giovedì 9 giugno 2011

..:: 4 SI alla libertà di voto ::..

Voto SI o NO...l'opzione pareggio mi sa
che non c'è...
Una delle tematiche maggiormente in auge e che, in questi giorni, accende dibattiti e polemiche riguarda il voto per l'imminente referendum del 12 e 13 giugno. C'è chi annuncia la propria partecipazione, chi tenta di evangelizzare le coscienze, chi cerca di allontanare le masse, chi si prodiga per informare sulla situazione, chi si incazza come una vipera con le mestruazioni (ammesso che le abbiano...), chi se ne strafrega, chi addirittura già non ne può più di percepire tensione e arroganza e che spera solo ci sia bel tempo per andare al mare.
Il timore, o la speranza, a seconda dei punti di vista, è che tutto si concluda con un nulla di fatto.
A prescindere da come vadano le cose, temo, quelli che ci rimetteranno saremo soltanto noi.
Per come la vedo io, se non si raggiungerà il quorum il referendum sarà stato solamente uno spreco di soldi (voluto dalla sinistra comunista e "magistrata"). E, di fatto, si lasceranno in vigore le attuali dinamiche già in essere in materia di energia nucleare, privatizzazione di servizi pubblici e legittimo impedimento - argomento, quest'ultimo, che stranamente passa sotto silenzio... - che, a mio avviso, non ci aiutano affatto. 
Come nazione, intendo.
Se invece i sudditi italiani prendessero coscienza di essere al mondo e si impegnassero per esprimere un parere, allora lo scenario potrebbe essere ben diverso. Anche perchè, in fondo, si tratta pur sempre di tematiche importanti sotto molti punti di vista e che vanno a impattare non tanto sulla situazione attuale ma a mettere alcuni paletti su problematiche che impatteranno, soprattutto, sulla vita delle future generazioni.
Giusto per riepilogare:


Il primo quesito riguarda le leggi in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, ovvero di quegli articoli che consentono di giustificare l’assenza di particolari imputati – per altro solo delle più alte cariche, coloro a cui è delegata la responsabilità di guidare la nazione in vece del popolo italiano - a comparire in sede di udienza.
Una legge giusta e assolutamente legittima, ci tengo a dirlo, promulgata nella totale e insindacabile ottica di agevolare tutta la popolazione italiana che, in questi anni sta attraversando periodi di crisi: ma chi se ne frega se la scuola è allo sbando, se c'è crisi economico-finanziaria, se il mercato del lavoro è stagnante, se pure le grosse aziende falliscono, se l'immigrazione è alle stelle...cribbio! Pensiamo alle cose serie per una volta! Perciò, voi tutti presidenti del consiglio mobilitatevi! E se non lo siete chiedetevi perché dovreste accettare una legge che permette di avere dei criminali a guidare una nazione e, nel caso, di lasciarli impuniti. Della serie, all'estero i politici si dimettono se coinvolti in qualche scandalo mentre da noi "Eh, domani mattina ci sarebbe quel processo per strage, corruzione e bancarotta fraudolenta ma il ministro deve presenziare alla sagra del Paese e quindi...amen, sarà per la prossima volta.." "Ma domani non c'è la sagra in Paese?" "Ci sarà, fidati, la sagra ci sarà..." 
... e se finisse così anche con le
scorie radioattive? Strade illuminate
a giorno anche di notte.
Per 10 mila anni....

Il secondo quesito riguarda le norme per la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione nucleare, argomento particolarmente attuale ma da non sottovalutare essendo state individuate varie sedi idonei alla costruzione un po' in tutte le regioni. Probabilmente sono anche già stati stipulati contratti e concordati appalti (...uno dei motivi per cui un SI rovinerebbe le uova nel paniere a svariati poteri occulti...). Senza contare che il programma nucleare italiano (figlio di un piano energetico che non c’è o della dipendenza economica dalla Francia?) è già stato avviato nel 2009, nonostante quei 21 milioni di voti contrari al nucleare già espressi nel referendum del 1987, dopo Chernobyl. Ma ora, dopo quanto successo a Fukushima, pensando all'efficienza nello smaltimento dei rifiuti normali che già possediamo (Napoli docet!), tenendo bene a mente in quale direzione stanno procedendo altre nazioni europee un po' più serie di noi (vedasi la Germania o la Svizzera), noi italiani possiamo mancare la nostra occasione per dire SI o NO al nucleare! In fondo, abitare vicino ad un centro di stoccaggio per rifiuti nucleari o nei pressi di una centrale, che problemi può comportare? 

