domenica 15 febbraio 2015

Jupiter Ascending

Titolo: Jupiter - Il destino dell'universo 
Titolo originale: Jupiter Ascending
Regia: Lana Wachowski, Andy Wachowski
Anno: 2015
Genere: fantascienza
Cast: Channing Tatum, Mila Kunis, Sean Bean, Eddie Redmayne, Douglas Booth, Tuppence Middleton, Terry Gilliam, Nikki Amuka-Bird, Edward Hogg

La trama in breve:
Jupiter, figlia di immigrati russi, pulisce i bagni per vivere, sogna un domani migliore ma nel suo presente dorme in una stanza con i suoi parenti e non pensa di valere più del lavoro che fa. Un giorno, a sorpresa, in un salvataggio rocambolesco scopre di essere l'oggetto del desiderio di una famiglia di nobili alieni e viene così rapita da quello che diventerà il suo oggetto del desiderio, un mercenario mezzo uomo-mezzo cane. Dopo aver passato in rassegna i tre fratelli del nobile casato che si litiga la sua amicizia per interesse, come fossero fantasmi dickensiani, scoprirà di poter finalmente lottare per se stessa assieme al suo cavaliere. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Confesso di aver atteso a lungo l'uscita di questo film. Già ne avevo sentito parlare anni addietro, dopo l'uscita di Cloud Atlas. Quindi mi son sorbito i teaser e i trailer, uno dei quali addirittura a giugno del 2014 prima di "The edge after tomorrow". 
Mi sono quindi persuaso che la ritardata uscita del film fosse dovuta alla cura maniacale con cui i Wachowski stavano seguendo la fase di post produzione, oppure a mere questioni tecniche per proporlo in 3D... magari alla pressione di altre case cinematografiche impanicate dalla potenza visiva di questo film.
Ora, dopo averlo visto con questi miei occhi, posso affermare di avere un parere non propriamente favorevole. 
Indubbiamente, con un cv come il loro, per i Wachowski non dev'essere facile realizzare film: l'eredità di Matrix è pesante e ci si aspetterebbe che il duo riesca a proporre qualcosa di degno. 
Tuttavia, pensando alle parti a loro affidate in Cloud Atlas, mi parevano tornati in discreta forma, pronti a scrollarsi di dosso scivoloni come Speed Racer. 
Con questo Jupiter Ascending, orrendamente tradotto dalle sapienti mani dei distributori italiani (se mai un giorno farò un colpo di Stato e diverrò sindaco maximo dell'Italia, uno dei miei primi emendamenti sarà l'esecuzioni capitale di gente che, nei decenni, si è prodigata per storpiare i titoli originali) che per altro hanno avuto la bellerrima idea di lasciare contemporaneamente sullo schermo le due versioni, in totale spregio dell'intelligenza del pubblico, con questo film dicevo ancora una volta i due cineasti statunitensi riescono a stupire visivamente, ma peccano clamorosamente sotto molti altri aspetti. A loro comunque riconosco - e su questo aspetto credo che i pareri siano tutti sulla medesima lunghezza d'onda - la capacità visionaria di creare mondi e tecnologie andando a delineare un'ambientazione completamente nuova che potrà venir sfruttata per i più disparati usi commerciali (videogame, fumetti, animazione, Jupiter Ascending 2...). 

