lunedì 20 giugno 2011

..:: The Expendables - I Mercenari ::..

Titolo: The Expandables - I Mercenari
Regia: Sylvester Stallone
Anno: 2010
Genere: Azione
Cast: Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Eric Roberts, Randy Couture, Steve Austin, David Zayas, Giselle Itié, Terry Crews, Mickey Rourke, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Charisma Carpenter, Gary Daniels, Nick Searcy, Amin Joseph, Senyo Amoaku, Matt Medrano, Hank Amos, Aaron Aguilera, Lauren Jones

La trama in breve:
Gli Expendables sono un gruppo di mercenari professionisti dell'artiglieria e del combattimento corpo a corpo, chiamati ad assolvere solo missioni ad alto rischio. In seguito a un blitz su di un cargo di terroristi somali finito in carneficina, il capo della banda, Barney Ross, decide di espellere il tiratore scelto Gunnar a causa del suo temperamento scriteriato e imprevedibile. I “sacrificabili” rimasti si ritrovano invece amichevolmente da Tool, vecchio membro della squadra passato ai tatuaggi e al ruolo di tramite coi vari mandanti degli incarichi. L'ultimo dei quali chiede a Barney e ai suoi uomini di uccidere il dittatore di un'isola del Centro America in affari con un americano per gestire il traffico della droga. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Casting...
Quando questo film uscì nelle sale italiane i miei amici mi invitarono caldamente ad andare a vederlo al cinema  con messaggi del tipo "Dai vieni!" "Su, è uscito in questi giorni: non vorrai mica perdertelo?" "Eddai, un classico film d'azione in stile anni ottanta della serie spara e distruggi!"
Io però non ci andai a vederlo.
Nossignore.
Ero in quel di Bologna, presso l'aeroporto Marconi, a seguire l'avvio di una procedura.
Difficile arrivare in tempo per lo spettacolo, a Limena.
A distanza di quasi nove mesi da allora ho però avuto l'occasione di rimediare alle mie colpe.
Oddio, ad essere sincero l'avevo già avuta qualche tempo fa, in marzo se non erro, quando mi ero concesso poche ma significative sequenze del film.
Ma allora riuscii a resistere alla tentazione.
Lunedì scorso, invece, complice il raffreddore e un minimo di influenza che avevo addosso ho finito col cedere. Ho avviato la riproduzione e, intrappolato nel divano, ho visto. Tutto quanto. Ho visto e ho creduto!
A spasso per le strade di Vilena
Di certo il buon Michael Sylvester Enzio Stallone si è dato da fare per realizzare questo "The Expendables". Diciamo che ha quasi rischiato l'osso del collo ma alla fine ce l'ha fatta (in tutti i sensi) a portare sul grande schermo molti dei volti noti del cinema d'azione degli anni 80 e 90. Non tutti, ovviamente: quei puzzoni di Jean Claude Van Damme o Steven Seagal non hanno avuto l'onore manco di avvicinarsi al set. D'altra parte, il numero di attori più o meno degni di codesto nome che si son cimentati in film d'azione ce ne sono a bizzeffe, non da ultimi Sam Worthington, Scott Adkins (devo ricordarmi di vedere il suo Yuri Boyka) e John Cena (candidato al premio ignobel per la mimica facciale).
E' comunque palese che tutto questo grande palcoscenico che "The Expendables" rappresenta serve solo per consacrare le nuove star dei film d'azione, una sorta di passaggio di testimone verso la nuove generazioni di attori. Tra cui, su tutti, spicca il signor Jason Statham. 
Scherzi a parte, come omaggio alle produzioni "picchia, spara e distruggi" dei mitici anni 80, ci siamo eccome. Lo spettacolo offerto è godibile, dinamico, movimentato, fracassone e volutamente esagerato. Mancano un po' di tette e musica tecno, ma niente a questo mondo è perfetto.
Mi raccomando Sylvester,
non sei più un giovanotto...