Il terzo e il quarto quesito fanno invece riferimento al decreto Ronchi del 2009 in materia di “affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica” e sulla “determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”. Riguardano quindi la "privatizzazione dell’acqua", argomento attuale e piuttosto critico, già oggetto di riflessioni e di iniziative per sensibilizzare la cittadinanza. L’acqua è infatti considerata parte del demanio, che è proprietà di uno Stato e di un popolo (cioè nostra) e, essendo indispensabile alla vita, deve essere garantito a tutti il diritto di beneficiarne, secondo anche quanto indicato nelle leggi sul servizio universale a livello europeo. Che poi, a dirla tutta, “Acqua bene comune” non è solamente uno slogan accattivante bensì un’occasione concreta per riflettere sulle conseguenze che la gestione privata dell’acqua (acquedotti, fontane, acqua per irrigazione, acqua nei locali pubblici … ) può innescare mettendo, di fatto, un bene di vitale importanza (l’oro blu) nelle mani di multinazionali e poteri soggetti a logiche di mercato e non al volere e alle effettive necessità dalla cittadinanza. E’ infatti assente dai decreti governativi la definizione di qualsiasi forma di authority pronta a vigilare, nel caso, ad esempio, il prezzo dell’acqua venisse poi inflazionato da tasse o da incrementi per il recupero di costi: pensate solo a cosa accadrebbe se il valore dell’oro blu aumentasse in modo analogo a quello della benzina, considerando soprattutto che l’acqua potabile, a livello mondiale, è in diminuzione. E non pensate che l'equazione "privatizzazione = efficientamento e riduzione dei costi" abbia una risoluzione certa. 
Quando il lavoro si fa,
come dire... duro... [2]
Alla luce di quanto riportato qui sopra - frutto di un abile riciclo di un testo un tempo pensato per la Pulce, il giornalino della lista civica con cui collaboro - personalmente mi trovo molto perplesso quando sento i nostri dipendenti pubblici del Parlamento inalberarsi tra di loro sui quesiti del referendum. 
Perché tanta tensione? Quale il motivo di cosi animose discussioni? Essendo queste tematiche particolarmente critiche non è forse legittimo che il popolo, di tanto in tanto, si esprima? In fondo, libertà di voto c'è ed è pure garantita per legge (nonostante certe affermazioni del nostro esimio Presidente del Consiglio...mi sa che coi 150 anni di festeggiamento del Regno d'Italia ha confuso alcuni concetti...). E visto che il governo è fortemente impegnato ad affrontare ben altre priorità, come stanziare 5 milioni di euro per giocare ai videogames in Parlamento (Europeo e non... [1]) o sparare cazzate su leggi burla ("spostiamo i ministeri al Nord!" "Chiudendo quelli a Roma?" "Eh no!" "Quindi, aumentando le spese per l'amministrazione pubblica?" "...devo andare, mi chiamano...") mentre l'opposizione latita e si pavoneggia per primati non suoi (per inciso, ci fosse qualcos'altro al posto del PD, dai Belumat ai Power Rangers, credo cambierebbe ben poco).
Infine, dato che ciascuno di loro ha, ogni giorno, qualche istante di popolarità mediatica durante i quali cerca di plagiare le menti altrui, perché per una volta non possono starsene zitti (tranne Calderoli, l'unica alternativa che la televisione propone al posto di La Sai L'ultima?) e lasciare che il popolo sovrano, quello che paga e li foraggia, cogiti in autonomia e si esprima?
Perciò vi esorto, cari sudditi del Regno d'Italia: documentatevi, riflettete e votate!
Che sia per il SI o per il NO ma esprimetevi. Non mancate questa occasione per far sentire la vostra voce. Non ora che, finalmente, qualcosa inizia a cambiare. Dal basso intendo. Dopotutto, anche se non ne hanno parlato (e tuttora nessun tg ci si sofferma troppo...) alle recenti elezioni amministrative è emerso un dato clamoroso: pian piano sta crescendo un'alternativa ai soliti PD e PDL i quali, troppo impegnati a lanciarsi frecciatine su chi ha perso cosa e dove, si dimenticano di osservare ciò che fanno realtà minori come IDV e Movimento 5 Stelle. D'altra parte, è un periodo di confusione e di caos, a momenti non si sa nemmeno chi sia ministro della giustizia...se io fossi Silvio, tra un bunga bunga e un altro, pensando a quanto belli erano i tempi in cui poteva frequentare, a Roma, un musulmano come Gheddafi, un pensierino a occupare quel posto vacante ce lo farei...


Note:
[1]: ma i nostri euro-parlamentari, quelli che ogni tanto ho visto pure nella SalaVip dell'aeoporto di Venezia, che fanno? Perché i tg si concentrano tanto su ciò che accade dentro i confini nazionali e si dimenticano di fornire informazioni su ciò che i nostri euro-parlamentari votano a Bruxelles?
[2]: la foto proviene da VeryInutilPeople  




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