Però tra l'aver ideato mondi e scenari superbi e l'aver realizzato un capolavoro strutturato e memorabile ce ne passa. Un po' come è accaduto con Avatar, anche qui tutto scivola via molto velocemente, troppo velocemente: la consapevolezza di razze aliene che imperversano sul pianeta Terra, il destino dei terrani, viaggi interstellari, ecc... tutto scivola con una rapidità imbarazzante non concedendo nemmeno il tempo allo spettatore di raccapezzarsi o di mettere a tacere dubbi del tipo "cosa mangiano? in che lingua parlano? ma non soffrono il jet lag? e i vestiti per la Kunis dove cavolo li avevano? com'è che corrono e saltano e scappano per mezz'ora e non c'hanno manco il fiatone, un po' di sete, una gocciolina di sudore...? ma non dormono mai? che carburante usano? come fanno degli stivali così piccoli a deflettere la forza di gravità? il licante marca il terreno come i cani o...?". 
E via dicendo.
Un film da gustarsi in modalità brain off, insomma. Mentre invece l'aspettativa era quella di avere a che fare con un prodotto degno di imprimersi nella memoria collettiva sancendo un nuovo inizio per la sci-fi. 
Sospetto che sarà comunque così dal punto di vista dello sfruttamento del marchio, perché tra razze aliene proposte, scudi di energia, stivaletti volanti e mega corporazioni che bramano lo sterminio dei terrani per l'immortalità, di carne al fuoco ce n'è eccome. E se a dicembre andrà come temo, molti fans incazzati di Star Wars riguarderanno a Jupiter Ascending pensando "beh, dai, non era poi così male..."
Peccato quindi, perché probabilmente bastava rivedere di poco il progetto per ripulirlo da certe nefandezze e garantire maggiore qualità al tutto spostando l'asticella di imdb da 6 a 7. 
La sensazione provata infatti è stata quella di vedere i registi in affanno nel gestire innumerevoli elementi in poco tempo, forse condizionati da vincoli contrattuali. 
Forse è andata così:
"Vi prego, ci serve che il film duri almeno 30 minuti in più! Vi supplichiamo", chiedono in ginocchio 
Il tizio della Warner Bros li osserva senza proferire parola, fumando un sigaro.
"Vi prego", insistono. 
"L'avevate detto anche quella volta di Speed Racer"
Panico, imbarazzo.
"Si ma...", Lana cerca di ribattere
"Non ho sentito", il produttore posa la mano sul tasto botola. 
"Lana intende dire che ce li faremo bastare...", conferma Andy.
"In ogni caso, 127 minuti sono un gran bel quantitativo di tempo, no?" 
Tempo che in ogni caso si sarebbe potuto recuperare o gestire meglio sacrificando un po' di sequenze inutili o tagliando inseguimenti troppo lunghi, Vedasi l'inizio e la menata della nascita della Kunis, la sua vita schifida e priva di emozioni e che per forza di cose NON può essere vissuta da una statunitense di razza ariana ma solo da un'immigrata. Capisco anche si volesse creare l'effetto cenerentola ma, ai fini della trama, cosa serviva visto che tanto il suo essere "regale" deriva sostanzialmente da due cose: la sua sequenza di geni (che per la legge dei grandi numeri corrisponde a quella di una certa persona venuta a mancare alla veneranda età di 90000 e vattelapesca anni) e il non esser mai stata punta dalle api. 
Gestendo diversamente l'avvio del film, spiegando che esistono gli alieni e un'intera industria che investe nella realizzazione di mondi per poi mieterne le popolazioni (ah, mi son dimenticato di avvisarvi che avrei spoilerato...ups...) magari si risparmiava un po' di sofferenza allo spettatore e si permetteva una panoramica più completa di quel che accade nel resto dell'universo. Tanto, mica c'era un effetto sorpresa da creare. Perchè se c'era, beh, nessuno in sala l'ha percepito.
Apprezzata assai anche la sequenza relativa alle pratiche burocratiche per il riconoscimento della maestà di Jupiter, ironica e in linea con quella che è l'inventiva di Gillian che immagino abbia preso parte al progetto dei Wachowski solo per quella parte...però, anche qua, alla fin fine a cosa serviva? 
Sarebbe stato più interessante aver avuto invece qualche scorcio del passato degli Abrasax o di Caine Wise, praticamente il motore del film con la sua forza e onnipresenza, la sua tenacia e caparbietà. Indubbiamente una presenza fisica molto forte, resa accattivante dal suo essere ibrido e dalla tecnologia che possiede. 
Qualche minuto in più l'avrei poi voluto per Sean Bean, incredibilmente rimasto vivo al termine del film e che meritava invece qualche momento di pathos e di commiserazione per l'esistenza indecorosa che conduce sulla Terra. Perchè poi...non potevi andartene a vivere quanto meno in una casa decente? Non ti danno fastidio le api? Voglio dire, Jupiter è di stirpe reale e non viene punta ma tu e tua figlia...? Forse è una tattica per tenere lontani quelli del fisco e quelli di scientology...
Non sono invece rimasto deluso dalla resa grafica e dalle soluzioni tecnologiche proposte, che conferiscono un senso di leggerezza al tutto, sfidando gravità e fisica. Le astronavi soprattutto sembrano governate da qualche forza magnetica che tiene con sé parti metalliche (credo) che risultano corpi indipendenti, da convertire in ali, vele, scudi... una forza mistica-magnetica insomma che risulta molto accattivante e interessante e che offre un tocco di originalità al tutto.
Per il resto, più che ripetere che mi aspettavo tutt'altro da questa pellicola non so cos'altro dire. Vero è che non mi sono nemmeno annoiato, costantemente solleticato da azione, combattimenti e cambiamenti di scenario che ammiccano a mondi già visti ma che pur risultano originali, interessato anche a inquadrare al meglio gli Abrasax e a individuare nuove razze aliene (su tutti, apprezzatissimo l'uomo "faccia ambigua" elefante che pilota l'astronave. Proprio come con Chewbacca, o Chewbecca per noi italiani, è sempre l'ideale porre ai comandi di un'ammiraglia spaziale un essere che si esprime a suoni incomprensibili).
Dal punto di vista del cast ho apprezzato Channing Tatum, implacabile e tosto, così come Eddie Redmayne nei panni del presunto cattivone (intendiamoci, pure gli altri Abrasax compiono mietiture su vasta scala...); la Kunis invece non mi ha molto convinto, Sarà pure molto carina e dotata di una discreta capacità recitativa (penso a Il Cigno nero), ma il personaggio da lei reso non mi ha coinvolto poi tanto, risultando priva di reazioni naturali ("hanno tentato di ammazzarmi!" "calmati.." "hanno tentato di ammazzarmi, cazzo!" "calmati..." calmarmi? calmarmi? degli alieni hanno tentato di ammarzzarmi e tu mi dici di stare calma e tranquilla! ma sei fuori?" "sì...però..." "però cosa? cosa per Giove! non ho nemmeno uno smartphone per connettermi a facebook e dirlo al mondo..." "ah..."), un po' troppo distaccata e interessata solo al belloccio di turno. 
O, meglio, alle scarpe del belloccio di turno...
Peccato insomma. Se almeno avessi avuto delle aspettative più basse o avessi percepito coinvolgimento fisico-emotivo (con The Matrix era accaduto, idem con Pacific Rim) allora sarebbe stata un'altra storia; qui invece rimane l'amaro in bocca per un prodotto che visivamente è ammaliante e gratificante, ma che in termini di trama, approfondimento e sviluppo arriva a mala pena alla sufficienza. Se ci arriva.




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