Per farsi un'idea del film è più che sufficiente prendere qualche sequenza qua e là, anche non in ordine sequenziale. Basta pensare, ad esempio, alla scena in cui il buon Silvestro corre come un ottantenne su un pontile di legno per prendere l'aereo che il suo caro amico Jason Statham (più giovane, più figo, più cazzuto e più calvo) sta cercando di far decollare. Attorno a lui è una pioggia di proiettili ma lui, stoico, corre e alla fine si lancia, si aggrappa al portellone con i mignolini, prega che il portellone non gli si chiuda sulle falangi, si fa trascinare sull'acqua per chilometri con tanto di sfregamento di zebedei, si bagna tutto, bestemmia, rischia la morte e infine sale a bordo. E senza il fiatone, senza nemmeno provare a chiedere al pilota "perchè cazzo non mi hai aspettato, stronzo?". 
Tempo due secondi e sarà perfettamente asciutto, giusto in tempo per virare e tornare a bombardare il pontile col rischio di far fuori il cattivone. 
Ma è troppo presto e il copione, astutamente orchestrato da Silvestro, non lo prevede.
Il tenero e mansueto Jason
Credo comunque non sia necessario investigare oltre su quali e quante energie abbiano profuso nelle sceneggiatura le occulte menti degli autori. Che, come vuol la miglior tradizione hollywoodiana, si son trovati la sera prima della scadenza, con tanta birra e tanta vodka in corpo, a definire plot e caratterizzazione dei personaggi. I quali spuntano come funghi e non c'entrano un cazzo l'uno con l'altro. Ma sono grossi, picchiano e puzzano. In una parola, perfetti per lo sporco lavoro che devono fare nell'Isola che non c'è.
D'altra parte, il film stesso si descrive da sé grazie alle sequenze proposte: niente drammi shakesperiani, niente colpi di scena, niente situazioni scabrose (ve lo immaginate Dolph Lundgren che acchiappa Jet Li da dietro e gli sussurra parole dolci mentre inizia ad accarezzarlo in modo lascivo sussurrandogli, in russo, "Ti apro, da..."), niente acciacchi nonostante l'età media degli attori coinvolti sia più che significativa. C'è anche l'occasione per una - più o meno - credibile scena in cui Brucio Guglielmi, Arnoldo NeroNero e Silvestro Stallone se ne stanno assieme, in una chiesa. Assorti in preghiera e con la tonaca bianca della comunione. Scene che fanno accapponare la pelle, non per la solennità dell'evento ma per la formidabile prova di recitazione da parte dei tre mostri sacri del cinema d'azione.
Prove di recitazione
In conclusione, The Expendables è un film volutamente insulso e pacchiano, pieno di esplosioni e sana violenza, privo di sequenzialità logica e di un senso generale che governi lo spazio-tempo, per lo più votato a portare in scena combattimenti e sparamenti vari, ciò che il pubblico si aspetta. Ma niente tette, meglio precisarlo, al massimo qualche scena di tortura.
Ma ogni tanto un film del genere ci sta eccome, aiuta a scacciare i cattivi pensieri e a vivere qualche momento di scanzonata frenesia trascinando lo spettatore in un mondo popolato da uomini nerboruti che ingannano il tempo facendo i criminali a tempo pieno, riversando nella violenza tutta la loro maschia voglia di vivere la quale, in realtà, riflette solamente la profonda solitudine che vivono e che, tutto sommato, traspare.
L'unico con un po' di sale in zucca sembra essere il buon Mickey Rourke: almeno lui si è fatto da parte, si occupa di tatuaggi e rimorchia belle gnocche. 
Un'ultima riflessione, ma solo perché sono vigliacco, mi viene da farla proprio in merito alla violenza gratuita che il film propone: non è che si finisca per traviare il messaggio di fratellanza e di pace che, invece, l'opera doveva veicolare? In fondo, che differenza c'è tra i cosiddetti "cattivi" e i mercenari protagonisti dello spettacolo offerto da Stallone & company? Hanno più morti sulla coscienza loro di qualunque altro terrorista o criminale previsto dal copione. Quasi si finisse col legittimare certe politiche belliche / colonialiste che gli statunitensi sono soliti sostenere...



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