lunedì 8 agosto 2011

..:: The system has failed ::..

"C'è grisi, c'è grossa grisi" diceva Quelo
alias Corrado Guzzanti.
Un titolo un po' cupo, lo ammetto, ma al contempo chiaro nel trasmettere un certo messaggio in relazione agli eventi che stiamo sperimentando in questo periodo. Mi riferisco alla "crisi", alle speculazioni in borsa, al crollo dei mercati finanziari e dei valori di certi titoli, in particolar modo relativi anche alla nostra cara Italia.
Quello che più mi dà da pensare è il modo in cui è emersa la notizia e come viene vissuta in termini mediatici.
Di certo si tratta di dinamiche dipendenti da logiche dettate da poteri forti, forse anche occulti, da speculazioni conseguenti ai dati e alle valutazioni fornite da autorevoli entità del campo finanziario, e probabilmente non del tutto casuali o prevedibili.
Eppure sembra che fino a poco fa la nostra nazione avesse un'economia solida, con i conti a posto, in forte ripresa. Cioè, l'impressione è che ancora una volta si giochi tutto sull'immediatezza, sull'azzeramento della memoria, offrendo una visione parziale degli eventi. Peccato che, purtroppo, non tutto era rose e fiori. Prima. Dove con prima si può considerare un periodo ampio a piacere. 
Dopotutto, la crescita della nostra economia è rimasta tendente a nullo per anni, il debito pubblico ha continuato a salire e manovre efficaci in campo economico non sono arrivate praticamente mai. A quando risalgono le ultime risposte efficaci in relazione al mondo del lavoro, oppure sostegni e politiche aziendali et similia atte a rilanciare l'economia? Quando mai abbiamo investito in scuola, ricerca e cultura?
Da che ho memoria rammento gli sforzi fatti per "salvare" Alitalia, i compensi concordati con Fiat ma per il resto delle aziende non è mai arrivato qualche segnale forte in termini di "ehi, rivediamo un po' le cose". Stamattina, al Tg5, è passato un breve intervento di Sacconi in cui vaneggiava dell'imminente incontro con le parti sociali per formulare proposte per rilanciare il mercato del lavoro, rimanendo però vago e generico.  Certo che, ad averci pensato prima magari, a quest'ora...
Che poi, dal 2008 ad oggi, tempo ce ne sarebbe anche stato per prodigarsi in previsione del risanamento e di sistemare l'Italia. Poi, tra processi brevi, legittimi impedimenti (ehi, e il voto espresso nel referendum?), riforme della giustizia e quant'altro ci si è un po' persi. 
Possibili conseguenze della recente
crisi finanziaria
E adesso mi sa che è tardi. Considerando poi che ogni giorno vengono poste alla'attenzione pubblica, cioè non solo a noi italiani ma anche agli occhi del mondo, notizie di corruzione et similia nelle quali sono coinvolti i nostri rappresentanti viene da chiedersi se non ci sia un nesso con la perdita di fiducia da parte di azionisti e affini.
Tornando invece ad una dimensione più vicina alla nostra, ovvero cercando segnali di vita tra le fila dell'opposizione, il coro che si leva è sempre lo stesso e non traspare l'impressione di avere un'opposizione solida, con idee e alternative. Anzi.
Rimane in ogni caso più facile fidarsi delle parole di chi sta gestendo la cosa pubblica, ammesso che la stia gestendo seriamente e con cognizione di causa. Già perché alla luce dei fatti e considerando i tempi che corrono viene da chiedersi in base a quali elementi sia stato valutato di procedere al trasferimento dei ministeri al nord, all'acquisto dei benedetti tablet pc o al lancio di slogan propagandistici. Chissà cosa potrebbero pensare i 67 mila precari se poi il governo non riuscisse a mantenere le promesse fatte?
Per come vanno le cose, comunque, almeno un pensiero l'avrei fatto alle seguenti questioni:

  • riduzione delle spese militari all'estero e rientro dei soldati da Afghanistan e affini
  • riduzione numero dei politici (costano e son tanti)
  • apertura nuove tratte "turistiche" low cost verso l'Africa per far concorrenza serrata agli scafisti
  • apertura case chiuse e legalizzazione del mignottaggio
  • privatizzazione dell 'ndrangheta
  • vendere tutto agli alieni 
In mancanza di alternative, (dove con alternative si intendono proposte concrete e non battibecchi stile bambini delle elementari della serie:
Persona a caso dell'opposizone: "Berlusconi deve dimettersi!" 
Persona a caso della maggioranza: "E invece no!" 
Op: "Io dico di sì" 
Mag: "No no e no" 
Op: "Invece sì" 
Mag: "Col cazzo: assolutamente no!" 
Driiin! (la campanella)
Op: "Uff, anche oggi è finita. Che stanchezza. Che dici, andiamo al bar a prendere qualcosa?"
Mag: "Sì dai, prendo il gettone di presenza e ti raggiungo. Offri tu?"
Op: "Ok, intanto raggiungo la mia auto blu e vado a prender posto. Ci vediamo là!"  )
mi trovo quasi costretto a tifare per il Berlusca, che detesto, eppure tra lui e l'instabilità politica che deriverebbe da una sua uscita di scena ora non so cosa sia peggio.
Al termine di tutto questo inutile crogiolo di menate, alla fine mi rimane dentro solo una sorda rabbia, un silente desiderio di rivalsa, la speranza che prima o poi qualcosa cambi. Che noi si riesca a cambiare, più che a far cambiare le cose. Perché, in fondo, le rivoluzioni di cui abbiamo avuto testimonianza in Egitto, Algeria, Tunisia sono derivate da una presa di coscienza collettiva, da una crescita e maturazione sociale. 
Altra cosa, per carità, rispetto alla situazione in Libia e Siria, però, da loro, qualcosa parrebbe essere effettivamente cambiato.
Di conseguenza, credere che un cambiamento possa verificarsi anche da noi non penso sia poi così insensato. 
Quello su cui però non scommetterei affatto è l'anno in cui questo potrebbe attuarsi.... mi sa che saremo morti abbastanza...

Megadeth - Die Dead Enough
(Album: The system has failed)

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