giovedì 17 febbraio 2011

..:: Barbarossa ::..


Titolo: Barbarossa
Regia: Renzo Martinelli
Anno: 2008
Genere: drammatico - storico
Cast: Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak, Hristo Shopov, Cécile Cassel, Antonio Cupo, Angela Molina, F. Murray Abraham, Gian Marco Tavani

La trama in breve:
Anno 1158. Nelle campagne intorno a Milano un ragazzino, Alberto da Giussano, salva la vita a un cavaliere che gli donerà un pugnale: è l'imperatore Federico I di Hohenstaufen. Il giovane Alberto torna dalla famiglia mentre Federico si sente dire da una veggente che la falce gli procurerà la sconfitta e l'acqua la morte. Alberto, cresciuto, si innamora di Eleonora considerata una fanciulla strana e in grado di ‘sentire' ciò che accadrà. Federico invece porta all'altare la sposa bambina Beatrice di Borgogna e avverte come ineludibile l'esigenza di sottomettere i liberi comuni italiani a partire da Milano che verrà assediata e rasa al suolo anche grazie al tradimento del milanese Siniscalco Barozzi. Alberto vede morire i fratelli e tenta di uccidere l'imperatore che, riconosciuto in lui il suo salvatore di un tempo, lo lascia libero. Alberto però non demorde. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ho visto recentemente questo film, assieme a Silvia con la precisione. Non sapevamo cosa scegliere, non volevamo né un film troppo complicato, né troppo demente, ma qualcosa di interessante e particolare. Alla fine abbiamo optato, insieme, per questa produzione nostrana. 
Barbarossa (Rutger Hauer)
Non sono molto ferrato in storia, lo confesso, però mi ha fatto piacere assistere ad uno spettacolo che parla della storia italiana. Pur non vantando i medesimi investimenti che garantiscono la buona resa dei numerosi polpettoni hollywoodiani, il risultato ottenuto dal punto di vista delle immagini, delle ricostruzioni storiche, dei costumi e del trucco sono buone.
Il tutto risulta verosimile anche se, purtroppo, non conoscendo molto la storia di Federico I del Sacro Romano Impero non saprei dire se magari ho preso per buone castronerie che invece qualche spettatore più istruito e dotto avrebbe facilmente smascherato (della serie, quel soldato con l'ipod....uhm...).
Uno dei dubbi che più mi hanno arroventato il cervello (non riguardo all'ipod, comunque) riguarda proprio il titolo in sé del film: chiamandosi "Barbarossa" mi sarei aspettato qualcosa di maggiormente incentrato sul sovrano tedesco, qui interpretato da un Rutger Hauer discretamente in forma (e che non invecchia mai...gli altri sì, lui no...). Lo spazio riservato all'imperatore e alle dinamiche che lo riguardano è discreto, non lo nego: vengono messi in evidenza il rapporto con la moglie, con i propri collaboratori (a proposito, leggo su wikipedia che il fido Rainaldo di Dassel era un ecclesiastico, mentre nel film sembra più un consigliere di guerra...) e con altre faccende tipicamente da nobili (interferenze nella nomina del papa, tassazione selvaggia dei sudditi lombardi, vendetta cruenta verso coloro che lo contrastano...), ma senza indagare molto a fondo. Soprattutto, il sovrano "esiste" e basta: non importa conoscere particolari legati alla sua infanzia, all'educazione ricevuta, alle lotte per l'ascesa al trono...l'unico episodio degno di nota sembra esser riconducibile ad un evento di caccia, funzionale per introdurre l'incontro - fatidico e predestinato - con l'eroe di turno.Un bambino, falegname (ehi...anche Gesù inizialmente...) abilissimo con la balestra e che gira indisturbato nell'area di caccia del sovrano...uhm....
Alberto Da Giussano (Raz Degan)
L'intreccio invece sembra indugiare con maggior enfasi su altri personaggi e particolari. Su Alberto da Giussano, ad esempio, interpretato da un barbarico Raz Degan (anche se non ne ho le prove, credo che la sua partecipazione al film sia uno dei motivi per cui Silvia abbia votato per questo film ;-P ), sulle sue gesta e sullo strano rapporto che lo lega al sovrano straniero; sulla gnoccolosa Eleonora, compagna di Alberto con il quale vive una storia travagliata, anche a causa delle doti di preveggenza che la fanciulla sembra possedere dopo esser sopravvissuta ad un fulmine (motivo per cui viene prima additata come strega e poi....arruolata nell'esercito sotto mentite spoglie...uhm...); sull'ambiguo e viscido siniscalco Barozzi, a cui è l'inossidabile F. Murray Abraham a prestare un volto.
Tra l'altro, la maggior parte dei ruoli principali sono ricoperti da attori stranieri...sarà un caso? 
Comunque sia, dicevo, l'intreccio procede in modo non molto rigoroso, tentando di fornire una visione d'insieme degli eventi ma con il risultato di fornire una storia approssimativa e con numerosi "salti" da un contesto ad un altro. Indubbiamente non si trattava di un'impresa facile ma, credo, alcune scelte rimangono molto discutibili: come ha fatto Alberto ad entrare e ad uscire dal campo con così tanta facilità? Non poteva farlo prima e salvare Milano? E poi, perché l'esercito nemico non ha semplicemente aggirato le difese poste dinnanzi alla città? E a cosa serviva la scena del ritrovamento del "sepolcro dei re magi"? Infine, chi è il genio che ha scelto il font ed il colore dei caratteri dei testi che compaiono nel finale con il risultato che risultano praticamente illeggibili?
Eleonora (Kasia Smutniak)
Ma oltre a tutto ciò, qual è il reale messaggio che si nasconde dietro a questo film? Subdola propaganda leghista? In fondo, mostrare al pubblico che la lega dei comuni lombardi ha radici storiche serve a rafforzare l'identità padana. Poco importa se a dare un volto a questi avi illustri sono però stranieri che, pure nel mondo del cinema, vengono a rubare il lavoro agli italiani... 
Anche su questo fronte, comunque, il film appare un po' deludente e poco solido. Sembra infatti che a decidere delle sorti dell'Italia intera (a proposito, perché il consigliere di Barabarossa sottolinea il fatto che la strada per la Sicilia passa per Milano? Scendendo dal Brennero e facendo la Romea, non si evitava strada inutile attraverso il Trentino e mezza Lombardia?) siano pochi valorosi che si ritrovano a botta sicura in luoghi segreti - 2 posti, in realtà, un bosco e una specie di taverna... - nonostante siano stati dispersi in 6 direzioni diverse. Per carità, magari è andata proprio così, però il tutto viene proposto in modo un po' troppo immediato e semplicistico. Così come anche le strategie adottate dal sovrano germanico.
In conclusione, seppure la locandina e il soggetto possano indubbiamente esercitare un certo fascino, come la partecipazione di attori più o meno conosciuti (e se non sapete chi è Rutger Hauer...), non mi sento di promuovere più di tanto codesto film se non per gli amanti di sequenze belliche medievali, qui arricchite dalla presenza di numerose macchine da guerra e da un discreto gusto per le scene sanguinolente.


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