venerdì 15 maggio 2009

..:: Grisi?? Macchè.. ::..

E' un periodo di crisi, non lo posso negare. Non lo si può negare.
"C'è grisi, grossa grisi" direbbe Quaelo, alias Corrado Guzzanti. Anche se il suo personaggio forse non si riferiva esattamente a quella economica.
Fatto sta che al momento la crisi persevera e sui notiziari si legge come il PIL e l'inflazione siano rispettivamente in calo e in aumento. "- 5,9%" titola questa notizia dell'Ansa. Certo, anche all'estero non va bene ma, senza contare l'ammontare del debito pubblico che mediamente è inferiore al PIL, sembra che altre nazioni vivano la crisi meglio di noi: il PIL della Francia segna un -1.2%, quello dell'Austria un -2.8%, idem per l'Olanda. Da notare le immagini scelte per le notizie: auto. Messaggi subliminali perchè l'auto è un bene di prima necessità, un biglietto da visita, una benedizione, in nomine pater et filius et spiritus sanctus amen.
Silvio dice che andrà tutto bene e io, adorante, in ginocchio, gli credo.
Non so nemmeno se stia separando dalla moglie o se invece sia stata tutta una manovra commerciale e mediatica per coprire altre notizie, farsi propaganda e attaccare la sinistra.
Ma va tutto bene, lui dice così.
Ed è normale.
Come è normale che di tanto in tanto passino notizie di capitali immensi gestiti da mafie e company. Ad esempio vi cito questa notizia qui: "sparita montagna di veleni: 20 miliardi fatturato" ... alla faccia... ma nessuno si scandalizza, anzi.
Sono notizie che non passano e che non rimangono, che non si sedimentano e che non portano le masse alla riflessione collettiva. Ad essere critiche, a porsi quesiti del tipo: ma davvero avevamo bisogno, in un periodo di crisi, di nuovi ministri da foraggiare con i soldi pubblici? O che la Lega pompasse per lo sperprero di qualche milionata di euro per non far tenere il referendum in giugno? E qualcuno sa niente di Alitalia: come va la società? Tutto ok? Ci ridanno i 300 milioni prestati l'anno scorso?
Il nulla.
C'è grisi anche delle comunicazioni oltre che di pensiero mi sa....motivo in più che ci aiuta a comprendere come mai siamo stati classificati un Paese non "particolarmente libero" in materia di informazione. Quest'anno siamo al 73° posto: veniamo appena prima dell'isola di Tonga. Negli anni precedenti eravamo vicini al Botswana invece...
Che anche tutto ciò contribuisca alla crisi che stiamo vivendo?
L'essere poco liberi e molto influenzati ci limita, non credete? E magari si finisce con il tagliare i fondi e gli investimenti su scuola e ricerca, sia mai che si coltivino cervelli...
Meglio invece puntare sull'auto (vi rimando alle immagini di cui si diceva prima), al fiorente mercato dell'inquinamento, della devastazione dell'ambiente, degli incidenti e dei morti sulle strade, dello stress per via del traffico. Yu-hu!
Altro che potenziamento dei mezzi di trasporto di massa, che ne so, treno e aereo (sembra infatti che Alitalia non vada proprio benissimo...e di Trenitalia non si parla mai....), o dei settori altamente tecnologici che possono permettere all'Italia di aprirci ai mercati esteri. Manco ce la facciamo con letteratura, film e musica...Importiamo tutto. Tranne la manodopera, quella la si cerca in Turchia, nei paesi dell'Est, in Cina...perchè da noi costa tanto. Ehi: com'è allora che il presidente imprenditore-operaio in questi mesi di grisi non ha pensato di abbattere certi costi a carico delle aziende nel tentativo di aiutare l'occupazione e diminuire la pressione fiscale e aiutare i mercati? Mercati che, strano a dirsi, non hanno registrato cali di prezzi in relazione ai prodotti commerciati...
Che strano...
Comunque sia, va tutto bene. In fondo, come dice Brunetta, "nella seconda parte dell'anno ci avvieremo verso tassi negativi più ridotti, che andranno verso lo zero, e poi dallo zero si andrà verso il segno più".
Già.
Ma come?

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