....
Accanto alla vibrante preoccupazione per l'IMU, l'altra grande bomba è relativa al futuro del baldo giovane Silvio Berlusconi. Capirai, son vent'anni che ce lo sorbiamo...e non vedo perché le cose debbano cambiare nel nostro magico Paese: c'erano inciuci prima, ce ne sono ora, ce ne saranno poi. In fondo, certa gente casca sempre in piedi, e non parlo solo di Silvio B.
Per cui, anche in questo caso, novità fresche fresche e che nessuno mai si sarebbe aspettato di ritrovarsi come principali notizie su cui focalizzare l'attenzione delle masse in agosto.
Poco più in basso però, ed è questo il motivo per cui ho deciso di scribacchiare qualcosa mentre fuori il cielo è squassato da tuoni e fulmini (e si avverte pure un'empia voce nell'aria, probabilmente Saruman che ha constatato i danni causati dalla grandine alle proprie piantagione di orchi), viene riportato un allarme terrificante: E' boom di oggetti stampati in 3D
Scusate, volevo dire, solo il 32% degli italiani è partito per le ferie.
Ohibò, solo 1 su 3? Ma stiamo scherzando? Saremo mica un Paese con seri problemi economici e occupazionali, vessato da un debito pubblico in crescita sfrenata e che, nonostante tutto, continua a stagnare, crogiolandosi nei ricordi di un passato idealizzato e nel rassicurante pensiero che, in qualche modo, per intercessione divina, tutto si sistemerà da solo?
Italia.IT ... davvero?
Quelle riportate sono invece stime piuttosto allarmanti, che lasciano supporre una cera difficoltà da parte delle persone di mettersi da parte risparmi, forse a causa di introiti incerti e traballanti e aumenti globali dei costi da sostenere...niente di nuovo, lo ben so.
Spero solo non siano dati relativi al solo mese di agosto perché allora sarebbe l'ennesima riprova dell'ottusità del nostro sistema sociale, convinto di essere fermo a decenni fa: nel resto del mondo la gente viaggia tutto l'anno, come pure molti fanno nel nostro Paese, ma giornalisti e osservatori mediatici continuano a guardare al mondo con i paraocchi,
In ogni caso, di fronte a una stima tanto deprimente, non mi son sentito affatto stupito.
Voglio dire, dov'è la novità? Le difficoltà che la gente quotidianamente vive e le incertezze con cui è costretta a fare i conti sono lampanti e palesi, così come il numero di aziende che falliscono o che vedono ridurre i propri introiti o delocalizzano la propria attività... per cui uno scenario come quello descritto credo sia normale. Semmai, mi aspetterei un po' più di pro-attività da parte dei giornalisti ad esempio interpellando qualche economista o esperto per esprimere un parere, magari un elenco di manovre o proposte che si potevano attuare per correggere questi numeri, creando virtuosità e non ulteriori depressioni.
Per dire, si potevano incentivare i consumi per la stagione estiva con l'occhio previdente di chi tenta di creare mercato e occasioni lavorative, magari fornendo incentivi o possibilità di "detrarre spese sostenute per le ferie" o, al limite, incentivare l'arrivo di turisti stranieri dall'estero, con tariffe aggressive e servizi all'altezza delle aspettative (lo so che non possiamo sottrarci ai nostri obblighi verso mamma USA, ma c'è sempre la questione dei caccia...chissà quante cose si potrebbero fare con quei soldi...)
Invece niente, come al solito non si fa una mazza, e poi si parla del nulla, ribadendo ovvietà sul fatto che, probabilmente, siamo spacciati e che tocca al popolo farsi inchiappettare.
Che poi, uno dice, magari quest'anno è andata male...ma gli anni scorsi, come diamine stavamo a numeri?
Cercando in internet si scopre che bene o male era così pure l'anno scorso, solo che la proporzione veniva espressa diversamente: quest'anno 1 italiano su 3 VA in vacanza, l'anno scorso 6 italiani su 10 NON andavano in vacanza. E si scopre che comunque anche nel 2011 le stime erano al ribasso...
Per cui, che diamine, non è che questa scarsa partecipazione del volgo italiano al fenomeno di migrazione denominato "vacanza" sia un problema di quest'anno, semmai è un processo che è in atto da un bel po'. (...e pensare che per millenni la razza umana ha vissuto di migrazioni...)
Osservazione che spero sia stata fatta anche dai giornalisti che hanno avuto l'occasione di esporre codesta problematica alle masse, sia mai che il cittadino medio finisca per perdere memoria storica e pensare che il passato non esista.
Schemino riassuntivo (1)
Al contempo, indagando sull'argomento, ho pure trovato un'interessante prospetto, la "21-esima Indagine di mercato realizzata da Trademark Italia su un sondaggio nazionale di Ipsos Observer" dove si esaminano varie dinamiche legate al turismo. Tra queste una che mi ha fatto assai impallidire riguarda la cultura e la scolarizzazione degli individui, vado a citare:

"Non è ancora pronta la fotografia del Paese scattata dal nuovo censimento, ma possiamo dare per certo il dato 2010: il 45,2 per cento della popolazione tra i 25 e i 64 anni di età è scarsamente scolarizzata, si è fermata alla licenza di scuola media. Deduzione: se non sai dove stanno le città, se non hai una cultura geografica, se non parli le lingue straniere, probabilmente non hai neppure voglia di esplorare, visitare l’ignoto, fare ricerca artistica e culturale. Se non hai studiato, non sai la geografia, non conosci l'inglese, il francese o il tedesco è molto probabile che tu non abbia voglia di viaggi internazionali. La sociologia consente di anticipare che non avere studiato e non conoscere lingue e geografia è positivo per il turismo nazionale. Nel 2012 più turisti italiani restano in Italia. Soprattutto la lingua inglese, essenziale per viaggiare, ordinare la colazione e non sentirsi emigranti, non fa parte del bagaglio culturale di 8 italiani su 10. Questa è la principale ragione per la quale gli italiani evitano i paesi stranieri o vanno all’estero viaggiando in gruppo, con guida e interprete. Ma questo non è tutto, perché circa la metà dei connazionali non sa distinguere tra Lunigiana e Maremma, tra Cilento e Salento, tra Calabria e Basilicata, tra Carnia e Brianza, così anche parte delle bellezze territoriali e paesaggistiche perdono identità. In sintesi, gli italiani non sono “strutturati” per viaggiare alla ricerca delle meraviglie del pianeta, non volano lontano in modo autonomo e indipendente, temono i modelli alimentari diversi dai loro, non vanno all’estero e non vanno nemmeno alla scoperta dell’Italia. ..."

Un'osservazione questa che mi riempie di tristezza e angoscia: ma non siamo un popolo di navigatori, tra le altre cose :-(
Così come mi lascia molto perplesso trovare in modo piuttosto immediato un altro report, relativo questa volta alle "20 proposte per il rilancio del settore" stilate da FederAlberghi. Vado a citarvene qualcuna:

GOVERNANCE – Occorre un Ministero con competenze specifiche ed una modifica dell’articolo 117 della Costituzione, per consentire lo sviluppo di politiche di sistema.

FISCALITÀ – Abolire l’imposta di soggiorno, restituire al settore una quota del gettito Iva prodotto dall’economia turistica, consentire di pubblicare i prezzi al netto dell’Iva, ridurre le commissioni dovute ai gestori delle carte di pagamento, istituire zone franche per rilanciare aree turistiche in crisi profonda.

PROMOZIONE E DESTAGIONALIZZAZIONE – Trasformare l’ENIT in SpA a capitale pubblico, consentirgli di svolgere attività promozionale anche sul mercato domestico, assegnare alle delegazioni il compito di rilasciare i visti turistici, abolire il visto turistico per l’ingresso dai Paesi BRICS, definire la mission del portale ITALIA.IT [NdL: praticamente un pozzo nero, costato uno sproposito e temo, per lo più inutilizzato dal mondo], creare con la RAI un canale satellitare tematico in chiaro che promuova il nostro patrimonio turistico-culturale, esporre nelle hall degli alberghi e nei luoghi di grande transito pezzi d’arte che giacciono accatastati negli scantinati dei musei, rilanciare il sistema dei buoni vacanza, promuovere l’organizzazione di grandi eventi, incentivare il prolungamento delle fasi stagionali di attività.

FORMAZIONE E LAVORO – Correggere i difetti della recente riforma del lavoro, lasciare spazio alla contrattazione collettiva, creare in Italia una grande scuola di management alberghiero e della ristorazione, consentire agli studenti delle superiori di lavorare nel turismo come apprendisti stagionali durante le vacanze scolastiche.

AMMODERNAMENTO – Incentivare con crediti d’imposta e premi di volumetria la riqualificazione delle strutture, semplificare il cambio di destinazione d’uso per accelerare l’uscita dal mercato di aziende non remunerative, applicare un unico sistema di classificazione valido per tutta l’Europa, consentire agli alberghi di offrire nuovi servizi, tutelare consumatori ed imprese contrastando l’abusivismo, salvaguardare le imprese titolari di concessioni demaniali, semplificare gli oneri amministrativi a carico delle imprese.

Vacanze a casa? (2)
INTERNET E TURISMO – Contrastare gli abusi di posizione dominante da parte delle grandi on line travel agency, impedire la diffamazione mediante recensioni anonime, garantire alla struttura ricettiva il diritto di replica, introdurre un vantaggio fiscale per i redditi prodotti mediante e-commerce.

INFRASTRUTTURE – Collegare i principali hub con la rete ferroviaria ad alta velocità, sbloccare le tariffe

aeroportuali vincolandole allo sviluppo degli scali, potenziare e capillarizzare il trasporto ferroviario, assicurare la disponibilità della banda larga.

E il resto ve lo potete leggere a questo indirizzo.
Per cui, in conclusione, mi va bene incontrare notizie dell'ovvio, meno bene se però con un minimo di indagine in più può venir presentato al volgo uno scenario più completo e, anzi, metterlo in condizione di essere critico verso certe dinamiche che il nostro Paese vive. Una nazione come l'Italia che potrebbe campare di turismo ed enogastronomia e che invece non vuol accettare la realtà e la propria identità, investire in se stesso nei settori in cui potrebbe primeggiare.


Fonti:
(1): immagine presa da questo portale
(2): immagine presa da questo articolo

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie Leo, mi hai fatto scoprire l'esistenza della Lunigiana!
Adesso posso andare in vacanza anche io...

Crudo

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